Cronache
Mose, i veneziani: emozione veder salire paratoie
Le sirene dell’acqua alta per la prima volta non hanno cancellato il rintocco della Marangona: l’entrata in funzione delle paratoie del Mose ha permesso oggi a Venezia di ascoltare, anche in un giorno di marea, il suono del mezzogiorno dal Campanile di San Marco. Mentre il profilo giallo delle barriere mobili si sollevava sulla laguna, piu’ di qualcuno tra i negozianti delle Procuratie ha pianto sulla soglia. Arrigo Cipriani, patron dell’Harry’s Bar, ha voluto seguire il copione di una giornata che ha segnato una svolta per la citta’ dalla finestra di casa. “Vedere che tutto funziona – commenta – vuol dire che negli ultimi mesi si e’ lavorato bene. E’ una grande vittoria per la citta’”. Un appuntamento con la storia nel quale fino all’ultimo in molti hanno stentato a credere. “Ero a casa – racconta il ristoratore – e ho visto dalle finestre che la marea rimaneva bassa”. La Basilica di San Marco preservata dalle onde ha cancellato il ricordo del 12 novembre, quando l’acqua e’ risalita per 187 centimetri sul selciato in pietra d’Istria dei sestieri. “L’acqua sarebbe arrivata fino all’inizio delle colonne se non ci fosse stato il Mose – ripete Mario, fuori dal suo appartamento a pochi passi dalla piazza – e invece oggi, per la prima volta, la marea non ci ha invasi”. A fare affari d’oro sono stati soprattutto i venditori di stivali usa e getta, fermi con i loro carrettini davanti ai turisti. In pochi tra i visitatori hanno capito l’importanza di quanto stava avvenendo oltre il bacino di San Marco. Le passerelle di legno che il Comune aveva innalzato in piazza per consentire in ogni caso il passaggio sono diventate delle ‘giostre’ improvvisate. Piu’ volte gli ‘angeli del decoro’ che sorvegliano l’area per conto dell’amministrazione municipale hanno richiamato all’ordine intere famiglie. Qualcuno, come Raffaele Alajmo, ad del Gran Caffe’ Quadri, guarda con preoccupazione a domani, quando il Mose, non entrera’ in funzione perche’ sotto la soglia di marea prevista di 130 centimetri. “Dopo tanti anni, dopo tanto parlare delle paratoie abbiamo avuto la prova che funzionano – sottolinea – Ora ci vuole il coraggio di utilizzarle sempre affinche’ Piazza San Marco sia sempre asciutta. Altrimenti dobbiamo solo pregare di avere maree eccezionali in modo da essere all’asciutto”. C’e’ chi comunque ha visto in quanto avvenuto il segno di un cambio di passo irrevocabile. “E’ stato emozionante e impressionante veder salire le barriere mobili – spiega Elisa Fornari, che abita al Lido di Venezia e che ha seguito dalla riva dell’isola le operazioni in diretta – C’era un’atmosfera surreale. In bocca di porto l’onda, rinforzata dal forte vento di scirocco, sembrava voler travalicare le paratoie del Mose”.
Cronache
Federico II svelata: dieci anni di campus a San Giovanni a Teduccio, l’università apre le porte alla città
Dieci anni del campus della Federico II a San Giovanni a Teduccio: il 20 marzo porte aperte con ricerca, startup, robot e visite guidate per raccontare la trasformazione di Napoli Est.
Cronache
Caso del cuore trapiantato al Monaldi: verbale secretato di un infermiere chiave nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo
Inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo dopo il trapianto al Monaldi: secretato il verbale dell’infermiere presente in sala operatoria. Indagini su trasporto dell’organo e sulle procedure seguite.
Un verbale considerato cruciale potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo al quale è stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato dal ghiaccio secco.
È stato ascoltato dai magistrati l’infermiere specializzato Francesco Farinaceo, presente il 23 dicembre nella sala operatoria della chirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi. Il suo verbale è stato secretato e al momento non è a disposizione delle parti.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, Farinaceo sarebbe stato l’infermiere che ha materialmente aperto il contenitore nel quale era custodito il cuore proveniente da Bolzano e destinato al piccolo paziente.
Le indagini della Procura di Napoli
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante sotto la supervisione del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri del NAS, guidati dal colonnello Alessandro Cisternino.
Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione tutte le fasi dell’intervento: prima dell’espianto, durante il trasporto dell’organo e nel momento del trapianto.
Secondo quanto riferito in testimonianza dall’infermiera Virginia Terracciano, sarebbe stato proprio Farinaceo ad aprire il contenitore con il cuore donato e ad assistere allo scambio di indicazioni tra il chirurgo e l’équipe medica presente in sala.
Il ruolo del chirurgo e i dubbi sull’avvio dell’intervento
Tra i punti centrali dell’inchiesta c’è la decisione di avviare l’intervento chirurgico sul piccolo paziente. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire cosa abbia spinto il chirurgo Guido Oppido a procedere con l’apertura dello sterno.
Le ipotesi al vaglio sono principalmente due: la necessità di intervenire rapidamente per evitare che il cuore donato diventasse inutilizzabile allo scadere delle quattro ore successive all’espianto oppure la convinzione di aver ricevuto un via libera dai colleghi presenti in sala operatoria.
Oppido è tra i sette medici attualmente indagati nell’inchiesta ed è stato sospeso dall’ospedale al termine di una prima istruttoria interna.
La denuncia sul “clima tossico” nel reparto
Farinaceo risulta anche il primo firmatario di una lettera di denuncia inviata il 27 gennaio ai vertici dell’azienda ospedaliera. Nel documento viene segnalato un presunto “clima tossico” all’interno del reparto attribuito alla gestione del chirurgo.
Dopo la sua audizione è probabile che vengano ascoltati anche gli altri firmatari della lettera, tra cui diversi infermieri già sentiti come testimoni.
Secondo alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, il chirurgo avrebbe iniziato il clampaggio dell’aorta prima dell’arrivo del cuore in sala operatoria. Un passaggio che gli inquirenti stanno verificando con attenzione.
Il trasporto dell’organo e il termos da spiaggia
Un altro elemento emerso nelle ultime ore riguarda un video acquisito dagli investigatori relativo al trasporto di un organo avvenuto nel 2021.
Nel filmato si vedrebbe l’utilizzo dello stesso contenitore termico artigianale da spiaggia utilizzato anche per il trasporto del cuore destinato al piccolo Domenico.
Questo dettaglio è diventato uno dei punti più controversi dell’intera vicenda.
Gli accertamenti sull’espianto a Bolzano
Parallelamente l’attenzione degli investigatori si concentra anche su quanto accaduto nell’Ospedale San Maurizio, dove è stato espiantato il cuore donato.
Secondo un report degli ispettori del Ministero della Salute, sarebbe al vaglio anche la possibilità di un errore nel dosaggio di un farmaco somministrato durante la fase di espianto.
Un eventuale errore potrebbe aver danneggiato l’organo prima del trasporto.
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo Domenico, Antonio e Patrizia Caliendo, ha spiegato che questo aspetto potrà essere chiarito dagli esami autoptici sui tessuti.
Secondo il legale, tuttavia, tale eventualità non cambierebbe il quadro delle responsabilità che gli inquirenti stanno valutando in relazione alle procedure seguite dall’équipe dell’ospedale napoletano.
Cronache
Terremoto di magnitudo 2.8 nell’Avellinese: scossa registrata vicino a Forino
Scossa di terremoto di magnitudo 2.8 registrata vicino a Forino, in provincia di Avellino. Epicentro a circa 6 km di profondità secondo l’INGV.


