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Corona Virus

Covid, la curva del contagio cala: 27.162 positivi, 62 morti

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Sono 27.162 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 36.042. Le vittime sono invece 62, con un calo di 29 rispetto a ieri.

Sono 194.577 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 263.747. Il tasso di positivita’ e’ al 14%, in lieve calo rispetto al 14,5% di ieri. Sono 347 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 7 in piu’ rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 30. I ricoverati nei reparti ordinari sono 7.532, ovvero 118 in meno rispetto a ieri.

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Crescono ricoveri,casi Covid ‘sottostimati del 50%’

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Aumentano i ricoveri Covid sia nei reparti sia nelle terapie intensive, con i casi sottostimati del 50%, e cresce l’attenzione per l’influenza il cui picco dovrebbe essere nelle feste di Natale. Mentre gli esperti lanciano l’allerta a non travestire il Covid-19 da influenza, confondendo i sintomi e trattandola in modo non adeguato dal punto di vista farmacologico. Con il rischio che le prossime festivita’ natalizie vedano non solo un picco di casi di influenza, ma anche, come si teme negli Usa, di una nuova ondata di Covid. Secondo il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe relativo al periodo 25 novembre-1 dicembre, rispetto ai 7 giorni precedenti, sono saliti i ricoveri nei reparti (+11,1%) e quelli nelle terapie intensive (+28%), e si osserva anche un aumento dei decessi pari al 9,5%. I nuovi casi sono sostanzialmente stabili ma la circolazione virale è sottostimata almeno del 50%. “Il numero dei nuovi casi settimanali non è più un indicatore affidabile della circolazione virale, sottostimata almeno del 50%”, rileva il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta. Il numero dei positivi non è affidabile, aggiunge, “sia per l’utilizzo diffuso di tamponi ‘fai da te’, sia per il mancato testing di persone asintomatiche o paucisintomatiche”. “Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – rileva invece il direttore operativo della Fondazione Gimbe, Marco Mosti – aumentano con una media mobile a 7 giorni di 40 ingressi al giorno rispetto ai 30 della settimana precedente”.

Nello stesso periodo si osserva anche un aumento dei decessi da 580 a 635, ossia 55 in più, 14 dei quali riferiti a periodi precedenti. raggiungendo numeri che non si registravano da metà agosto. Sul fronte vaccinazioni anti Covid-19, sempre secondo il report Gimbe, sono ancora in calo in Italia, sia nella prima dose (-1,3%) sia nella terza e la quarta (che al momento ha una copertura del 26,9%), mentre sulla quinta non si hanno ancora dati ufficiali; le persone non vaccinate nel nostro Paese sono 6,7 milioni. Attenzione a non travestire il Covid-19 da influenza, confondendo i sintomi e trattandolo in modo non adeguato, spiega il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca. “Le due condizioni devono essere distinte, ma stiamo invece assistendo ad un unico trattamento teso a ridurre la febbre e spesso all’utilizzo del tutto inappropriato di antibiotici, errato sia per Covid che per influenza”, osserva l’esperto. “E’ grave – aggiunge – che non si gestiscano più i casi di Covid. Fare la diagnosi differenziata è molto difficile perché i sintomi di Covid e influenza sono simili, ma non si fa nemmeno il test. Basterebbe invece fare un test antigenico rapido per diversificare i casi e i relativi trattamenti”. Va considerato, infatti, ha detto ancora il virologo, che stanno avanzando nuove varianti, come BQ.1 e BQ.1.1, e al momento è probabile avere più casi di Covid-19 che di influenza”.

Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo e professore all’Università Statale di Milano, il picco dell’influenza sarà “nel periodo natalizio quando si arriverà a 150mila casi giornalieri, per un totale stagionale di 10 milioni di casi a Capodanno. Farà dei morti, come sempre, il range delle persone che vengono a mancare per l’influenza vanno dai 5mila ai 20mila”. E negli Usa si registra un forte aumento dei ricoveri per covid durante l’ultima settimana. Si tratta della crescita piu’ elevata da molti mesi: 35.000 pazienti hanno dovuto ricorrere a cure ospedalieri per gravi sintomatologie del Sars-cov2. Questi si aggiungono all’ondata di ricoveri per influenza e virus respiratori che stanno gia’ colpendo l’Unione da piu’ di un mese: nella settimana successiva alla festa del Ringraziamento, 20.000 americani sono finiti in ospedale per complicazioni influenzali. Gli esperti temono una nuova ondata di covid tra fine dicembre e gennaio, favorita’ dalle festivita’, dai parties in famiglia e con amici.

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Covid: in Campania aumentano ricoveri in intensiva e in degenza

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Calano i contagi in Campania, complice anche un numero inferiore di test. Secondo i dati del Bollettino della Regione Campania sono 933 i neo positivi al Covid su 5863 test esaminati. Ieri il tasso di incidenza era pari al 17,98%, oggi cala al 15.91%. Un decesso nelle ultime 48 ore; due deceduti in precedenza ma registrati ieri. Negli ospedali aumentano a 20 i posti letto occupati nelle terapie intensive (+3 rispetto a ieri) e a 382 quelli in degenza (+10 rispetto a ieri).

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In Italia contagio Covid in crescita. Oms: fine vicina ma cautela

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In Italia il Covid-19 non molla la presa e, anche questa settimana, fa registrare curve in salita a partire dall’occupazione dei posti letto ospedalieri, con reparti e terapie intensive che vedono aumentare sensibilmente i pazienti ricoverati. Anche i decessi segnano una crescita del +9,5% e questo trend generale, avvertono gli esperti, è destinato a durare ancora. Tuttavia, rassicura l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), almeno il 90% della popolazione globale ha una immunità al Covid e ciò rende più vicina la fine della fase di emergenza della pandemia, anche se la cautela è d’obbligo.

“Si stima che il 90% della popolazione mondiale abbia raggiunto una qualche forma di immunità al virus SarsCoV2 o in seguito a precedenti infezioni o per la vaccinazione. Di conseguenza siamo vicini a dire che la fase di emergenza della pandemia sia finita, ma non è ancora finita – ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus -. Sono perciò ancora necessari sorveglianza, test, sequenziamento e vaccinazioni: interrompere queste attività significa creare le condizioni perfette che potrebbero portare all’emergere di una nuova variante in grado di causare una mortalità significativa”.

Il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e ministero della Salute evidenzia però parametri per ora in aumento nel nostro Paese. L’indice di trasmissibilità Rt ha raggiunto quota 1,14, superiore alla soglia epidemica dell’unità. L’incidenza dei casi è invece stabile e pari a 386 per 100.000 abitanti. E se rimane contenuto l’impatto complessivo sugli ospedali, l’occupazione dei posti letto è in aumento sia nelle aree mediche che in Terapia Intensiva. Il tasso di occupazione in intensiva sale infatti al 3,2% e quello in aree mediche al 13,3%. Aumentano inoltre da cinque a sette le Regioni in cui l’occupazione dei reparti ordinari da parte dei pazienti Covid si colloca sopra la soglia di allerta fissata al 15%.

A scattare la fotografia dell’andamento dell’epidemia sono anche i dati pubblicati settimanalmente dal ministero della Salute, che segnalano una lieve diminuzione dei nuovi casi ed una crescita dei decessi. Nella settimana 25 novembre – 1 dicembre, rileva il ministero, si registrano 227.440 nuovi casi con una variazione di -0,7% rispetto alla settimana precedente; 635 deceduti con una variazione di +9,5%; 1.324.969 tamponi con una variazione di +3,8%. Il tasso di positività è di 17,2% (-0,7%). E scendono da 6 a 3 le Regioni a rischio alto (Emilia Romagna, Liguria e Marche).

L’andamento epidemiologico nel mese di novembre in Italia “indica che solo i contagi sono entrati in una fase di stabilità, mentre gli altri indicatori sono in chiara crescita”, rileva l’epidemiologo Cesare Cislaghi. Lettura analoga da parte del virologo Fabrizio Pregliasco, che sottolinea come i modelli matematici “dicono che ci sarà ancora una crescita dei parametri epidemici per qualche settimana e che non siamo in una fase di plateau. Per questo, va rinnovato l’invito alla vaccinazione per coloro che si sono immunizzati o che sono guariti dalla malattia da oltre 4 mesi”. Attualmente, rileva, “siamo in una situazione di crescita”. In questo contesto, “ribadisco il consiglio di fare la quarta dose, soprattutto per le categorie a rischio, insieme alla vaccinazione antinfluenzale. Inoltre, anche coloro che si sono vaccinati o che sono guariti dal Covid da oltre 4 mesi dovrebbero effettuare un’ulteriore vaccinazione”.

Eppure, ricorda il ministro della Salute Orazio Schillaci, meno del 30% della platea di riferimento ha fatto la seconda dose booster. E intanto corre anche l ‘influenza come non avveniva dalla stagione 2009-2010, l’anno della pandemia da influenza ‘suina’. Secondo gli ultimi dati della rete di sorveglianza InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella scorsa settimana sono stati 771mila gli italiani messi a letto da sindromi simil-influenzali, pari a 12,9 ogni mille. Sono oltre 2,5 milioni quelli che hanno contratto l’infezione dall’inizio della stagione.

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