Collegati con noi

Ben'essere

ANANASCOSTA, esalta la classe di Franco Pepe, il pizzaiolo numero uno al mondo.

Pubblicato

del

Foto di Luciano Furia/KONTROLAB

Franco Pepe ci sorprende ancora con una pizza novità. Qualcuno arriccerà il naso, aggrotterà un sopracciglio ma bisogna assaggiare prima di giudicare. Soprattutto se si tratta di Franco Pepe.

In realtà non pensavamo potesse accadere anche in Italia, nel tempio della pizza,  che si potesse davvero serie una pizza all’ananas come accade in America, eppure è accaduto. Dopo la pizza con la crema di  cresommole (le pregiate e prelibate albicocche del Vesuvio) Franco Pepe ha perfezionato l’ANANASCOSTA, la pizza fritta con l’ananas.

Il famoso, diffusissimo frutto esotico, nelle mani del neo rinominato primo pizzaiolo al mondo diventa un ingrediente che si fonde perfettamente con la pizza fritta, sorella strettissima e nobilissima della ruota di farina, acqua, lievito, mozzarella basilico e pomodoro che l’UNESCO  ha decretato patrimonio dell’umanità.

Franco Pepe ha ribaltato ogni logica, ha reso cibo delizioso quello che indicavamo come l’emblema del peggior gusto americano: la pizza all’ananas. L’ingrediente che pensavamo fosse in antitesi con tutti gli altri utilizzati per la pizza è entrato dalla porta principale ad arricchire l’elenco delle pizze gourmet. I cubetti di ananas, avvolti in una fetta di prosciutto crudo si immergono nel cuoppo di pizza fritta che il maestro sapientemente ci ha abituato a gustare con una spruzzata di polvere di olive nere di Caiazzo disidratate.

Non resta che assaggiarla e rendere onore ai quei bambini americani che pretendevano  la pizza all’ananas : allora era solo un capriccio ma che come tutte le nuove generazioni hanno avuto l’occhio lungo ed eleggeranno sicuramente Franco Pepe come loro pizzamaker di fiducia!

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

Advertisement

Ben'essere

Vino: Consorzio, valore 1 miliardo obiettivo sistema Amarone 

Pubblicato

del

 La corsa in valore dell’Amarone e dei vini Valpolicella sembra non volersi fermare agli attuali 600 milioni di euro. “Obiettivo è raggiungere un miliardo di euro, e il sistema se lo merita” ha detto, a margine di Amarone Opera Prima, il produttore Riccardo Pasqua che guarda con ottimismo al consolidarsi sui mercati esteri del re dei vini veronesi. “Obiettivo nei nostri orizzonti – conferma il presidente del Consorzio vini Valpolicella Christian Marchesini – visto che nel 2021 abbiamo venduto 3,5 milioni di bottiglie in più della produzione annua, e ci siamo giocati le scorte di un vino che sa invecchiare bene. Ci stiamo vendendo anche le vecchie annate, e il prezzo dei nostri vini – osserva – non potrà che salire. Per la corsa della domanda e per l’aumento dei costi energetici e delle materie prime. Noi siamo fortunati, il vetro verde si trova, quello trasparente meno, ma sono aumentate tutte le forniture. Il mercato però – conclude con soddisfazione il presidente del Consorzio vini Valpolicella Marchesini – ci sta già riconoscendo più valore, persino negli sfusi i listini sono cresciuti del 30% circa, e le vendite dirette sul territorio restano in equilibrio”.

Continua a leggere

Ben'essere

Chi mangia sano butta meno cibo

Pubblicato

del

Mangiare sano e bene, prima regola. Poi, fissare un menu dei 7 giorni, cuocere tutto una volta a settimana, fare la spesa con una lista per evitare di comprare cose inutili o doppioni, leggere attentamente le istruzioni riportate in etichetta, e se si mangia al ristorante chiedere senza esitazione la family bag, come ricorda il vademecum di federalimentare. Sono solo alcuni degli accorgimenti lanciati da organizzazioni e istituzioni con linee-guida, vademecum, appelli, indagini in vista della X Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare del 5 febbraio. Secondo una ricerca del Crea, (Consiglio per la ricerca in agricoltura) condotta su un campione di 2869 adulti, chi segue le linee-guida per una sana alimentazione butta via meno cibo e aiuta il pianeta, oltre a mangiare meglio. C’è da dire, però, che i consumatori sono diventati più oculati. Nelle case degli italiani lo spreco alimentare è sceso del 12% rispetto ad un anno fa, anche come risposta alla corsa dell’inflazione, per un valore complessivamente di 6,48 miliardi di euro.

Una cifra, secondo il report ‘Il caso Italia’ 2023 di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, che arriva a 9,3 miliardi considerando le perdite lungo la filiera, dal campo alla catena dell’industria alla distribuzione. E sulla base dei nuovi dati che si riferiscono al mese di gennaio 2023, gli italiani gettano in media 524,1 grammi pro capite a settimana di cibo contro i 595,3 grammi della scorsa indagine, o circa 75 grammi di cibo al giorno e 27,253 kg annui. Mentre secondo l’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Campagna Spreco Zero, nel report ‘Il caso Italia’ 2023 , l’86% degli italiani si impegna a consumare tutto quello che cucina e a mangiare anche gli avanzi. Anche gli chef fanno la loro parte. La Federcuochi ha lanciato l’appello “Chef Spreco Zero”, rinnovando l’appello a tutti i suoi chef verso lo ‘spreco zero’, attraverso un utilizzo consapevole delle risorse alimentari, incentivando ricette basate sul recupero del cibo avanzato, sull’ottimizzazione degli ingredienti e su una gestione più razionale degli acquisti. La lotta allo spreco alimentare è anche un obiettivo del Governo “per favorire la distribuzione degli eccessi a chi ne ha bisogno”, ha detto oggi il Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida. “Sono necessarie un’attenta analisi scientifica alla base, una corretta informazione e una formazione ad hoc che parta dalle scuole” E infine, fa sapere il fondatore Spreco Zero, l’agroeconomista Andrea Segrè, “non è lontano l’obiettivo Onu di dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030” .

Continua a leggere

Ben'essere

Vino, l’Ue lavora a nuove etichette

Pubblicato

del

Il 2023 parte in salita per il settore vino che, dopo il lockdown e i rincari delle materie prime ed energetici, rileva in corso di navigazione falle normative con nuove burrasche all’orizzonte sul fronte dell’etichettatura e della promozione. “È in corso un attacco alla dieta mediterranea e l’Italia deve difendere i propri interessi, anche commerciali” ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani confermando di aver avuto uno scambio di vedute col collega irlandese a proposito della etichettatura sul vino.

“”Serve trovare una soluzione che tuteli la salute ma non colpisca la produzione agroindustriale del vino che nel nostro Paese è fondamentale anche per le esportazioni. Metteremo in contatto i nostri ministeri dell’agricoltura e i ministeri competenti per vedere se possiamo aprire un dialogo e un confronto coi colleghi irlandesi”, ha precisato il vice premier. Intanto i produttori italiani cominciano a temere un passaggio dalla padella alla brace visto che il portavoce della Commissione europea Stefan De Keersmaecker, pur premettendo che “nessuno è contro il vino”, ha poi precisato che il Piano Ue prevede una riduzione del consumo dannoso di alcol “di almeno il 10% entro il 2025”. “L’etichettatura – ha proseguito il portavoce di Bruxelles – è un argomento molto importante e abbiamo già annunciato nella Strategia Farm to Fork e nel Piano per battere il cancro che lavoriamo a una revisione” delle norme Ue in materia. Su questo aspetto, ha annunciato De Keersmaecker, “una valutazione di impatto è in preparazione, e il lavoro tecnico è in corso”.

La proposta sulle nuove etichettature, sia nutrizionali che alcoliche, è attesa a fine 2023 ma oggi Unione Italiana Vini si dichiara delusa. “Dichiarazioni cerchiobottiste” tuona il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti, rivolgendo un appello alle istituzioni italiane, a partire dal ministero della Salute, affinché “esprimano la propria posizione su un tema che non deve più originare equivoci”. Nell’ambito del dibattito sul rapporto tra alcol e salute Federvini sottolinea “la necessità di riconoscere tale distinzione, indipendentemente dalla tipologia di bevanda alcolica. Altrimenti si rischia una deriva priva di fondamenti scientifici che potrebbe portare all’introduzione di health warning persino su farmaci contenenti alcol o sui babà napoletani”. “Anche altri Paesi sono con noi nella battaglia, noi più degli altri perché difendiamo una eccellenza che non può essere globalizzata” fa sapere il presidente della 9/a Commissione del Senato, Agricoltura e produzione agroalimentare, Luca De Carlo. Sull’etichettatura “le ambiguità non ci fanno bene” così come “temiamo ideologismi sui pesticidi” sottolinea Caterina Avanza, responsabile del neonato gruppo Agricoltura di Azione di Carlo Calenda. Mentre in Italia continua la polemica sulle affermazioni di virologi-vinologi come la biologa Antonella Viola secondo la quale “bere un paio di bicchieri fa rimpicciolire il cervello”. Ha trovato l’assist dell’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, mentre hanno preso distanza da queste affermazioni l’infettivologo Matteo Bassetti, il mondo produttivo, il leghista Gian Marco Centinaio, Assoenologi e quattro Consorzi del vino pugliese lamentando “terrorismo e disinformazione”.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto