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Cronache

Coronavirus, dopo Zagaria anche Cutolo tornerà a casa sua ad Ottaviano: hanno paura possa contagiarsi

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Alla stazione dell’Arma dei carabinieri di Ottaviano potrebbero dirne tante sui rapporti tra Raffaele Cutolo e la signora Immacolata Iacone, sua moglie. Lì, in caserma, la signora Iacone ci va una volta al mese per telefonare al marito. Non è una telefonata qualunque. E non è una telefonata con uno qualunque. Lei parla col marito Raffaele Cutolo, il capo della Nco (nuova camorra organizzata), detenuto al 41-bis dal 1993. Iniziò il suo isolamento penitenziario all’Asinara. Per chi non lo ricorda fu Sandro Pertini, primo cittadino d’Italia, che pretese che fosse spedito sull’isola dopo aver scoperto che le carceri sulla terraferma erano per lui dei grand hotel dove chiunque entrava ed usciva. Settimana prossima, martedì o al massimo mercoledì, Raffaele Cutolo uscirà dal carcere di Parma dove si trova ristretto.
Nei giorni scorsi il suo legale, Gaetano Aufiero, ha chiesto che Cutolo venga scarcerato, che faccia ritorno a casa. Aufiero ha chiesto per il suo cliente il beneficio degli arresti domiciliari. Aufiero, l’avvocato, ha chiesto che Cutolo lasci la sua cella di massima sicurezza nel reparto dei detenuto al 41 bis di Parma e torni ad Ottaviano. Lo aspettano la sua signora, Immacolata Iacone e la figlia oramai 13enne Denise. Martedì, salvo diverse determinazioni  del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, Cutolo lascerà la sua cella, dove ha trascorso più della metà della sua vita, e tornerà a casa. Dopo 42 anni di carcere. Nella richiesta di scarcerazione, l’avvocato Aufiero, radica la istanza anche nella circolare del Dap del 21 marzo. Fa presente, ovviamente, i rischi connessi alla pandemia per una persona anziana (Cutolo compirà 79 anni il 10 dicembre) e allega certificati medici di parte sulle condizioni di salute che lo rendono detenuto a rischio contagio da Covid 19.La richiesta è stata formalizzata con ogni crisma. È arrivata al carcere di Parma e al Tribunale di Sorveglianza di Reggio Emilia. E alla luce delle indicazioni della circolare del Dap Cutolo, come Zagaria e come tanti altri boss mafiosi, uscirà del carcere. Quando succederà, non bisogna meravigliarsene. Cutolo è un detenuto. Il suo avvocato è un eccellente avvocato. E le leggi sono uguali per tutti.

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Cronache

Facchinetti: aggredito a pugni senza ragione da Conor McGregor

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 “Sono stato aggredito senza una ragione da Conor McGregor”: sono le parole, sui social, di Francesco Facchinetti finito ko dopo un pugno ricevuto dal lottatore irlandese conosciuto ieri sera a Roma. Facchinetti ha postato sul suo profilo dei video: “Me lo ha dato senza motivo: poteva tirarlo a mia moglie che era li’ con me, alle mie amiche o ad altri miei amici che erano li’. Ho scelto di denunciare perche’ se e’ andata bene e’ un miracolo. Le sue mani sono armi”. Poco prima la moglie dello showman Wilma Faissol su Instagram aveva raccontato l’episodio: “Doveva essere una bella serata, eravamo stati invitati in un hotel per conoscere Conor McGregor… lui era in Italia per battezzare suo figlio, ci siamo divertiti, abbiamo parlato per ore… Del nulla, ha tirato un pugno in faccia a francesco. Dal nulla. Per fortuna erano molto vicini, quindi non ha avuto modo di caricarlo: poteva ucciderlo. Francesco e’ volato indietro, e’ caduto su un tavolo. Si e’ rotolato, e’ caduto su una sedia e poi per terra>. Facchinetti era fan del lottatore: “Lo abbiamo accolto come un eroe, invece e’ solo un bullo. Spero che paghi visto che non e’ nemmeno la prima volta”.

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Cronache

Uccisa nel Catanese: assassinata in casa dal fratello

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E’ stata uccisa nella loro casa di San Giovanni La Punta, nel Catanese, Lucrezia Di Prima, 37 anni. Il fratello, Giovanni Francesco, di 22, l’avrebbe colpita con un fendente alla gola e poi avrebbe avvolto il corpo con sacchi di plastica neri portandolo con la sua auto nelle campagne di Nicolosi, dove lo ha fatto trovare dopo avere confessato il delitto ai carabinieri. E’ la ricostruzione della dinamica dell’omicidio che emergerebbe dai rilievi dei carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche (Sis) del comando provinciale di Catania dopo i sopralluoghi eseguiti nella villetta dove i due fratelli vivevano, in alloggi separati, con i genitori. Non e’ stata ancora trovata l’arma del delitto. Venerdi’ i genitori avevano denunciato la scomparsa della figlia ed erano scattate, serrate e partecipate, le sue ricerche, alle quali ha partecipato anche il fratello che l’aveva uccisa poco prima. Resta ancora non delineato il movente del drammatico gesto, che sembra sia da inquadrare nell’ambito della sfera personale dei due fratelli e tra le pieghe della psiche. Giovanni, come lo chiamavano in famiglia e gli amici, era diplomato all’istituto tecnico industriale e aveva fatto un’esperienza in Francia con l’Erasmus. Appassionato di cultura giapponese e palestra, pare che da diversi mesi si fosse chiuso in se stesso. All’opposto, caratterialmente, la sorella che viene definita solare ed estroversa e partecipe alla vita della comunita’ del paese del Catanese con presenze costanti nelle attivita’ della Chiesa Madre e della Protezione civile comunale e che stava per organizzare il proprio matrimonio con lo storico fidanzato. San Giovanni La Punta stamattina e’ ancora “incredula e sgomenta”. La villetta dove abita la famiglia Di Prima, il padre dei due fratelli e’ un dipendente del Comune in pensione da pochi mesi, e’ meta di parenti e amici. Qualcuno ha portato anche un mazzo di fiori bianchi poggiandoli sul cancello d’ingresso. Poche parole da parte di chi entra, tutti concordano “una tragedia inattesa e inspiegabile”. Un ‘giallo’, il movente, su cui carabinieri e Procura di Catania cercheranno di venire a capo. Giovanni Francesco Di Prima, che prima si era rifiutato di rispondere alla domande degli investigatori, alla fine, alla presenza del suo avvocato ha confessato l’omicidio e fatto trovare il corpo della sorella. Da ieri e’ in stato di fermo per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

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Incidenti stradali, 17enne muore in scooter. Ferito un 19enne

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Un ragazzo di 17 anni, alla guida di uno scooter, ha perso la vita la scorsa notte intorno alle 3, a Sesto Fiorentino (Firenze) in un incidente stradale. Sul mezzo viaggiava anche un altro giovane, un 19enne che e’ stato trasferito in codice rosso all’ospedale di Careggi. Secondo quanto si apprende il conducente del mezzo sarebbe entrato in contatto con l’auto e poi avrebbe sbattuto contro un muro. La dinamica dell’incidente e’ ancora in corso di ricostruzione da parte dei carabinieri della stazione di Sesto Fiorentino e della compagnia di Signa. Sul posto sono intervenuti diversi mezzi di soccorso.

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