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Putin: divergenze con Iran e Turchia su situazione a est Eufrate

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La Russia ha opinioni diverse da Turchia e Iran sugli approcci da adottare per stabilizzare la situazione a est dell’Eufrate, perché ritiene che questo territorio dovrebbe essere trasferito sotto il controllo della Siria. Lo ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin. “Ci sono alcune differenze su quello che sta accadendo a est dell’Eufrate… Differenze su come organizzare e stabilizzare la situazione nella regione. È noto che laggiù stanno lavorando osservatori congiunti russo-turchi. Ma, a nostro avviso, l’intero territorio dovrebbe essere trasferito sotto il controllo delle autorità ufficiali a Damasco, sotto il controllo delle forze armate della Repubblica araba siriana per garantire una situazione a lungo termine e sostenibile”, ha affermato Putin dopo il vertice trilaterale di Teheran. Il presidente russo ha aggiunto che in questo caso sarebbe possibile “mantenere un dialogo con i responsabili, con le autorità ufficiali della Siria” perché “stabilizzerebbe in modo significativo la situazione” nella zona.

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Biden sfida i repubblicani: voglio finire il lavoro

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“Finiamo il lavoro insieme”: è il refrain del discorso di Joe Biden sullo stato dell’ Unione, nel quale ha rivendicato i suoi (innegabili) successi, tracciato la futura agenda come se fosse gia’ il programma elettorale della sua attesa ricandidatura e lanciato un appello per una collaborazione bipartisan ai repubblicani. Senza però rinunciare ad attaccarli in più di un’occasione, venendo ricambiato con interruzioni e insulti come “bugiardo”.

Un discorso ottimista di 73 minuti, dove il presidente ha alternato sapientemente i toni riflessivi ed ecumenici a quelli più fieri e combattivi. Consapevole che il lavoro si può finire solo trovando compromessi con il Grand Old Party, che ora controlla la Camera, ma sapendo che diversamente potrà fare la sua campagna scaricando le colpe dello stallo sugli avversari, come fecero Bill Clinton e Barack Obama con il Congresso diviso.

Biden ha dedicato solo il finale alla politica estera, ribadendo l’impegno “a restare al fianco dell’Ucraina finche’ necessario” e mettendo in guardia la Cina che gli Usa agiranno ogni volta che Pechino “minaccera’ la nostra sovranità, come abbiamo dimostrato la scorsa settimana”, con l’abbattimento del presunto pallone-spia. Il presidente ha cominciato con un’apertura scherzosa verso il neo speaker della Camera Kevin McCarthy: «non voglio rovinare la tua reputazione ma non vedo l’ora di lavorare con te». “Se abbiamo potuto lavorare insieme nell’ultimo Congresso – ha poi continuato – non c’è motivo per cui non possiamo farlo in questo nuovo. La gente ci ha inviato un messaggio chiaro.

La lotta per la lotta, il potere per il potere, il conflitto per il conflitto non ci portano da nessuna parte. Questa è sempre stata la mia visione per il paese: ripristinare l’anima della nazione, ricostruirne la spina dorsale, la classe media, per unire il paese”. Quindi ha citato il suo piano per l’economia americana, “che è nella posizione migliore al mondo per crescere”: “stiamo costruendo un’economia in cui nessuno è lasciato indietro. I posti di lavoro stanno tornando, l’orgoglio sta tornando per le scelte che abbiamo fatto negli ultimi due anni.

Questo è un progetto per le tute blu (gli operai, ndr) per ricostruire l’America. Il mio piano economico riguarda l’investimento in luoghi e persone che sono stati dimenticati”. Biden ha delineato poi la sua roadmap: la riforma della polizia, il divieto delle armi d’assalto, il ripristino del diritto d’aborto (con la minaccia di veto su qualsiasi bando a livello nazionale), il ‘made in Usa’ per il materiale da costruzione nei progetti federali, la sfida climatica come “minaccia esistenziale”, la tutela dei minori contro lo sfruttamento dei social, un fisco più giusto con la minimum tax per i ricchi e la quadruplicazione delle tasse sul buyback delle grandi aziende, come quelle petrolifere, “che fanno profitti scandalosi pagando zero di tasse federali”.

E la difesa del welfare, contro i tagli evocati dai repubblicani al social security (la previdenza) e a Medicare (l’assistenza sanitaria per gli ultra 65enni). “Bugiardo”, gli hanno gridato Marjorie Taylor Green ed altri parlamentari Gop, con Biden pronto a mostrare le copie delle loro proposte ma anche a incassare abilmente la levata di scudi: “mi piaccono le conversioni”. Scintille in aula anche quando il presidente ha accusato il Grand Old Party di tenere l’economia Usa “ostaggio” del tetto al debito che non vuole alzare. Biden non ha dimenticato neppure un accenno all’assalto al Capitol del 6 gennaio 2021: “due anni fa, la nostra democrazia ha affrontato la sua più grande minaccia dai tempi della guerra civile. Oggi, benchè ferita, la nostra democrazia rimane indomita e intatta. La storia dell’America è una storia di progresso e resilienza…Siamo l’unico paese ad uscire piu’ forti da ogni crisi”.

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Sisma Turchia e Siria, bilancio supera 8.300 morti

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Il bilancio dei terremoti in Turchia ha superato 8.300 vittime dopo che oltre 2.400 sono state segnalate in Siria: lo riporta l’agenzia di stampa Afp.

Funzionari turchi e siriani, oltre a fonti mediche, hanno reso noto che finora almeno 5.894 persone sono morte in Turchia e almeno 2.470 in Siria, portando il totale a 8.364. Proseguono intanto le ricerche di eventuali sopravvissuti.

 

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Nuova Zelanda: trovate 3,2 tonnellate di cocaina nell’oceano

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La polizia neozelandese ha trovato nell’Oceano Pacifico 81 balle di cocaina per un totale di 3,2 tonnellate, una quantità sufficiente a rifornire il Paese per 30 anni: la droga, ha reso noto il commissario della polizia, Andrew Coster, ha un valore di 316 milioni di dollari (circa 295 milioni di euro). “Si tratta del più grande ritrovamento di droghe illecite effettuato dalle agenzie neozelandesi”, ha detto Coster spiegando che probabilmente le balle di cocaina sono state gettate nell’Oceano in un “punto di transito galleggiante” per poi essere raccolte e portate in Australia. Una foto della polizia mostra che le balle erano avvolte da reti e coperte da galleggianti gialli. Su alcune di esse c’era l’immagine di Batman e le confezioni di cocaina all’interno erano etichettate con la figura di un quadrifoglio. “Crediamo che fosse destinata all’Australia, dove sarebbe stata sufficiente per servire il mercato per un anno”, ha aggiunto il commissario: “È più di quanto la Nuova Zelanda consumerebbe in 30 anni”.

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