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Cronache

Condannato a 20 anni scafista del naufragio di Cutro

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Il drammatico naufragio del caicco Summer love che all’alba del 26 febbraio 2023 provocò la morte di 94 migranti tra i quali 35 minori e almeno una decina di dispersi, trova una prima risposta giudiziaria in un’aula di giustizia. Nel pomeriggio il gup del Tribunale di Crotone Elisa Marchetto ha condannato a 20 anni e 3 milioni di multa Gun Ufuk, il cittadino turco di 29 anni accusato di essere uno dei quattro scafisti, l’unico a chiedere il giudizio con rito abbreviato. Ufuk è stato riconosciuto colpevole di tutti i reati che contestati: favoreggiamento della immigrazione clandestina, naufragio colposo, morte come conseguenza di altro delitto.

Il gup ha quindi accolto le richieste del pm Pasquale Festa che nella sua requisitoria ha sottolineato la convergenza delle testimonianze, “18 persone hanno detto che Ufuk conduceva la barca”. Secondo la Procura di Crotone “c’è una sua perfetta partecipazione nell’organizzazione del viaggio tanto che lui era su una barca che doveva partire successivamente e va a sostituire quella in avaria”. “L’intento del viaggio – ha rimarcato il pm – era di sbarcare in una spiaggia ma è stata violata ogni regola di navigazione davanti ad una costa sconosciuta e questo è responsabilità di tutti i membri dell’equipaggio”.

Un’accusa che l’imputato ha cercato in tutti modi di mitigare definendosi, nel corso dell’interrogatorio che ha preceduto la requisitoria, un perseguitato politico che si era solo prestato a fare il meccanico della barca non avendo il denaro per pagarsi il viaggio verso l’Italia: “Non ho mai guidato la barca. Mi dispiace tanto per il dolore causato ai familiari delle persone morte”, la sua difesa. A suo dire, in Turchia era stato arrestato nel 2019 perché ritenuto parte del movimento che aveva tentato il golpe del 2016 e per “chi è considerato golpista non è facile vivere in Turchia” ha detto. La sua tesi, però, non ha convinto il giudice che gli ha inflitto 20 anni di reclusione. Il giudice ha anche disposto il risarcimento del danno alle parti civili costituite dai familiari delle vittime, il mistero dell’Interno e la Regione Calabria.

Non è stata riconosciuta, invece, la richiesta della presidenza del Consiglio dei ministri che aveva chiesto un milione di euro per danni di immagine. Richiesta contro la quale si è schierato il difensore di Ufuk, l’avvocato Salvatore Falcone, a giudizio del quale il suo assistito “è un capro espiatorio di chi doveva intervenire”. “Ritengo – ha detto il legale – che la morte di quelle persone non sia a causa di una manovra sbagliata o del naufragio perché, se in quel momento ci fosse stata una qualsiasi unità di soccorso, non ci sarebbero stati tutti questi morti.

La costituzione di parte civile da parte del governo è fuori luogo perché credo che proprio chi doveva intervenire per l’obbligo morale avrebbe dovuto evitare di chiedere danni per quell’immagine che esso stesso ha leso”. Il tema sollevato dal legale – il presunto ritardo nei soccorsi – è oggetto di un’inchiesta parallela della Procura di Crotone nella quale sono indagate sei persone, tre coperte da omissis e tre finanzieri in servizio a Vibo Valentia, Taranto e Crotone. Nei prossimi mesi l’indagine dovrebbe giungere a conclusione. Sarà quella l’occasione per verificare cosa abbiano accertato i magistrati e se vi siano responsabilità penali anche sul fronte dei soccorritori per quanto è accaduto. Intanto, prosegue davanti al Tribunale il processo agli altre tre presunti scafisti – un quinto è morto nel naufragio – che riprenderà il 13 febbraio.

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Taxi, Urso non rassicura: sciopero nazionale il 21 maggio

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Nessuna rassicurazione dal ministro Urso dopo l’incontro odierno sull’emanazione dei decreti attuativi, tra cui la regolametazione delle piattaforme digitali. Per questo i tassisti hanno indetto uno sciopero nazionale per il 21 maggio e una grande manifestazione a Roma. Lo annunciano Unica Cgil, Fast, Ugl, Uti, Tam, Claai Unione artigiani, Satam, Or.s.a. taxi, Uritaxi, Atlt, Ati taxi, Sitan/Atn, Usb taxi, Unimpresa, Federtaxi cisal.

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Inchiesta Genova e arresto Toti, le mosse di Cozzani per la fornitura al Salone Nautico

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C’è da un lato la Regione Liguria che vara una legge per portare i finanziamenti al Salone Nautico di Genova da 350mila a 780mila euro. E c’è dall’altro Filippo Cozzani, il fratello di Matteo, il capo di Gabinetto di quella Regione, che ottiene poco dopo una fornitura da 10mila euro proprio dal Salone. A raccontare come funzionava, secondo i magistrati, il ‘sistema Toti’, è un episodio che vede coinvolto il capo di gabinetto del governatore e il presidente del Salone nautico, Saverio Cecchi, ricostruito nelle carte dell’inchiesta della Spezia che ha portato agli arresti domiciliari per corruzione proprio il braccio destro di Toti e dato il via all’inchiesta genovese perché, nel corso delle intercettazioni, è saltato fuori il voto di scambio con esponenti del clan nisseno di Riesi impiantati in Liguria.

I due parlano al telefono e Cozzani illustra a Cecchi – indagato e destinatario di una misura inderdittiva – quella che lui chiama la ‘leggina’, vale a dire una norma che moltiplicava i finanziamenti al Salone, di fatto raddoppiandoli. “Scusa eh, io sono arrivato che al Nautico gli venivano riconosciuti 350mila euro, ora Campagna (Alessandro Campagna, il direttore commerciale del Salone Nautico, anche lui indagato, ndr) esce con 780mila euro – dice Cozzani – C’è qualcosa che non funziona, te lo dico eh! Saverio, la vostra in Regione è una rapina a mano armata con scasso”. I magistrati spezzini notano l’aumento esponenziale di fondi pubblici per il Nautico, a partire dall’edizione del 2022: dai 400 mila euro di fondi regionali alla delibera di giunta che, pochi mesi prima delle elezioni, attinge a finanziamenti europei per arrivare a 730 mila euro. Eccola qua, la ‘leggina’ sulla strategicità del Salone Nautico di cui Cozzani vanta la paternità.

“Ma ti rendi conto quanti soldi…?” E Cecchi se ne rende conto, tanto che lo ringrazia: “Meno male che ci sei tu, grazie caro”. Ma dir grazie evidentemente non basta e così, poco dopo questo colloquio, Cozzani dà al fratello imprenditore Filippo il telefono di Alessandro Campagna. Filippo lo contatta e offre al Salone la fornitura di cartoni d’acqua con il logo del Nautico per un evento, al prezzo di 10mila euro. L’affare va a buon fine e appena chiuso il Salone Cecchi ringrazia Matteo Cozzani, “per tutto quello che hai fatto…é stato un grandissimo successo, hanno chiuso contratti, stanno vendendo… siamo una squadra veramente dove spacchiamo il mondo”.

Quella ‘leggina’ porterà nel 2023 i contributi al Salone Nautico a 1,2 milioni di euro: 150mila euro a carico della Regione e oltre un milione a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale. Un grandissimo successo anche per i tetrapack di Filippo Cozzani, che da quel palcoscenico voleranno anche alla kermesse dell’Ocean race ma che, per il giudice, sono il “corrispettivo dell’attività corruttiva da parte di Cecchi e Campagna per ottenere da Matteo Cozzani l’interessamento necessario per la percezione di maggiori contributi economici regionali”.

Per tutti gli indagati in questa inchiesta, come in ogni inchiesta, vige nel nostro Paese il principio costituzionale della innocenza. Principio che noi rispettiamo e tuteliamo anche in questo racconto di una vicenda che al momento vede protagonista mediatica solo l’accusa.

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Comune di Napoli, dal bradisismo nessun problema per il Maradona

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“Lo stadio Maradona non ha evidenziato alcun problema sismico. Ha una struttura concepita in modo molto robusto negli anni ’50 e ’60, ha resistito perfettamente al terremoto dell’Irpinia del 1980 e la copertura è stata progettata per Italia ’90 dopo che Napoli era stata classificata in zona sismica. Nessuna delle scosse collegate al bradisismo ha provocato danni e d’altra parte lo stadio è fuori dalla zona di interesse definita dal DL 140 sul rischio sismico collegato al bradisismo convertito in legge”. E’ quanto precisa l’assessorato alle Infrastrutture del Comune di Napoli in relazione a notizie di stampa secondo cui il bradisismo avrebbe arrecato danni ad una curva dello stadio.

“Il problema riscontrato nella parte inferiore della curva B – si legge in una nota – non è in alcun modo collegabile agli eventi sismici che si registrano con il bradisismo. Non c’è una struttura di sostegno significativa, ma solo una sovrapposizione dell’anello inferiore costruito per Italia ’90 rispetto al precedente originale sottostante. Al massimo un problema di vecchiaia, su una struttura molto sollecitata dal movimento dei tifosi. In ogni caso a breve si interverrà per il completo ripristino. Tutte le prove effettuate in altri settori hanno dimostrato l’integrità strutturale degli altri settori dell’anello inferiore”.

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