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La morte di Maradona, i napoletani, Cruciani, Parenzo e le recite alla Zanzara

Paolo Chiariello

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La morte è un’usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare. Viale del riposo eterno è una strada che prima o poi imboccheremo tutti. Persino Giuseppe Cruciani e David Parenzo, eccellenti provocatori mediatici della società del nulla, quella che tutti noi abitiamo, prima o poi dovranno arrendersi a questa evidenza. In queste ore la loro attenzione, per suscitare le morbose attenzioni del gentile pubblico non pagante dei social (persino qualche penoso insulto ai due giornalisti-scrittori che ovviamente non meritano e che reputiamo squallidi) è andata alla morte di Diego Armando Maradona. Ora non è il caso di parlare di siparietti o teatrini dell’informazione perchè Parenzo e Cruciani meritano rispetto, come ogni essere umano, anche quando pensiamo che sbagliano. Comunque, a prescindere, ecco che cosa hanno partorito nel corso della fortunata trasmissione di Radio 24, la Zanzara. Ad un certo punto, tra la morte di Diego Maradona e il Covid, hanno creato un link che ha motivo di esistere. Può la morte del campione essere un moltiplicatore del contagio? Sì, certamente. Ogni occasione di assembramento è una occasione di contagio. Che tu faccia assembramento per il funerale di Maradona o per chiacchierare al parco o perchè ti fermi fuori al bar con la scusa dell’’asporto’ del caffè, magari con la mascherina indossata come sciarpa o esibita come una borsetta, dai una chance al covid di trovare ‘ospiti’ da infettare. Ma veniamo alla chiacchierata tra Cruciani e Parenzo in diretta a Radio 24.

“Il Covid adesso è meno grave della morte di Maradona. All’improvviso la morte di Maradona surclassa il Covid come importanza mondiale” ha fatto notare, correttamente, Giuseppe Cruciani. In effetti le prime pagine di ogni media al mondo è per la morte del Diez, mica per la pandemia che fa decine di miglia di morti al giorno? L’assist per David Parenzo è di quelli che solo Maradona nel rettangolo verde avrebbe saputo farne migliori. “Senza nulla togliere alla morte di Maradona, un grandissimo campione del calcio, oggi ci sono anche altre notizie” ha replicato quest’ultimo, interrotto dal collega, fintamente seccato. “Ma dai, ma non ce ne frega un ca**o, sveliamo tutto, tu prima hai detto ‘perché emozionarsi così tanto per la morte di una singola persona? Muoiono 700/800mila persone al giorno, perché stracciarsi le vesti?’, me lo hai detto tu, ‘era anche un cocainomane’, mi hai detto tu ‘non si può piangere un cocainomane’”. Parenzo puntualizza “non l’ho mai detto. Ho detto ‘poverino, è stato un grande eroe nazionale nel quale si sono rispecchiate generazioni’, dopodiché che fosse un noto cocainomane non lo dico certo io”. “Senti che retorica – lo ha fintamente  incalzato Cruciani – intanto a Napoli si radunano vicino al murales, e chissà se faranno le multe. Le multe le faranno o no a Napoli secondo te? Devono farle o no?”. E Parenzo: “Certo che devono farle. Ma Maradona è stato un campione straordinario ok, dopodiché adesso c’è una piccola cosa che si chiama ‘pandemia’”. Ora, rispetto a questo siparietto, certamente ben preparato, sicuramente ben recitato dai due amici-giornalisti-scrittori, occorre porsi con molta serenità alcune domande. E occorre farlo senza essere sguaiati, senza insultare, senza ironizzare troppo e senza scendere sul piano inclinato della sceneggiata in cui è facile cacciarsi quando invece di azionare i neuroni si lascia spazio agli ormoni. E allora, cari David Parenzo e Giuseppe Cruciani, è sbagliato il modo, sono sbagliati i tempi, riuscite a creare cortine fumogene là dove sarebbe il caso di diradare le nebbie che annebbiano la tramontana di ognuno di noi per fare chiarezza sulla morte (che è una cosa seria, sempre) e sulla morte per covid (altra questione di capitale importanza).

Diego Maradona è stato un cocainomane? Non è una notizia. L’hanno scoperto. L’ha ammesso. È stato arrestato. Ha pagato un debito con la giustizia terrena enorme. Ha dilapidato un capitale umano ed economico immenso. Ed ha pagato i suoi errori saldando ogni debito. Che cos’altro avrebbe potuto o dovuto fare Diego Maradona dopo aver sprecato la sua vita con la cocaina? E che cosa avrebbe dovuto o potuto fare di più la giustizia che gli ha presentato il conto che lui ha saldato? Forse Parenzo e Cruciani conoscono un’altra pena per un cocainomane reo confesso? Che so, la fucilazione sul posto? O qualche altra forma di condanna a risarcire i danni? Basta dirlo! Alcuni ordinamenti giuridici di certi paesi prevedono ergastolo o pena di morte per l’uso della cocaina, non per il traffico! E allora, se pensiamo questo, diciamolo. Quanto ai napoletani da multare per assembramenti, embè sarebbe giusto multare gli assembramenti ovunque si facciano, a qualunque latitudine. A Napoli come a Bolzano. Sono norme. Il guaio è che certe norme dei DPCM anti-contagio non prevedono sanzioni ma paternali, qualche rimbrotto, un “tornatevene a casa per favore e non uscite più per fare assembramenti altrimenti vi facciamo tottò sul culetto ”. Ecco, cari Cruciani e Parenzo, la provocazione va bene, gli insulti beceri che qualche deprivato mentale vi fa è esecrabile, ma anche voi, provate a suscitare comportamenti decenti non alimentate sempre e solo la panza del Paese. E poi, senza scomodare Totò, che forse manco vi piace, provate a capire anche voi che “morire è tremendo, ma l’idea di morire senza aver vissuto è insopportabile”. Credo l’abbia detto Erich Fromm. Maradona ha vissuto ed è morto. E per quel che ha vissuto malamente, ha pagato. Lasciatelo in pace.

Giornalista. Ho lavorato in Rai (Rai 1 e Rai 2) a "Cronache in Diretta", “Frontiere", "Uno Mattina" e "Più o Meno". Ho scritto per Panorama ed Economy, magazines del gruppo Mondadori. Sono stato caporedattore e tra i fondatori assieme al direttore Emilio Carelli e altri di Sky tg24. Ho scritto libri: "Monnezza di Stato", "Monnezzopoli", "i sogni dei bimbi di Scampia" e "La mafia è buona". Ho vinto il premio Siani, il premio cronista dell'anno e il premio Caponnetto.

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Bimbo morto: sorridente in video poco prima tragedia

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Aveva fatto da poco un video su Youtube prima di morire, asfissiato da un laccio intorno al collo, nel quale sorridente diceva di essersi tagliato i capelli. E’ l’ultima traccia fino ad ora accertata sulle attivita’ online del bambino di 9 anni trovato ieri impiccato in casa. La Procura di Bari, che indaga come atto dovuto per istigazione al suicidio contro ignoti, ha affidato gia’ ieri sera l’incarico per estrapolare i dati dai dispositivi elettronici sequestrati in casa dalla Polizia: una playstation, due telefoni della mamma e della sorella maggiore del bambino e da un computer. Il consulente ha lavorato tutta la notte e dai primi accertamenti sui due telefoni non emergono chat o applicazioni di social network o giochi online che potrebbero essere collegati al decesso. In particolare sul telefono della madre, che e’ quello che il bambino usava e che e’ stato trovato nella cameretta dove e’ morto, non c’era l’applicazione TikTok. Le verifiche comunque proseguono per estrapolare eventuali dati cancellati, chat o giochi e l’esito si conoscera’ entro alcuni giorni. Intanto domani mattina sara’ conferito l’incarico per l’autopsia. La dinamica fino ad ora accertata e’ quella di un soffocamento probabilmente accidentale. Il bambino, cioe’, potrebbe aver stretto attorno al collo per gioco un laccetto agganciato ad una gruccia a sua volta appesa ad un attaccapanni fissato al muro, ad un’altezza tale da poter toccare il pavimento. Per questo l’ipotesi e’ che la pressione sul collo gli abbia fatto perdere i sensi finendo asfissiato. Una ricostruzione che dovra’ essere comunque confermata dal medico legale. Le indagini sono coordinate dal procuratore facente funzione Roberto Rossi con la pm Angela Maria Morea, che al momento continuano a non escludere alcuna pista, eccetto quella della responsabilita’ diretta di altre persone nella morte del bambino. Stando agli accertamenti effettuati dalla Polizia, a trovarlo in fine di vita, con la cordicella ancora avvolta attorno al collo, e’ stata la madre, medico, che ha prestato i primi soccorsi in attesa del 118. Subito la Procura, sospettando che potesse trattarsi di un gioco online, come avvenuto qualche giorno fa a Palermo, ha disposto il sequestro dei dispositivi elettronici, che fino ad ora non hanno fornito elementi sospetti che confermino l’ipotesi di un suicidio causato da una sfida social. Del resto le testimonianze raccolte, di familiari e vicini di casa, descrivono il piccolo come un “bambino tranquillo e sereno”. Potrebbe essersi trattato di un tragico incidente.

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Continua la corsa ai licei, scelti da 1 studente su 2

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Continua la corsa ai licei: erano stati scelti dal 47,4% nel 2012-2013, quest’anno lo sono da oltre il 10 per cento in piu’ degli studenti. E’ terminata ieri sera infatti la possibilita’ di iscriversi al primo anno delle scuole medie e superiori e per le superiori i Licei continuano ad essere opzionati da oltre uno studente su due: quest’anno il 57,8% delle domande ha riguardato un indirizzo liceale; era il 56,3% un anno fa. Un terzo delle scelte e’ invece per i Tecnici che, sostanzialmente, tengono: li sceglie il 30,3% delle studentesse e degli studenti, era il 30,8% un anno fa. Il settore Economico scende al 10% dall’11,2%, cresce il Tecnologico, dal 19,6% al 20,3%. Gli Istituti professionali segnano un calo dal 12,9% all’11,9% delle scelte. Quanto ai licei, rimane sostanzialmente stabile il Classico, scelto dal 6,5% delle ragazze e dei ragazzi (il 6,7% un anno fa). Ancora in crescita l’interesse per gli indirizzi del Liceo scientifico, che passano dal 26,2% delle preferenze di un anno fa al 26,9% di quest’anno. Scendendo nel dettaglio, ha scelto lo Scientifico tradizionale il 15,1% dei ragazzi (un anno fa era il 15,5%), il 10% ha scelto l’opzione Scienze applicate, che e’ in crescita (l’8,9% l’anno scorso), confermata la scelta delle sezioni dello Scientifico a indirizzo Sportivo da parte dell’1,8% delle studentesse e degli studenti. Il Linguistico scende dall’8,8% all’8,4% delle scelte. Cresce l’Artistico, dal 4,4% al 5,1%. In aumento anche l’interesse per il Liceo delle Scienze umane, dall’8,7 al 9,7% delle preferenze. In particolare, l’indirizzo tradizionale sale dal 6% al 6,5%, l’opzione Economico-Sociale sale dal 2,7% al 3,2%. Stabile il dato per i Licei ad indirizzo Europeo e internazionale (0,5%). I Licei musicali e coreutici scendono dall’1% allo 0,7%. E’ ancora il Lazio la regione con il maggior interesse per i Licei, con il 71,2%. Seguono Campania (64,3%), Abruzzo (63,9%), Sicilia (63,8%). Veneto ed Emilia Romagna si confermano le regioni con meno adesioni per gli indirizzi liceali, entrambe al 48,2%. Una conferma anche per il Veneto, come Regione con piu’ adesioni per i Tecnici: 38%. Seguono Lombardia (36,2%), Emilia Romagna (36%), Friuli Venezia Giulia (35,7%). L’Emilia Romagna e’ ancora la prima regione nella scelta dei Professionali (15,8%), seguita da Veneto (13,8%), Basilicata (13,7%), Toscana (13,5%). Cresce la domanda di tempo pieno (per un totale di 40 ore settimanali) nella scuola primaria: a richiederlo e’ il 46,1% delle famiglie rispetto al 45,8% di un anno fa. Tra le Regioni con le piu’ alte percentuali di scelta ci sono Lazio (64,1%), Piemonte (62,5%), Emilia Romagna (60,7%). La percentuale piu’ bassa si registra in Sicilia (14,8%), Molise (15,3%), Puglia (21,4%). Infine il ministero dell’Istruzione rileva che gli utenti sono sempre piu’ autonomi nella compilazione della domanda: l’83,7% ha effettuato autonomamente l’iscrizione online, senza passare dall’intermediazione della scuola. Un dato in forte crescita rispetto all’anno scorso, quando erano il 69,4%. Il picco maggiore di coloro che hanno gestito in autonomia la domanda si registra in Friuli Venezia Giulia (94,6%). Seguono Veneto (93,2%), Lombardia (92,2%) e Sardegna (92,1%). Intanto il Consiglio generale della Cisl scuola, preoccupato che la crisi politica generi ulteriore disorientamento nella scuola, indica che occorre da subito mettersi al lavoro in vista del 2021/22, per il quale chiede interventi di natura legislativa, amministrativa e contrattuale: dalla riduzione dei parametri per la formazione delle classi, all’incremento degli organici, a misure per favorire la stabilita’ e continuita’ del lavoro.

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Catturato Francesco Cirillo, uno dei killer di Domenico Noviello: si nascondeva ad Acerra

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Si era dato alla macchia nel novembre scorso ma oggi i carabinieri di Caserta ad Acerra hanno catturato Francesco Cirillo, uno dei killer del gruppo di fuoco di Giuseppe Setola, capo dell’ala stravista del clan dei Casaleai. Cirillo alias Pasqualino Cosciafina, alla vista dei carabinieri ha. Recato di scappare arrampicandosi su un muro ma è stato prontamente bloccato

Ad operare i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta e personale della Polizia di Stato (Squadra Mobile Questura di Caserta e Commissariato Santa Maria C.V.), coordinati dalla DDA della Procura della Repubblica di Napoli, che a seguito di serrate indagini condotte in totale sinergia operativa, hanno rintracciato ed arrestato Cirillo che si era reso irreperibile dal 20 novembre 2020.
All’atto del rintraccio il latitante ha tentato di eludere la cattura arrampicandosi sulla facciata di un palazzo raggiungendo un terrazzo di altra abitazione dove è stato raggiunto e bloccato.
L’uomo dovrà scontare 30 anni di reclusione per l’omicidio di Domenico Noviello, avvenuto il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno ad opera di un commando di killer guidati da Giuseppe Setola.
Il provvedimento eseguito in data odierna è stato emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli, a seguito di pronunciamento della Corte Suprema di Cassazione.

Il mandante dell’omicidio Noviello è in fuga, Cirillo è scappato appena la Cassazione l’ha condannato a 30 anni di carcere

 

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