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Napoli

La Biblioteca di Scampia compie un anno e Amazon le regala per Natale un’area multimediale

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E-reader Kindle per la lettura, tablet Amazon Fire HD per fruire di numerosi contenuti e gli Amazon Echo per interagire con Alexa. Sono solo alcuni dei dispositivi donati da Amazon alla biblioteca di Scampia dove, in occasione del primo compleanno, è stata creata un’area multimediale. La biblioteca è nata da un progetto di promozione culturale e sviluppo sociale ideato da ANART – Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi e finanziato da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, con il sostegno di AIB – Associazione Italiana Biblioteche, dell’Associazione Amici di Città della Scienza, di AIE – Associazione Italiana Editori e patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. Il centro culturale è punto di riferimento per il quartiere ricavato in un ex istituto scolastico utilizzato per anni dalla camorra come deposito di armi e ricovero abusivo per tossicodipendenti. Con il supporto di Amazon, l’Associazione (R)esistenza Anticamorra ha creato una Lista dei Desideri (http://amzn.eu/8v18DBB) su Amazon.it attraverso cui i clienti potranno donare uno o più articoli presenti nella lista e contribuire così al sostegno delle attività della Biblioteca di Scampia.

L’Associazione (R)esistenza Anticamorra, già coinvolta lo scorso anno nella realizzazione dell’intera Biblioteca, ha curato l’arredamento dello spazio multimediale con il supporto di 5 detenuti in affido del carcere di Napoli, che hanno costruito i tavoli su cui sono stati create le postazioni con i dispositivi Amazon per permettere ai soci della Biblioteca di leggere, studiare, scrivere e giocare.

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Cronache

Napoli, ancora un furto in ambulanza durante un soccorso, si manifesta per la sicurezza e un infermiere viene aggredito

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Ancora un furto durante un soccorso: stavolta è successo a Piazza Garibaldi, a Napoli: la postazione 118 che è lì nei pressi della stazione è stata allertata per un ‘senza fissa dimora’ ferito a Piazza Garibaldi a Napoli, mentre l’equipaggio era intento a medicare il pover’uomo qualcuno è entrato in ambulanza ed ha prelevato i 2 zaini personali ed il tablet. Il tablet è stato ritrovato poco distante, mentre i zaini sono stati rinvenuti oggi pomeriggio da una studentessa universitaria a Piazza Garibaldi. La denuncia è dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” : il personale sanitario non ne può più. “Dopo le aggressioni – dicono-adesso dobbiamo combattere anche che i ‘topi di ambulanza’ ,  le abbiamo …..quindi usiamole ste telecamere”.

Oggi manifestazione per la sicurezza con presidi nei principali ospedali della Asl Napoli 1 e della Asl Napoli 2. Durante le proteste però è stato malmenato un infermiere e questo porta a 47 le aggressioni subite nel 2023 da personale sanitario sul territorio della Asl Napoli 1. È accaduto quando la postazione del 118 di Ponticelli è stata allertata in via Benedetto Cairoli per agitazione psicomotoria in paziente di sesso maschile. Sul posto, nonostante la presenza delle forze dell’Ordine (addirittura 4 volanti), il paziente è riuscito a sferrare un pugno all’infermiere mettendolo KO.

I

 

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Cultura

Mattarella a Napoli per celebrare le Quattro Giornate

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella è giunto in mattinata a Napoli e,  dopo aver deposto una corona  al monumento degli scugnizzi, ha raggiunto la basilica di San Giovanni Maggiore dove ha presenziato ai lavori di un convegno sulle Quattro giornate di Napoli, promosso dal Comune a ottanta anni dalla rivolta popolare contro il nazifascismo.

A piazza della Repubblica  il Presidente della Repubblica ha incontrato Francesco Amoretti, figlio di Antonio Amoretti, ultimo partigiano di Napoli, scomparso all’età di 95 anni nel dicembre 2022: “Ho detto al Presidente Mattarella che mio padre quotidianamente ha lavorato soprattutto presso le scuole e con gli studenti a difesa della Costituzione. Chi meglio del Presidente può capire il senso e il significato di quell’impegno”.

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Napoli

Pnrr: il pagamento della terza rata a inizio ottobre

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Fra terza e quarta rata, l’Italia dovrebbe ottenere complessivamente 35 miliardi di euro. Il pagamento della terza rata, che ammonta a 18,5 miliardi, è attesa dal Governo all’inizio del mese di ottobre. L’annuncio è sato dato dal ministro dei rapporti con il parlamento Luca Ciriani rispondendo alla Camera al Question Time al posto del ministro del Pnrr Raffaele Fitto. Lo scorso 28 luglio la Commissione europea ha approvato la valutazione positiva preliminare concernente il conseguimento degli obiettivi della terza rata e ha approvato le proposte di modifiche relative alla IV rata.

Ora, la procedura prevede per l’11 settembre prossimo la riunione del Comitato Economico e Finanziario (CEF) mentre il prossimo 19 settembre il Consiglio UE si pronuncerà definitivamente sulle modifiche relative alla quarta rata. A questo punto, ha spiegato Ciriani, “sarà possibile presentare già a partire dal 20 settembre la richiesta di pagamento della IV rata di 16,5 miliardi di euro, consentendone la sua erogazione entro la fine del 2023”.

“L’impegno costante del Governo e la costanza e proficua collaborazione con la Commissione hanno, dunque, consentito il raggiungimento degli obiettivi relativi alla terza ed alla quarta rata, nonostante la loro oggettiva numerosità ed intrinseca complessità, e il riconoscimento di complessivi 35 miliardi di euro in favore dell’Italia” ha aggiunto Ciriani. Nel corso del suo intervento Ciriani è tornato ad affrontare il tema dell’utilizzo del fondi del per le politiche di Sviluppo e Corsione per la realizzazione degli obiettivi del Pnrr secondo uno schema di integrazione tra il Pnrr, il Piano complementare e le politiche di sviluppo e coesione.

Per il Governo, “l’utilizzo del Fondo sviluppo e coesione per assicurare la realizzazione degli investimenti già finanziati dal Pnrr ed interessati dalla proposta di revisione” del Piano di Ripresa e Resilienza presentato dall’Italia a fine luglio insieme al RepowerEu “è coerente con la natura aggiuntiva delle risorse del Fondo” ha detto Ciriani. Il ministro dei rapporti con il Parlamento ci ha tenuto a ricordare che il Fondo di sviluppo e coesione, “è già stato impiegato dai precedenti Esecutivi per assicurare il cofinanziamento del Pnrr”. Nel dettaglio finora sono stati usati 15,6 miliardi di euro del Fsc “per assicurare il cofinanziamento del Pnrr”. “Quanto al vincolo di destinare l’80% delle risorse Fsc al Mezzogiorno, – ha spiegato Ciriani – si tratta di un obbligo di legge di cui si intende garantire la piena osservanza anche relativamente agli interventi già finanziati dal Pnrr”.

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