Collegati con noi

In Evidenza

Autismo a Ischia, diagnosi in vertiginoso aumento e famiglie lasciate sempre più sole ma ora il Comune…

Avatar

Pubblicato

del

Ad Ischia ci sono circa 250 casi di bambini affetti da autismo. Lassociazione Genitori Autismo Ischiasupporta queste famiglie in ogni aspetto, da quello legale a quello terapeutico. Il suo presidente, Pasquale Schiano, ci ha aiutato a comprendere le difficoltà incontrare sullisola, le carenze delle istituzioni, e il grande lavoro di supporto alle famiglie svolto in questi anni dallassociazione.

L’associazione “Genitori Autismo Ischia”. Il presidente della sezione isolana Pasquale Schiano

Schiano, ci parli un podella sua associazione.

Lassociazione genitori autismo Ischianasce quattro anni fa da un gruppo di genitori che hanno figli con problemi legati allautismo. Allinizio lo facemmo soprattutto per spirito di aggregazione e condivisione, poi nel tempo abbiamo modificato la nostra mission. Vivendo su unisola, siamo tagliati fuori da ogni tipo di assistenza integrata. Attraverso lassociazione abbiamo allora preso in carico i nostri ragazzi, strutturando un percorso comune che prova a dare risposte alle famiglie a 360 gradi. Abbiamo avvocati che ci aiutano gratuitamente offrendoci assistenza con le pratiche burocratiche, abbiamo dei protocolli con scuole, professionisti, altre associazioni.

Quanti sono i bambini con autismo sullisola?

Abbiamo chiesto dati ufficiali alle ASL, ma non sono stati in grado di fornirceli; abbiamo chiesto ai pediatri ricevendo però solo dati frammentati. Allora ho pensato di chiedere allInps, dal momento che eroga alle famiglie una pensione con un codice particolare per lautismo. Il dato che è emerso è allarmante: parliamo di oltre 250 casi. Il fatto poi è che i casi aumentano di anno in anno. Dieci anni fa parlavamo di 5 nuovi casi allanno, adesso siamo arrivati a 16.

Castello Aragonese. Nella foto il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino con un gruppo di bambini autistici isolani che imparano a suonare nei meravigliosi giardini del maniera di Ischia Ponte di proprietà della famiglia Mattera

Come si comportano gli enti locali in merito alla questione autismo?

Qui ad Ischia non abbiamo nessun tipo di assistenza. Gli enti locali ricorrono a metodologie obsolete e superate. Le ASL, ad esempio, ti forniscono le classiche terapie di logopedia e psicomotricità: mio figlio le ha fatte per tre anni e non abbiamo riscontrato nessun miglioramento.  Nel lungo percorso con mio figlio, ho compreso che lapproccio migliore allautismo è quello della terapia cognitivo-comportamentale ABA; questa prevede un intervento sul bambino intensivo e precoce, un percorso terapeutico portato avanti non da un singolo elemento, ma da unequipe che include, oltre al terapista, lo psicologo, il neuropsichiatra, il pediatra, la scuola e la famiglia.  La mission dellassociazione è di coordinare tutte queste figure che ruotano attorno al bambino. Lunica cosa che ci importa è la qualità dellintervento riabilitativo. Stiamo avendo risultati eccellenti.

Quali sono le problematiche principali che riscontrate sullisola?

Emolto difficile poter contare su professionisti che abbiano una certa esperienza sullautismo. Il mare poi è una barriera, non tutti sono disposti ad affrontare la trasferta e portare un bambino autistico in città non è sempre semplice. Con lassociazione abbiamo stipulato dei protocolli: ogni mese vengono dei professionisti a Ischia pagati dalle famiglie che si dividono i costi, supportate in parte anche dallassociazione, che raccoglie fondi con eventi benefici per gravare sempre meno sulle famiglie. Il percorso ABA, ad esempio, è molto costoso. Nonostante la nostra presenza costante sul territorio e le continue innovazioni apportate, non riceviamo alcun tipo di aiuto dalle istituzioni. Offriamo noi i servizi che dovrebbe fornire lo Stato. Il Comune di Ischia, dopo una lotta durata due anni, ci ha detto che finalmente ci metterà a disposizione una sede; al momento abbiamo una sede provvisoria in un piccolo appartamento.

Advertisement

In Evidenza

Bikeshedding, il profilo politico della destra italiana di fronte alla crisi del coronavirus

Angelo Turco

Pubblicato

del

Supponiamo che si stia discutendo, in un’importante riunione di esperti e politici, della costruzione di una centrale nucleare di nuova generazione che comporterebbe un investimento di 1 milardo di euro. Ciascuno porta il suo contributo sugli aspetti nucleari, ingegneristici, securitari, ambientali, economico-finanziari finché qualcuno solleva il problema della tettoia sotto la quale il personale dovrebbe ricoverare le proprie biciclette: il colore, per esempio, oppure la dimensione, oppure la posizione rispetto all’ingresso del perimetro della centrale. Che succede? Continuate voi, con l’avvertenza che questa storiella riassume la “legge di Parkinson sulla futilità” dal nome di colui che la formulò nel 1957.

Centrodestra. Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Ecco, il bikeshedding rappresenta esattamente il profilo politico che sta assumendo la destra di fronte alla crisi del coronavirus. Rivela la sua incapacità di contribuire, come opposizione, alla soluzione dei problemi centrali, di natura sociale e di sanità pubblica, generati dalla pandemia. Soffermandosi invece sulla “tettoia per le biciclette”: il governo ha cominciato in ritardo, le mascherine non sono a norma, i comunicati vengono fatti la sera tardi, il Parlamento non si riunisce per discutere le misure del Governo, il Presidente del Consiglio non può affidare le sue dichiarazioni a una diretta Facebook, quando riaprono le scuole, troppo presto, troppo tardi! E tentando di far apparire questo come “il problema” per il quale il Governo dimostrerebbe la sua sostanziale e gravissima incompetenza tecnico-sanitaria, la sua inefficacia economica e persino la sua pericolosità per le istituzioni democratiche. Francamente, la casalinga di Voghera, per ricordare Alberto Arbasino che ci ha appena lasciati, avrebbe saputo fare meglio. Di fatto, il bikeshedding rappresenta il clamoroso fallimento culturale della destra italiana confrontata a un problema gravissimo che avrebbe richiesto un contributo tanto utile quanto intelligente da parte di tutti, nell’intento di creare un clima di union sacrée per la salvezza della casa comune. Chiedendo non già di partecipare al tavolo in cui si prendono le decisioni (quali, tra le molte che il Governo prende quotidianamente?). Non già, quindi, di entrare in pratica nella maggioranza, ma sviluppando sostanzialmente tre prospettive su cui ci aspetteremmo “idee” da un’opposizione responsabile e dotata di senso della politica. La prima ha a che fare con la difesa della democrazia: vigilare, senza strepiti, per fare in modo che la “strategia brancolante”, necessaria per la comprensione e la gestione della crisi, non trasformi la decretazione d’urgenza -di cui ha bisogno per funzionare- in un temibile “Stato d’eccezione”. Rendersi conto, inoltre, che la crisi è un “ambiente di apprendimento” e che, pertanto, ci sono dei punti di rottura, delle biforcazioni determinate dall’accatastamento delle informazioni le quali hanno, accanto a risvolti tecnici (che bisogna lasciare ai tecnici), delle ricadute politiche importanti: per esempio sul tavolo europeo. Infine, e per chiudere qui, vegliare sul rispetto di un principio di equità sociale affinché la fattura di questa crisi, attualmente in carico ad anziani, malati, personale sanitario, e che sarà pesantissima sul piano economico, sociale e territoriale, non sia buttata sulle spalle dei soliti noti, delle fasce più deboli della popolazione, del tessuto produttivo di base che rimane nel pantano mentre la finanza fa quello che ha sempre fatto e che del resto sa fare con la sua cieca pulsione speculativa. Quale che sia il modello di società verso cui andiamo, o speriamo di andare, nessuna visione può fiorire, nessun progetto si può edificare in un mondo di disoccupati, di piccole e medie imprese in ginocchio, di partite Iva allo sbando, di territori drammaticamente indietro rispetto al resto del Paese. La giustizia sociale non può continuare ad essere “solo” una preoccupazione della sinistra: diventando un autentico valore nazionale, può e deve trasformarsi in un driver inderogabile nell’agenda di tutte le forze politiche. Insomma, avendo le capacità, ci si può occupare d’altro rispetto alla pur interessante questione delle tettoie per le biciclette. 

La foto di copertina è tratta dal profilo Twitter del leader della Lega Matteo Salvini. È un selfie scattato da Salvini assieme a Giorgia Meloni prima dell’inizio del primo incontro col premier per cercare di trovare una strada comune di lotta al coronavirus. Erano le fasi iniziali di una crisi che è poi diventata drammatica.  

*Angelo Turco, africanista, è uno studioso di teoria ed epistemologia della Geografia, professore emerito all’Università IULM di Milano, dove è stato Preside di Facoltà, Prorettore vicario e Presidente della Fondazione IULM

 

Continua a leggere

Esteri

UE ad un passo dallo sfaldamento, Macron: Francia al fianco di Italia, basta egoismi

Avatar

Pubblicato

del

“Non voglio un’Europa egoista e divisa”: lo dice il presidente francese, Emmanuel Macron, in un’intervista riportata dall’agenzia AFP in cui sottolinea che “la Francia e’ al fianco dell’Italia”. “Non supereremo questa crisi – dice Macron – senza una solidarieta’ europea forte, a livello sanitario e finanziario”. “L’Ue, la zona euro, si riducono a un’istituzione monetaria e a un insieme di regole che consentono a ogni Stato di agire per conto suo? O si agisce insieme per finanziare le nostre spese, i nostri bisogni in questa crisi vitale?”.

Al Consiglio europeo di giovedi’ scorso, continua Macron, “dieci Paesi dell’eurozona, rappresentanti del 60% del suo PIL, hanno esplicitamente sostenuto” l’idea di “Coronabond”, di “una capacita’ di indebitamento comune, quale che sia il suo nome, oppure di un aumento del bilancio dell’Unione europea per permettere un sostegno reale ai paesi piu’ colpiti da questa crisi”. “Alcuni Paesi, tra cui la Germania – ha continuato Macron nell’intervista a tre quotidiani italiani – hanno espresso le loro reticenze. Abbiamo deciso di continuare questo fondamentale dibattito, al piu’ elevato livello politico, nelle prossime settimane. Non possiamo abbandonare questa battaglia. Preferisco un’Europa che accetti divergenze e dibattiti piuttosto che un’unita’ di facciata che conduce all’immobilismo. Se l’Europa puo’ morire, e’ nel non agire. Come Giuseppe Conte, non voglio un’Europa del minimo comune denominatore. Il momento e’ storico: la Francia si battera’ per un’Europa della solidarieta’, della sovranita’ e dell’avvenire”. Quanto alla crisi sanitaria e al modello di reazione dell’Italia e della Francia all’epidemia, Macron ricorda che in Francia “abbiamo preso le misure piu’ forti e al piu’ presto; abbiamo adottato, dinanzi a un numero di casi simile, le misure di restrizioni sociali qualche giorno prima dei nostri partner europei. Non me ne do alcun merito – aggiunge – perche’ la scienza ci ha illuminato e l’Italia ci ha preceduto in questa crisi che abbiamo potuto trarne le lezioni per noi stessi. Abbiamo imparato dalle esperienze dolorose del vostro Paese e dalle decisioni coraggiose prese dal vostro governo: molti paesi europei giudicavano eccessive tali restrizioni, oggi tutti le attuano perche’ sono indispensabili nella nostra guerra contro il virus”.

Continua a leggere

Economia

DR automobiles a disposizione del Paese, l’industria automobilistica molisana trasforma maschere subacquee in mezzi per la terapia subintensiva

Avatar

Pubblicato

del

La grande catena della solidarietà sta funzionando, si prova a mettere delle pezze dove mancano le attrezzature, i presìdi: dalle fabbriche riconvertite a produrre mascherine a chi, come Bulgari, invece dei profumi mette su una linea di igienizzanti da regalare alle strutture mediche. Anche la DR Automobiles, la casa automobilistica italiana con sede ad Macchia d’Isernia, nel Molise ha voluto partecipare. Così nel centri studi della Casa Automobilistica dove vengono studiati i prototipi stanno modificando maschere facciali per fare snorkeling in modo da poterle collegare all’ossigeno trasformandole in dispositivi di ausilio alla respirazione nei reparti di terapia sub intensiva.

Lo schema seguito è quello della valvola Charlotte ideata da un ingegnere bresciano su idea di un medico suo concittadino e realizzata grazie alle stampanti 3d dalla Isinnova che ha messo online i disegni perché tutti possano produrne, ovviamente non a scopo commerciale. I primi a seguire Isinnova sono stati i giovani talenti della 3Drap di Mercogliano, Avellino che hanno lanciato online la sfida a chi possiede stampanti 3d, ad aiutarli a produrne tanti altri di questi mascheroni, scrivendo a infocovid@3drap.it. Loro ne hanno trovati 2000 da modificare disponibili presso un’azienda del Casertano ma servono i pezzi per il raccordo.

Alla DR Automobiles dove riescono a produrre 30 kit di modifica al giorno  hanno invece acquistato un grosso quantitativo di maschere da Decathlon e le stanno distribuendo gratis alle strutture ospedaliere del Molise ma anche a chi altri le chiederà. Nella prossima settimana ne consegneranno alcune a Napoli.

 

Continua a leggere

In rilievo