Collegati con noi

Corona Virus

La bidella no vax sospesa perchè senza Green Pass

Pubblicato

del

E’ stata sospesa dal lavoro Laura Muratore, la bidella dell’istituto secondario Ruffini di Imperia, che oggi, per il quinto giorno consecutivo, si e’ presentata a scuola senza il Green Pass. “Come da normativa ho dovuto allontanarla e procedere alla sospensione dal servizio – afferma il dirigente scolastico, Luca Ronco -. Da domani potra’ presentarsi sul lavoro, soltanto se munita di Green Pass, e sara’ reintegrata. Si spera che si chiuda questa triste telenovela”. Per cinque giorni, infatti, come da contratto, la bidella, che non vuole vaccinarsi ne’ fare i tamponi, si e’ presentata a scuola per evitare di essere segnata come assente ingiustificata.

I primi tre giorni, tuttavia, ha insistito per prendere servizio, sostenendo di avere diritto al lavoro e successivamente di avere anche avuto il Covid, fattore questo che non e’ mai stato accertato. In questo caso, pero’, e’ stata sanzionata dal preside per essere entrata nell’istituto senza certificazione verde. In due occasioni, tra l’altro, sono dovuti intervenire polizia e carabinieri. La dipendente, comunque, non rischia il licenziamento: “Il Decreto 111 prevede la tutela da licenziamento ed ha espressamente indicato l’impossibilita’ di procedere a sanzioni ulteriori. Lei ha gia’ raggiunto il massimo della sanzione possibile ovvero la sospensione dallo stipendio e da ogni contributo previdenziale”. “Questa vicenda mi lascia con l’amaro in bocca, perche’ ho il dubbio e il timore che questo sia un modo per avere visibilita’ mediatica, in quanto non porta a nessuna soluzione – conclude il preside -. Procedere cosi’ non aiuta la scuola, ne’ la signora e neppure l’attivita’ di una normale scuola in un percorso educativo”.

Advertisement

Corona Virus

Al Cotugno il 92% dei ricoverati sono non vaccinati

Pubblicato

del

Se abbassiamo la guardia torniamo a chiudere. Lo dice il presidente della Regione Vincenzo De Luca, preoccupato dall’aumento del número dei contagiato. “La situazione al Cotugno è stazionaria, abbiamo un numero di posti letto occupati intorno al 60%.
Si conferma il calo della tensione ma oltre il 92% delle persone ricoverate da noi sono non vaccinate: si vede chiaramente l’importanza del vaccino. C’è un calo dell’immunità nel tempo, questo avviene con molti vaccini che richiedono un richiamo. Non abbiamo avuto casi gravi di reinfezioni a soggetti con due dosi, quindi una certa copertura rimane. Ma c’è esigenza di terza dose per alcune persone. Dobbiamo evitare ricadute nell’emergenza che, come vediamo in altre parti del mondo, può avvenire. Vaccinarsi ma continuare anche a fare attenzione con mascherine e distanziamenti”.  É quanto dice Maurizio Di Mauro, direttore dell’Azienda ospedaliera dei colli di Napoli, intervenendo su Radio Crc nella trasmissione Barba & Capelli di Corrado Gabriele. Quello di Di Mauro é un osservatorio privilegiato. Dalle sue parole si comprendono due cose: la necessità di continuare la campagna di vaccinazione e la indispensabilità di continuare a tenere comportamenti prudenti nei rapporti interpersonali.

Continua a leggere

Corona Virus

Storia di Camilla, una studentessa 18enne che “era sana, è morta per reazione al vaccino”

Pubblicato

del

Camilla Canepa, la studentessa di 18 anni di Sestri Levante, morta nel giugno scorso all’ ospedale San Martino di Genova dopo essere stata vaccinata con Astrazeneca a un open day, “non aveva alcuna patologia pregressa e non aveva preso alcun farmaco”. La morte per trombosi “e’ ragionevolmente da riferirsi a un effetto avverso da somministrazione del vaccino anti Covid”. Le conclusioni del medico legale Luca Tajana e dell’ematologo Franco Piovella sono state consegnate ai pm che indagano sul caso. La ragazza era sana, sottolineano, e il modulo di anamnesi e’ stato compilato correttamente come la somministrazione del vaccino. Camilla era stata vaccinata il 25 maggio e si era sentita male il 3 giugno: era stata portata all’ospedale di Lavagna dove le avevano riscontrato una piastrinopenia e una fotosensibilita’. Era stata pero’ dimessa, dopo una tac senza contrasto, ed era ritornata allo stesso ospedale il 5 in condizioni disperate per una trombosi al seno cavernoso. Trasferita al policlinico San Martino di Genova era stata operata alla testa, mori’ il 10 giugno e i genitori, che avevano sempre sostenuto che la figlia non aveva patologie e non prendeva farmaci, autorizzarono l’espianto degli organi. “Al primo ricovero – scrivono i medici – era gia’ in atto la reazione al vaccino e poteva essere interpretata come tale ma in quel contesto e in quella fase storica ancora se ne parlava poco e non era cosi’ di facile intuibilita’ una correlazione”. “La vicenda merita un approfondimento -sottolinea l’avvocato Angelo Paone che assiste la famiglia -. Si e’ finalmente chiarito che la ragazza non aveva patologie e non prendeva medicinali. Ci riserviamo ogni approfondimento con il nostro consulente. Possiamo osservare pero’ sin d’ora che in realta’ le problematiche delle controindicazioni su quella fascia di eta’ erano state gia’ evidenziane nel verbale numero 17 del comitato tecnico scientifico che diceva come fosse sconsigliato per le persone sotto i 60 anni. Anche per quel che riguarda Lavagna bisogna dire che Camilla il 3 e’ stata dimessa con le piastrine che continuavano a scendere, forse si poteva agire diversamente”. A Genova era morta in primavera Francesca Tuscano, insegnante di 32 anni stroncata anche lei da una trombosi. Dei casi si e’ occupata anche Eurojust che ha organizzato una riunione tra le varie procure italiane ed europee che hanno avuto casi di decessi sospetti. Nei prossimi giorni il pool Sanita’ e Lavoro della procura genovese si riunira’ per capire come proseguire le indagini e se, dopo i primi decessi della primavera, il consenso informato avrebbe dovuto essere modificato inserendo i rischi trombosi per le donne sotto i 60 anni.

Continua a leggere

Corona Virus

Contagi su in 7 Regioni, più casi a Trieste

Pubblicato

del

covid

In sette regioni, anche se lievemente, tornano ad aumentare i contagi da Covid e negli ultimi sette giorni il calo – che prosegue da ormai sette settimane – rallenta (-1,9%) di fronte al boom di tamponi in questi giorni: sono quasi il 50% in piu’. Anche se i dati emersi dal monitoraggio della Fondazione Gimbe non destano allarme, ora si guarda con cautela alle prossime settimane, visto l’aumento dei nuovi positivi che si registra in Liguria (+14), Umbria (+19) Friuli Venezia Giulia (+114), Campania (+120), Lombardia (+129), Piemonte (+131), Lazio (+156). Tra le citta’ che hanno in proporzione i numeri piu’ alti c’e’ Trieste, diventata in questi giorni il punto di riferimento delle proteste dei No pass e delle contestazioni alle misure anti-Covid. A spiegare il fenomeno e’ il vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi: “la crescita dell’incidenza dei casi” di Covid in Friuli Venezia Giulia – dice – “e’ collegata in prevalenza all’aumento dei casi registrato a Trieste dovuto anche alla piu’ bassa percentuale di vaccinati rispetto alla media regionale”. Laddove scarseggiano i vaccinati, aumentano i tamponi. In generale – dopo l’estensione del certificato verde ai luoghi di lavoro – il numero dei test rapidi ha registrato una netta impennata e nell’ultima settimana ne sono stati effettuati 2.151.081 con un aumento, rispetto alla precedente, del 78,5%. Secondo la stima di Gimbe, ogni persona non vaccinata puo’ quindi arrivare a sottoporsi a tre tamponi a settimana. Cresce anche il numero di certificazioni di malattia presentati dai lavoratori nei primi giorni di obbligo del lasciapassare. Gli ultimi dati sono quelli della Toscana, dove – in linea con le cifre nazionali, l’incremento percentuale e’ stato piu’ marcato venerdi’ 15 ottobre (+21,2%, con 5.717 certificazioni), tendendo poi a ridursi lunedi’ 18 ottobre e martedi’ 19 ottobre. Secondo l’Inps, il maggior numero di certificazioni si e’ avuto nel settore privato, ma l’incremento percentuale piu’ marcato si e’ avuto nel settore pubblico. Ma la spinta alle immunizzazioni, seppure fisiologicamente rallentata, prosegue facendo calare il numero degli ‘scettici’: in sette giorni sono state vaccinate 407.404 nuove persone, pari al +4,7%. Con oltre dieci milioni di dosi nei magazzini dei centri delle regioni, il Governo punta ora a dare lo sprint anche alle terze dosi: dal 16 settembre – data dell’inizio delle inoculazioni del booster a specifiche categorie – ne sono state somministrate solo 700.623, con un tasso di copertura del 9,3% rispetto a una quota di 7,6 milioni di persone di vaccinabili previsti dalla circolare ministeriale del 27 settembre scorso, ovvero immunocompromessi, over 80, ospiti e personale delle Rsa, operatori sanitari over 60 o vulnerabili. Notevoli, inoltre, sono le differenze regionali: si passa dal 28,1% del Molise all’1,2% della Valle D’Aosta. Dopo la circolare del Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, alle Regioni, che sottolineava l’opportunita’ di un ricorso sempre piu’ sistematico a medicina del territorio e farmacie”, l’iniezione della terza dose potrebbe essere seguita dalla somministrazione del siero anti influenzale, che ora grazie ad un accordo potra’ essere somministrato in farmacia grazie alla sigla di un protocollo. In generale, i numeri dell’ultimo bollettino registrano rispetto ai precedenti una solo significativo cambiamento: le persone attualmente positive al Covid tornano a salire dopo circa 3 settimane, registrando l’aumento di 82 unita’ nelle ultime 24 ore. Sono invece 3.794 i nuovi contagi e 36 le vittime mentre il tasso di positivita’ resta basso allo 0,6% (su 574.671 tamponi effettuati). Stabili terapie intensive (356 in tutto) e ricoveri ordinari (2.439). I numeri riflettono sostanzialmente la mappa aggiornata sull’incidenza del Covid in Europa, curata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, dove anche l’Emilia-Romagna, il Lazio, la Valle d’Aosta e la Basilicata si aggiungono alle regioni italiane che passano in verde. In tutto sono 12 le regioni italiane ‘verdi’ a basso rischio contagio, oltre alla provincia autonoma di Trento. Rispetto alla scorsa settimana, passa invece da verde a giallo il Friuli, raggiungendo nella fascia di rischio moderato (tra 75 e 200 casi ogni 100mila abitanti) la provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Toscana, Marche, Campania, Calabria e Sicilia.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto