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Milan-Roma finisce in parità ma l’arbitro Giacomelli ne combina di tutti i colori

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Una partita dove è successo di tutto, un grande spettacolo invelenito dalle decisioni dell’arbitro Giacomelli che concede nel secondo tempo due rigori che a parere di tutti erano totalmente inesistenti. Un’altra decisione sconcertante che fa chiedere a tutti qual è davvero il ruolo del VAR? È finita in parità lasciando l’amaro in bocca sia al Milan che alla Roma.

La partita inizia con un gran gol di Ibrahimovic su assist di Leao al 2′ di gioco. Passano dieci minuti e la Roma pareggia con il suo centravanti, Dzeko: si va al riposo in parità ma appena inizia il secondo tempo i rossoneri tornano in vantaggio con Saeelemaekers ancora con assist di Leao. A questo punto i pasticci: rigore per la Roma per un presunto fallo di Bennacer su Pedro. Inesistente ma Veretout segna e porta di nuovo in parità il match.

Giacomelli ne combina un’altra: stavolta il rigore lo concede al Milan per un fallo che non c’è di Mancini su Calhanoglu . Trasforma Ibrahimovic e i rossoneri sono di nuovo in vanataggio ma all’84. è Kumbulla a firmare il definitivo 3-3.

 

 

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Esteri

La Cnn licenzia Chris Cuomo: aiutò il fratello accusato di molestie sessuali

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La Cnn ha licenziato con effetto immediato il suo anchor di punta Chris Cuomo dopo aver ingaggiato uno studio legale esterno per esaminare il ruolo da lui svolto nella difesa del fratello Andrew dalle accuse di aver molestato, quando era governatore di New York, una decina di dipendenti. Nei giorni scorsi l’emittente lo aveva sospeso dopo la diffusione di nuove carte processuali nell’indagine che riguarda il fratello, da cui era emerso un ruolo attivo del conduttore nella gestione della strategia comunicativa.

“Questo non è come avrei voluto finisse il mio tempo alla Cnn ma vi ho già detto perchè e come ho aiutato mio fratello”: così l’anchor Chris Cuomo in una nota dopo il suo licenziamento in tronco dalla Cnn. Il giornalista si è detto “deluso” da quanto accaduto ma anche “orgoglioso” del team del suo programma, uno dei piu’ seguiti dell’emittente. Sembra chiudersi cosi’ la saga di una potente dinastia italo-americana, cominciata con il tre volte governatore di Ny Mario Cuomo e proseguita con i due figli: Andrew, dimessosi in agosto dalla stessa carica per lo scandalo delle molestie sessuali, e Chris, licenziato dalla Cnn dopo esserne stato a lungo uno dei volti più noti.

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Il Napoli decimato ci prova ma l’Atalanta passa al Maradona e aggancia il trio di testa

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Si arrende per 2-3 il Napoli in formazione d’emergenza alla forte Atalanta allo stadio Maradona ma solo dopo aver lottato strenuamente. Ora è terzo in classifica scavalcato da Milan e Inter. Eppure per parte della gara aveva fatto sognare i tifosi quando all’inizio del secondo Mertens aveva siglato il 2-1 per gli azzurri.

Se è vero che il Napoli stasera contro l’Atalanta è di fatto senza i suoi uomini migliori Spalletti (che però non siede in panchina perché squalificato) ha deciso di vendere molto cara la pelle. Il tecnico sorprende tutti e mette in campo una formazione inedita secondo un modulo diverso: 3-4-3, a specchio con gli avversari.   Ospina tra i pali, difesa a tre con Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; centrocampo a quattro con Malcuit, Lobotka, Zielinski e Mario Rui;  in attacco Lozano, Elmas e Mertens.


La prima occasione è per il Napoli al 4′. Lancio di Zielinski per Lozano sulla destra.  Il suo tiro in area è buono per Mertens, fermato in angolo. Dopo due minuti l’Atalanta passa in vantaggio. Duvan Zapata si libera in area di un avversario serve al centro Malinovsky che di sinistro trova l’incrocio dei pali per lo 0-1.
Non ci voleva per il Napoli, in svantaggio già alla prima occasione.

Il Napoli reagisce con generosità: Mario Rui scodella un ottimo cross al centro:  Lozano in scivolata, entra in porta ma senza palla.
Al 19′ Pessina spreca una buona occasione per i suoi. Inserimento centrale ma conclusione debole Ospina blocca.
Di nuovo Lozano ha una palla molto favorevole al 29′, tiro a incrocio che impegna Musso ma nulla di fatto.
Non si arrende il Napoli di fronte alla fisicità e alla spavalderia degli uomini di Gasperini. Il pareggio cercato e voluto arriva al 40′ con Zieliński. Malcuit serve al centro Zielinski che tira a colpo sicuro una prima volta e gli viene ribattuto. Ma il secondo tentativo di forza si rivela letale e il polacco insacca per l’1-1.
Termina il primo tempo.

Inizia di pugno il Napoli nella ripresa e al 47′ trova un gol meritatissimo. Malcuit di esterno lancia Mertens  che davanti a se ha una prateria, il suo tiro chirurgico si infila alle spalle di Musso per il 2-1.


Al 56′ si ferma Lobotka per un problema muscolare, al suo posto entra Demme. Al 58′ fallo di Rrhamani su Duvan, ammonizione per l’azzurro. Al 63′ stessa sorte per Malcuit. Nel frattempo al 59′ il var aveva annullato una decisione dell’arbitro che aveva assegnato all’Atalanta un penalty per tocco di mano inesistente.
Al 66′ pero’ nulla può Ospina che pure aveva salvato la porta in un paio di occasioni. Toloi lancia Demiral che infila dalla destra un gran gol (2-2).

Al 67′ fuori Mertens e Lozano, dentro Ounas e Petagna ma al 72′ l’ Atalanta passa di nuovo e sigla il 2-3. Ilicic serve al centro lo svizzero Freuler che trova l’angolino. Due disattenzioni in pochi minuti della difesa partenopea che possono costare care.
All’84’ quarto e ultimo cambio per il Napoli: entra Politano al posto di Malcuit.
Attacca il Napoli a testa bassa. Sono 4 i minuti di recupero. Ci prova Mario Rui su punizione e poi Ounas e a seguire anche Petagna su azione personale va vicino al pareggio. Ma non cambia nulla. Il Napoli perde in casa 3-2. E il suo pubblico capisce e applaude lo stesso.

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Cultura

L’archivio Alinari al MAV ci racconta il Vesuvio dalla nascita della fotografia al 1944

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E’ presente in tutte le cartoline che rappresentano Napoli e le città ai suoi piedi, è l’ispiratore del fatalismo di chi vivendo nelle sue vicinanze ne è intriso dalla nascita. Non è mai stato identificato in modo anche amichevole, ma sempre rispettoso,  con soprannomi come si fa con i suoi i suoi fratelli, ‘a Muntagna   e Iddu, no, lui ha il suo nome e con quello vuole essere chiamato: il Vesuvio, ‘o Vesuvio. Giacomo Leopardi lo appella Sterminator Vesevo e il grande poeta, alle sue pendici, ci visse, lo conosceva e ben aveva inteso la sua potenza, la sentiva sotto i suoi piedi durante le passeggiate intorno a Villa le Ginestre dove scrisse molte delle sue più belle liriche. Il Vulcano Vesuvio non ha uguali e non ha uguali neanche ciò che da sempre si è sviluppato intorno ad esso, case, abitazioni, città, paesi, comunità, luoghi sacri e profani, villaggi costruiti in fretta e poi abbandonati, popolazioni intere, terrorizzate dal potenziale di questo Vulcano, ma affascinati al punto tale di voler sempre di più viverci sotto, di fianco, ai piedi, continuando all’infinito in questa forma fatalista del vivere l’oggi, del vivere adesso, perché il domani non lo si decide noi, ma lo decide lui, ‘o Vesuvio. “Il formidabil monte”, e divenuta una mostra fotografica che si può visitare al Museo MAV di Ercolano. Fotografie attinte dall’enorme patrimonio dell’Archivio Alinari, l’esposizione è uno straordinario documento visivo che ripercorre fino al 1944 partendo quasi dalla nascita della fotografia le tappe fondamentali di questa meraviglia della natura incastonata e dominante un altrettanto meraviglioso golfo. Due sezioni: Il Vesuvio – tra fotografia del Grand Tour e sperimentazione e poi la seconda, Eruzioni. La prima,   esplora per sintesi il panorama culturale di un’epoca, l’elaborazione di modelli iconografici in un periodo di grande interesse e richiesta di fotografie come souvenir di viaggio. Eruzioni, invece, ci racconta l’altra faccia del Vesuvio, quella minacciosa e distruttiva, con gli effetti devastanti della sua collera su cose e persone, attraverso un tipo di fotografia che, sempre più alla portata di tutti, si pone obiettivi di racconto, di documentazione di fatti e di emozioni.  La mostra, a cura di Rita Scartoni e Vittorio Ragone, è prodotta dalla Fondazione Cives/Mav di Ercolano con la Fondazione Alinari per la fotografia e in collaborazione con la web-rivista Foglieviaggi, con il contributo della Regione Campania e il supporto di Scabec. Ha inaugurato il 3 Dicembre al Museo Archeologico Virtuale di Ercolano e  sarà aperto, secondo le disposizioni, il mercoledì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 16.00. 58 Opere provenienti dallo storico e rinomato Archivio Alinari, da poco acquisito dalla Regione Toscana che ci raccontano un Vesuvio già meta di viaggi, studi e forza naturale.  “Raccontare il Vesuvio è forse il modo migliore per unire memoria e futuro. – ha affermato Luigi Vicinanza, Presidente della Fondazione CIVES/MAV di Ercolano – Il destino di una città, di una comunità si fonda anche sulle suggestioni. Questa mostra me ne fa immaginare una che potrebbe intestarsi il nome di “Vesuvio valley”. La nostra California. Cultura umanistica e innovazione tecnologica fuse insieme per creare nuovi saperi e per trasformare l’area metropolitana in un luogo di ricerca avanzata, con la speranza e l’ambizione di sanare grossi divari. Nonostante gli effetti devastanti provocati dalla pandemia di Covid 19, la produzione culturale partenopea sta attraversando un momento particolarmente felice. Il successo dei film e delle fiction ci fanno sognare Napoliwood. Ma è forse solo l’aspetto più evidente dello stato di grazia di una ri-nascente industria del sapere.  La contaminazione tra intelligenza artificiale e intelligenza umana in chiave napoletana è in grado di accompagnarci nella rivoluzione digitale con spiccata originalità. La Regione Campania, grazie al suo presidente Vincenzo De Luca, ha investito nel programma di digitalizzazione dei beni culturali. È un impegno forse unico in Italia. La Fondazione CIVES e il MAV di Ercolano sono dentro questo percorso di costruzione di nuovi linguaggi; il Museo archeologico virtuale è oggi tra le strutture espositive più innovative nel panorama nazionale. Dove la tecnologia ha un volto umano. E dove si sviluppano continue forme di collaborazione con altre istituzioni culturali, in questo caso con la prestigiosa Fondazione Alinari. Il futuro del passato. All’ombra di quel Vesuvio dove tutto ha avuto inizio.” La mostra è anche un bellissimo viaggio tra una piccolissima, ma significativa parte del maestoso  Archivio Alinari, composto da oltre 5 milioni di negativi, lastre e dagherrotipi di cui ancora appena 250.000 digitalizzati. Tutto nato da   quando nel 1852 i Fratelli Alinari aprirono il loro laboratorio fotografico a Firenze, allora capitale del Granducato di Toscana, ma non avrebbero certo immaginato che, a distanza di quasi 170 anni, sotto il loro nome si sarebbe raccolta la memoria visiva di un Paese, allora ancora in via di costituzione.  Il loro contributo alla formazione della nostra cultura visuale, al nostro modo di guardare ancora oggi il paesaggio e l’arte italiani è stato importantissimo. Così come l’opera di diffusione al di fuori dell’Italia del nostro patrimonio culturale, non solo attraverso la vendita di soggetti a turisti e studiosi stranieri in visita alle nostre città ma anche tramite una strutturata rete di agenti e corrispondenti all’estero. Nel catalogo generale di vendita dello Stabilimento Alinari degli anni 1873-1887, la Campania e le città vesuviane compaiono con un considerevole numero di soggetti, incrementati ampiamente sotto la guida di Vittorio Alinari a partire dalla fine dell’Ottocento  (con un servizio fotografico alla sommità del Vesuvio proposto nel catalogo del 1907, completamente dedicato alla Campania o napoletano)  e ancora con campagne fotografiche sul sito archeologico di Pompei negli anni trenta del Novecento .  Nel secolo scorso sono poi confluiti in Alinari gli archivi di altri importanti fotografi attivi a Napoli come Chauffourier e Brogi (quest’ultimo con una produzione particolarmente ampia di soggetti campani, corrispondenti, alla fine dell’Ottocento, a quasi il 30 % dell’intero catalogo generale) ai quali si sono via via aggiunte collezioni fotografiche, le opere di atelier che contribuirono ad animare il clima culturale di Napoli come quelli di Robert Rive, Alphonse Bernoud, Giorgio Sommer, o album di fotografi amatoriali, spesso anonimi, che hanno documentato le eruzioni e i loro effetti devastanti su cose e persone, arrivando fino all’ultima eruzione del 1944. Un caso di particolare interesse è poi offerto dall’archivio Giorgio Roster, fotografo scienziato fiorentino che applicò la fotografia a vari campi di indagine scientifica. Gli Alinari nel corso della loro imponente e strutturata attività di riprese, affidata con la gestione di Vittorio ad una qualificata schiera di operatori, hanno dato un’interpretazione professionale altissima del mezzo fotografico, intendendolo sempre come strumento per diffondere e far conoscere soggetti e contenuti che, replicabili, potevano viaggiare il mondo e attraverso strade impreviste servire a sostanziare studi, ricordi, storie, genesi creative. A questa ‘regola aurea’ ci siamo ispirati nel tratteggiare il racconto sul Formidabil monte. Chiude la mostra uno scatto aereo del fotogiornalista Massimo Sestini realizzato nel 2016. Durante l’inaugurazione Marcello Colasurdo insieme a chitarra e tammorra ha intonato vari canti tradizionali dedicati al Vesuvio

 

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