Collegati con noi

Musica

Gennaio al San Carlo con Muti e la Chicago Symphony Orchestra e la Tosca con la regia di De Angelis

Avatar

Pubblicato

del

Sara’ il Teatro di San Carlo ad ospitare la prima data del tour italiano di Riccardo Muti con la Chicago Symphony Orchestra domenica 19 gennaio 2020 alle ore 19.00.

Muti

In programma la Suite da Romeo e Giulietta di Sergej Prokofiev e la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo” di Antonin Dvoak. Tosca di Giacomo Puccini sara’ invece l’opera che aprira’ il 2020 operistico del massimo napoletano (dal 22 al 29 gennaio) in una nuova produzione molto attesa perchè porterà la firma di Edoardo De Angelis, regista cinematografico che affronta per la prima volta il palcoscenico lirico.

Un inizio di 2020 da non perdere quindi per gli appassionati, a cominciare dall’appuntamento con Muti ad appena un anno di distanza dal ‘Cosi’ fan tutte’ della Stagione 2018-2019. Muti sara’ nuovamente a Napoli, questa volta alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, a novembre 2020 per un appuntamento della Stagione di Concerti. L’evento del 19 gennaio rientra in Concerto d’Imprese, progetto di potenziamento della Stagione Sinfonica arrivato al suo secondo anno di vita e sostenuto da un gruppo di eccellenze imprenditoriali del territorio campano. Tosca sara’ diretta da Donato Renzetti, questa produzione originale del dramma pucciniano avra’ anche un’altra firma di prestigio, quella di Mimmo Paladino per le scene.

“Tosca e’ un’eroina, combatte e nonostante muoia vince su tutto e su tutti, e’ una donna senza tempo ed epoche, un essere umano eterno” – cosi’ spiega Edoardo De Angelis – Spesso si parla di Puccini come di un compositore cinematografico, ma io penso che al contrario, essendo uno dei piu’ grandi musicisti di tutti i tempi, in realta’ sono stati molti i cineasti che si sono ispirati a lui. Per me Tosca non ha nulla a che vedere con il linguaggio cinematografico, e’ un’opera straordinaria e ha un linguaggio operistico. Ed e’ questa la mia sfida, confrontarmi proprio con un linguaggio artistico a me nuovo. Sia Mimmo Paladino che io, abbiamo lavorato in quest’ottica, trovare per la nostra Tosca un segno nuovo”.

Orchestra e Coro sono del Teatro di San Carlo. I costumi sono di Massimo Cantini Parrini, che ha firmato recentemente quelli di Pinocchio di Garrone, luci di Cesare Accetta. Il cast è composto da Carmen Giannattasio che che si alterna con Monica Zanettin nei panni di Floria Tosca, Fabio Sartori e Arsen Soghomonyan saranno Mario Cavaradossi, Enkhbat Amartuvshin e George Gagnidze i due Barone Scarpia.

Advertisement

Musica

Tornano gli ‘A67 con “Naples Calling”: è un inno alla ribellione contro la rassegnazione dei napoletani

“Naples Calling” é il titolo del nuovo Album degli ‘A67, la band di Scampia che nel 2005 si fece conoscere con “‘A camorra song’ io”. Daniele Sanzone e gli ‘A67 cantano ancora la necessità di cambiare la mentalità di un popolo che deve svegliarsi dal torpore per sconfiggere la rassegnazione in cui è caduta la città.

Avatar

Pubblicato

del

Euscito stamattina Naples Calling, quarto album degli A67, la band di Scampia formata da Daniele Sanzone (voce), Enzo Cangiano (chitarre) e Gianluca Ciccarelli (bassi). Un nuovo lavoro discografico con un sound elettronico, brani in italiano e in napoletano e importanti collaborazioni.

Chiaro è lomaggio a London Calling, album dei Clash che ha fatto la storia del punk rock. La title track Naples Calling è un inno alla ribellione. La maschera Pulcinella, nei panni del rivoluzionario, si dá fuoco nella piazza del Mercato. Solo questo atto estremo potrà destare i napoletani dal torpore e dalla rassegnazione e Napoli – così auspica il frontman Sanzone – potrà uscire da quella condizione di perenne agonia e, come una fenice, risorgere dalle proprie ceneri.

Sanzone, esce oggi lalbum Naples calling: sonorità, temi, collaborazioni; cosa troveremo in questo nuovo progetto musicale?

Eun disco molto eterogeneo, con un sound diverso da quello dei nostri lavori precedenti, molto elettronico. Troverete tanti pezzi in lingua italiana, ma non scompare la lingua madre, il napoletano. Ci sono collaborazioni importanti, da Caparezza a Frankie hi-nrg mc, passando per Franco Ricciardi e Dario Sansone dei Foja. Torniamo con questo lavoro dopo una lunga pausa e siamo molto soddisfatti del risultato finale.

 

Il titolo dellalbum (e dellomonima canzone) è un chiaro omaggio a London Calling dei Clash. Qual è il messaggio contenuto in Naples calling?

É la città di Napoli che – attraverso la propria maschera – immola se stessa per trasmettere un messaggio ai suoi abitanti: così non si può più andare avanti. Il protagonista è un Pulcinella rivoluzionario che, per destare il popolo dal torpore e dalla rassegnazione, arriva allatto estremo di darsi fuoco in piazza Mercato, luogo simbolo dove nacque Masaniello e trovò la morte  Eleonora Pimentel Fonseca. Pulcinella si immola per svegliare il suo popolo, come i bonzi in Vietnam, com Ian Palach nella Primavera di Praga, come Mohamed Bouazizi nella Primavera Araba. Unimmagine drammatica e devastante. Naples Calling è un grande atto damore: lauspicio è che da questa immaginifica tragedia la città possa trovare nuova linfa vitale e come la fenice risorgere dalle proprie ceneri. Elauspicio di una rivoluzione per una città eternamente agonizzante.

Oggi come in passato Napoli è lacerata da problemi atavici e profonde contraddizioni; eppure quasi mai i napoletani sono insorti destandosi dal loro torpore. Perché – per citare il testo di Naples Calling – Napule chiamm ma nisciuno risponne?

Photo by Gaetano Massa

É un discorso complesso. Forse il napoletano, vivendo allombra del Vesuvio, in equilibrio fra la vita e la morte, ha sempre concepito il proprio destino con fatalismo. DallUnità dItalia ha in qualche modo interiorizzato il concetto di vittima, non mancando mai di lamentarsi della propria condizione. Poi ha invece momenti caratterizzati da reazioni virulente, come quella di Masaniello. E lo fa pure attraverso il calcio, penso allenergia inesauribile degli anni di Maradona. Al napoletano basta poco per animarsi, salvo poi ricadere in quella condizione di abbandono. A Napoli diventa tutto un fuoco di paglia. A Napoli si dice spesso ccà nisciuno è fesso; e però paghiamo la tassa più alta per la spazzatura, lassicurazione più costosaAbbiamo finito col diventare tutti fessi. Dovremmo iniziare a guardarci allo specchio con onestà e umiltà.

Quanto è forte linfluenza esercitata dai Clash sugli A67?

I Clash sono un pietra miliare del rock e il disco London Calling – che ha compiuto quarantanni nel 2019 – ha fatto la storia. A noi piaceva anzitutto il titolo. Naples Calling era perfetto per il messaggio che volevamo comunicare. Ciò che ci lega ai Clash, se posso permettermi, è la versatilità del suono, una certa attitudine, il modo di concepire il rock e il punk, lo sguardo politico sul mondo. Uno spunto ce lha dato un nostro fan che ci definiva sempre i Clash napoletani e allora noi ci siamo lasciati ispirare da London Calling.


Come giudica la scena musicale napoletana di questi ultimi anni?

É un momento in cui la trap sembra aver monopolizzato la scena. Ci sono progetti molto interessanti, penso a Liberato, unoperazione vincente. Mi piace non solo per la musica ma per tutto ciò che ruota attorno ad essa: le immagini, i videoclip, la comunicazione. Altri artisti mi piacciono meno. I contenuti della trap troppo spesso si limitano a sesso, soldi e macchine. Siamo lontani dal movimento degli anni novanta; lo spessore politico, la musica e la qualità di quei testi erano unaltra cosa. La musica è sempre una fotografia della società in cui viviamo, un riflesso del tempo. Di questi tempi la musica impegnata non va più di moda. C’è ancora chi, come noi, fa canzoni impegnate, solo che spesso stentano ad arrivare al grande pubblico.

Gli A67 sono legati indissolubilmente a Scampia. Al netto di stereotipi e spettacolarizzazioni, com’è cambiato il quartiere in questi anni?

É cambiato tantissimo, in meglio. Le piazze di spaccio, così come dipinte da Gomorra, non esistono più. Dopo sedici anni è stata inaugurata la nuova stazione della metropolitana. A breve partirà labbattimento della prima Vela; sono state assegnati i nuovi alloggi popolari agli aventi diritto. Mi piace lidea di lasciare in piedi una delle Vele, come un monito in grado di ricordarci ciò che siamo stati e che non vogliamo più essere. Qualcosa si muove a Scampia, ma la normalità è ancora lontana. Parliamo comunque di uno dei territori col più alto tasso di evasione scolastica e di disoccupazione giovanile dEuropa. Serve lavoro, sviluppo, una politica seria e una presenza costante dello Stato.


Le periferie sono quasi sempre viste solo come luoghi pericolosi e marginali. Cosa posso esprimere dal punto di vista culturale ed umano?

Dalle periferie possono nascere cose molto interessanti: laddove manca tutto, resta solo limmaginazione. Spesso vi nascono grandi talenti. In alcuni casi, in termini culturali, la periferia diventa centro e il centro diventa periferia. Girando per le periferie trovi storie non banali, persone e vissuti che ti arricchiscono. La periferia può regalare belle sorprese, soprattutto ora che i centri delle città iniziano quasi tutti ad assomigliarsi. Napoli però rimarrà sempre unica ed inimitabile; ha unidentità forte che non è stata scalfita da nessuna dominazione straniera. Questa è la sua forza: ha assorbito ed assorbe tutto da tutti, come una spugna, rimanendo sempre se stessa.

Continua a leggere

In Evidenza

I Queen sono la prima band inglese a finire su una moneta

Avatar

Pubblicato

del

I Queen sono la prima band a finire su una moneta commemorativa coniata direttamente dalla zecca di stato del Regno Unito. La moneta avrà la forma delle 5 sterline  e sarà la prima della collezione ‘Music Legends’ inaugurata dalla Royal Mint, ovvero l’organismo autorizzato a coniare le monete in Gran Bretagna. Un onore quello di finire su una moneta che non è stato concesso nemmeno alle mitiche band dei Beatles, dei Rolling Stones e dei Pink Floyd.

Ogni moneta coniata renderà omaggio a ciascun membro della band, con tutti gli strumenti raffigurati su un lato e il pianoforte di Mercury su cui è segnato l’accordo di apertura di Bohemian Rhapsody. Il disegno è completato dalla Red Special di Brian May – l’iconica chitarra suonata ancora oggi da May proprio con una moneta utilizzata al posto del plettro –, il Fender Precision Bass di John Deacon e la grancassa della batteria di Roger Taylor, decorata con il logo della band.

Continua a leggere

Musica

Sanremo, già raccolte 20mila firme in 24 ore per escludere Junior Cally

Avatar

Pubblicato

del

In 24 ore ha superato le 20mila firme la petizione lanciata su Change.org da Carmen Cera a nome dei docenti del Liceo Scientifico Nicolo’ Palmeri di Termini Imerese per chiedere alla Rai di non fare esibire sul palco di Sanremo il rapper Junior Cally per i contenuti del brano e del videoclip di “Strega” da lui pubblicati 2 anni fa. L’appello cita il testo della canzone nella quale Cally utilizza un linguaggio “sessista, oltraggioso e pericoloso” (“L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C’ho rivestito la maschera”) e descrive le immagini del video, in cui il rapper “si muove minacciosamente di fronte ad una ragazza legata mani e piedi ad una sedia con un sacchetto sulla testa”. “Noi, con la sua esclusione dalla kermesse sanremese, ribadiamo – si legge nella petizione – che la violenza sulle donne deve essere combattuta pubblicamente ed esplicitamente soprattutto a livello culturale e che i media hanno in questo un ruolo fondamentale, affinche’ il lavoro quotidiano degli educatori non venga vanificato in nome delle leggi del mercato”. Tra coloro che hanno firmato non sono mancati gli sfoghi e le accuse di quanti ritengono il rapper sessista, uno che fa apologia subliminale di reato e quanti protestano perché non vogliono pagare il canone per dare diritto di tribuna a Junior Cally.

Continua a leggere

In rilievo