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Solito Napoli, l’Udinese pareggia a fine partita e spera ancora nella salvezza

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Pareggio amaro per il NAPOLI, che nel finale viene ripreso dall’Udinese non andando oltre l’1-1 sullo stesso campo dove, poco più di un anno fa, conquistava il terzo scudetto della sua storia. Al momentaneo vantaggio siglato da Osimhen ha risposto nel finale Success, firmando un pari che concede ancora speranza in ottica salvezza per il club friulano.

Avvio di palleggio da parte degli azzurri, che al 16′ lanciano il primo segnale di pericolo con la punizione dalla trequarti battuta forte da Lindstrom verso la porta e disinnescata da Okoye. Gara che fatica tuttavia ad accendersi, con un’Udinese ordinata e che al 34′ si affaccia in avanti trovando la conclusione dalla distanza di Samardzic che fa girare il sinistro ma non trovando lo specchio difeso da Meret. Bianconeri pericolosi, così come al 44′, con Bijol che raccoglie un pallone sporco in area e calcia in girata spedendolo però di poco largo. Il pareggio reggerà fino al 51′, con Politano che dalla destra mette il cross velenoso sul quale arriva Osimhen che di testa batte Okoye e porta avanti il NAPOLI. Udinese in svantaggio ma pronta a rispondere, dopo meno di dieci minuti, con il neo entrato Davis che si accentra dalla destra e lascia partire il tracciante mancino sul quale è reattivo Meret in tuffo.

 

Finale di partita in cui la formazione di Cannavaro aumenta possesso e transizioni avanzate, lasciando maggiore spazio al NAPOLIche all’80’ troverebbe anche il 2-0, ancora con Osimhen, pescato però in posizione di offside dal Var. Partenopei in gestione nei cinque minuti di recupero conclusivi ma al 92′ è Success a firmare il pari ai bianconeri, con il cambio di campo di Zemura a servire Kristensen che dalla corsia di destra serve l’assist per aggancio e girata vincente del numero 7. È proprio il primo gol in campionato dell’attaccante nigeriano a regalare un punto importante in chiave salvezza all’Udinese di Cannavaro, con il NAPOLI che viene così condannato al terzo pareggio nelle ultime quattro partite.

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Marotta: Lautaro firmerà e Inzaghi spero resti a lungo

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L’Europeo sorride all’Inter, con gli azzurri protagonisti da Barella e Bastoni nel successo dell’Italia contro l’Albania nella gara d’esordio in Germania. Ma il club nerazzurro guarda anche avanti, in termini di prospettive, partendo dai rinnovi di due colonne come il capitano Lautaro Martinez e il tecnico Simone Inzaghi, dopo la firma già arrivata da parte dello stesso Barella nei giorni scorsi. Così il presidente e amministratore delegato nerazzurro Giuseppe Marotta ha fatto il punto sulla situazione in casa Inter. “Lautaro virtualmente ha già firmato – le sue parole ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1 -. Dobbiamo raccogliere la firma e, siccome è impegnato con la sua nazionale, è questione solo di qualche giorno ma non ci sono problemi. Consideriamo già acquisito il rinnovo di Lautaro”.

E per Inzaghi allontana anche le voci di un futuro in azzurro, in attesa dell’accordo sul rinnovo anche del tecnico: “Inzaghi è molto giovane e ha ancora tempo per fare esperienza. Quest’anno ha fatto un salto in avanti notevole, sono molto contento e ottimista per il suo futuro, la speranza è che possa rimanere con noi per tanti anni. Due passi importanti, quindi, verso la prossima stagione. In cui, secondo Marotta, i nerazzurri non devono porsi limiti, anche nel nuovo Mondiale per Club, che andrà in scena la prossima estate negli USA: “Le informazioni che abbiamo non sono molto concrete. È evidente che sia motivo d’orgoglio per noi e vetrina importante a livello mondiale ma anche rappresenti un ulteriore sovraccarico dei calendari che si comprimono sempre di più, andrebbe rivisto e poi la Serie A andrebbe ridotta a 18 squadre, i carichi di lavori attuali non sono più sostenibili”. In termini di sostenibilità, fondamentale per Marotta è anche quella economica, diventato un elemento chiave per molte proprietà di club italiani, soprattotto quelle straniere.

“Meno male che arrivano capitali stranieri, altrimenti il nostro sarebbe un calcio poco competitivo e a rischio default – ha aggiunto -. Da questo punto di vista è chiaro che questi investitori, come nel caso di Oaktree, manifestano una volontà di mantenere sempre continuità e stabilità nella loro gestione, ma con trasparenza e con grande rigidità economico-finanziaria. Mi sembra giusto. No alle spese folli, sì alla valorizzazione giovani: questo è il motto che ci deve contraddistinguere”. Per raggiungere l’obiettivo, fondamentale è anche il tema stadio. “Abbiamo individuato la zona di Rozzano, poi c’è questa proposta da parte del sindaco di consegnare un progetto di riqualificazione dello stadio di San Siro. Vedremo un attimo, ma adesso è un po’ prematuro”.

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Aifa, aumentato del 25% il consumo di antibiotici nel 2022

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Nel 2022 oltre 3 cittadini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, con una prevalenza che aumenta all’avanzare dell’età, raggiungendo il 60% negli over 85, e un incremento dei consumi del 25% rispetto al 2021, che continua a registrarsi anche nel primo semestre 2023. I dati emergono dal Rapporto ‘L’uso degli antibiotici in Italia – 2022’, a cura dell’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), pubblicato sul portale dell’Agenzia.

Emerge anche come l’utilizzo al Sud sia nettamente superiore rispetto alle regioni settentrionali. Nel 2022 e nel primo semestre del 2023 si osserva dunque un importante incremento dei consumi di antibiotici erogati in regime di assistenza convenzionata dopo la riduzione del 2020-2021, legata alle misure di contenimento per contrastare la pandemia. Nel 2022 si registra così un incremento del 25% dei consumi rispetto al 2021.

Quasi il 90% del consumo di antibiotici a carico del Ssn viene erogato in regime di assistenza convenzionata, cioè dispensato dalle farmacie territoriali pubbliche e private e rimborsate dal Ssn. I maggiori livelli d’uso si riscontrano per gli uomini nelle fasce più estreme, per le donne nella fascia tra i 20 e i 69 anni. Nella popolazione pediatrica i maggiori consumi si concentrano nella fascia di età compresa tra 2 e 5 anni, in cui circa 1 bambino su 2 riceve almeno una prescrizione di antibiotici. Il 76% delle dosi utilizzate è stato erogato dal Servizio Sanitario Nazionale. A fronte di un consumo complessivo a livello nazionale di 21,2 DDD (Dosi Definite Die, ovvero la dose necessaria a coprire una giornata di terapia nell’adulto)/1000 abitanti die, anche nel 2022 si confermano le differenze tra regioni e aree geografiche già osservate negli anni precedenti, con livelli di consumo superiori al Sud rispetto al Nord (24,4 vs 18,7 DDD/1000 abitanti die). Analogamente ai consumi, la prevalenza d’uso del Sud (43,3%) è nettamente superiore a quella del Nord (28,9%).

Al Sud, evidenzia il Rapporto Aifa, si rileva anche una spesa doppia rispetto alle regioni del Nord (19,1 vs 13,3 euro pro capite) determinata da un maggior consumo di antibiotici e da un ricorso a farmaci più costosi. Quanto al tipo di farmaci, le associazioni di penicilline si confermano anche nel 2022 gli antibiotici più utilizzati a livello nazionale (circa il 36% dei consumi totali). Nel 2022, inoltre, si conferma il trend in peggioramento del rapporto tra il consumo di antibiotici ad ampio spettro rispetto al consumo di antibiotici a spettro ristretto che passa dall’11,0 del 2019 al 13,6 del 2022.

Tale indicatore mostra come l’Italia abbia un importante ricorso a molecole ad ampio spettro, che hanno un maggior impatto sulle resistenze antibiotiche, anche più elevato rispetto agli altri Paesi Europei (13 vs 4). Anche in ambito ospedaliero si registra un aumento della proporzione del consumo di antibiotici ad ampio spettro e/o di ultima linea sul totale del consumo ospedaliero, collocando l’Italia ben al di sopra della media europea (53,9% vs 37,6%).

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Innalzamento del mare, cittadini poco consapevoli dei rischi: il modello Mose per proteggere Venezia

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I cittadini sono ancora poco consapevoli dei rischi e delle conseguenze che derivano dall’innalzamento del livello del mare e dagli altri fenomeni legati al cambiamento climatico in atto: è quanto emerge da uno studio internazionale guidato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma e Bologna che ha analizzato in particolare il caso di Venezia, estremamente esposta a questo fenomeno, e che evidenzia come sia fondamentale potenziare la comunicazione di dati e informazioni rilevanti a tutte le parti interessate della popolazione.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Rendiconti Lincei di Springer, ha visto la partecipazione anche del Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo di Potenza e della Città di Venezia. “L’aumento del livello marino, in particolare se questo viene accelerato localmente dalla subsidenza (abbassamento del suolo), sta causando erosione costiera, arretramento delle spiagge e inondazioni marine sempre più gravi e diffuse, con impatti ambientali e socio-economici molto importanti sulle popolazioni costiere”, afferma Marco Anzidei, che ha guidato i ricercatori.

“I risultati dello studio evidenziano l’andamento attuale e futuro del livello del mare – aggiunge Anzidei – e i possibili scenari di inondazione in caso di assenza della protezione fornita dal Mose”. I dati indicano che è assolutamente necessaria una partecipazione più ampia ai processi pubblici per concretizzare gli strumenti politici in azioni concrete che aiutino le aree vulnerabili ad adattarsi all’innalzamento del livello marino previsto entro la fine di questo secolo. “I risultati delle ultime ricerche – sottolinea Tommaso Alberti, tra gli autori dello studio – mostrano l’elevata esposizione delle coste del Mediterraneo agli effetti dell’innalzamento del livello marino e degli effetti meteorologici estremi innescati dal recente riscaldamento globale legato alle attività umane”.

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