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Restiamo al SUD. “L’Italia è un sentiero”

Giovanni Mastroianni

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La rubrica “RestiAMO al SUD” che ho avuto l’onore di curare in questi primi mesi, nata anche per incoraggiare tanti conterranei a restare nelle proprie meravigliose regioni di appartenenza e così scongiurare la diffusione del “Covid19”, abbandona da oggi la sua veste estiva e cambia dunque passo con l’avvicinarsi dei mesi più freddi. Continueremo ovviamente a parlare del nostro meraviglioso Sud e nel farlo oggi vi lasciamo non con la descrizione di una località o di un territorio, ma con quella di un libro bellissimo, che narra in modo preciso ed intenso i sentieri più emozionanti che attraversano tutto il nostro Belpaese, come dalle Alpi al Massiccio del Matese, fino all’Aspromonte che non ti aspetti, ed ovviamente tanti altri. Il titolo che è già tutto un programma non poteva essere diverso: “ L’ITALIA E’ UN SENTIERO – Storie di cammini e camminatori” (GLF Editori Laterza). 

Un’opera snella e coinvolgente, dedicata non solo agli escursionisti più abili e soprattutto più in forma, ma che si rivolge davvero a tutti. Un vero e proprio stimolo letterario capace di trasmettere o far riemergere l’amore per viaggiare “passo dopo passo”, attraverso i luoghi più belli della nostra Penisola, narrata in modo unico da Natalino Russo, scrittore, speleologo, esploratore e fotografo, inviato fin nei posti più remoti ed impervi del mondo, quindi bellissimi, per testate internazionali come National Geographic, Le Scienze, Geo, Meridiani ecc.

“Incamminandosi” tra le pagine di questo prezioso scritto, al di là dei puntuali ed utilissimi consigli tecnici e dettagliate indicazioni dei percorsi che si descrivono, si riesce dunque a godere di suggestioni che ci invitano a compiere quella elementare azione motoria che in effetti ha cambiato la storia dell’umanità: camminare. Perché solo attraversando a piedi un determinato luogo lo si può davvero conoscere e vivere fino in fondo, calandosi in una dimensione dove tutto è finalmente percepibile. 

Soprattutto per noi che abbiamo la fortuna di abitare l’Italia, possiamo intraprendere percorsi straordinari praticamente da dietro casa nostra, perché nel nostro Paese la bellezza della natura e quella storico artistica, così come per le eccellenze enogastronomiche, è anch’essa a chilometro zero. Ovunque ti incammini finisci per immergerti in panorami meravigliosi, spesso arricchiti da testimonianze archeologiche dove giunge ancora l’eco di storie millenarie.

Ed in questi giorni tormentati, con lo spettro della pandemia che riprende ad aleggiare tra di noi, leggere questo testo significa già iniziare a rimettersi in viaggio, con Natalino Russo che ci condurrà ad esempio tra le valli e le vette delle Alpi, di una bellezza struggente e dove il sangue dei caduti nelle due devastanti Guerre Mondiali sembra ancora perdersi tra i colori del tramonto. Potremo quindi discendere lo stivale fino al Matese, dove duemila anni fa si sono incrociati i destini dei Sanniti con quelli dei Romani, che ci hanno lasciato in eredità una straordinaria viabilità, prevalentemente rupestre, che ha rappresentato una vera e propria opera di infrastruttura primaria per decine di secoli, capace di mettere in contatto realtà economiche e commerciali distanti centinaia di chilometri tra di loro, e così connettere le realtà italiche più remote, dai due Mari fino a quelle dei monti dell’Appennino.

Anche qui sarà possibile imbattersi in siti archeologici che hanno resistito alla furia del tempo e dell’uomo e che d’improvviso irromperanno, con tutto il loro fascino, sul percorso dei fortunati ed appassionati camminatori. La narrazione dei Briganti matesini, che da inizio ‘800 diedero filo da torcere al potere centrale, colpevolmente distante e disattento alle esigenze della sua gente, lascia poi comprendere come nella nostra Nazione non ci sia luogo che non sia stato attraversato da forti passioni e volontà di riscatto sociale, tema oggi di rinnovata attualità e che l’autore dipinge con discrezione sullo sfondo dell’attraversamento dell’Aspromonte, bellissimo ed incontaminato, che dopo decenni di abbandono a sé stesso finalmente tenta un doveroso ed irrinunciabile rilancio, anche grazie al mondo dell’escursionismo, da sempre attento e rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni locali.

Tante storie, tanti luoghi incantati in cui ci si può imbattere sfogliando pagina dopo pagina, costantemente rapiti da descrizioni mai enfatizzate che colpiscono dritte al cuore.

Ecco che così faremo finalmente risvegliare quel “Lazzaro” che è sempre in agguato dentro di noi e tenta in modo subdolo di inchiodarci in una opaca vita sedentaria. Come dice l’autore allora, alziamoci e camminiamo, perché “L’Italia è un sentiero” ed è meraviglioso. 

Oltre al vasto repertorio fotografico di Natalino Russo, disponibile per tutti gli appassionati estimatori, si segnalano altri libri dell’autore come: “111 luoghi di Napoli che devi proprio scoprire” (Emons Edizioni), “Il respiro delle Grotte”,  “Nel mezzo del Cammino di Santiago” (entrambi editi da Emiciclo) ed il volume fotografico “Una grotta fra terra e mare” (curato per Skira). Per qualsiasi info: www.natalinorusso.it

 

 

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Green Deal Ue, 25 le iniziative lanciate dalle Regioni

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Dalle Marche alla Sicilia sono 25 finora le buone pratiche italiane frutto del gruppo di lavoro ‘Green deal going local’ lanciato lo scorso giugno del Comitato europeo delle Regioni (CdR). Lo scopo e’ garantire che le citta’ e le regioni dell’Ue siano direttamente coinvolte nella definizione, nell’attuazione e nella valutazione del Green Deal. Il punto della situazione e’ stato fatto in questi giorni a Bruxelles in occasione della settimana delle Regioni organizzata dal CdR.

Un esempio viene dalle Marche, dove il Fondo energia e mobilita’ (Fem) ha una dotazione di 16 mln di euro. Basato sui tre pilastri di sostenibilita’, mobilita’ ed efficienza, ha portato all’efficientamento energetico degli edifici pubblici, del trasporto pubblico locale e delle piccole e medie imprese. Ma le buone pratiche selezionate dal CdR attraversano l’Italia intera.

In Sicilia, Balestrate e’ diventata una citta’ ‘green’: tutti gli edifici pubblici sono stati efficientati, la percentuale di raccolta differenziata e’ arrivata sopra il 70% ed e’ aumentato l’uso dei mezzi alternativi alle auto grazie al bike sharing, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’ampliamento della zona a traffico limitato, l’utilizzo di mezzi elettrici per i dipendenti comunali e un trenino turistico.

In Valle d’Aosta, il progetto GRETA usa il calore geotermico e una tecnologia a basse emissioni di carbonio per il fabbisogno energetico dell’ambiente alpino. I

n Friuli-Venezia Giulia, il marchio “IO SONO FVG” e’ uno strumento che premia gli agricoltori, i pescatori e gli altri operatori agroalimentari che decidono di rendere sostenibili la loro attivita’.

A Bologna, il patrimonio culturale e’ diventato motore di un risanamento urbano partecipativo e sostenibile nel quadro del progetto europeo H2020 ROCK.

In Piemonte, il comune di Locana ha provvisto l’illuminazione pubblica di led a risparmio energetico, mentre quello di Novara porta avanti due progetti di forestazione.

Il comune di Milano intende creare comunita’ energetiche su territori di piccole dimensioni in grado di comunicare tra loro.

In Veneto, c’e’ il progetto CIRCE2020 per l’espansione dell’economia circolare. In uno dei suoi interventi alla settimana delle Regioni, il presidente del CdR ha citato proprio l’esempio delle Marche.

“La Regione Marche ha utilizzato i fondi di coesione consentendo ai piccoli comuni di ricevere sovvenzioni e garanzie sui prestiti per potenziare il servizio di autobus e ammodernare gli edifici pubblici”, ha detto Apostolos Tzitzikostas. “Tutti questi esempi dimostrano che il Green deal non inizia ora, ma si basa su decenni di cambiamenti positivi da parte dei governi locali e regionali”. Tra i membri del gruppo ‘Green deal going local’, ci sono le italiane Manuela Bora, assessora alle Attivita’ produttive e affari Ue della Regione Marche e coordinatrice del gruppo PSE della Commissione per la Politica regionale e il bilancio Ue del CdR, e Donatella Porzi, consigliera regionale per la Regione Umbria. “Per la nostra regione – ha osservato Bora in passato – far parte del gruppo di lavoro per il Green deal del CdR non soltanto rappresenta una conferma di tutto il lavoro svolto dalla nostra amministrazione per la transizione climatica. E’ anche la convinzione che solamente collaborando con altre regioni e istituzioni europee potremo affrontare questa difficile doppia sfida del clima e della crisi economica. Il Green Deal europeo sara’ fondamentale per la ripresa dei nostri territori e per garantire che nessuno venga lasciato indietro”.

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Capri isola sempre più green, Terna porta elettricità con una linea sottomarina

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 La nuova linea elettrica Capri-Sorrento-Torre Annunziata e’ “una infrastruttura concreta con un forte valore simbolico per il Paese nella fase di rilancio che stiamo vivendo, un segnale forte e vigoroso che lanciamo all’intera comunita’”. Cosi il premier Giuseppe Conte all’inaugurazione della nuova linea elettrica realizzata daTerna – gestore della rete ad alta e altissima tensione – a Capri. Si tratta di una centrale tecnologicamente avanzata, e prima in Italia per sostenibilita’ ambientale. La linea, realizzata con cavi sottomarini tripolari collocati fino a 120 metri di profondita’, da Capri a Sorrento, misura 19 km e completa un anello elettrico da 160 MW di capacita’, il cui primo tratto , tra l’ isola e Torre Annunziata, e’ stato terminato nel 2017. L’ elettrodotto e’ completamente sottomarino ed interrato. I cavi tripolari sono protetti all’ interno di una bobina. L’ investimento complessivo e’ di 150 milioni, 20 quelli destinati a Capri. L’ opera permettera’ di fornire a Capri energia da fonti rinnovabili e di azzerare le emissioni inquinanti, grazie alla dismissione della attuale centrale a gasolio, che sara’ utilizzata solo in emergenza. A Sorrento la nuova centrale, gia’ in funzione, in via San Renato, e’ alle rifiniture. Terna valuta in circa 20 milioni all’ anno il risparmio reso possibile dal nuovo impianto, ed in 130 mila tonnellate annue le minori emissioni di CO 2. L’ amministrazione delegato di Terna, Stefano Donnarumma, parla di opera di “rilevanza storica ” che “testimonia il ruolo dell’azienda nella transizione energetica”. “I nostri investimenti- aggiunge- per rendere il sistema ancora piu’ affidabile, efficiente e green possono contribuire concretamente alla ripresa economica del Paese”. In collaborazione con il Polo museale della Campania, Terna illuminera’ artisticamente a Capri Villa Jovis, che fu dimora dell’ imperatore romano Tiberio.

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Sos Grande Barriera Corallina, ha perso metà dei coralli  

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Sos per la Grande barriera corallina: ha perso la meta’ dei suoi coralli negli ultimi 30 anni a causa dell’aumento delle temperature dovute ai cambiamenti climatici. Lo indica la ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B e coordinata da Andy Dietzel, dell’australiano ARC Center of Excellence for Coral Reef Studies (CoralCoE).

“Abbiamo misurato i cambiamenti nelle dimensioni delle colonie perche’ sono importanti per comprendere la demografia e la capacita’ dei coralli di riprodursi”, ha detto Dietzel. I ricercatori hanno valutato le comunita’ di coralli e le dimensioni delle loro colonie lungo la Grande barriera corallina tra il 1995 e il 2017. “Abbiamo scoperto che il numero di coralli piccoli, medi e grandi sulla Grande Barriera Corallina e’ diminuito di oltre il 50% dagli anni ’90”, ha rilevato uno degli autori, Terry Hughes, del centro CoralCoE. Secondo Dietzel, “una popolazione di coralli vivace e’ composta da milioni di coralli piccoli e da molti grandi, le cosiddette mamme, che producono la maggior parte delle larve”. I risultati mostrano, ha aggiunto, “che la capacita’ di recupero della Grande Barriera Corallina, cioe’ la sua resilienza, e’ compromessa rispetto al passato, perche’ ci sono meno piccoli e anche meno adulti di grandi dimensioni”. Il declino, ha rilevato Hughes, “si e’ verificato sia nelle acque poco profonde che nelle acque piu’ profonde, e praticamente in tutte le specie, ma soprattutto nei coralli ramificati e nei cosiddetti coralli tavola. Questi sono stati i piu’ colpiti dalle temperature record che hanno innescato lo sbiancamento di massa nel 2016 e nel 2017”. I coralli ramificati e i coralli tavola, chiamati cosi’ per la loro forma schiacciata, costituiscono strutture importanti per gli abitanti della barriera corallina, come i pesci. La perdita di questi coralli significa una perdita di habitat, che di conseguenza si riflette sull’abbondanza di pesci e sulla produttivita’, a livello di pesca, della barriera corallina. A disturbare la barriera corallina sono soprattutto le ondate di calore dovute ai cambiamenti climatici. Per questo, avvertono gli autori, “non c’e’ tempo da perdere: dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni di gas serra al piu’ presto”.

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