Cronache
Incendi a Sarno, preso un piromane: incastrato dalle telecamere
Stavolta lo hanno beccato grazie ad una telecamera di sorveglianza mentre si ferma con il suo motociclo, appicca il fuoco e se ne va: grazie proprio questi servizi vigilanza preventiva all’installazione di dispositivi di sorveglianza i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Salerno e della Stazione Carabinieri Forestale di Sarno hanno fermasti piromane, e dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare personale per incendio boschivo.
La provincia salernitana è storicamente colpita dagli eventi di incendio boschivo ed in particolare in determinate zone dell’Agro Sarnese. L’Arma dei Carabinieri vede impegnati, nel contrasto al fenomeno, i militari della specialità forestale e le sue articolazioni territoriali con l’attivazione di uno specifico dispositivo di controllo modellato sull’analisi del rischio e della serialità degli eventi e prevede zone a maggior impatto nelle quali sono organizzati specifici servizi di vigilanza preventiva e l’installazione di dispositivi di videosorveglianza. Non dimentichiamo l’incendio terribile che l’anno passato mise a rischio Sarno, arrivando fin quasi a lambire il comune e costringendo molti abitanti a lasciare le loro case invase dal fumo.
- Incendio a Sarno
Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Salerno e della Stazione Carabinieri Forestale di Sarno, hanno fatto emergere che una serie incendi boschivi, su aree fra l’altro vincolate e protette nel comune di Sarno, sono stati appiccati a breve distanza di tempo, concentrati nella medesima località “Costa Sorrentino” del comune di Sarno ed innescati con le medesime modalità di esecuzione. Le indagini tecniche hanno poi consentito di attribuire gli incendi alla stessa mano incendiaria e di accertare l’identità dell’autore.
Il sostituto Procuratore della Procura di Nocera Inferiore, Anna Chiara Fasano, titolare dell’indagine, ed il Procuratore della Repubblica Antonio Centore hanno richiesto l’emissione del provvedimento, poi accolto dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Nocera Inferiore, Luigi Levita.
La misura cautelare per il reato di incendio boschivo aggravato è stata eseguita a carico di A.P. uomo residente in Siano già gravato da precedenti penali e riduce di certo il pericolo di nuovi roghi in un periodo di alte temperature, scarsa piovosità e vegetazione secca, tutti fattori predisponenti l’incendio boschivo.
Cronache
Metaponto, 18enne arrestato per la presunta violenza su una 17enne: lunedì davanti al gip
Un diciottenne sarà interrogato dal gip di Matera dopo l’arresto per la presunta violenza sessuale su una minorenne nella notte di Ferragosto a Metaponto. Sequestrati indumenti e telefono.
Cronache
Chiuso per caldo: sulle Alpi si scioglie anche lo sci d’estate
Le temperature troppo elevate hanno imposto la sospensione dello sci estivo sul ghiacciaio dello Stelvio. Con le chiusure già registrate al Cervino e negli altri comprensori alpini, in Europa le possibilità di sciare all’aperto sono ormai quasi scomparse.
A tremila metri di quota l’estate ha cancellato l’inverno. Dopo il Cervino e il comprensorio di Ponte di Legno-Tonale, anche sul ghiacciaio dello Stelvio gli sci sono stati riposti: fa troppo caldo per garantire piste praticabili e condizioni di sicurezza accettabili.
La sospensione è scattata a Ferragosto e resterà in vigore fino a quando le temperature non consentiranno di preparare nuovamente il terreno. Le funivie continueranno a trasportare turisti ed escursionisti verso il ghiacciaio, ma senza sci ai piedi.
Non è più sufficiente salire oltre i tremila metri per trovare neve compatta. Le temperature restano elevate durante il giorno e scendono troppo poco nelle ore notturne. Senza il necessario rigelo, la superficie perde consistenza, aumenta il rischio di cedimenti e diventa impossibile assicurare gli standard richiesti per lo sci.
La società che gestisce gli impianti dello Stelvio continuerà a controllare quotidianamente lo stato del ghiacciaio. Una riapertura resta possibile, ma dipenderà interamente da un abbassamento delle temperature. Non c’è, quindi, una data da indicare sul calendario.
Il domino delle chiusure
Lo Stelvio è soltanto l’ultimo tassello di una crisi che coinvolge ormai l’intero arco alpino.
Sul Cervino lo sci estivo era stato fermato già all’inizio di agosto dalla società svizzera che gestisce gli impianti del ghiacciaio del Teodulo e di Plateau Rosa. Dal versante italiano le funivie in partenza da Breuil-Cervinia hanno continuato a funzionare, ma esclusivamente per escursionisti e visitatori.
Anche sul Presena, nel comprensorio Ponte di Legno-Tonale, la stagione sulla neve si è conclusa. In Austria, persino Hintertux, a lungo presentato come il ghiacciaio sul quale era possibile sciare tutto l’anno, ha sospeso l’attività estiva, rinviando la ripresa all’autunno.
Il risultato è una geografia dello sci europeo estivo ridotta praticamente a zero. Chi vuole sciare deve rivolgersi alle strutture al coperto oppure spostarsi nell’emisfero australe.
Il caldo cambia anche l’alpinismo
Le conseguenze non riguardano soltanto le piste. Sul Monte Bianco l’aumento delle temperature ha accresciuto il pericolo di frane e cadute di pietre, imponendo limitazioni agli accessi e la chiusura di rifugi lungo alcune delle vie più frequentate.
Quando il ghiaccio che tiene insieme rocce e detriti si indebolisce, interi versanti diventano instabili. Sentieri, vie di arrampicata e percorsi un tempo considerati praticabili durante l’estate possono trasformarsi in poche ore.
La montagna continua a essere accessibile, ma non alle condizioni alle quali escursionisti, guide e gestori degli impianti erano abituati. Le stagioni si accorciano, i percorsi cambiano e le decisioni devono essere prese quasi giorno per giorno.
Nove gradi a tremila metri
Le temperature rilevate in alta quota spiegano meglio di qualsiasi immagine la situazione: circa 17 gradi nella zona del ghiacciaio dei Forni, oltre i duemila metri, e nove gradi nei pressi del Passo Marinelli, a circa tremila metri.
Sono valori incompatibili con la conservazione di una superficie adatta allo sci. Ma sono anche il segnale di un problema più ampio: i ghiacciai alpini stanno perdendo massa e spessore da anni, mentre le estati calde e prolungate accelerano lo scioglimento e riducono la neve capace di proteggerli.
Una singola ondata di caldo non basta, da sola, a raccontare il cambiamento climatico. La contemporanea chiusura dei principali comprensori glaciali, però, non può essere considerata un semplice incidente stagionale.
Lo sci estivo, nato sull’idea che in alta montagna l’inverno non finisse mai, sta diventando un’attività intermittente e sempre più fragile. Il cartello “chiuso per caldo” appeso idealmente sulle Alpi non rappresenta soltanto una stagione turistica compromessa. È l’immagine concreta di una montagna che sta cambiando più rapidamente delle abitudini costruite intorno ad essa.
Cronache
Ferragosto violento a Mondragone, rissa sulla spiaggia: cinque denunciati
Una rissa tra numerose persone è scoppiata sulla spiaggia libera di Fiumarella a Mondragone. Il video è stato pubblicato da Francesco Emilio Borrelli. I carabinieri hanno identificato e denunciato cinque persone, tra le quali un minorenne.
Una violenta rissa ha coinvolto numerose persone nella notte di Ferragosto sulla spiaggia libera di Fiumarella, a Mondragone. Le immagini dell’accaduto, pubblicate sui social dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, sono diventate rapidamente virali.
Secondo una prima ricostruzione, lo scontro sarebbe nato da un’accesa discussione tra due gruppi. In pochi istanti dalle parole si sarebbe passati alle aggressioni fisiche. La dinamica completa e le responsabilità individuali sono ancora in corso di accertamento.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone. Cinque persone, tra le quali un minorenne, sono state identificate e denunciate. Le loro eventuali responsabilità dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria.
Borrelli: «Servono controlli più serrati»
«Una notte di festa trasformata nell’ennesimo teatro di violenza», ha commentato Borrelli, chiedendo un rafforzamento dei controlli sul litorale domizio.
Secondo il deputato, ordinanze e divieti non possono rimanere soltanto sulla carta: chi trasforma spiagge e luoghi pubblici in scenari di violenza deve essere individuato e sanzionato.





