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Progetto #MadreTerra al Museo Madre, al Festival delle Arti per la Terra si riflette su climatiche sociali e radici del cambiamento

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Happy Eart Days, il Festival delle Arti per la Terra oggi ha compiuto la sua prima tappa al Museo Madre di via Settembrini a Napoli.

Giunto alla sesta edizione, l’evento/festival Happy Earth Days 2019, ideato, promosso e organizzato dall’associazione Artstudio’93, in occasione della Giornata Mondiale della Terra | Earth Day (22 aprile) fino al 6 Maggio approfondirà il delicato tema di questa edizione: Climatiche sociali – Le radici del cambiamento.

 

Quest’anno, l’evento, confluirà nel momento conclusivo del progetto #MadreTerra, con l’esposizione delle opere, realizzate durante i workshop, che si sono svolti, tra gennaio ed aprile, nell’ambito del progetto didattico Io Sono Felice!, teso all’ inclusione sociale pensato e attuato dallae Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, che ha trasformato per tutto l’anno il museo Madre in una piattaforma pubblica di condivisione.

Da oggi è possibile fruire delle opere in mostra, guidati dagli organizzatori e dagli artisti presenti: dalle installazioni ambientali di Eugenio Giliberti e Silvia Capiluppi presso il cortile e il back patio del museo, al video di Marisa Albanese e l’installazione sonora di Peruffo e Scamarcio, visibili nel mezzanino, insieme al documentario conclusivo dell’intero progetto #MadreTerra. ​

Un percorso sensoriale che si snoda tra il piano ammezzato del museo Madre, dove ci accoglie l’installazione sonora di Neal Peruffo e Massimo Scamarcio, “Intime camere ecoiche”, che, immersa in un nero profondo squarciato da una luce a terra ci prepara alla proiezione del video documentario del progetto, dove tutti gli artisti sono ripresi durante i laboratori e intervistati sulle loro opere e sulle motivazioni dell’adesione al programma che viene poi spiegato dai curatori che ci accompagnano poi nella sala piu’ grande, dove sempre insieme al buio ci si immerge nel video documentario di Marisa Albanese, “Prestami la tua voce” dove, nelle lingue d’origine, si ascoltano pensieri, dolori e speranze di giovani extracomunitari provenienti da vari continenti. “Me e Madre”, l’installazione ambientale di Silvia Capiluppi invece ci riporta all’esterno, al ponte del cortile, dove sono stese due lenzuola con ricamati i nomi delle donne che li hanno lavorati, ricami rigorosamente in rosso, come il colore del sangue.

Nera è invece l’installazione di Eugenio Giliberti, “Penelope” un cubo con struttura in legno e pareti intrecciate di tubi usati da irrigazione agricola, con un ingresso che ricorda l’entrata e quindi anche l’uscita dall’utero materno, riuscendo a creare un effetto avvolgente e protettivo.

Il festival prosegue fino al 6 Maggio e nel corso della mostra #MadreTerra, si svolgeranno attività didattiche, legate alle tematiche ambientali, a cura del servizio educativo del museo Madre, nonché eventi correlati alla manifestazione, che avranno luogo fuori e dentro il museo, performance, flash mob e azioni partecipate, in collaborazione con:

Fridays For Future Napoli, Associazione Merida, Casa Tolentino, Associazione VerginiSanità.

Il 26 Aprile sara il momento di MeM #lenzuolisospesi evento extramoenia L’azione artistica si svolgerà, presso il giardino storico di Casa Tolentino, un evento speciale, extraMadre, durante il quale saranno presentati i lenzuoli sospesi che sono partiti parallelamente al workshop tenuto dall’artista Silvia Capiluppi al museo Madre, in una #staffettadelfilorosso.

Durante il pomeriggio sarà presentato inoltre il libro “La tenacia dei colori vivaci”, di Cristina Salvio, Presidente dell’Associazione MERIDA di Napoli, che si occupa del contrasto e prevenzione alla violenza di genere. Il romanzo narra la possibile rinascita della donna dopo la violenza, attraverso una storia singolare che l’autrice conclude dandone una visione propositiva di redenzione e rinascita.

Il reading sarà arricchito da una performance musicale curata dalla grande concertista Paola Volpe, che vedrà l’esibizione dell’ Ensemble di clarinetti femminile “Carl Maria von Weber”. Seguirà un aperitivo al tramonto

A conclusione della manifestazione, si svolgerà, giovedì 2 maggio, presso il museo Madre, un incontro di finissage, con la Presidente Laura Valente e gli organizzatori dell’evento, Marco Papa e Tiziana De Tora, per raccontare l’esperienza del progetto #MadreTerra e annunciare il programma 2019, che avrà luogo, tra giugno e ottobre, presso il TANA Terranova Arte Natura, ad Arpaise (BN), con un calendario di workshop e residenze, che quest’anno si apriranno al teatro sensoriale e alla musica contemporanea, per concludersi, ad ottobre, con un evento speciale di piantumazione, dedicato a Joseph Beuys.

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Nuova ondata di maltempo in Italia: in arrivo grandine, raffiche di vento e mareggiate

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L’Italia torna a fare i conti con una nuova, annunciata ondata di maltempo. I primi segnali in queste ore al Nord Italia dove vento forte, temporali, grandine già flagellano molte zone.

Nella provincia di Bergamo le forti raffiche di vento che hanno toccato i 100 chilometri orari hanno già causato danni: a Romano le raffiche hanno scoperchiato il tetto di una casa.

Una violenta grandinata ha interessato nel tardo pomeriggio di oggi Pavia e parte della provincia. Una precipitazione preceduta da un temporale e accompagnata da raffiche di vento. Maltempo che ha costretto l’aeroporto di Genova a dirottare quattro voli in arrivo verso altre destinazioni a causa del vento che dal pomeriggio spazza il capoluogo ligure. In particolare, gli aerei provenienti da Roma, Kiev, Vienna e Copenaghen sono stati fatti atterrare a Pisa, Milano Linate e Malpensa. Domani sono previsti forti venti di burrasca con raffiche fino a 100 chilometri orari.

Anche nelle prossime ore ci saranno intensi rovesci temporaleschi, locali nubifragi e anche grandinate in movimento dalle aree alpine e prealpine verso le zone pianeggiati della Lombardia, lungo le vallate del Trentino, in rapido spostamento verso il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e i settori settentrionali dell’Emilia.  Nel Friuli Venezia Giulia intensi nubifragi faranno cadere al suolo ingenti quantitativi di pioggia e grandine in poche ore, capaci di provocare improvvisi allagamenti. Forti rovesci colpiranno l’Emilia ed i settori nord della Romagna. Nel contempo altre piogge bagneranno la Toscana, le Marche, fino all’Umbria e il Nord del Lazio.

Nelle prossime ore la situazione peggiorerà nel Lazio dove sono in arrivo precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da “rovesci di forte intensità, locali gradinate e forti raffiche di vento. Inoltre, fino a lunedì, si prevedono venti di burrasca settentrionale con rinforzi di burrasca forte. Mareggiate lungo le coste esposte”: la previsione è della  Protezione civile della Regione Lazio. Scendendo più a Sud la situazione è in peggioramento: vento, pioggia e mare agitato nelle prossime ore anche nella zona della costa tirrenica della Campania.

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Strada chiusa per rifiuti pericolosi nei pressi del Museo archeologico nazionale di Napoli, la protesta dei cittadini

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Sembra una bega di quartiere come ce ne sono tante. Eppure quella che ci segnalano a Napoli gli abitanti di una zona a ridosso del Museo Archeologico Nazionale, dunque una zona molto battuta dai turisti, è davvero incresciosa, volendo usare un eufemismo. I cittadini hanno documentato una situazione ai limiti dell’assurdo. Con foto e video. Ci hanno chiesto e si chiedono chi dovrà smaltire una quantità enorme di rifiuti solidi, ingombranti e legnosi che stazionano da un paio di giorni in via Santa Margherita, (una traversa di via Santa Teresa degli Scalzi) davanti all’entrata del plesso scolastico Russo, 19°Istituto comprensorio statale Russo- Monale. La pioggia, copiosa in questi giorni, certamente non ha aiutato  a tenere calmi gli abitanti, facendo marcire velocemente tutto il materiale legnoso che venerdì in mattinata era stato accatastato in ordine con addirittura le rete arancione per delimitare l’area di scarico. La rete che tra l’altro occupa il passaggio pedonale di una strada molto stretta e pericolosa facendo deviare il passaggio proprio al centro della carreggiata. Lavori di pulizia e sistemazione dei rifiuti diretti da quattro autodefinitisi funzionari e realizzati da quattro operai in tuta bianca e mascherina. Forse c’era timore o forse c’era materiale pericoloso, tipo amianto? Alle immediate proteste  degli abitanti, la risposta cortese e molto educata è stata di scuse e di assicurazione che appena finito lo spostamento, sarebbe passato un camion a prelevare il tutto. Da giorni è rimasto tutto in quella strada. Compresi i rifiuti pericolosi. Davanti ad una scuola. Ora si aspetta il rientro in classe degli alunni, o almeno prima dell’uscita, così sperano gli abitanti e sperano che qualcuno si renda conto che oltre ad essere antigienico  e ricettacolo di topi, questo cumulo di legna e altro materiale è pericoloso per eventuali malintenzionati che potrebbero appiccare incendi. E poi quel materiale impedisce la viabilità pedonale in un tratto di curva cieca in salita. I residenti dicono di aver avvisato i vigili urbani con telefonate, ora vorrebbero andare a bussare alla stazione dei carabinieri della zona, ma  sperano  che si risolva tutto prima di dover affidare il caso all’Arma.

 

 

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Demoliti due ruderi già rasi al suolo dal tempo sulla spiaggia di Castelvolturno e fanno festa

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“Con l’avvio della demolizione di queste villette abusive, qui sulla spiaggia di Bagnara a Castel Volturno (Caserta), poniamo fine a qualcosa di sconvolgente, uno scempio durato decenni che ha distrutto una dei litorali più belli e dalle maggiori potenzialità. Questi abusi, realizzati su aree demaniali, non verranno mai sanati”. Il presidente della giunta regionale della Regione Campania Vincenzo De Luca  ha presenziato alla demolizione del primo dei sei ruderi, una volta villette delle vacanze, realizzate abusivamente praticamente sulla spiaggia.

Un intervento finanziato dalla Regione con fondi per 700mila euro, che ha attuato il protocollo d’intesa per il rilancio di Castel Volturno – per 22 milioni di euro – siglato nel febbraio 2018 dall’allora ministro dell’Interno Marco Minniti, da De Luca e dal sindaco di Castel Volturno. Il presidente della Regione ha poi annunciato un altro intervento da otto milioni di euro, che dovrebbe iniziare a breve, che prevede la realizzazione di una scogliera nel tratto di mare antistante Bagnara, il cui litorale è interessato da una fortissima erosione. “Faremo del litorale domizio un posto simile a quello romagnolo” dice. Nelle prossime settimane De Luca presenterà a Milano le linee guida del masterplan del litorale domizio, un progetto ambizioso di opere e interventi che dovrebbero riqualificare i 42 km di costa che dalla foce del Garigliano arriva fin quasi a Napoli.

“Ci rivolgeremo agli imprenditori, devono capire che Castel Volturno e tutto il litorale Domizio hanno potenzialità di sviluppo enormi” conclude il governatore che forse non sa,  o non è stato avvertito dai suoi collaboratori, che quei ruderi abbattuti sono nulla rispetto allo scempio edilizio del territorio costiero, alla cementificazione selvaggia, alla devastazione decennale dell’ambiente da parte di una camorra pregiudicata, spregiudicata e assassina che ha riempito di rifiuti le terre casertane. In ogni caso sulla zona costiera ci sono investimenti per centinaia di  milioni di euro, parte fondi regionali, parte fondi europei sui quali c’è molta attesa e anche tanto appetito. Fare festa, parlare di traguardi storici, organizzare rinfreschi sulla spiaggia per aver avviato la demolizione di due ruderi già rasi al suolo dal tempo e dalla erosione del mare sembra davvero troppo. Ma tant è. Ognuno festeggia quello che può. Eppure queste scene o sceneggiate a fine corsa o per avviare altre corse elettorali non sono una novità sul litorale flegreo e domitizio. Su questo ha ragione De Luca, era il più bel litorale d’Italia. Lo era e lo può ridiventare. Speriamo con una classe dirigente capace di comprenderne le potenzialità. Non importa, ovviamente, il colore politico. Importa il progetto.

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