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Chi sbaglia e chi pure in un sistema dei media che invece di fare luce contribuisce ad aumentare l’opacità
Volete che vi dica che il Ministro Boccia ha sbagliato? Ve lo dico. Non saprei esattamente dove e quando, ma ha sbagliato. E forse facendo più di un passo falso. Senza animosità nei confronti di Francesco Boccia, data anche la pochezza della faccenda, vi dico dunque nel modo più netto: come Ministro della Repubblica agli Affari regionali ha sbagliato. Seppure d’intesa con l’ANCI e con il suo Presidente Antonio Decaro, sindaco di Bari (Pd).

Francesco Boccia. Ministro della Repubblica agli Affari regionali
Dopodiché vi dico che hanno sbagliato tutti, in questa storia degli ” assistenti civici”.
Hanno sbagliato quelli che dovrebbero essere gli amici di Boccia, quelli che stanno sulla stessa sponda del fiume che scorre. Ha sbagliato la Ministra dell’Interno Lamorgese, sua collega di Governo, che si è affrettata a dichiarare urbi et orbi che “lei non ne sapeva niente”. Come pure i pentastellati Catalfo, Ministra del Lavoro, e Buffagni, Sottosegretario allo Sviluppo Economico, per il quale quella di Boccia è “una sparata”.
Finezze a parte, hanno sbagliato i suoi alleati di governo, Italia viva e M5S -finalmente insieme! – per i quali occorre “bloccare tutto” (Crimi, M5S) ovvero “si tratta di una follia finalizzata ad avere visibilità” (Renzi). Ed ha sbagliato, per chiudere con il fuoco amico, l’on. Orfini, suo collega di partito (Pd) che non vedevamo da un p0′ -senza sentirne granché la mancanza, per vero- e che, in questa non proprio eccelsa circostanza si è affrettato a dire che gli assistenti civici “non servono”.

Vito Crimi. Capo provvisorio del Movimento Cinquestelle
Ha sbagliato, come gli capita da qualche tempo, anche se solo a giorni alterni, per fortuna, il battitore libero Carlo Calenda, che se la prende lui pure con gli “assistenti civici”, sacrificando la sua intelligenza all’unica causa che sembra interessargli davvero: esserci!

Giorgia Meloni. Leader di FdI
Hanno sbagliato le opposizioni, come da quando questa crisi è cominciata, ahimé, praticando quello che abbiamo chiamato “bikeshedding“, cioè l’ostinata riconduzione del dibattito pubblico a una fiera delle futilità. Utilizzando anche parole spropositate per una questione così modesta. L’on. Meloni ha parlato addirittura di “deriva autoritaria”…..Sì, sì, avete ragione: certe espressioni sono diventate così logore da dover essere iscritte nel “Dizionario del luoghi comuni” e definitivamente bandite dal linguaggio politico per preservarne la dignità.
Infine, ha sbagliato il sistema dei media che, avventandosi su qualunque osso trovi per strada, contribuisce ad aumentare l’opacità, il chiacchiericcio, la ridondanza, insomma la “fuzziness” informativa e annega in se stessa qualunque contributo serio della stampa all’analisi e alla soluzione di questa interminabile crisi.
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