Collegati con noi

Tecnologia

La Luna era più vicina alla Terra 70 milioni di anni fa

Avatar

Pubblicato

del

  La Luna, 70 milioni di anni fa, era piu’ vicina alla Terra e i giorni erano piu’ brevi: lo rivelano i gusci fossili delle conchiglie. La scoperta, pubblicata sulla rivista Paleoceanography and Paleoclimatology, si deve ai ricercatori della Vrije Universiteit Brussel, coordinati da Niels de Winter. Gli studiosi hanno analizzato i gusci di molluschi fossili del tardo Cretaceo, chiamati Torreites sanchezi. Analizzando gli anelli di crescita delle conchiglie, che come quelli degli alberi permettono di stabilire il periodo in cui si sono formate, i ricercatori hanno determinato il numero di giorni in un anno e calcolato piu’ accuratamente quando durava un giorno 70 milioni di anni fa. E’ stato cosi’ scoperto che all’epoca l’anno durava 372 giorni e cio’ significa che il giorno era piu’ corto e durava 23 ore e mezza. Il risultato in realta’ non ha sorpreso i ricercatori perche’ si sapeva che all’epoca la durata del giorno era piu’ breve. Tuttavia, e’ il calcolo il piu’ preciso disponibile per il tardo Cretaceo. La durata di un giorno, che e’ determinata dalla velocita’ di rotazione terrestre, e’ cresciuta costantemente, spiegano gli esperti, a causa del graduale rallentamento della velocita’ di rotazione della Terra che e’ dovuto alle forze esercitate dalle maree oceaniche, causate dalla gravita’ della Luna. Tuttavia le maree hanno anche un altro effetto: accelerano leggermente la Luna nella sua orbita, quindi mentre la rotazione della Terra rallenta, la Luna si allontana e lo sta facendo al ritmo di 3,82 centimetri all’anno. L’analisi chimica del guscio indica inoltre che le temperature oceaniche erano piu’ calde nel tardo Cretaceo di quanto precedentemente immaginato, raggiungendo i 40 gradi in estate e superando i 30 gradi in inverno.

Advertisement

In Evidenza

Boeing, primo volo del 737-10: è l’aereo più grande del mondo

Avatar

Pubblicato

del

L’ultimo nato e il piu’ grande della famiglia degli aerei Max della Boeing, il 737-10, ha fatto il suo volo inaugurale oggi segnando una nuova tappa nel rilancio di questo velivolo, che era stato fermato per venti mesi dopo due incidenti mortali. L’aereo e’ decollato da Renton, nello Stato di Washington, ed e’ atterrato a Seattle. “Ha funzionato a meraviglia”, ha assicurato Jennifer Henderson, responsabile dei piloti del programma 737, che era al comando del volo.

Continua a leggere

Tecnologia

Spazio: astronauti cinesi sono nella stazione Tianhe

Avatar

Pubblicato

del

 I tre astronauti cinesi a bordo della navicella Shenzhou-12 oggi sono entrati nel modulo centrale di Tianhe, la stazione spaziale del Paese. Lo ha reso noto la China Manned Space Agency. Dopo che Shenzhou-12 ha completato con successo un rapido aggancio automatizzato e un attracco con il modulo orbitante Tianhe, l’equipaggio e’ entrato nella capsula orbitale dalla capsula di ritorno della nave spaziale. La China Manned Space Agency ha riportato che dopo una serie di preparativi, gli astronauti hanno aperto i portelli del nodo e del modulo Tianhe e alle 18:48 ora di Pechino (le 12.48 in Italia), Nie Haisheng, Liu Boming e Tang Hongbo sono entrati uno per uno nel modulo. E’ la prima volta che i cinesi mettono piede nella loro stazione spaziale, dove svolgeranno il lavoro pertinente come previsto.

Continua a leggere

Tecnologia

Topi sani da spermatozoi esposti a raggi cosmici

Avatar

Pubblicato

del

Godono di ottima salute i 168 topi spaziali nati da spermatozoi esposti per sei anni a radiazioni cosmiche a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). L’esperimento e’ stato ideato per capire se una permanenza prolungata nello spazio possa avere effetti sulla fertilita’. Pubblicato sulla rivista Science Advances, l’esperimento e’ stato condotto dal gruppo dell’Universita’ giapponese di Yamanash guidato da Teruhiko Wakayama. Nei prossimi decenni il Sistema Solare potrebbe vedere la nascita di avamposti e colonie umane, ma si conoscono ancora poco gli effetti che le radiazioni cosmiche possono avere sul corpo umano. In vista di future colonie abitate in forma stabile, prima sulla Luna e po su Marte, i ricercatori giapponesi hanno voluto analizzare i pericoli delle radiazioni su spermatozoi di topo conservati per anni sulla Stazione Spaziale dopo essere stati disidratati e conservati a basse temperature, in una sorta di liofilizzazione. La Stazione Spaziale si trova ad una quota nella quale gode ancora della protezione del campo magnetico terrestre, ma e’ comunque colpita da dosi di radiazioni cosmiche molto piu’ alte rispetto a quelle che raggiungono la superficie terrestre. L’esperimento e’ cominciato nel 2013, quando sulla Stazione Spaziale sono state trasportate 48 ampolle che contenevano gli spermatozoi liofilizzati di 12 topi. Una prima serie di ampolle e’ stata riportata a Terra dopo 9 mesi, una seconda dopo 2 anni e 9 mesi e le ultime dopo ben 6 anni. Una volta riportati a Terra, in laboratorio gli spermatozoi sono stati ‘reidratati’ e usati per fecondare degli ovuli. I risultati ottenuti nella prima sessione avevano dato ottimi risultati, nonostante gli spermatozoi avessero accumulato danni nel Dna a seguito delle radiazioni una volta utilizzati per le fecondazioni hanno dato vita a una prole sana, con lo stesso tasso di natalita’ dei topi ‘non spaziali’ e con la stessa proporzione tra maschi e femmine. I nuovi risultati relativi a tutte e 3 le sessioni indicano risultati grossomodo simili, tanto che lo studio si e’ spinto ad ipotizzare che lo sperma conservato in questo modo avrebbe potuto essere conservato con successo, senza subire gravi danni, per almeno 200 anni. Avamposti come potrebbe essere il futuro Lunar Gateway, a cui partecipa anche l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), esporranno a dosi di radiazioni molto piu’ alte ma secondo i ricercatori la conservazione di cellule germinali con le stesse tecniche di liofilizzazione potrebbe comunque garantirne la preservazione per molti anni anche in questi ambienti piu’ estremi.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto