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Esteri

Nicola Morra negli Usa: contro le mafie serve azione concertata

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Contro le mafie è necessario “affinare le competenze dei nostri pool investigativi promuovendo un’azione concertata e di squadra, perche’ qualunque azione circoscritta ad ambiti nazionali e’ destinata al successo parziale e al fallimento sistemico”. Cosi’ il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra, al termine della missione negli Stati Uniti dove, fra Washington e New York, ha avuto modo di incontrare e confrontarsi sul tema dell’evoluzione delle mafie. Un confronto serrato, approfondito e di aggiornamento reciproco, frutto di un coordinamento fra i due paesi. Un coordinamento che, secondo Morra, dovrebbe spingersi al di la’ delle richieste di estrazione. “Vorremmo che si passasse alla condivisione in tempo reale dell’informazioni magari acquisite attraverso intercettazioni telefoniche o ambientali, magari acquisite attraverso segnalazioni di operazioni finanziarie sospette. Le autorita’ finanziarie sia italiane sia statunitensi hanno fatto qualcosa ma possono fare tanto altro” spiega Morra. “Le mafie sono realta’ straordinariamente intelligenti, molto piu’ di quanto non si possa credere” spiega Morra nel corso di un evento organizzato dal console Francesco Genuardi presso il consolato italiano di New York. “Dobbiamo metterci in testa, anche se non e’ facile da accettare, che questi signori non devono piu’ essere rappresentati come espressione di una cultura arcaica e retrograda, questi signori sono diventati campioni nell’ambito dei reati cosiddetti ‘white crimes’, colletti bianchi. Sono – spiega Morra – padroni nella gestione di strumenti finanziari particolarmente raffinati”. Oltre alle criptovalute e al Bitcoin, tanta parte del crimine organizzato di stampo mafioso usa internet, il deep web per occultare i traffici criminali. Da qui la necessita’ di affinare la cooperazione internazionale perche’ a fronte di mafie transnazionali e veloci, la giustizia e le indagini devono essere ancora piu’ transazionali e veloci.

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Corona Virus

Coronavirus, buone notizie dalla Cina: guariti ora superano i nuovi contagi

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Il numero di persone guarite ieri dal coronavirus e dimesse dagli ospedali in Cina si e’ attestato a 1.824, superando per la prima quello dei nuovi casi accertati di 1.749. La Commissione sanitaria nazionale (Nhc) negli aggiornamenti quotidiani ha detto che i contagi certi, al netto dell’Hubei (epicentro dell’epidemia), sono stati 56, in calo per il 15mo giorno di fila. I decessi nell’Hubei sono aumentati di 132 unita’, a 1.921 totali, mentre le nuove infezioni accertate sono state 1.693, le piu’ basse dall’11 febbraio e per il secondo giorno sotto quota 2.000, portando il totale a 61.682.

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Corona Virus

Coronavirus, iniziato lo sbarco dei passeggeri sani dalla Diamond Princess

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Dopo 14 giorni di quarantena, i passeggeri che sono risultati negativi al coronavirus e non manifestano sintomi influenzali hanno iniziato oggi a lasciare la nave da crociera ferma in Giappone con oltre 540 casi di contagio a bordo. E’ atteso lo sbarco di circa 500 persone nelle prossime ore. Il ministero della Salute nipponico ha detto che la procedura durera’ fino a venerdi’, mano a mano che verranno resi noti gli esami dei laboratori. I test medici sono stati condotti su tutti i circa 3.200 passeggeri della Diamond Princess e le persone che sono state in contatto con chi e’ risultato infetto, anche se risultano negative, dovranno rimanere a bordo per un ulteriore periodo di osservazione.

Le autorita’ sanitarie hanno spiegato che le persone autorizzate a scendere dalla nave potranno tornare a condurre una vita normale, ma saranno contattate dagli ufficiali medici per un periodo breve per un controllo sulle loro condizioni di salute. Il numero delle infezioni sulla nave si e’ assestato a 542, mentre sono 61 le persone trovate positive al virus nel resto dell’arcipelago giapponese. Il periodo di quarantena a bordo della Princess Diamond era iniziato il 5 febbraio, dopo che un passeggero sbarcato a Hong Kong era stato trovato positivo al coronavirus, originato nella citta’ cinese di Wuhan.

 

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Esteri

Catturato Carlos Alberto Salazar, era considerato il ‘Pablo Escobar’ dell’eroina in Colombia

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Le autorita’ colombiane hanno catturato a Pereira, capitale del dipartimento di Risaralda, Carlos Alberto Salazar, soprannominato ‘El senor de la bata’ (il signore della veste), considerato il ‘Pablo Escobar’ dell’eroina nel Paese sudamericano. Lo riporta il sito dell’emittente Rcn Radio. La polizia colombiana ha riferito che Salazar e’ stato catturato mentre comprava i biglietti per una partita della prima fase del pre-olimpico di calcio, che si e’ giocata a Pereira tra il 18 e il 30 gennaio. Le autorita’ hanno riferito che il trafficante di droga, sul quale pende una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti, aveva legami con il cartello messicano di Sinaloa. Secondo i dati delle autorita’ locali, Salazar riusciva a portare in Usa “piu’ di 100 chili di eroina all’anno”, il che lo rende il maggior trafficante di eroina finora conosciuto in Colombia.

Salazar era anche il principale coordinatore e investitore di un’organizzazione criminale nella produzione, raccolta e trasporto di eroina, per la quale utilizzava corrieri, borse a doppio fondo, cavita’ irregolari in veicoli, barche da pesca e motoscafi con destino America centrale e Stati Uniti. La polizia ha spiegato che ‘El Senor de la Bata’ reclutava i migliori studenti di ingegneria chimica nelle universita’ colombiane per produrre eroina con la quale potesse eludere i severi controlli della polizia. Per eluderli, Salazar aveva anche iniziato a processare l’eroina in Messico, dove consegnava la droga al cartello Sinaloa che la portava negli Stati Uniti attraverso rotte illegali. Secondo i dati delle autorita’ locali, Salazar riusciva a portare in Usa “piu’ di 100 chili di eroina all’anno”, il maggior quantitativo mai individuato in Colombia.

 

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