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Cronache

Il sindaco de Magistris accoglie a Napoli il presidente Macron e il premier Conte: vertice di alto livello, giornata da ricordare per l’Italia

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“È una giornata da ricordare per l’Italia ed in particolare per Napoli, soprattutto in questo momento storico. È un vertice di alto livello”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parlando con i giornalisti all’uscita dal teatro “San Ferdinando”, ha definito la visita del presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. “Sono orgoglioso delle bellissime parole che il presidente Macron ha avuto per Napoli. Mi ha fatto tante domande sul teatro. Ovviamente conosce molto bene Eduardo e la famiglia De Filippo”, ha aggiunto de Magistris che si è intrattenuto a lungo con il presidente Macron e con il premier Giuseppe Conte. Con loro ha fatto una passeggiata nel centro storico. È stato un piccolo fuori programma per il presidente francese Macron e per il presidente del Consiglio Conte, al termine della visita alla Cappella Sansevero dove hanno ammirato il Cristo Velato. De Magistris, Macron e Conte hanno percorso a piedi un breve tratto di strada fino a piazza San Domenico Maggiore. All’angolo tra via Francesco De Sanctis e piazza San Domenico Maggiore si sono soffermati a parlare con un liutaio, la finestra del cui laboratorio affaccia sulla strada. C’e’ stato uno scambio di battute ed una richiesta d’informazioni tra l’artigiano ed i due esponenti politici.

 

ha visitato l’atelier dell’artista scultore e pittore Lello Esposito e poi ha lasciato Conte e Macron per il vertice bilaterale.

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Cronache

Mattarella riceve Gennaro Arma, definito l'”anti-Schettino”, ma il neo commendatore dice: ho fatto solo il mio dovere

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I media e non solo lo avevano incoronato l’eroe ‘anti Schettino’, per settimane alle prese con la diffusione del Covid sulla sua nave che – a differenza del suo collega e conterraneo – ha abbandonato per ultimo. E ora Gennaro Arma, comandante della nave Diamond Princess, e’ stato ricevuto al Quirinale da Sergio Mattarella, che gli ha consegnato l’onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana. “Mi sento una persona normale che ha fatto il proprio dovere in una situazione difficile, come tanti altri. Il presidente mi ha fatto i complimenti per la gestione dell’emergenza”, spiega Arma, senza divisa ma in giacca, cravatta, mascherina e visibilmente emozionato dopo aver incontrato il Presidente della Repubblica. Lo scorso 2 marzo Gennaro Arma era stato l’ultimo ad abbandonare la Diamond Princess, ferma nel porto di Yokohama con 3.700 persone a bordo per quasi un mese, a causa della diffusione a bordo del virus.

Inevitabile il paragone al contrario con il comandante Francesco Schettino, campano dal suo stesso accento, ma noto per le vicende che hanno riguardato il drammatico naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio nel 2012. “Se c’era bisogno di un recupero d’immagine spero sia servito, ma non trovo opportuno il paragone tra il sottoscritto e altri comandanti”, risponde Arma a chi insiste in quel confronto e gli chiede se la sua dedizione sia servita a riabilitare la figura dei comandanti italiani nel mondo dopo il tragico evento della Concordia. Il capitano della Diamond – che in tanti conoscono per quella foto in cui ancora in divisa e mascherina si trascinava fiero il trolley e la giacca lasciandosi alle spalle la nave vuota – frena anche sugli entusiasmi di chi lo immagina riposare sugli allori per lanciarsi in altri tipi di esperienze: “Al momento non prevedo nessun futuro in politica, tornero’ a fare il comandante – dice – Spero quanto prima di tornare a bordo di una nave. Sono rimasto in contatto con molti membri dell’equipaggio e con alcuni passeggeri. Questa onorificenza e’ un riconoscimento anche per loro e per la compagnia”. Con il presidente Mattarella “abbiamo fatto parallelismi su quanto successo anche in Italia”, spiega sommesso Arma, che ai cronisti ribadisce: “forse abbiamo dovuto attendere questa crisi per riscoprire il valore dei nostri addetti sanitari e delle forze pubbliche che ci hanno aiutati nei momenti di emergenza. Di eroi ce ne sono molti di piu’ di quanto sembra”.

(Le foto sono di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

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Caso Tiziana Cantone, la madre presenta una nuova denuncia sulla gestione di Iphone e Ipad della figlia

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La madre di Tiziana Cantone, Maria Teresa Giglio, ha presentato un esposto alla Procura di Napoli nel quale si chiede di verificare la trasparenza della gestione di cellulare e computer della figlia nella fase delle indagini. La notizia è del quotidiano “Il Mattino”. L’esposto in procura è stato presentato dall’avvocato Salvatore Pettirossi e si basa sull’esito di un’inchiesta difensiva dalla quale sarebbero emerse lacune nella gestione di Iphone e Ipad di Tiziana, la 31enne che il 13 settembre 2016 a Mugnano (Napoli) si tolse la vita a seguito della diffusione di suoi video e foto hard su internet. Secondo quanto contenuto nell’esposto, i dispositivi elettronici sequestrati la sera del suicidio della ragazza sarebbero stati oggetto di una procedura di estrapolazione del loro contenuto da parte di esperti informatici che invece ne avrebbero dovuto salvaguardare l’integrità, al fine di poter risalire a chi diffuse i filmati in rete.

“L’Ipad – si legge nell’esposto – è risultato resettato e quindi cancellata e definitivamente persa ogni attività svolta da Tiziana Cantone su quel dispositivo” e “anche tutta la messaggistica via Whatsapp risulta mancante”. Inoltre l’Ipad sarebbe stato “resettato e manipolato con l’inserimento manuale di alcune fotografie ricopiate nella cartella immagini”. Infine “all’interno dell’Iphone la sim telefonica non era quella originale usata da mia figlia Tiziana, ma una copia bianca, vuota e mai utilizzata, non associata ad alcun numero telefonico”. L’esposto è ora all’attenzione dei pm della Procura di Napoli che hanno indagato sulla vicenda.

 

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Tutti i testimoni di Palamara per il “processo” davanti al Csm: dagli ex ministri ai consiglieri del Quirinale

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Nelle 34 pagine del documento depositato al Csm c’è un l’elenco di 133 testimoni che Luca Palamara chiede di accettare per poter svolgere sua difesa. Se il Csm dovesse accettare vedremo sfilare l’ex vicepresidente del Csm Nicola Mancino, gli ex ministri Andrea Orlando e Giovanni Maria Flick,  gli ex presidenti dell’Anm Francesco Minisci ed Eugenio Albamonte, l’attuale procuratore capo di Milano Francesco Greco, Guido Lo Forte, tra i favoriti per la Procura di Palermo fino allo stop inferto, nei fatti, dalla richiesta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di procedere seguendo un inedito ordine cronologico.

Luca Palamara. In un momento conviviale assieme alla signora Elena Boschi e l’ex vicepresidente del Csm Legnini

Lo Forte potrebbe dover spiegare perché, in seguito, revocò la candidatura alla Procura generale di Palermo. Palamara chiama a testimoniare anche due consiglieri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Francesco Garofani e Stefano Erbani. Sia per spiegare le interlocuzioni con Luca Lotti relative alla nomina (non avvenuta) del procuratore generale di Firenze, Marcello Viola, alla Procura di Roma. Insomma c’è molta carne a cuocere messa da Luca Palamara. Che nel documento di difesa svela anche fatti e rapporti normali, leciti, con l’ex vice presidente del Csm Giovanni Legnini, i  “contenuti di una conversazione avuta con l’onorevole Paolo Cirino Pomicino” su Woodcock, “nel periodo di svolgimento” del suo “procedimento disciplinare”.  Insomma, bisogna aspettare che cosa farà il Csm per capire come sarà gestito questo procedimento.

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