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Esteri

Scandalo sessuale alla Bbc, Sunak vuole un’inchiesta

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E’ di nuovo bufera nel Regno Unito sulla Bbc, reduce nel 2022 dall’aver celebrato i suoi 100 anni di vita. A far montare la polemica è l’ultimo sospetto scandalo a sfondo sessuale abbattutosi sull’istituzione radiotelevisiva per antonomasia dell’isola, modello storico di servizio pubblico occidentale su scala globale, finita già al centro di vicende – recenti e meno recenti – che ne hanno gravemente appannato la reputazione. Al centro delle contestazioni questa volta ci sono le denunce di omertà contro i vertici aziendali in seguito alle rivelazioni spuntate negli ultimi giorni a carico di un volto noto delle news – per ora protetto dall’anonimato, seppur sospeso dal video a scopo cautelare – accusato dal Sun (gruppo Murdoch) di aver pagato per qualche anno un ragazzo attualmente ventenne in cambio di fotografie sessualmente esplicite.

Lo ‘scoop’ non manca in realtà di ombre, visto che l’asserita vittima ha affidato a un avvocato una nota in cui nega tutto. Liquidando come “spazzatura” quanto riportato dal tabloid sulla base del racconto dei suoi genitori, e smentendo in particolare d’aver venduto proprie immagini intime alla celebrity televisiva da minorenne. Mentre la polizia, dopo aver raccolto elementi e testimonianze dai dirigenti della radiotelevisione britannica – impegnatisi a scoppio ritardato a collaborare e a prendere “estremamente sul serio” ogni indizio -, deve ancora decidere se vi sia materiale per aprire un’indagine formale o meno. Il giornale peraltro insiste, con aperture a tutta pagina in serie su una vicenda divenuta dominante anche su altri media britannici.

Continuando a far leva – alternativamente – sulle parole del padre e della madre del ventenne, stando ai quali qualcosa di grave sarebbe invece accaduto davvero, fin da quando il figlio aveva solo 17 anni. E sarebbe stato ignorato o minimizzato dai vertici della Bbc malgrado loro denunce recenti. Mentre persino il premier Rishi Sunak, pressato su questo dossier dai giornalisti di casa sua nel pieno del vertice Nato di Vilnius e delle discussioni sull’Ucraina, non ha potuto esimersi dall’intervenire: definendo “scioccanti e preoccupanti” i sospetti emersi e sottolineando di aver preteso rassicurazioni dall’azienda sull’impegno a condurre un’inchiesta interna “rigorosa e rapida”. Il direttore generale, Tim Davie, è stato sollecitato del resto da un comitato parlamentare bipartisan a far chiarezza su chi abbia saputo “cosa e quando” fra i responsabili dell’emittente, secondo un interrogativo fatto proprio pure dal ministro della Giustizia, Alex Chalk.

Davie ha tenuto una conferenza stampa per difendere le ragioni della prudenza osservata a suo dire sull’accaduto e della necessità di mantenere per ora riservata l’identità del volto noto sospettato: un uomo maturo, a quanto è filtrato, su cui nel frattempo è piovuta pure la seconda accusa di un altro giovane, poco più che ventenne, il quale sostiene di avere avuto un contatto con lui su un sito online d’incontri gay, e di essere stato poi minacciato e insultato in alcune email per aver accennato alla possibilità di fare il suo nome in pubblico. Per la ‘Beeb’, detta anche familiarmente “zietta” dagli spettatori britannici, non è d’altronde un momento felice.

Sul suo buon nome pesa non solo l’ostilità consolidata di parte della maggioranza Tory (che da tempo mira a ridurne le risorse, evocando un eccesso di presenze liberal nelle redazioni e nei talk show), ma un sottofondo di critiche ormai generalizzate: alimentate da accuse di censura (ad esempio contro l’ex campione di calcio Gary Lineker, il più pagato fra i suoi commentatori secondo una classifica appena confermata, preso di mira in primavera per aver fustigato sui social la retorica governativa anti immigrazione); d’insabbiamenti interni; di legami opachi con la politica (come nell’affaire costato appena un mese fa il posto di presidente al banchiere Richard Sharp, amico e presunto finanziatore dell’ex premier Boris Johnson).

Il tutto sullo sfondo di vicende di pedofilia o comportamenti sessuali impropri venuti alla luce nell’ultimo decennio a ripetizione sull’isola contro vip e figure dell’establishment britannico, dopo anni e anni di sospetti occultamenti, senza risparmiare la stessa Bbc: a iniziare dagli orrori a sfondo pedofilo svelati solo post mortem su sir Jimmy Savile, per decenni dj e stella fra le più popolari dell’intera tv pubblica del Regno.

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Rubio: “Gli Usa non si sottrarranno, Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Marco Rubio a Bloomberg dopo Monaco: gli Stati Uniti non si sottrarranno all’impegno sull’Ucraina. Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali, dice.

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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, in un’intervista a Bloomberg News dopo il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha affermato che gli Stati Uniti non si sottrarranno all’obbligo di contribuire alla fine della guerra in Ucraina.

Le dichiarazioni sono state riportate anche da CNN.

“Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Rubio ha aggiunto di non ritenere che la Russia sia in grado di raggiungere gli obiettivi che si era prefissata all’inizio dell’invasione, quasi quattro anni fa.

Secondo il Segretario di Stato, Mosca starebbe perdendo tra i 7.000 e gli 8.000 soldati a settimana nel conflitto, una stima che, ha osservato, coincide con le più recenti valutazioni fornite da Kiev.

Le parole di Rubio si inseriscono nel quadro del confronto diplomatico in corso e delle valutazioni strategiche occidentali sull’andamento del conflitto.

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Zelensky a Monaco: “Putin come nel 1938, la pace solo con vere garanzie di sicurezza”

Alla Conferenza di Monaco Zelensky paragona Putin al 1938 e ribadisce che la pace può nascere solo da chiare garanzie di sicurezza per l’Ucraina.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di voler ripetere lo scenario del 1938.

“Sembra che Putin speri di ripetere Monaco del 1938, quando il precedente Putin iniziò a dividere l’Europa”, ha dichiarato, richiamando l’accordo che precedette la Seconda guerra mondiale e paragonando implicitamente il leader del Cremlino ad Adolf Hitler.

“La pace solo con chiare garanzie di sicurezza”

Zelensky ha ribadito che la pace può essere costruita solo su garanzie di sicurezza solide e verificabili. “Dove non esiste un chiaro sistema di sicurezza, la guerra torna sempre”, ha affermato.

Il presidente ucraino ha sottolineato che Kiev è impegnata nei negoziati e mantiene contatti con emissari statunitensi, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, e che è previsto un incontro con il Segretario di Stato Marco Rubio.

Negoziati e tensioni geopolitiche

Secondo Zelensky, l’obiettivo dell’Ucraina è una “vera sicurezza e una vera pace”, non soluzioni parziali o compromessi che possano favorire Mosca.

Le dichiarazioni si inseriscono nel contesto di un confronto internazionale segnato da tensioni persistenti e dalla ricerca di un equilibrio tra sostegno militare, diplomazia e deterrenza.

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Paolini unica azzurra a Dubai: esordio al secondo turno nel WTA 1000

Jasmine Paolini unica italiana nel tabellone del WTA 1000 di Dubai. Debutto al secondo turno contro Eala o una qualificata. Difende il titolo vinto nel 2024.

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Jasmine Paolini è l’unica azzurra presente nel tabellone principale del torneo WTA 1000 di Dubai, secondo “mille” della stagione sul cemento.

La 30enne toscana, attualmente numero 8 del mondo, entrerà in gara direttamente al secondo turno. Affronterà la filippina Alexandra Eala, numero 40 WTA, oppure una giocatrice proveniente dalle qualificazioni.

Un ritorno da campionessa in carica

Paolini torna negli Emirati con il peso e l’orgoglio di campionessa in carica, avendo conquistato il titolo nel 2024. Un risultato che ha rappresentato uno dei punti più alti della sua carriera e che ora è chiamata a difendere in un tabellone di alto livello.

L’obiettivo è dare continuità alla stagione e ritrovare fiducia dopo l’eliminazione al secondo turno a Doha. Dubai può rappresentare uno snodo importante per consolidare la posizione tra le prime dieci del ranking mondiale.

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