Sport
Calcio: Milan può solo vincere ma è emergenza difesa
Sarà una sfida lontana dai fasti del passato, quando si decideva il titolo di Campioni d’Italia, quando in campo c’erano campioni apprezzati, quasi osannati. Questo Juventus-Milan ha i toni bassi delle deluse, due squadre che avevano obiettivi ben più importanti e si ritrovano a difendere una posizione in classifica attendendo l’epilogo della stagione. E’ quanto, per lo meno, faranno i rossoneri secondi in classifica a 69 punti, avanti di cinque lunghezze sulla Juve. Lo smacco del derby perso e di uno scudetto festeggiato dall’Inter nella propria casa avrà un’eco lunga che neppure il tempo spegnerà. Ora vincere allo Stadium è imprescindibile soprattutto per non permettere alla Juve di accorciare le distanze. Ma, ancora una volta in questa stagione, Stefano Pioli dovrà far fronte a un’emergenza a causa delle tante assenze.
Questa volta il problema non sono gli infortuni, o per lo meno non del tutto. I cartellini sventolati nel derby hanno escluso dalla gara contro la Juve sia Calabria (che sarà squalificato per due giornate), che Theo Hernandez e Tomori. A queste defezioni vanno aggiunti Kjaer e Kalulu che anche oggi a Milanello si sono allenati a parte rispetto al gruppo. Probabilmente quindi in difesa giocheranno centrali Gabbia e Thiaw con Musah e Florenzi terzini. Scelte obbligate o quasi come più volte capitato quest’anno, complicando inesorabilmente i piani del tecnico.
Pioli rimarrà sulla panchina rossonera fino a fine stagione, lo ha ribadito l’ad Furlani e mercoledì anche il presidente Scaroni, ma il suo destino è segnato e difficilmente si potrà accettare una disfatta contro la Juventus. Al momento però la vera sfida del club è capire quale può essere il giusto successore, l’uomo capace di far crescere i giovani, lavorare con un budget non illimitato e in grado di fare una programmazione a lungo termine. Il Milan sembrava orientato verso profili stranieri ma, tra i tanti nomi accostati, iniziano a dover essere cancellati i primi dalla lista. Nei giorni scorsi Unai Emery ha rinnovato con l’Aston Villa e oggi è stato il turno di Sergio Conceição che ha prolungato il proprio contratto fino al 2028 col Porto. Poi è stata annunciata anche la permanenza di Xavi sulla panchina del Barcellona, che è sostanzialmente tornato sui suoi passi. Insomma il Milan sta valutando cosa fare per la prossima stagione, mentre i tifosi invocano Antonio Conte. Ma le riflessioni non possono dilungarsi troppo. I club europei si stanno già muovendo.
Sport
Terremoto alla FIFA: licenziato Kevin Lamour dopo l’attacco frontale a Infantino
La FIFA ha ufficializzato il licenziamento del direttore operativo Kevin Lamour. Il dirigente francese pagato le sanzioni per aver criticato pubblicamente il presidente Gianni Infantino sul progetto, poi ritirato, di cedere quote dei Mondiali a fondi privati.
Si consuma una rottura traumatica ai vertici del calcio mondiale. La FIFA ha licenziato con effetto immediato il suo direttore operativo (COO), il dirigente francese Kevin Lamour. La decisione arriva a poche settimane dalle dure prese di posizione pubbliche dello stesso Lamour contro il controverso piano del presidente Gianni Infantino di cedere il 20% delle quote commerciali dei Mondiali a investitori privati.
La nota inviata ai membri del Consiglio FIFA formalizza la fine del rapporto di lavoro spiegando che «la decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione e con grande rispetto per Kevin».
La frattura tra il numero tre della federazione e il presidente era ormai insanabile. Nelle scorse settimane Lamour aveva denunciato pubblicamente la gestione del progetto sui diritti dei Mondiali, affermando che lo staff dell’organizzazione era stato «ingannato» e definendo la trattativa come «il progetto di una sola persona». Consapevole dei rischi legati alle sue esternazioni, il dirigente transalpino aveva dichiarato in una lettera aperta di essere pronto ad assumersi le proprie responsabilità, affermando: «Se questo significa perdere il mio incarico, così sia».
Nonostante il piano di vendita ai fondi d’investimento sia stato successivamente ritirato da Infantino a causa della fortissima opposizione interna e delle principali confederazioni internazionali, il prezzo politico pagato da Lamour è stato l’estromissione immediata dall’organigramma di Zurigo.
Sport
Scontro sul vivaio Milan, Filippo Galli replica a Maldini: «Nessuno ha mai vietato di dribblare»
L’ex responsabile del settore giovanile del Milan Filippo Galli ha replicato alle accuse di Paolo Maldini, secondo cui nel vivaio rossonero si privilegerebbe la tattica a scapito del talento. Galli ha difeso il lavoro svolto dal 2009 al 2018 incentrato sulla crescita dei ragazzi.
Tensione tra due leggende del Milan sulla gestione dei giovani talenti. Filippo Galli, pilastro della difesa rossonera negli anni d’oro, ha risposto per le rime attraverso un post sul proprio blog (filippogalli.com) alle recenti dichiarazioni dell’ex compagno di squadra e capitano Paolo Maldini, critico nei confronti dei metodi utilizzati nel vivaio del club.
Maldini aveva lanciato una stoccata diretta al sistema di formazione giovanile rossonero: «Qualcosa non funziona a livello sistemico. I miei figli l’hanno visto nelle giovanili del Milan: si parla solo di tattica; se un ragazzo ha talento, è un problema».
Parole che non sono passate inosservate a Filippo Galli, responsabile del Settore Giovanile rossonero dal 2009 al 2018. «Quelle affermazioni mi riguardano direttamente», ha sottolineato l’ex difensore. «In quegli anni costruimmo un approccio lontano dalla ricerca esasperata del risultato, fondato sull’idea di un calcio propositivo che ponesse ciascun ragazzo nelle condizioni di essere il principale protagonista del proprio percorso: sostenendolo nella creatività, restituendo all’errore la sua funzione di tappa e non di colpa. Nessuno ha mai vietato, a nessun giocatore, di saltare l’uomo in dribbling: tutt’altro».
Galli ha poi evidenziato come Maldini non abbia vissuto in prima persona la quotidianità del vivaio milanista: «Non posso muovergli una colpa per non avere, negli anni da dirigente, seguito da vicino il Settore Giovanile. Capisco quanto la prima squadra assorba ogni energia. Gli muovo, semmai, l’osservazione che non si possa parlare della formazione dei giovani senza aver mai attraversato da dentro quel lavoro. Avrò certamente commesso degli errori, ma non posso lasciar passare una descrizione così distante da ciò che è stato quel percorso».
Sport
Zverev domina i tie-break: Atmane piegato, il tedesco vola agli ottavi a Cincinnati
Alexander Zverev accede agli ottavi del Masters 1000 di Cincinnati battendo Terence Atmane 7-6, 7-6 dopo una partita lottata e decisa nei tie-break. Il tedesco prosegue il suo cammino da favorito nel torneo.
Un successo di pura potenza ed esperienza. Alexander Zverev, numero tre del mondo e prima testa di serie del tabellone, conquista l’accesso agli ottavi di finale del Masters 1000 di Cincinnati superando il transalpino Terence Atmane con il punteggio di 7-6 (7/4), 7-6 (7/6).
Non è stata una serata semplice per il tennista tedesco. Nella calda e umida notte del Midwest americano, il ventiquattrenne mancino francese ha messo a dura prova la testa di serie numero uno del torneo, affidandosi a un dritto chirurgico e a un uso sapiente delle palle corte. Nei momenti chiave del match, tuttavia, la maggiore lucidezza di Zverev ha fatto la differenza. Nel primo tie-break Atmane ha pagato a caro prezzo un errore di dritto, mentre nel secondo il tedesco ha alzato la barra della qualità: due discese a rete immediate e un passante di rovescio da applausi hanno chiuso definitivamente i conti.
Al termine dell’incontro, Zverev ha speso parole d’elogio per l’avversario: «Ha giocato benissimo, è stato estremamente aggressivo e ha servito in modo incredibile. Sono davvero felice di averla portata a casa», ha dichiarato a caldo, scherzando poi sulla fatica e sul sudore lasciato in campo.
Il recente campione del Roland Garros prosegue così la sua marcia da principale favorito sul cemento statunitense, complici le assenze di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz e l’uscita di scena prematura di Novak Djokovic. Agli ottavi di finale Zverev attende ora il vincente della sfida tra l’americano Tommy Paul e il paraguaiano Adolfo Vallejo.


