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Causa Trump a Facebook, discrimina lavoratori Usa

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Facebook nel mirino delle autorita’ americane. L’amministrazione Trump fa causa al social media accusandolo di discriminazioni contro i lavoratori americani: la societa’ di Mark Zuckerberg – e’ l’accusa – avrebbe illegalmente riservato 2.600 posti di lavoro per gli immigrati con il visto H-1B che stava sponsorizzando per ottenere la carta verde fra il 2018 e il 2019. Facebook e’ sotto pressione anche da parte degli stati americani: 40, guidati da New York, dovrebbero presentare nei prossimi giorni un’azione antitrust. Le iniziative delle autorita’ pesano sui titoli Facebook, in calo a New York dell’1,59%. L’affondo dell’amministrazione apre un nuovo fronte di scontro fra Trump e i social media, ai quali il presidente vuole togliere l’immunita’ rendendoli piu’ responsabili per i contenuti sulle loro piattaforme. Secondo l’accusa, Facebook non ha adeguatamente pubblicizzato le posizioni disponibili sul proprio sito internet e ha richiesto ai candidati di mandare via posta le loro domande invece che accettarle online. “E anche quando i lavoratori americani hanno presentato le loro carte non sono stati considerati per le posizioni disponibili. In parole semplici, Facebook ha riservato le posizioni per coloro che erano in possesso di visti”, si legge nell’azione legale avviata dall’amministrazione Trump. “Stiamo cooperando con le il Dipartimento di Giustizia”, afferma un portavoce di Facebook. Lo scontro riflette le tensioni di vecchia data fra la Silicon Valley e l’amministrazione Trump sull’utilizzo di lavoratori stranieri in posti chiave come la tecnologia. La Casa Bianca vede con scetticismo il programma dei visti H-1B per i professionisti stranieri, ritenendolo un mezzo per discriminare i lavoratori americani a favore di immigrati che chiedono salari piu’ bassi.

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Arrestato ad Amsterdam Tse Chi Lop, è ‘El Chapo asiatico’: gestisce traffico di droga per 70 miliardi di dollari

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 Il capo di uno dei piu’ grandi cartelli asiatici della droga e’ stato arrestato ad Amsterdam. Lo riporta la Bbc. La polizia non ha specificato il nome della persona arrestata ma si ritiene si tratti di Tse Chi Lop, un cinese naturalizzato canadese, noto come ‘El Chapo asiatico’, a capo di un impero da 70 miliardi di dollari che gestisce il traffico di droga in tutta l’Asia. Il 56enne, uno degli uomini piu’ ricercati al mondo, e’ stato fermato all’aeroporto di Schiphol prima di imbarcarsi su un volo diretto in Canada. La polizia australiana gli ha dato la caccia per oltre 10 anni, adesso il governo ne chiedera’ l’estradizione. Secondo l’Australian Federal Police (AFP) The Company, e’ responsabile del 70% delle droghe che entrano nel Paese. I servizi di intelligence di oltre 20 Paesi hanno partecipato alle operazioni per l’arresto di Tse che negli ultimi anni si era spostato tra Macau, Hong Kong e Taiwan.

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Biden alza il salario minimo, aiuti ai più poveri

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Joe Biden punta alla cooperazione bipartisan ma non manca di strizzare l’occhio alla sinistra, andando subito incontro alle famiglie piu’ bisognose e alzando a 15 dollari l’ora il salario minimo per dipendenti e contractor federali. Un modello, quest’ultimo, che propone di estendere in tutto il Paese, dove la media e’ di 7,25 dollari l’ora, ma che richiede l’ok del Congresso. E’ la sua ultima mossa, dopo aver scelto Yanet Yellen come segretaria al Tesoro, l’ex sindacalista Marty Walsh come ministro del Lavoro e Rohit Chopra come direttore dell’ufficio per la protezione finanziaria dei consumatori (Cfpb), tutti nomi graditi dall’ala liberal del partito. Il neo presidente ha firmato alla Casa Bianca due ordini esecutivi (in totale salgono a 29) per fornire immediato conforto economico a milioni di americani in difficolta’ con cibo e lavoro in una pandemia che negli Usa ha ucciso oltre 410 mila persone, restando la priorita’ assoluta del governo. “Gli americani non possono aspettare, molti sono appesi ad un filo, hanno bisogno di aiuto e siamo pronti a fare il possibile per fornirlo al piu’ presto”, ha spiegato Brian Deese, capo del consiglio economico nazionale, ammonendo tuttavia che il Congresso deve approvare al piu’ presto un altro maxi pacchetto di aiuti anti Covid per evitare il rischio che il Paese cada in un “grave buco economico”. Secondo le statistiche del governo, una famiglia su sei si descrive come affamata, una su cinque incapace di pagare l’affitto e una su tre non in grado di pagare le bollette. La scorsa settimana inoltre sono state registrate oltre 1,3 milioni di nuove richieste di sussidi di disoccupazione, aggiungendosi ai quasi 16 milioni senza lavoro. Una situazione drammatica, che richiama il periodo della Grande Depressione. Il primo decreto mira ad aumentare del 15% gli aiuti alimentari per le famiglie a basso reddito con studenti (circa 50 dollari in piu’ al mese per quelle con tre figli), ad estendere i buoni pasto per circa 12 milioni di persone e a garantire che chi e’ stato licenziato continui a ricevere l’indennita’ di disoccupazione se decide di rifiutare un nuovo lavoro che potrebbe mettere a rischio la sua salute. Il secondo prevede un salario minimo di 15 dollari l’ora e un congedo d’emergenza retribuito per dipendenti e contractor governativi, nonche’ il ripristino dei diritti della contrattazione collettiva. In programma c’e’ anche un incontro virtuale della vicepresidente Kamala Harris con Deese e i piccoli imprenditori danneggiati dalla pandemia per discutere i piani d’intervento per fronteggiare la crisi del settore. Nei prossimi giorni Biden proseguira’ il suo blitz di ordini esecutivi per smantellare l’eredita’ di Donald Trump, ma non tutta: sabato firmera’ un decreto per rafforzare il ‘Buy America’, ossia l’obbligo per il governo di acquistare beni e servizi made in Usa. Oggi intanto ha incassato la conferma bipartisan al Senato (93 si’ e 3 no) dell’ex generale Lloyd Austin, che diventa cosi’ il primo afroamericano a guidare il Pentagono. E’ il secondo membro del governo a ricevere disco verde, dopo la direttrice della National Intelligence Avril Haines. Attese a breve altre conferme, ma dalla prossima settimana il Senato potrebbe rallentare le sue udienze. Lunedi’ infatti la Camera alta ricevera’ l’articolo del secondo impeachment contro Donald Trump per aver istigato i suoi fan ad assaltare il Congresso e scatteranno le procedure di un processo che rischia di ostacolare e oscurare l’agenda del neo presidente.

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Vaccini, mascherine e test: ecco la guerra di Biden al virus

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Potenziamento di test e tracciamenti, 100 milioni di vaccinazioni (usando anche gli stadi) e riapertura delle scuole nei primi 100 giorni, ricorso ad una vecchia legge di guerra per aumentare la produzione di mascherine e altro materiale protettivo, test anti Covid prima dell’imbarco per chi arriva negli Usa: sono alcune delle linee della nuova strategia nazionale contro la pandemia illustrate da Joe Biden nel suo primo giorno a tempo pieno alla Casa Bianca, dove ha firmato un’altra decina di ordini esecutivi per combattere il virus. Una priorita’ assoluta in un momento in cui gli Usa oltrepassano le 406 mila vittime, superando quelle della Seconda guerra mondiale (405.399 morti americani fra militari e civili, secondo la cifra ufficiale del Dipartimento per i reduci). “Non c’e’ tempo da perdere”, ha ricordato, dopo aver ammonito nel suo discorso d’investitura che e’ in arrivo “la fase piu’ dura e mortale”, lanciando un appello agli americani a “mettere da parte la politica” per affrontare questo “inverno buio”. Una corsa contro il tempo, resa piu’ difficile dalla scoperta che l’amministrazione Trump non aveva un piano per la distribuzione dei vaccini. “Quello che stiamo ereditando e’ molto peggio di quello che potevamo immaginare”, ha denunciato Jeff Zients, il nuovo coordinatore della task force anti Covid della Casa Bianca. Al ritmo attuale, tutti gli adulti non saranno vaccinati prima dell’estate del 2022. Il nuovo Commander in chief ha deciso di lanciare una vera offensiva per colmare lacune e ritardi del suo predecessore, presentando un piano di 200 pagine per dare una ‘regia’ nazionale a questa battaglia. Si punta innanzitutto a rafforzare l’esercito di operatori sanitari necessari per eseguire test, tracciamenti e vaccinazioni. Prevista anche la creazione di siti di vaccinazione di massa, usando stadi, palestre, centri comunitari. Si cerchera’ inoltre di indirizzare fondi agli Stati per aiutarli a realizzare questi obiettivi. Per riaprire le scuole, almeno quelle sino alle medie, sono in programma rimborsi per l’acquisto di materiale protettivo attraverso i fondi della protezione civile. Nel suo primo giorno nello Studio Ovale Biden aveva gia’ firmato tre decreti contro il coronavirus: l’obbligo delle mascherine e del distanziamento sociale nelle proprieta’ federali, il ripristino alla Casa Bianca dell’unita’ per la sicurezza sanitaria globale e la biodifesa e il rientro nell’Oms, dove l’immunologo Anthony Fauci, esautorato da Trump, ha partecipato oggi ad una riunione come delegato americano, annunciando che gli Usa si uniranno al Covax, il programma internazionale per l’acquisto e l’equa distribuzione dei vaccini nel mondo. Ma per affrontare piu’ incisivamente la pandemia Biden confida nell’approvazione al Congresso di un nuovo maxi pacchetto di aiuti da 1.900 miliardi di dollari: sara’ il primo banco di prova di quell’unita’ e collaborazione bipartisan che ha chiesto, nonostante ora i dem controllino entrambe le camere. Biden volta pagina anche in tema di comunicazione, dedicando ciascuno dei prossimi dieci giorni ad un problema diverso. Ma i suoi primi 17 ordini esecutivi hanno gia’ dato il ‘la’ alla rottamazione dell’eredita’ di Trump: il rientro nell’accordo di Parigi sul clima, la revoca del bando ai Paesi a maggioranza musulmana, lo stop al muro col Messico e la sospensione per 100 giorni delle espulsioni dei clandestini, la moratoria degli sfratti, dei fallimenti e del pagamento dei debiti per l’universita’, il blocco dell’oleodotto Keystone, che e’ stato tra i temi della telefonata con il premier canadese Justin Trudeau, primo leader straniero con cui ha parlato. Infine l’invio al Congresso di una coraggiosa proposta di legge per dare cittadinanza a dreamer e clandestini

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