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Cultura

Musica: Quintetto dei Berliner inaugura il Festival di Cervo

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Da ponente a levante. Il Quintetto d’archi dei Berliner Philharmoniker ha inaugurato ieri sera il 58 Festival Internazionale di musica da Camera di Cervo e questa sera sara’ nella piazza di Carro ad aprire il Festival Paganiniano organizzato dalla Societa’ dei Concerti di Spezia. Il Quintetto (Luiz Felipe Coelho e Romano Tommasini, violini, Wolfgang Talirz, viola, Tatjana Vassiljeva, violoncello e Gunars Upatnieks, contrabbasso) e’ un complesso formidabile per coesione e affiatamento, ma anche per le qualita’ tecnico-interpretative individuali. Qualita’ emerse appieno ieri sera. Un suono perfettamente controllato ed estremamente duttile nelle dinamiche, un fraseggio sempre compatto e calibrato: l’iniziale Quintetto op. 77 di Dvorak e’ stato restituito in maniera impeccabile con soluzioni espressive attente, in particolare nello splendido terzo movimento, “Poco Andante”.

Lodevole anche la scelta del programma: alla piu’ complessa, citata pagina di Dvorak hanno fatto seguito tre pagine brillanti tratte dal vasto repertorio di danze viennesi di Josef Lanner, compositore oggi quasi sconosciuto, cui si deve, pero’, accanto a Johann Strauss senior il definitivo lancio del valzer viennese negli anni in cui per il Congresso orchestrato da Metternich la capitale asburgica era al centro delle attenzioni europee. Particolarmente applaudita l’esecuzione successiva delle Variazioni dalla Sonnambula per contrabbasso e archi scritte da Bottesini, il “Paganini del contrabbasso” come era definito all’epoca per le sue straordinarie capacita’ virtuosistiche.

Un lavoro di notevole impegno tecnico che ha avuto un interprete eccellente in Upatnieks. Infine la Fantasia sul Rigoletto di Doppler ha chiuso all’insegna della freschezza inventiva. Inaugurazione insomma di alto livello. La piazzetta dei Corallini, teatro all’aperto fra i piu’ suggestivi in Liguria, era gremita e bene hanno fatto gli organizzatori a prevedere addirittura due turni (ore 20,30 e ore 22,30) nella stessa serata, contando sulla disponibilita’ dei musicisti: questo ha permesso di garantire il rispetto delle norme anticovid e nello stesso tempo non perdere pubblico.

(le foto sono tratte dalla pagina Fb del Festival)

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Cultura

Arte, morto il pittore Achille Perilli

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E’ morto a Orvieto, a 94 anni all’ospedale Santa Maria della Stella, il pittore Achille Perilli, considerato tra i maestri dell’astrattismo italiano del Novecento. Era nato a Roma il 28 gennaio 1927. Con Piero Dorazio, Giovanni Guerrini, Renzo Vespignani e altri era stato tra i fondatori de Gruppo Arte Sociale (Gas). Nel 1947 aveva partecipato alla redazione del manifesto Forma 1 per la difesa dell’arte astratta. A Perilli sono state dedicate numerose mostre personali e retrospettive in Italia e all’estero. La Biennale di Venezia nel ’69 riservo’ alle sue opere, caratterizzate da un cromatismo vivace e brillante una sala.

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Cultura

Un relitto in fondo al mare del Canale di Otranto rivela le origini della Magna Grecia: il video

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Anfore e brocche ma anche un gran quantita’ di coppe da vino in ceramica fine destinate alla tavola delle elites, ancora impilate e “imballate” all’interno di grossi vasi usati per proteggerle dal rischio di incidenti durante il lungo viaggio in mare. Oltre a resti di alimenti, come le olive. Recuperato negli abissi del Canale di Otranto all’incredibile profondita’ di 780 metri, il carico di una nave corinzia del VII sec a.C. appena studiato nei laboratori della Soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo, getta nuova luce sugli albori del commercio tra Corinto e la Magna Grecia.

Di fatto retrodatandone l’inizio proprio ai primi anni del VII sec. a. C. “Una grande scoperta che dimostra la necessita’ di tornare a investire sull’archeologia subacquea”, applaude il ministro della cultura Franceschini, che anticipa l’intenzione del ministero di avviare un progetto per riportare in superficie anche tutti altri reperti – circa 200 – rimasti in fondo al mare. Individuato nel 2018 nell’ambito delle operazioni per la realizzazione della Tap, il metanodotto che porta in Italia il gas dell’Azerbaijan, il relitto dell’antichissima imbarcazione racconta  la soprintendente Barbara Davidde, e’ stato studiato grazie alla legge sull’archeologia preventiva, tanto che lo stesso recupero delle stoviglie oggetto dello studio, in tutto 22 oggetti, e’ stato finanziato dai lavori per il gasdotto.

La sorpresa piu’ grande, sottolinea l’archeologa, e’ arrivata pero’ in laboratorio, quando gli esperti della soprintendenza istituita a gennaio 2020 dal ministro Franceschini, hanno ripulito e studiato il campionario di vasi e coppe constatando che si trattava di un materiale cosi’ antico. Si tratta in particolare di tre anfore della tipologia corinzia “A”, dieci skyphoi di produzione corinzia, quattro hydriai di produzione corinzia, tre oinochoai trilobate in ceramica comune e una brocca di impasto grossolano, di forma molto comune a Corinto. Tra tutti l’oggetto forse piu’ interessante e’ il pithos, ovvero la grande giara in coccio “con tutto il suo contenuto costituito da skyphoi impilati al suo interno in pile orizzontali ordinate”. Almeno 25 di queste piccole coppe erano intatte, altre in frammenti, che si stanno ancora ripulendo e studiando. Ma intanto e’ proprio la datazione di questi preziosi oggetti ad emozionare. Perche’ fino ad oggi, spiega Davidde, “non si pensava che tra la Magna Grecia e la madre patria ci potesse essere un commercio organizzato gia’ in questa epoca”. Una scoperta davvero importante , fa notare anche il direttore generale dei musei di Stato Massimo Osanna “perche’ ci restituisce un dato storico che racconta le fasi piu’ antiche del commercio mediterraneo agli albori della Magna Grecia, meno documentate da rinvenimenti subacquei, e dei flussi di mobilita’ nel bacino del mediterraneo”. Tanto piu’ che le tecnologie di indagine oggi permettono di risalire a tanti preziosi particolari, dal contenuto di anfore e brocche, fino ad esempio alla varieta’ delle olive di cui nella prima parte dello studio e’ stata individuata la presenza.

Insomma “un patrimonio ricchissimo” per dirla con il ministro Franceschini, “in grado di restituirci non solo i tesori nascosti nei nostri mari, ma anche la nostra storia” Tant’e’, anche la fase del recupero, sottolinea Davidde, e’ stata straordinaria. Gli esperti sono tornati a bordo di una nave oceanografica nel punto del Canale di Otranto in cui era stato individuato il relitto, a 22 miglia dalla costa, e li’ hanno documentato il tesoro sommerso con video subacquei e fotografie. Poi servendosi di una sorta di sottomarino guidato via cavo e di una speciale pompa aspirante sono riusciti a riportare in superficie 22 degli oltre 220 oggetti georefenziati accanto ai resti dell’antica imbarcazione “E’ stato un evento eccezionale anche per le tecnologie utilizzate”, fa notare la soprintendente. Perche’ mai prima d’ora si era tentato il recupero di reperti rimasti a queste profondita’. Quella che si racconta oggi , dice, “e’ un’operazione che entra nella storia della archeologia subacquea”. Il progetto che si sta valutando prevede ora il recupero totale del carico e il suo studio, ma anche l’allestimento di un museo nel quale raccontare, quasi tremila anni dopo quel naufragio, l’avventura della nave partita da Corinto e delle meraviglie che trasportava.

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Cultura

Lo splendore della cella che fu di San Tommaso D’Aquino è ora visitabile nel complesso di San Domenico Maggiore a Napoli

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La bolla papale di Papa Pio V con la proclamazione a Dottore della Chiesa del 12 Aprile 1567, un dipinto di Francesco Solimena che lo raffigura, l’altare in una cappella realizzata postuma al passaggio del Santo nella splendida chiesa di San Domenico Maggiore, i soffitti finemente decorati, un testo redatto dal Santo e una sacra reliquia di una  parte dell’omero sinistro, tutto è visitabile da Domenica 17 Ottobre nello   splendore della la Cella di San Tommaso d’Aquino al Complesso di San Domenico Maggiore di Napoli, grazie al progetto di restauro e valorizzazione promosso dall’Associazione Friends of Naples Onlus insieme a Giuseppe, Giulia e Gabriella d’Aquino di Caramanico e al Museo Cappella Sansevero con la collaborazione dei Frati del Convento di San Domenico Maggiore e del Comune di Napoli. I visitatori, da  potranno ammirare la rinnovata bellezza della piccola cella all’interno della Basilica dove San Tommaso d’Aquino abitò per circa due anni, e dove sono attualmente conservati i cimeli e le reliquie del Santo. I lavori, con un’attenta analisi e valutazione e sotto l’Alta Vigilanza della Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli i Beni Storici ed Artistici di Napoli, hanno donato all’ambiente una nuova luce e fruizione: dall’ammodernamento dell’impianto di illuminazione, al restauro del portone di ingresso  e ancora il recupero delle antiche cornici dorate e delle parti lignee e la realizzazione dei nuovi pannelli espositivi, insieme ad una accogliente  musica scritta e composta dallo stesso San Tommaso. A presentare il progetto alla conferenza stampa a San Domenico Maggiore, venerdì 15 ottobre, sono intervenuti: fr. Francesco Maria Ricci, O.P. Priore provinciale dei Frati Predicatori Italia Meridionale, dott.ssa Barbara Balbi, Funzionaria Restauratrice SABAP per il Comune di Napoli, dott.ssa Rosa Romano, Responsabile Ufficio Stampa SABAP per il Comune di Napoli e storica dell’arte, insieme all’ing. Giuseppe d’Aquino di Caramanico e all’arch. Alberto Sifola Presidente Friends of Naples Onlus. Con le  parole di Alberto Sifola, presidente di Friends of Naples si entra nello spirito che ha animato il restauro me le restituzione alla città di questo importante pezzo di storia della città  “La Cella di San Tommaso d’Aquino è un microcosmo che ha richiesto un raffinato intervento, curato nei minimi dettagli da studiosi ed artigiani esperti ed incredibilmente numerosi: un folto gruppo di marmisti, doratori, intagliatori, falegnami, fabbri, tappezzieri, muratori, tecnici dell’illuminazione, restauratori di tele e finto legno hanno collaborato alternandosi in uno spazio molto speciale ma ridottissimo”.

 

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