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Gli insegnanti manifestano davanti al ministero dell’Istruzione, Grimaldi (UCDL): docenti sostituiti con misure punitive, possibile danno erariale

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C’erano più centro persone  alla manifestazione denominata “insegniamo a non discriminare”, organizzata in favore dei docenti, innanzi il ministero dell’istruzione, dall’unione politica UCDL, Unione per le Cure, i Diritti e Le Libertà.
Molti docenti demansionati hanno raccontato le loro esperienze di discriminazione ed emarginazione sociale subite in queste ultime settimane.

Presenti anche alcuni medici del comitato terapia domiciliare, oggi sostenitori di UCDL.
Il presidente di UCDL, l’avvocato Erich Grimaldi è stato ricevuto, con una delegazione di docenti, da due funzionari dell’ufficio di gabinetto del ministero, ai quali sono stati posti diversi quesiti, rimarcando il potenziale danno erariale provocato dal Governo sostituendo i docenti ai soli fini punitivi e concordando di chiedere una riunione con il sottosegretario onde sottoporre le criticità relative alla mancanza del certificato di inidoneità, nonché discutere dei motivi di illegittimità del demansionamento. L’auspicio dell’avvocato Erich Grimaldi, dopo aver incontrato i funzionati del ministero è che “il sottosegretario incontri UCDL con la delegazione, onde poter prevedere emendamenti in sede di conversione del decreto che possano restituire dignità e decoro a questi lavoratori”. E magari evitare contestazioni anche davanti alla magistratura contabile.

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Parlamentarie scuotono M5s, per Conte è un “momento cruciale”

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La partita delle parlamentarie e i dissidi sulle ricandidature rischiano di trascinare il Movimento 5 Stelle in un Ferragosto infuocato. Nella due giorni che precede il voto che decretera’ chi, tra i duemila iscritti al Movimento che hanno presentato l’autocandidatura, andra’ a comporre le liste elettorali, la decisione di Giuseppe Conte di riservare un posto “blindato” in uno o piu’ collegi plurinominali a 18 candidati scelti dal leader, potrebbe aumentare la quota degli scontenti in seno ai 5 stelle. Dopo i compromessi accettati da Conte sulle mancate deroghe al terzo mandato, e sulla assenza del suo nome nel simbolo elettorale del Movimento – il leader avrebbe voluto inserirlo, Beppe Grillo no – adesso l’ex premier torna a fare la voce grossa e concretizzare quell’ “ultima parola sulle liste” che aveva piu’ volte invocato nei giorni scorsi. Un modo per cementare ancora di piu’ il cerchio dei fedelissimi che lo hanno accompagnato negli ultimi mesi e garantire qualche big, magari proveniente dalla societa’ civile. Rimane per il momento silente Virginia Raggi, che sul tema delle parlamentarie era intervenuta qualche giorno fa con un post parecchio piccato su Facebook, nel quale invocava “regole chiare e trasparenti”, che stentavano ad arrivare per la formazione delle liste. Alla pubblicazione delle regole di ingaggio per le parlamentarie e’ seguita in poco meno di 24 ore quella del programma elettorale. Stringato – solo 13 slide rispetto alle 34 pagine pubblicate, ad esempio, dal Partito democratico o al mastodontico programma della Lega di oltre 200 facciate – ma ricco di titoli: si va dal “rafforzamento del Reddito di Cittadinanza”, al ritorno del cashback fiscale, fino ad arrivare alla “riduzione dell’orario di lavoro a parita’ di salario”. Vengono ribaditi molti punti che hanno caratterizzato i 5 stelle delle origini, come la lotta a tutto campo agli inceneritori, la promozione di una legge sull’acqua pubblica e dei referendum consultivi e alcuni cavalli di battaglia degli ultimi tempi, dal no alla corsa al riarmo al si’ alla stabilizzazione del Superbonus. Colpiscono poi una serie di affinita’ col programma degli ex soci del campo del Pd: un’agenda pressoche’ identica sui diritti, con Ius scholae, regolamentazione della coltivazione della cannabis per uso personale, l’istituzione del matrimonio egualitario; come per i dem c’e’ poi la battaglia per l’innalzamento dello stipendio degli insegnanti e addirittura l’introduzione della sfiducia costruttiva tra le riforme istituzionali. Un programma con il quale il Movimento intende “portare a termine il lavoro che abbiamo iniziato – si legge nel messaggio di presentazione sui social -. A finte alleanze, matrimoni di comodo e balletti abbiamo preferito la serieta’”. Ed un appello, quello a fare “la scelta giusta”, un richiamo che da’ il claim alla campagna elettorale, ribadito anche da Giuseppe Conte in un video pubblicato sulle sue pagine social, nel quale ha parlato di “momento cruciale” per il Paese. Momenti cruciali per i pentastellati anche in Sicilia, dove il partito e’ alle prese con la questione della candidatura alle regionali. Non sembra essere ancora rientrata la querelle creatasi attorno al simbolo presentato dal Partito democratico. La scelta di piazzare il nome della candidata comune, Caterina Chinnici, all’interno del contrassegno dei dem ha indispettito e molto i 5 stelle siciliani, che hanno accusato gli alleati di volersi attribuire la candidatura della europarlamentare. La situazione e’ in bilico e i due partiti, da qui al 26 agosto, data in cui verrano consegnate le liste, potrebbero offrire anche a livello locale un bis del divorzio consumatosi a Roma, tanto che il referente M5s in Sicilia Nuccio Di Paola, ha commentato: “Il Pd siciliano somiglia sempre di piu’ a quello nazionale, cosi’ non va”.

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Egitto: incendio in una chiesa a Giza, almeno 41 morti

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– E’ di almeno 41 morti il bilancio ufficiale dell’incendio divampato all’interno della chiesa copta-ortodossa di Abu Sifin, nel popolare quartiere di Imbaba nel governatorato di Giza nella capitale egiziana del Cairo. Lo riferisce il ministero della Salute egiziano in un comunicato stampa, in cui precisa che sono almeno 12 i feriti che stanno ricevendo assistenza medica negli ospedali della capitale egiziana. Nella nota, il dicastero precisa che il fumo denso e la calca dovuta alla fuga precipitosa dal complesso della chiesa dedicata a San Mercurio di Cesarea sono stati le principali cause dei morti e dei feriti. Il ministero ha inoltre affermato che 37 ambulanze sono state inviate sul luogo e hanno trasportato negli ospedali di Imbaba e Agouza 55 persone, di cui 41 sono in seguito decedute. Secondo la nota, due persone intossicate sono state dimesse dall’ospedale dopo aver ricevuto le cure necessarie, mentre 12 restano negli ospedali, di cui quattro in condizioni critiche. Intanto, il ministero dell’Interno egiziano ha riferito in una nota che l’incendio sarebbe stato provocato da un cortocircuito nell’impianto di aria condizionata. Nella nota, il ministero ha precisato che il rogo avrebbe inizialmente interessato il secondo piano del complesso che ospita la chiesa dedicata a San Mercurio di Cesarea. Nella nota, il ministero dell’Interno egiziano precisa che l’incendio ha provocato anche “l’intossicazione di due ufficiali di polizia e di tre membri membri delle forze della Protezione civile”. In una dichiarazione sul suo profilo Facebook, il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, ha affermato di aver assicurato al patriarca della Chiesa copta-ortodossa Tawadros l’impegno a fornire tutti i mezzi a disposizione per estinguere l’incendio e prestare soccorso alle persone colpite dall’incendio. “Sto seguendo da vicino gli sviluppi del tragico incidente nella chiesa di Abu Sifin nel governatorato di Giza e ho ordinato alle agenzie e istituzioni statali competenti di prendere tutte le misure necessarie e immediate per far fronte a questo incidente”.

I copti sono la piu’ grande comunita’ cristiana del Medio Oriente, con stime che parlano di almeno 10 milioni di persone su una popolazione totale di 103 milioni di egiziani. La minoranza religiosa ha subito in questi anni attacchi e denunciato discriminazioni nel Paese nordafricano a maggioranza musulmana, il piu’ popoloso del mondo arabo. La comunita’ copta-ortodossa e’ stata oggetto di attentati e episodi di discriminazione in particolare durante la presidenza di Mohamed Morsi, affiliato alla Fratellanza musulmana, e nei mesi successivi al suo rovesciamento nel 2013, con assalti contro chiese, scuole e abitazioni sia al Cairo che nell’Alto Egitto da parte di militanti islamisti. Il 9 aprile del 2017 la minoranza e’ stata anche vittima di due attentati suicidi rivendicati dallo Stato islamico che hanno colpito durante la Domenica delle palme la chiesa di San Giorgio a Tanta, nel nord dell’Egitto e la cattedrale di San Marco, ad Alessandria d’Egitto, sede ufficiale del patriarcato copto-ortodosso, uccidendo almeno 45 persone.

 

Con la salita al potere di Al Sisi, la comunita’ copta ha assistito a un miglioramento delle sue condizioni e un aumento della protezione sia sul piano della sicurezza che legale. Il 7 gennaio 2015, Al Sisi e’ stato il primo presidente egiziano a prendere parte alla messa di Natale nella cattedrale copta-ortodossa di San Marco ad Abassiya, al Cairo, in segnale di unione tra cristiani e musulmani. Ex capi di Stato egiziani hanno visitato la cattedrale tra cui Gamal Abd el Nasser e il presidente ad interim Adly Mansour, ma Al Sisi e’ stato il primo a partecipare ad una messa.

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Rushdie è in gravi condizioni, rischia l’occhio destro

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Sono ore di angoscia e apprensione per le condizioni di Salman Rushdie che, dopo essere stato accoltellato al collo e all’addome durante un festival letterario nello Stato di New York, e’ ancora ricoverato in condizioni gravi in un ospedale in Pennsylvania, mentre cominciano a montare le polemiche sulla mancanza di protezione per un uomo che vive da oltre 30 anni sotto la minaccia dell’estremismo islamico. Il presidente americano Joe Biden ha condannato il “feroce attacco” avvenuto su suolo americano, assicurando che gli Stati Uniti sono impegnati nella difesa dei valori di cui Rushdie era il simbolo: verita’, coraggio, resilienza. Nessuna informazione ufficiale sul movente dell’attacco ma l’aggressore, un 24ennne nato in New Jersey da genitori libanesi, sembra essere vicino all’estremismo sciita e ai pasdaran iraniani. L’ultimo aggiornamento sulle condizioni dell’autore dei ‘Versi Satanici’ risale ormai a diverse ore fa. E’ stato il suo agente, Andrew Wylie, a dare le informazioni via email. “Le notizie non sono buone. Salman e’ attaccato a un respiratore, in questo momento non e’ in grado di parlare”, ha fatto sapere l’agente dello scrittore rivelando che le sue condizioni sono piu’ gravi di quanto si potesse immaginare. “Probabilmente perdera’ un occhio, i nervi del suo braccio sono stati recisi e il suo fegato e’ stato ferito e danneggiato”. Secondo alcune fonti, lo scrittore e’ stato accoltellato tre volte al collo e quattro all’addome e rischia di perdere l’occhio destro. Dopo il premier britannico Boris Johnson e il presidente francese Emmanuel Macron, e’ arrivata anche la condanna di Joe Biden. “Salman Rushdie, con la sua visione dell’umanita’, con il suo impareggiabile senso per la storia, con il suo rifiuto di essere intimidito o messo a tacere, rappresenta ideali essenziali e universali. Verita’. Coraggio. Resilienza. La capacita’ di condividere idee senza paura. Questi sono gli elementi costitutivi di qualsiasi societa’ libera e aperta”, ha affermato il presidente americano in una nota ringraziando “soccorritori e persone coraggiose che sono entrate in azione per aiutare Rushdie e fermare l’aggressore”. In effetti stando alla ricostruzione della polizia, sono state proprio le persone presenti nella sala del Chautauqua Institution, dove Rushdie stava per prendere la parola, a bloccare Hadi Matar prima dell’arrivo degli agenti. E questa circostanza ha scatenato le critiche contro gli organizzatori per la mancanza di sicurezza a un evento al quale partecipava un uomo che rischia la vita dal 1989. Molti dei presenti hanno denunciato come all’ingresso non ci fossero ne’ metal detector ne’ controlli delle borse tanto che un uomo in possesso di un coltello e’ riuscito a entrare e sedersi tra il pubblico come un normale spettatore. E’ emerso inoltre che in sala ci fossero solo due agenti della sicurezza, uno dei quali alla fine e’ riuscito ad arrestare Matar. Il giovane e’ stato rinchiuso nel carcere locale ed e’ accusato di tentato omicidio di secondo grado. Comparso brevemente in tribunale, ammanettato e con la tuta a strisce bianca e nera dei detenuti, si e’ dichiarato non colpevole. Ancora nulla, invece, sul movente ma comincia a farsi largo la pista dell’estremismo islamico. Da un’analisi dei social media dell’aggressore, che e’ nato in California da immigrati libanesi, emerge una vicinanza alla Guardia rivoluzionaria islamica iraniana, nella lista nera Usa delle organizzazioni terroristiche. In un’app di messaggi sul suo telefono sono state trovate quattro foto di Qassem Solemani, il generale iraniano capo delle forze speciali Al Quds, braccio armato dei pasdaran, ucciso da un drone americano in Iraq nel gennaio 2020. E sul suo account Facebook una foto dell’ayatollah Khomeini, autore della fatwa contro Rushdie e colui il quale offri’ per la morte dello scrittore una ricompensa da 3 milioni di dollari, e dell’ayatollah Khamenei. Inoltre, durante una perquisizione gli e’ stata trovata una patente falsa intestata a un ‘martire’ di Hezbollah, Imad Moghniye’, il comandante militare del gruppo ucciso nel 2008 a Damasco. Ma il movimento radicale sciita sostiene di non sapere niente di lui.

 

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