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Miccichè se ne va dalla Lega di Serie A, resta la velenosa partita dei diritti Tv che Mediapro vuole togliere a Sky

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Gaetano Micciché lascia la guida della Lega Serie A. E indovinate quando lascia?  Molti giornali e un telegiornale vi dirà che Miccihcè lascia alla vigilia dei provvedimenti (attesi a giorni, forse domani) della Procura federale che ha aperto un mese fa un fascicolo sulle modalità con cui il banchiere fu eletto il 19 marzo 2018, indicato dall’allora commissario Giovanni Malagò, n.1 del Coni. E invece sotto e dietro questa vicenda c’è molto altro. E ci sono oltre un miliardo e 250 milioni di ragioni che si potrebbero raccontare su queste dimissioni. Per ora Miccichè ha trovato le motivazioni per i media. “Le indiscrezioni di oggi apparse sui giornali relative alla chiusura dell’istruttoria sulla mia nomina avvenuta venti mesi fa e al suo possibile esito sono inaccettabili e mi impongono la decisione delle immediate dimissioni”, ha annunciato con una mossa che probabilmente ha accelerato il processo avviato dall’indagine del procuratore Giuseppe Pecoraro su quel voto.

Un voto che doveva essere segreto e segreto fu, anche se qualcuno ebbe modo e motivo di fare dichiarazioni palesi. Ma in Italia c’è ancora diritto ad avere una opinione e le società segrete con finalità segrete sarebbe vietate. Che succederà ora che Gaetano Miccichè non c’è più? Succede che non essendo mai stato nominato un vicepresidente, che avrebbe fatto da reggente in caso di dimissioni o altro impedimento del presidente, secondo lo statuto della Lega l’ad Luigi De Siervo deve convocare “senza indugio” l’assemblea per eleggere il successore di Miccichè, che sarà comunque in carica per poco più di un anno (nel 2021 inizia il quadriennio olimpico) e quindi si annuncia più come un traghettatore. Ovviamente, essendo un presidente senza una legittimazione forte, non avrà alcun potere e non potrà che prendere decisioni blande relative allo svolgimento degli affari correnti.

Coni. Sempre più in bilico il padrone dello Sport italiano Giovanni Malagò

Solo di fronte a uno stallo sull’elezione, da statuto Figc, il Consiglio federale potrebbe nominare un commissario. Sui prossimi sviluppi influiranno le tensioni intestine al mondo del calcio. Quello che non dovrebbe cambiare è l’agenda dei club di Serie A, che hanno di fronte la decisiva partita dei diritti tv. Miccichè aveva già un accordo di massima con Mediapro che consentiva alle società di incamerare qualche centinaia di milioni di euro in più rispetto al monopolista Sky di questi anni. Si riuscirà a chiudere questa trattativa? Chi vivrà vedrà e capirà anche chi ha convinto Miccichè a dimettersi proprio ora che stava per chiudere il contratto con Mediapro. In ogni caso, lunedì si riuniranno nell’assemblea, convocata proprio ieri da Miccichè, che sarà preceduta da un Consiglio di Lega e presieduta dall’ad De Siervo, che nei prossimi mesi avrà un ruolo ancor più centrale nelle mosse dell’associazione locomotiva del pallone italiano. Probabilmente in assemblea verrà messa ai voti la proposta di Mediapro per l’acquisto dei diritti tv dal triennio 2021/24 e la realizzazione del canale tematico. Poi, a prescindere dall’affare con gli spagnoli, la Lega si rivolgerà anche al mercato dei broadcaster, come Sky e Dazn che sono attualmente licenziatari dei diritti tv ed hanno avuto un punto di riferimento in Malagò e Miccichè.

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De Laurentiis porta il Napoli in Abruzzo e parla di Europa, campionato e mercato

Valeria Grasso

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Non smentisce mai se stesso, Aurelio De Laurentiis: la presentazione del ritiro a Castel di Sangro è stata a tutto tondo. Si è parlato della qualità delle attrezzature in Abruzzo, ma anche di Gattuso, di Ancelotti con un accenno al mercato.

Al fianco del Presidente del Napoli nella sala dell’hotel Britannique, erano presenti il Governatore della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il Sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, l’Assessore al bilancio della Regione Abruzzo, Guido Quintino Loris, e il Vice Presidente azzurro Edoardo De Laurentiis.

“Sono felice di poter annunciare questo nuovo sodalizio – ha detto il Presidente De Laurentiis – perchè mi sono innamorato di Castel di Sangro dal primo giorno che ho visitato la città. Sono rimasto abbagliato da una bellezza che non conoscevo”. Un luogo che è a solo un’ora da Napoli: “Porteremo un milione di persone qui”, ha aggiunto il vulcanico presidente azzurro.

Una località dalla bellezza non solo naturale ma anche organizzativa. Il fulcro centrale della struttura è uno Stadio progettato per gli Europei Under 18 e che contiene ben 7000 posti oltre a 3 campi regolamentari (due in erba naturale e uno in erba sintetica). C’è inoltre un Palazzetto dello Sport con vari campi da tennis.
Delineato il programma della prossima stagione per il ritiro azzurro: la prima fase in Val di Sole e di seguito, dopo il riposo dovuto ai calciatori, la seconda fase di preparazione a Castel di Sangro”.
Considerata la bellezza e l’efficienza dello Stadio, sarà possibile organizzare amichevoli internazionali vista l’opportunità di ospitare anche Club di livello mondiale.
Il ritiro inizierà quest’anno 12 giorni dopo l’ultima partita di Champions e la sua durata sarà legata alla decisione della Lega sull’inizio del prossimo campionato. C’era l’idea di farlo partire il 12 settembre ma è troppo presto per De Laurentiis, perché i calciatori devono anche riposare: “per me dovrebbe iniziare alla fine di settembre o ad ottobre”.

Quanto al suo Napoli “è sempre stato una macchina da guerra, ma quest’anno – ha detto De Laurentiis- abbiamo avuto un incidente ancelottiano e abbiamo dovuto recuperare”. Poi ha ribadito i complimenti a Gattuso che ha definito “non inquieto e appagato sul piano personale ed economico” e ha dedicato una battuta anche su Victor Osimhen che è il nome più caldo del calciomercato del Napoli in questo momento. Ebbene il calciatore ha pubblicato sul suo profilo Twitter ufficiale proprio stamattina la frase “10 days ultimatum”… da qui tanti rumors sui social nell’intento di interpretare nel modo più giusto questa frase sibillina. E il Presidente azzurro a tal proposito ha dichiarato: “E chi può dire che giovedì non abbia qualcosa da annunciare?”.

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Il Napoli sprecone cerca un finalizzatore per completare la sua rosa: sarà Osimhen?

Valeria Grasso

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Se la partita fosse finita ai punti sarebbe stata appannaggio del Napoli. Questa è una certezza. Ma si sa, per vincere occorre non solo macinare gioco, ma soprattutto segnare un gol in più rispetto all’avversario. Azzurri e rossoneri sono (con l’Atalanta) tra le squadre più in forma di quest’ultimo periodo: reduci da risultati positivi entrambe, si sono arrese al pareggio, complice magari anche un pizzico di stanchezza.
Ci teneva Rino Gattuso a ben figurare per la sua prima volta da avversario del Milan, la società che lo ha accolto per ben 16 anni, prima come giocatore e poi come allenatore. Ma il Napoli del post lockdown si permette il lusso di essere troppo sprecone: concretizza poco rispetto al gioco prodotto e nonostante la superiorità espressa in campo poi può anche rischiare di soccombere per qualche calo di concentrazione di troppo. Di contro può essere soddisfatto il Milan che ha ottimizzato le uniche occasioni che ha avuto.

Singolare l’errore di Callejon a pochi passi da Donnarumma al 19’: il numero 7 azzurro si fa parare un goal fatto e sul capovolgimento di fronte è in ritardo per la diagonale e subisce la marcatura di Hernandez. Sarà oggetto di studio questo episodio per Gattuso e senza dubbio lo mostrerà ai suoi, proprio per alzare l’asticella in vista della prossima stagione. Sempre in questa ottica continua il turnover dei giocatori per consentire di mettere a punto nuove strategie. Il mister conferma la fiducia a Lobotka dal primo minuto (in alternativa a Demme), regista rapido e di personalità.

Insigne e Mertens (che ieri ha incrementato il suo bottino personale siglando il goal numero 125) restano fondamentali e inamovibili. Lo dicono le sostituzioni del secondo tempo (con Lozano e Milik) che sono apparse non incisive, e dunque non hanno impattato sul gioco e sul risultato. Eppure il Napoli gli ultimi 8 minuti è stato in superiorità numerica per l’espulsione di Saelemaekers e avrebbe dovuto giocarsi il tutto per tutto.


Il tridente ‘leggero’, la vecchia guardia che dà spettacolo, quel trio composto da Insigne, Mertens e Callejon, merita la riconferma in toto per la prossima stagione. Ma fa bene il Napoli a corteggiare un centravanti di peso, che può essere oltre che valida alternativa, quel finalizzatore che ad esempio è mancato contro il Milan. E visto che Milik ha un rendimento incostante e in ogni caso è oggetto di mercato, pare che quel bomber tanto atteso – già incontrato sul golfo dal DS Cristiano Giuntoli – possa essere il nigeriano Victor Osimhen, 22 anni, astro nascente attualmente in forza al Lille Olympique Sporting Club.

Victor Osimhen

 

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Diritti tv: Sky non paga e pretende sconti, le società di serie A oggi potrebbero decidere di impedire di riprendere le partite casalinghe

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Oggi si decide. Forse. L’assemblea della Lega di Serie A è chiamata a valutare la prossima mossa nella vertenza con Sky, dopo il decreto ingiuntivo ma non esecutivo del Tribunale di Milano nei confronti della pay tv, che non ha versato l’ultima rata dei diritti tv della stagione in corso. All’ordine del giorno della riunione in videoconferenza (presenti tutti i club), c’è infatti la “valutazione giuridica e di opportunità sulla sospensione dell’esecuzione del contratto di licenza dei diritti tv”. Non è escluso che il club decidano per una nuova diffida di sette giorni nei confronti di Sky. Quelli che sostengono la linea più dura minacciano di spegnere il segnale, impedendo la trasmissione delle loro partite casalinghe.

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