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Economia

Pisani, Noi Consumatori: condono tombale altrimenti oltre 160 mila tra aziende e professionisti falliranno

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Se non verrà prorogata la cassa integrazione congiuntamente alla ripresa economica sarà caos e poi guerra civile perché la gente non potrà mangiare e la speranza vaccini si allontana senza di più.  Quindi alla luce del blocco attività e della gravissima crisi economica è necessario un condono e una più estesa normativa sul sovra indebitamento senza troppa burocrazia . Dopo la breve sospensione per la tremenda pandemia e crisi economica il paventato pagamento immediato delle rate rottamazione ter scadute del 2020 determinerebbe un default di oltre 160 mila tra aziende e professionisti indebitati e già a rischio fallimento e scomparsa. Inutile girarci attorno e giocare con procedure burocratiche,  causa solo di rovine e suicidi. Ora necessita un condono tombale per poter ripartire senza zavorre e ostacoli insormontabili . In attesa di una riforma non si può non “ sterilizzare” il 2020, traslando, mettendo in coda ai tempi di un vero ripristino economico e fine pandemia , tutte le rate delle rottamazioni e delle rateazioni. Insomma, se ho una rateazione che finisce nel 2023, si prorogherebbe per le rate non pagate sino ad oggi, aggiungendole in coda con la loro normale scadenza. Solo questo insieme ad un condono per tutti i debiti ultra quinquennali significherebbe rispetto di quanto accaduto nel 2020 e della stessa vita dei contribuenti.  Occorre sospendere, altresì, con effetto immediato, le rate di concordati e transazioni fiscali anche già omologati delle partite Iva con codice Ateco
inattivo (cioè imprese al momento bloccate per legge) per disposizione Dpcm. Una speranza per poter ripartire e non distruggere completamente il tessuto socio economico del Paese oramai il allo stremo.

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Economia

Ok al Dl Fisco, ecco tutte le novità: cartelle esattoriali, auto, stretta su lavoro nero e altro

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Rifinanziamento del bonus auto, diluizione delle cartelle fiscali, equiparazione della quarantena alla malattia anche per il 2021, prolungamento della cig per le Pmi, ma anche – e soprattutto – stretta sul lavoro nero e maggiori controlli per la sicurezza in fabbrica. Sono alcune delle misure chiave contenute nel decreto su fisco e lavoro approvato oggi in consiglio dei ministri, segnato da qualche tensione in particolare sul rifinanziamento del reddito di cittadinanza. Il governo guarda pero’ gia’ alle prossime settimane, quando saranno approvati manovra e secondo decreto Recovery. Nella legge di bilancio saranno probabilmente riproposti bonus di grande successo come quelli per la ristrutturazione in chiave eco della casa o per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, mentre nel prossimo dl potrebbe arrivare un nuovo incentivo per il rinnovo degli alberghi.

BONUS AUTO. E’ stato rifinanziato, nel decreto fiscale. l’incentivo all’acquisto di veicoli a bassa emissione, anche usati. Avra’ altri 100 milioni fino a fine anno. I fondi sono pero’ inferiori rispetto a quanto previsto dalle prime bozze del dl, dove se ne stanziavano 300 milioni.

REDDITO DI CITTADINANZA. Trova per ora altri 200 milioni di euro il Reddito di Cittadinanza, “a fronte dell’andamento delle richieste”, precisa il governo. Ma la tensione registrata tra i ministri (soprattutto della Lega e dei 5 Stelle) lascia pensare che per l’anno prossimo, e quindi in manovra, potrebbero essere apportate modifiche sulle politiche attive.

CARTELLE. Il decreto fiscale mette al sicuro anche chi e’ in difficolta’ con l’Agenzia delle entrate. Viene esteso da 10 a 18 il numero delle rate che, se non pagate, determinano la decadenza dalla rateizzazione concessa (per i piani gia’ esistenti prima dello stop della riscossione). E’ poi previsto il differimento del versamento delle rate per accedere alla ‘rottamazione-ter’ e al ‘saldo e stralcio’. Viene anche prolungato a 150 giorni, invece di 60, il termine per l’adempimento spontaneo delle cartelle notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021.

QUARANTENA E CASSA COVID. Nel dl e’ previsto il rifinanziamento per le misure che equiparano la quarantena alla malattia e dei congedi causa Covid. Chi ha figli minori di 14 anni puo’ astenersi dal lavoro in caso di dad. Rifinanziate anche 13 settimane di cassa integrazione per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attivita’, con contestuale blocco dei licenziamenti.

SICUREZZA SUL LAVORO. Sempre nel dl arrivano le misure urgenti per prevenire le morti sul lavoro che inaspriscono le sanzioni per chi viola le norme. Per “gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, e’ prevista la sospensione dell’attivita’, anche senza la necessita’ di una reiterazione degli illeciti”, spiega il governo. E bastera’ avere il 10% del personale “in nero”, e non piu’ il 20%, per essere sospesi. Per riprendere l’attivita’ si paghera’ una multa, con importo raddoppiato in caso di una precedente sospensione.

SUPERBONUS ED ECOBONUS. Gli incentivi a cui tutti guardavano, il Superbonus e l’ecobonus al 65%, saranno invece con ogni probabilita’ rinnovati in manovra. Il Mite ha proposto una proroga del secondo per tutto il 2022, accompagnato dal bonus al 50% per mobili ed elettrodomestici green. Il ministero chiede di rinnovare nel 2022 anche lo sconto in fattura e la cessione del credito. Della proroga del Superbonus si sta invece occupando direttamente il Mef.

BONUS ALBERGHI. Nel nuovo decreto Recovery arriveranno invece delle novita’ per sostenere il turismo: un ecobonus all’80% fino al 2024, e un contributo a fondo perduto fino a 100mila euro per la ristrutturazione degli alberghi (dall’efficienza energetica all’eliminazione delle barriere architettoniche, alle piscine termali). Ma anche un contributo diretto del 35% per i lavori tra i 500mila euro e i 10 milioni. Prevista anche una “Sezione Speciale Turismo” del Fondo di garanzia per le Pmi, con 100 milioni, e un credito d’imposta del 50% per agenzie e tour operator per lo sviluppo digitale.

FONDO PER INQUINAMENTO. In manovra infine potrebbe nascere, su proposta del Mite, il ‘Fondo per l’attuazione del programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico’ con una dotazione di 400 milioni per ciascun anno dal 2022 al 2030.

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Economia

Whirlpool sbatte la porta in faccia a Napoli e conferma i licenziamenti dal 22 ottobre

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“Whirlpool conferma la chiusura della procedura di licenziamento collettivo per il sito di Napoli”. Cosi’ una nota diffusa alle due del mattino da Whirlpool al termine dell’incontro con i sindacati. La Societa’ mantiene l’impegno a non inviare le lettere di licenziamento fino al 22 ottobre. E conferma gli incentivi all’esodo nella misura di 85.000 euro o il trasferimento di tutti i lavoratori presso l’unita’ di produzione di Cassinetta di Briadronno in provincia di Varese nonche’ la disponibilita’ a proseguire la trattativa per il trasferimento di asset. Lo si legge nella nota. “Pur riconoscendo gli sforzi profusi dal Governo e dalle Regioni per trovare una soluzione idonea per consentire una nuova missione industriale al sito di Napoli” la societa’, si legge nella nota, considera “i progetti presentati ancora in una fase non compatibile con le esigenze tempistiche espresse dalla Societa’”. La Societa’ quindi considera “il procedimento di licenziamento concluso il 15 ottobre senza alcun accordo”. L’azienda mantiene l’impegno a non inviare le lettere di licenziamento fino al 22 ottobre. Confermati gli incentivi all’esodo nella misura di 85.000 euro o il trasferimento di tutti i lavoratori presso l’unita’ di produzione di Cassinetta di Briadronno in provincia di Varese nonche’ la disponibilita’ a proseguire la trattativa per il trasferimento di asset.

Dopo vari incontri in queste settimane e due giorni di trattativa, alle 3.00 di questa mattina, Whirlpool sbatte la porta in faccia ai lavoratori. L’azienda ha rifiutato qualsiasi mediazione non mettendoci in condizione di valutare l’ipotesi d’accordo del progetto consortile sulla mobilita’ sostenibile. Whirlpool, ha infatti negato la possibilita’ di una proroga per il prolungamento della procedura di licenziamento di 59 giorni, tempo necessario per poter valutare il passaggio dei lavoratori nel progetto “hub mobilita’” su cui il Ministero dello Sviluppo Economico sta lavorando dal 6 agosto scorso. Come Fim Cisl non lasceremo nulla d’intentato, c’e’ ancora spazio per una soluzione per i 340 lavoratori del sito di Napoli. L’impegno del governo Draghi con i Ministri Giorgetti e Orlando nel trovare una soluzione industriale alla vertenza deve essere tradotto ora in un accordo e in un piano industriale di prospettiva. Il tempo e’ ormai scaduto, ci attendiamo nel prossimo incontro concordato al MiSE per martedi’ 19 ottobre che il Governo confermi la nostra richiesta di garantire la continuita’ lavorativa dei 340 dipendenti di Napoli.

Per il neo insediato sindaco di Napoli Gaetano Manfredi è la prima seria grana da affrontare poche ore dopo essersi seduto sulla poltrona di palazzo San Giacomo. Ha pochi o nessun poter per intervenire, ma potrà certamente chiedere aiuto al Governo.

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Economia

Whirlpool, de Magistris: operai ingannati e abbandonati

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“Le lavoratrici e i lavoratori della Whirpool sono stati ingannati e abbandonati, da industriali senza scrupoli e politici parolai. Non si deve pero’ mai mollare, anche quando sembra tutto perso. Per la giustizia e i diritti si deve sempre lottare, anche contro tutti se necessario. Non lasciateli soli. Sono donne uomini competenti, bravi e pieni di dignita’, orgoglio di una classe operaia che la politica troppo spesso ha utilizzato e poi abbandonato”. Lo afferma l’ex sindaco Luigi de Magistris.

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