Corona Virus
L’Italia riparte, controlli in locali e zone movida
Controlli nei locali per il rispetto delle norme anticovid e interventi mirati nelle piazze e nelle zone della movida, per impedire assembramenti: lunedi’ l’Italia riparte e il Viminale mette a punto il piano per evitare che le riaperture si trasformino in un liberi tutti che rischierebbe nel giro di qualche settimana, come hanno piu’ volte ripetuto gli esperti e gli scienziati, di far schizzare di nuovo i contagi e riportare tutto il paese in zona rossa o arancione. I segnali, d’altronde, sono abbastanza chiari: da Milano a Roma fino a Napoli l’ultimo sabato prima della ripartenza e’ stato vissuto come se le misure fossero gia’ state allentate e migliaia di italiani, approfittando del bel tempo, si sono riversati nelle strade e nelle piazze, sul litorale e nei parchi. Non ci sono stati particolari problemi ma nella capitale i vigili urbani hanno chiuso alcune ore via del Corso, per consentire il deflusso delle migliaia di romani a passeggio. Un anticipo di quanto potrebbe avvenire da lunedi’ quando riapriranno bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, cinema, teatri e musei. E’ il motivo per il quale, con la circolare inviata ai prefetti, il Viminale chiede che l’allentamento delle restrizioni sia “attentamente monitorato” per individuare tutti quei “comportamenti difformi dal quadro regolatorio” che potrebbero determinare un peggioramento della situazione epidemiologica. In sostanza, scrive il capo di gabinetto Bruno Frattasi, gli oltre 70mila uomini delle forze di polizia a disposizione dovranno concentrare i controlli in primo luogo su “tutte le attivita’” che riapriranno a partire da lunedi’, dunque bar e ristoranti in testa ma anche cinema, teatri e i locali dove si terranno gli spettacoli dal vivo. “Interventi mirati” devono poi essere predisposti per evitare gli assembramenti, nelle aree dove ci sono locali aperti al pubblico, nelle zone caratterizzate da “intensi flussi di mobilita’” e in tutte le piazze e le strade dove si concentra la movida, specie nei fine settimana. La circolare non affronta invece nello specifico uno dei temi su cui la maggioranza di governo si e’ divisa, il posticipo del coprifuoco. Il Viminale si limita a ribadire infatti che il divieto di spostamento e’ in vigore dalle 22 alle 5. Ma allo stesso tempo ricorda che l’attivita’ di ristorazione in zona gialla e’ consentita “con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto e nella fascia oraria compresa fra le 5 e le 22”, in massimo di 4 persone salvo persone conviventi. E’ probabile dunque che un eventuale ‘sforamento’ di poche decine di minuti per rientrare a casa dopo aver cenato fuori, non sara’ sanzionato. A far scattare la polemica quotidiana e’ stato invece il caffe’ al bar in quanto il decreto conferma il divieto di consumazione al bancone, come gia’ previsto dal Dpcm del 2 marzo. Una decisione “grave” secondo Claudio Pica, vicepresidente della Fiepet-Confesercenti. “Siamo tornati indietro rispetto alla norma che prevedeva il consumo al banco in zona gialla”. Il governo degli “ammazza-imprese – aggiunge la leader di Fdi Giorgia Meloni – ha ulteriormente inasprito le regole e i divieti”. Se la verifica annunciata dal governo a meta’ mese non dovesse produrre cambiamenti, lo stop rimarra’ in vigore fino al 1 giugno, quando e’ prevista la riapertura almeno a pranzo dei locali al chiuso. Fino ad allora, ribadisce il Viminale, il servizio al banco e’ possibile solo “in presenza di strutture che consentano la consumazione all’aperto”. Resta anche il divieto, per bar senza cucina e le enoteche, di vendere bevande da asporto dopo le 18. Il decreto che entra in vigore lunedi’ liberalizza anche gli spostamenti tra le regioni gialle, bloccati da Natale. E nella circolare il ministero dell’Interno conferma che ci si potra’ spostare per “qualsivoglia ragione”, fermo restando che si potra’ andare a trovare amici e parenti in un’abitazione privata una sola volta al giorno in 4 (e non piu’ in 2) oltre ai minori su cui si esercita la potesta’ genitoriale, quindi non piu’ solo i minori di 14 anni ma tutti coloro che hanno meno di 18 anni. In zona arancione questo tipo di spostamento e’ limitato all’ambito comunale mentre in zona rossa, dunque al momento solo in Sardegna, e’ vietato. Lunedi’ sara’ pero’ anche il giorno delle proteste di quelle categorie rimaste per il momento escluse dalle riaperture. Scenderanno in piazza i ristoratori di Tni (Tutela nazionale imprese), quelli che nei giorni scorsi hanno bloccato l’A1: rimarranno chiusi per solidarieta’ ai colleghi che non hanno spazi all’aperto e dunque non potranno riaprire. A sfidare divieti e coprifuoco ci saranno invece i ristoratori di ‘IoApro’ e quelli aderenti all’Associazione ristoranti e bar di Foggia, mentre in 11 capoluoghi di regione a protestare in piazza saranno i professionisti del settore dei matrimoni e degli eventi privati, fermi da 14 mesi. “Chiediamo solo una cosa straordinaria – dicono – ricominciare a lavorare”.
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Napoli avvia monitoraggi ambientali su campi elettromagnetici e rumore: controlli diffusi e nuovi fondi
Il Comune di Napoli avvia un’azione sistematica di monitoraggi su campi elettromagnetici e rumore con ARPAC. Controlli in 30 siti e piano per il risanamento acustico.
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Covid in Toscana, contagi in calo ma quattro nuove vittime: ricoveri giù del 12%
In Toscana i nuovi casi Covid scendono a 43, ma si registrano quattro decessi. Ricoveri in calo del 12% e 29 pazienti in ospedale, di cui due in terapia intensiva.
Netto calo dei nuovi casi Covid in Toscana, che scendono a 43 nell’ultima settimana secondo il rapporto regionale. Ma si registrano altre quattro vittime nelle province di Livorno, Arezzo, Siena e Grosseto. Il totale dei decessi dall’inizio della pandemia arriva così a 12.816.
Ospedali meno sotto pressione: -12% di ricoveri
I nuovi casi individuati – 35 con tampone molecolare e 8 con test rapido – portano a 1.672.139 il totale dei contagiati in Toscana da febbraio 2020.
I guariti salgono a 1.658.976, pari al 99,2% dei casi totali, con altre 47 persone risultate negative al tampone.
I positivi attuali sono 347. Tra questi 29 pazienti sono ricoverati in ospedale, quattro in meno rispetto alla settimana precedente (-12,1%). Due restano in terapia intensiva, con un saldo invariato.
Quasi tutti i positivi in isolamento domiciliare
La quota più consistente dei casi attivi – 318 persone – è in isolamento a casa. La Regione sottolinea che si tratta di pazienti con sintomi lievi o asintomatici. Anche questo dato è in lieve calo (-1,2%).
Una fase stabile ma da monitorare
La curva dei contagi continua a mostrare numeri contenuti, ma la presenza di quattro nuovi decessi ricorda che il Covid non è scomparso del tutto. La Regione invita a mantenere attenzione soprattutto tra le fasce fragili, mentre il sistema ospedaliero conferma una pressione limitata.
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Pamela Genini, una vita spezzata da un amore malato: violenze, minacce e paura prima del delitto di Milano
Dai racconti di amici ed ex fidanzati emerge il ritratto di un rapporto tossico, segnato da violenze e minacce. Pamela Genini, uccisa a Milano, aveva già subito aggressioni mai denunciate per paura.
Un rapporto tossico, fatto di violenza, minacce e paura. È il quadro che emerge dalle testimonianze raccolte in Procura a Milano sull’omicidio di Pamela Genini, la 29enne uccisa a coltellate il 14 ottobre dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato per crudeltà e premeditazione.
Le amiche della giovane e due suoi ex fidanzati hanno descritto agli inquirenti un legame malato, dominato da soprusi e aggressioni ripetute. Pamela – fragile, spaventata, ma incapace di allontanarsi definitivamente dal suo aguzzino – aveva subito pestaggi, umiliazioni e minacce di morte.
Le testimonianze: “Voleva lasciarlo ma aveva paura”
Il primo a essere ascoltato oggi in Procura è stato Andrea, ex fidanzato della giovane, con cui Pamela aveva mantenuto un rapporto di amicizia dopo la fine della relazione nel 2023. Insieme a un altro ex, Francesco, che aveva sentito al telefono le ultime parole della ragazza prima di morire, aveva tentato di proteggerla dalle violenze di Soncin.
“Era terrorizzata – hanno raccontato gli amici – ma non trovava la forza di denunciarlo. Temeva ritorsioni.”
Anche l’ex compagna dell’assassino ha confermato il profilo di un uomo “violento e prevaricatore”, denunciato per maltrattamenti già nel 2011, ma poi mai condannato perché la donna aveva ritirato la querela.
Le aggressioni e il codice rosso mancato
Gli inquirenti stanno ricostruendo una lunga catena di episodi di violenza. All’Isola d’Elba Soncin avrebbe colpito Pamela con calci e pugni, minacciandola con cocci di vetro e tentando di buttarla dal balcone di un albergo. A Cervia le avrebbe rotto un dito, costringendola al ricovero all’ospedale di Seriate, dove la ragazza aveva compilato il questionario antiviolenza, senza che però scattasse il codice rosso.
L’indagine e le prossime mosse
Oggi, al Palazzo di Giustizia di Milano, si è tenuta una riunione operativa tra la Procura e i vertici della Questura per coordinare i prossimi passi. La Squadra Mobile curerà le analisi forensi dei cellulari, mentre i Carabinieriraccoglieranno nuovi elementi sugli episodi di stalking e sulle frequentazioni dell’assassino, la cui vita e i cui affari verranno ora passati al setaccio.
Il dolore della famiglia
Intanto, domani pomeriggio a Villa D’Almè sarà allestita la camera ardente per Pamela Genini, mentre i funerali si terranno venerdì a Strozza, in provincia di Bergamo.
La famiglia ha chiesto silenzio e rispetto:
“Lasciateci nel nostro lutto – hanno dichiarato la madre e i parenti – chiediamo solo di essere lasciati soli.”
Un’altra giovane vita spezzata da un amore malato e da una violenza ignorata troppo a lungo, che riaccende il drammatico tema della protezione delle vittime di femminicidio in Italia.


