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Android, una falla nella sicurezza consente l’accesso alla fotocamera

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Una falla di sicurezza in Android di Google consentirebbe a potenziali malintenzionati di prendere il controllo della fotocamera e del microfono dello smartphone, senza alcun bisogno di permesso da parte dell’utente. Lo hanno scoperto i ricercatori di Checkmarks che hanno segnalato la falla a Google e altri costruttori di telefoni a luglio, le aziende sono corse ai ripari rilasciando degli aggiornamenti sicurezza. Gli esperti hanno individuato nell’app Camera di Google, nell’equivalente di Samsung e in diversi altri software di gestione della fotocamera per Android delle vulnerabilita’ che concedono ampi spazi di manovra ad eventuali malintenzionati. Hanno anche realizzato un video, in cui hanno dimostrato come era possibile sfruttare la falla di sicurezza. Un portavoce Google, ha ringraziato Checkmarx per la segnalazione, ha spiegato di aver risolto il problema a luglio 2019 con un aggiornamento per l’app Fotocamera e di aver rilasciato un’apposita soluzione a disposizione di tutti i partner. Il problema dovrebbe riguardare soprattutto gli smartphone con una versione di Android piu’ datata che non regge gli aggiornamenti. (

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Luna, accordo storico Italia-Usa per esplorarla

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“Ci vediamo sulla Luna”: si sono salutati cosi’ il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per lo spazio, Riccardo Fraccaro, e l’amministratore capo della Nasa, Jim Bridenstine, al termine del collegamento in cui e’ stata firmata la dichiarazione d’intenti nella quale l’Italia collaborera’ al programma Artemis della Nasa per l’esplorazione della Luna. Per Fraccaro si apre una pagina storica, che fa dell’Italia “il primo Paese Ue a siglare quest’intesa che ci dara’ la possibilita’ di partecipare alla missione lunare e di avere un ruolo da protagonista nel piu’ ambizioso programma di attivita’ spaziale mai attuato”. Per l’Italia, ha aggiunto, e’ “un riconoscimento del valore delle nostre eccellenze scientifiche e produttive e del nostro contributo alla missione lunare”. L’obiettivo e’ “allargare il mercato agli operatori commerciali non esclusivamente spaziali e creare un volano che incrementera’ la competitivita’ e la crescita di entrambi i nostri Paesi”, ha detto ancora Fraccaro riferendosi ai possibili sviluppi dell’accordo alla luce della new space economy. Soddisfatto anche Bridenstine, che ha ricordato la lunga collaborazione fra Italia e Stati Uniti in campo spaziale: dopo che nel 1964 l’Italia aveva lanciato il suo primo satellite, il San Marco 1, dalla base americana di Wallops Island, nel 1997 la collaborazione con gli Stati Uniti aveva portato all’accordo bilaterale con cui il nostro Paese ha fornito i moduli pressurizzati per la Stazione Spaziale Internazionale. Quell’accordo ha permesso all’industria italiana di costruire oltre la meta’ delle strutture della grande casa-laboratorio nello spazio, ha reso possibili molte missioni di astronauti italiani e di portare sulla stazione orbitale numerosi esperimenti del nostro Paese. Si apre adesso una nuova pagina, che secondo l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, per l’industria italiana ha il valore potenziale di un miliardo di euro. La missione Artemis e’ il cardine del progetto americano di riportare l’uomo sul suolo lunare entro il 2024 e per la quale il governo degli Stati Uniti ha stanziato 28 miliardi di dollari. E adesso e’ anche un’avventura che vede l’Italia in prima fila, con “grande soddisfazione” del presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia. Il prossimo passo, ha rilevato Saccoccia, saranno gli accordi attuativi fra le due agenzie spaziali, nei quali “saranno specificati nel dettaglio i contributi italiani al programma che contribuiranno a rendere possibile il sogno di una presenza sostenibile in orbita e sulla superfice lunare: dai moduli abitativi, agli esperimenti scientifici, al sistema di telecomunicazioni”. Fra i possibili contributi che l’Italia potra’ dare all’esplorazione lunare, l’amministratore delegato di Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), Massimo Comparini, ha indicato la “nuova generazione di elementi pressurizzati abitabili, quali il primo habitat di superficie o la cabina che fara’ approdare gli astronauti sulla Luna”.

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Tutti pronti per la Notte della Luna

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Tutti pronti per la Notte della Luna, l’iniziativa mondiale ‘International Observe the Moon Night’, organizzata dalla Nasa e dedicata all’osservazione del satellite della Terra. Tantissimi gli eventi previsti in tutto il mondo e anche in Italia, nuvole e pioggia permettendo, sono previste iniziative da Nord a Sud. Sono le ore in cui  la fase lunare rileverà circa il 75% del disco, così come lo vediamo da Terra. Tra le altre caratteristiche rappresentative del paesaggio lunare,  troveremo gli Appennini lunari, sempre imponenti e magnifici da ammirare, e crateri importanti come Plato e Copernicus, e tutto questo sarà visibile già con un modesto telescopio. L’Italia ha sempre aderito all’iniziativa con un alto numero di associazioni e dopo gli Usa è fra i maggiori partecipanti. L’evento, che si svolgera’ seguendo tutte le norme di sicurezza previste dalle misure anti-Covid, quest’anno ha un significato ancora più importante, perchè segna la ripresa delle attivita’ col pubblico dopo le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. Sono previsti numerosi appuntamenti, come le osservazioni organizzate a Bergamo dagli astrofili di Cinisello Balsamo, ad Alessandria dagli astrofili “Cielo del Monferrato”, il moonwatch party all’Osservatorio astronomico di Punta Falcone a Piombino (Livorno) curato dall’Associazione Astrofili Piombino. Osservazioni anche a Rocca di Papa (Roma) con l’Associazione Tuscolana di Astronomia e al Belvedere di Monte Pellegrino (Palermo) con gli astrofili dell’Orsa, mentre a Napoli l’Unione Astrofili Napoletani organizza tre eventi patrocinati dall’Inaf.

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La neurobiologa Catherine Dulac scopre perchè l’uomo è “distruttivo” e la donna “protettiva”

Angelo Turco

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Si chiama Catherine Dulac. E’ francese, ma vive e lavora negli Stati Uniti, all’Università di Harvard. Insegna e dirige un laboratorio di neurobiologia. Ha vinto, nei giorni scorsi, un premio importante: si chiama “Breakthrough Prize”, e vale 3 milioni di dollari. Il triplo del Nobel, tanto per capirci.
Oltre a lei, sono stati premiati altri 6 ricercatori, tra scienze della vita, fisica e matematica. Il premio è finanziato dall’industria di Silicon Valley, ed è un riconoscimento a chi “sfora”, a chi muovendosi lungo i margini avanzati della conoscenza, a volte li trapassa.
Catherine studia l’istinto parentale nei topi. Di che si tratta? Un doppio circuito neuronale è presente nella testa di ciascun animale: uno è protettivo, l’altro è aggressivo e distruttivo. Il fatto è che il primo è tipicamente femminile, il secondo è tipicamente maschile. “Tipicamente” vuol dire che in circostanze “normali” questi circuiti, in presenza di un nuovo nato, vengono attivati dagli ormoni: femminili e, rispettivamente, maschili.
C’è dunque un interruttore che si accende, che spinge le femmine a prendersi cura della nuova creatura e i maschi ad attaccarla, sviluppando comportamenti infanticidari. Catherine ha scoperto che entrambi questi circuiti sono presenti nel cervello dei topi e, qualche volta, l’interruttore può funzionare in modo anomalo: inducendo la femmina a uccidere i piccoli e, cosa ancora più rara, i maschi ad assumere in toto i ruoli “di cura” della paternità.
La scommessa della scienziata è che questi meccanismi neuronali/ormonali siano attivi con modalità proprie in tutti i mammiferi e, di conseguenza, anche negli umani: uomini e donne.
Vorrei ringraziare Catherine, per la pista che ha aperto in tema di speciazione. Ci ha dato un segnale forte sul rispetto, l’amore, la cura che tutti dobbiamo portare all'”essere femminile” della vita, di là da ogni “concessione” maschile, senza rinunciare a nessun sogno gentile, si capisce, ma oltre ogni rozza mitologia.

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