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Napoli, le sagome dei calciatori sulle scale dei Quartieri Spagnoli

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Ad accompagnarli c’è il presidente Aurelio De Laurentiis e, ovviamente, il tecnico Luciano Spalletti. Gli undici calciatori del Napoli sono schierati nel loro solito 4-3-3- solo che sono lungo le scale di vico Colonne a Cariati, Quartieri Spagnoli, a una cinquantina di metri da piazzetta Maradona, dall’altare laico dove si celebra il rito del Pibe de oro, ormai entrato a far parte persino degli itinerari turistici degli sportivi. Quelle spuntate ai Quartieri spagnoli sono Sagome di cartone con le foto ad altezza naturale degli eroi azzurri.

È un altro segno della febbre del tifo che con 18 punti di vantaggio sulla più vicina inseguitrice della serie A e una bella Champions in corso,  spinge i napoletani a mostrare tutta la loro passione. Così si parte da Meret, tutti schierati lungo i scalini, in formazione: in attacco il trio Osimhen, Kvaratskhelia e Lozano

*la foto è tratta dal profilo Facebook  Quartieri Spagnoli 1536

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Napoli, torna il sole a Castel Volturno ma l’inverno non è finito

Il Napoli prepara il bivio Juventus-Chelsea tra infortuni, partenze e dubbi di formazione. Conte cerca soluzioni mentre incombe il caso Neres.

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Torna il sole su Castel Volturno dopo il freddo di Copenaghen, non solo meteorologico. Un po’ di calore serviva anche al Napoli, reduce da giorni difficili e da una rosa sempre più ridotta. L’inverno però non è ancora alle spalle: la squadra arriva decimata al bivio che prevede Juventus domani e Chelsea mercoledì.

Le partenze di Lucca e Lang hanno tolto a Antonio Conte altre opzioni importanti, aumentando la pressione su un gruppo già provato dagli infortuni. A Castel Volturno si respira concentrazione massima, ma anche il bisogno di scrollarsi di dosso la negatività accumulata nel viaggio di ritorno dalla Danimarca.

Le variabili di Conte

I dubbi sono numerosi, a partire dai convocabili. Senza Lucca e Lang, Conte ritrova almeno Romelu Lukaku, destinato inizialmente alla panchina. Il belga non ha ancora i 90 minuti, ma spinge per ritagliarsi spazio: con la Juventus ha sempre segnato in Italia e vuole ripartire proprio da Torino. La sua presenza pesa anche nello spogliatoio.

La certezza offensiva resta Rasmus Hojlund: all’andata una sua doppietta stese lo Spalletti juventino, ma il gol manca ormai da settimane e domani rappresenta un’occasione chiave.

Situazione in bilico per Marianucci e Ambrosino, frenati dalle dinamiche di mercato, mentre restano da sciogliere i nodi su Anguissa e Meret. Più probabile vedere il portiere a Torino, meno il centrocampista, alle prese con un dolore persistente alla schiena. Il rientro potrebbe slittare alla sfida con il Chelsea.

Conte valuta anche qualche aggiustamento tattico: possibile conferma dell’assetto visto in Danimarca, ma non è escluso l’impiego di Mazzocchi se Di Lorenzo resterà nel terzetto difensivo. Attenzione anche alle condizioni di Spinazzola. Resiste infine una flebile speranza di avere in panchina Giovane Santana, atteso oggi alle visite mediche.

Il caso Neres e l’ombra dell’intervento

Capitolo delicato quello legato a David Neres. Le valutazioni sul suo infortunio alla caviglia sinistra restano aperte: terapia conservativa o intervento chirurgico. In entrambi i casi lo stop sarà lungo, ma l’operazione appare sempre più probabile, con una stagione ormai seriamente compromessa.

Il Napoli non ha ancora comunicato ufficialmente l’entità dell’infortunio. Gli ultimi accertamenti risalgono a prima della gara col Sassuolo, ma il giocatore ha consultato specialisti tra Germania, Inghilterra e Belgio. Lo staff medico azzurro spera di poter annunciare presto una decisione definitiva, anche se la prospettiva dell’intervento continua a pesare sull’intero ambiente.

Un bivio decisivo

Tra assenze, rientri parziali e scelte obbligate, il Napoli si avvicina alla Juventus con poche certezze e molte incognite. Il sole è tornato a Castel Volturno, ma per capire quando arriverà davvero la primavera azzurra serviranno risposte dal campo. Domani allo Stadium, e poi contro il Chelsea, Conte e i suoi sono chiamati a resistere all’inverno.

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Sinner supera Spizzirri e vola al quarto turno dell’Australian Open

Jannik Sinner batte Spizzirri in quattro set e accede al quarto turno degli Australian Open, superando caldo e difficoltà fisiche.

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Jannik Sinner supera l’americano Spizzirri con il punteggio di 6-4, 3-6, 6-4, 6-4, centrando l’accesso agli ottavi di finale  degli Australian Open.

Una partita più dura del previsto

L’incontro si è rivelato più complicato di quanto dica il ranking. Spizzirri ha espresso un buon livello di tennis, approfittando anche delle difficoltà fisiche di Sinner legate alle alte temperature, riuscendo a strappare il secondo set.

La superiorità alla distanza

Nei momenti decisivi è però emersa la maggiore solidità dell’azzurro, che ha alzato l’intensità negli scambi e gestito con lucidità i game chiave, evitando il quinto set.

Sinner avanti con fiducia

Una vittoria importante sul piano mentale e fisico, che conferma la continuità di rendimento del numero due del mondo e lo proietta con fiducia al turno successivo dello Slam australiano.

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Inter-Pisa, Chivu: “La colpa è mia su Sommer, poi grande reazione della squadra”

Dopo la vittoria sul Pisa, Cristian Chivu analizza la gara: errori iniziali, responsabilità personali e orgoglio nella reazione dell’Inter.

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Dopo la vittoria contro il Pisa, il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha analizzato la gara ai microfoni di DAZN, soffermandosi sugli episodi iniziali e sulla reazione della squadra.

“L’approccio non è stato male – ha spiegato – abbiamo subito una ripartenza, poi ci siamo fatti gol da soli. Ma la colpa è mia, perché faccio determinate richieste al portiere e metto in difficoltà Yann Sommer. La responsabilità è mia e non sua”.

Gli episodi e la svolta mentale

Chivu ha riconosciuto i meriti degli avversari sulle palle inattive: “Poi ci hanno fatto gol su palla ferma, sono stati bravi loro”. Da quel momento, però, l’Inter ha cambiato marcia: “Dopo abbiamo messo in campo l’orgoglio”.

Secondo il tecnico, la chiave è stata la reazione mentale: “Puoi anche subire qualcosa, ma l’importante è come reagisci e come ti comporti durante il resto della partita. Potevamo subirla mentalmente e invece abbiamo continuato a fare quello che sappiamo fare”.

Il lavoro del gruppo e la crescita dei giovani

Unico rammarico, per Chivu, non aver chiuso prima la gara: “Dispiace non aver fatto prima il 4-2”. Ma il giudizio complessivo resta positivo: “Tanto di cappello a questi ragazzi, mettono tutto per fare una stagione competitiva. Lavorano sodo e cercano sempre di accontentarmi”.

Parole di apprezzamento anche per i più giovani, in particolare Pio Esposito: “Ha tanta voglia di lavorare, di dimostrare, di metterci la faccia”.

“La responsabilità è sempre mia”

Chivu ha chiuso ribadendo un concetto chiave del suo approccio: “Quando le cose non vanno bene, la colpa è mia e sarà sempre mia, perché magari esagero con determinate richieste. Ma mi seguono sempre”.

Una dichiarazione che certifica la fiducia nel gruppo e rafforza il legame tra allenatore e squadra, dopo una vittoria costruita anche attraverso una reazione di carattere.

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