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Champions, un bel Milan perde con un Liverpool fortunato

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Cinquantotto anni dopo la Coppa Campioni alzata da Cesare Maldini esordisce in Champions Daniel, Maldini di terza generazione. E’ in questo dettaglio del finale il senso di una storia che attraversa il tempo: quella del Milan della coppa piu’ prestigiosa, anche quando come stasera finisce con una sconfitta. La sfida che segna il ritorno dei rossoneri tra le grandi d’Europa dopo otto anni va al Liverpool, che vince 3-2, e poteva essere una disfatta. L’hanno evitata le parate di Maignan, la prestazione maiuscola di Kjaer ma soprattutto il Dna rossonero, adatto a sfide del genere. Anfield Road gremito di tifosi ha prima sognato la vittoria travolgente, quando il Liverpool ha imposto un ritmo impossibile, poi ha avuto paura di vedersi scappare tutto di mano; e infine riacciuffato un successo a conti fatti giusto. A Pioli resta la consapevolezza di aver una squadra di spessore, da aumentare certo per dire la propria anche in Europa, ma gia’ abbastanza consistente. A crescere dovra’ essere soprattutto l’intensita’ di gioco, che fuori dai confini della A e’ altra cosa. Senza Ibra, il Milan come annunciato alla vigilia rinuncia anche a Giroud guarito da poco dal Covid e lascia fuori anche Tonali, immaginando ritmi troppo alti: previsione giusta. Klopp sorprende di piu’, lasciando fuori Van Dijk e Mane’, al quale e’ preferito Origi nel consolidato 4-3-3. Appena il tempo di rendere omaggio al Black Lives Matter con l’inginocchiamento pregara, imitato dal Milan, e il Liverpool subito impone il suo tempo alla partita Robertson-Jota sono incontenibili a sinistra, a destra Salah e Alexander-Arnold accoppiano velocita’ a qualita’, e al centro del campo Kessie-Benaccer non sanno chi inseguire nel continuo giro palla dei Reds.


Il Liverpool appare imprendibile, la prima mezzora e’ un assedio nel quale il Milan di continuo traballa sull’orlo del baratro. Sei minuti e Jota-Robertson confezionano la prima palla gol, all’8′ Maignan toglie dall’incrocio l’incornata di Matip, ma al 9′ sulla combinazione Arnold-Salah-Arnold la deviazione di Tomori fa autogol e 1-0. Il difensore rossonero si riscatta al minuto 12 salvando su Salah, ma e’ Maignan che Pioli deve ringraziare per aver evitato la capitolazione: il mani di Bennacer in area e’ punito col rigore, Salah calcia potente e centrale e il portiere francese respinge due volte, la seconda sul tap in di Jota. E sono passati solo 13′. Il Liverpool commette l’errore di specchiarsi nella sua bellezza, sprecando occasioni a raffica: al 20′ con Matip di testa, al 30′ con Salah parato ancora, al 31′ con Keita in slalom d’area. Il Milan  ha appena provato a metter fuori la testa, e cosi’ nel finale di tempo la partita si ribalta nel piu’ incredibile dei modi: Rebic pareggia al 42′ grazie a una bella apertura di Leao per la battuta di prima sul pallo opposto, e l’1-1 fa da choc per il Liverpool. Cosi’ al 44′ un contropiede cinque contro cinque si chiude col tap in sulla linea di Diaz, per un 2-1 davvero difficile da credere per tutto Anfield, tifosi milanisti compresi.

La ripresa si apre con un gol di Kjaer annullato per chiaro fuorigioco, quello che il Var nega alla posizione di Salah dopo 3′: il lancio di Origi e’ perfetto, l’egiziano parte regolare e in acrobazia anticipa Maignan. Il 2-2 rilancia il Liverpool alla carica, ma contro un Milan piu’ equlibrato. Pioli manda in campo Florenzi per Saelaemakers e Giroud per Rebic, e dopo l’occasione di Jota e’ Henderson al 23′ a trovare il gran gol con un sinistro in controbalzo che coglie di sorpresa Florenzi per il 3-2. Giroud in ripartenza prova la reazione, Allison rimedia in uscita, e allora i padroni di casa provano l’accelerata finale, senza pero’ spingere fino in fondo. Nella serie dei cambi, c’e’ spazio anche per quello che segna la prima volta di Daniel Maldini in Champions. Sui suoi piedi in mischia addirittura la palla per uno storico gol, mancato. Ma per i sogni c’e’ tutto il tempo davanti.

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Insigne, Osimhen e Politano show: il Napoli cala il tris e spazza via il Lega Varsavia

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Vince 3- 0 il Napoli con il Legia Varsavia e sale in classifica a 4 punti (alla pari del Leicester) dietro proprio alla squadra polacca che comanda a 6 punti. Una classifica non veritiera considerando il valore degli avversari di oggi, bravi forse a chiudere in difesa con ogni mezzo, ma comunque estremamente modesti. Sta stretto il 3-0 al Napoli, nei 90’ è stato un tiro al bersaglio ma l’importante era vincere e risalire la classifica. Anche oggi, impossibile negarlo, ha fatto la differenza l’ingresso di Osimhen al 57’.


Gli scherzi del calcio: Napoli capolista in campionato a punteggio pieno dopo 8 partite, fanalino di coda nel girone di Europa League a 1 punto. Pareggio con il Leicester City all’esordio dopo una partita dominata e a seguire sconfitta interna sfortunata con lo Spartak Mosca. Stasera serve vincere e per farlo Spalletti mette in campo una formazione ‘alternativa’ (il coach non ama parlare di turn over) e punta su Meret tra i pali, difesa con Manolas in coppia con Koulibaly, Di Lorenzo terzino destro e Juan Jesus a sinistra (Mario Rui squalificato per l’espulsione della gara scorsa); centrocampo con Demme, e Anguissa; attacco con il trio Lozano, Elmas e Insigne, alle spalle di Ciro Mertens. Assente Zielinski che però dovrebbe rientrare domenica all’Olimpico con la Roma.


Un paio di minuti di marca Legia Varsavia ma poi cresce subito il Napoli e tiene il pallino del gioco.
Al 5′ su calcio d’angolo Insigne serve Mertens che da fuori area tira al volo, conclusione rimpallata.
Al 9’ è il belga a lanciare Lozano bravo a colpire di testa ma la palla è preda di Miszta. Al 13′ ammonito Juan Jesus reo di aver interrotto in modo irregolare un’azione del Legia. Dries Mertens va vicino al gol al 12’ (con Miszta, bravo a deviare sopra la traversa) e poi di nuovo al 21’ con un diagonale di polo al lato.
Bene Demme ed Anguissa a centrocampo intercettano palloni e avviano le ripartenze. Occorre però maggiore concretezza e lucidità sotto rete, magari sfruttare meglio i calci d’angolo (già 8 al 29’) che possono essere una opportunità.
Il Napoli insiste, felici le triangolazioni tra Insigne, Lozano e Mertens solo che il risultato non si sblocca. Inoperoso Meret fino al 39’ quando il Legia conquista il primo calcio d’angolo. Nessun pericolo. Al 42’ la gara fa registrare il 68% di possesso palla da parte degli azzurri e 11 calci d’angolo. Al 44′ viene ammonito Manolas per un fallo su Muci. Il primo tempo termina 0-0.


Nella ripresa la musica non cambia, il Napoli con la stessa formazione prova a scardinare la difesa e la porta avversaria. Generoso Dries ci prova al 52’ su punizione; poi Demme con un tiro forte e di esterno per poco non riesce nel colpaccio. Neanche un pizzico di fortuna aiuta la squadra di Spalletti al 56’ colpo sicuro di Insigne, Miszta intercetta con il piede.
Al 57′ Osimhen e Fabian Ruiz entrano al posto di Lozano ed Anguissa. Continua l’assedio alla porta polacca… Mertens, Insigne, Elmas, Di Lorenzo e ora anche Osimhen. Porta stregata. Al 71’ due cambi per il Napoli: Petagna e Politano al posto di Manolas (su un intervento pare si sia stirato) e Mertens. Spalletti punta sul doppio attaccante: Osimhen e Petagna.


Al 75′ il Legia quasi fa lo scherzo con un palo esterno preso da Emreli.

E’ il preludio dei gol del Napoli: al 76′ su cross di Politano Insigne di controbalzo tira a volo e finalmente batte Mistza per l’1-0. Un minuto dopo Osimhen va in gol con un pallonetto ma viene rilevata la sua posizione di offside.
Ma il raddoppio del nigeriano è rimandato solo all’80’: Insigne serve l’attaccante che sa posizione defilata implacabile batte Miszta per il 2-0.
All’ 81′ il capitano lascia il posto Rrahmani; Napoli così dopo il doppio vantaggio ritrova più equilibrio. Non è finita. Al 95′ il Napoli segna il terzo gol con Politano con un tiro spettacolare dal limite dell’area. Finisce 3-0 per gli azzurri.

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Moto, a Misano il Rossi-day per ultima italiana di Vale

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Gara numero 430 nel motomondiale, terz’ultima di una carriera lunga 26 anni, costellati da nove titoli. La presenza di Valentino Rossi ha monopolizzato la conferenza stampa del gran premio d’Italia, seconda tappa sul circuito di Misano intitolato a Marco Simoncelli del quale in questi giorni ricorre il decimo anniversario dalla morte. Sulla pista romagnola per l’ultima volta Rossi salutera’ i tifosi italiani da pilota della MotoGP. Il conto alla rovescia prosegue ed “e’ un po’ triste – ha ammesso lui – Ma e’ stato bellissimo, ci siamo divertiti”. Fabio Quartararo, in sella alla Yamaha, domenica potrebbe diventare il primo francese a laurearsi campione del mondo della massima cilindrata e solo Francesco ‘Pecco’ Bagnaia e la Ducati, staccati di 52 punti, possono mettersi di traverso. “Mi sento molto bene. Il titolo? Non mi sto concentrando su questo – ha assicurato Quartararo – In questo momento voglio pianificare tutto come se fossimo ancora all’inizio della stagione”. “Tutto quello che posso fare e’ vincere – gli ha risposto Bagnaia – E’ l’unico modo per cercare di tenere aperta la lotta”, almeno fino in Portogallo. Rossi vorrebbe ringraziare degnamente i fan e per questo spera “in una gara asciutta”, anche se il meteo di domani e sabato promette pioggia. “Mi hanno regalato il loro sostegno ovunque sono andato nel mondo, non solo gli italiani. Assieme ci siamo sempre divertiti. Vedremo cosa succede domenica, ma poi ci saranno ancora due gare”. L’ultima a Valencia e li’ “sara’ diverso, piu’ emozionante”. “Il mio obiettivo in questo fine settimana e’ restare concentrato al massimo, senza pensare che sia la mia ultima gara in Italia. Essere competitivo e dare il massimo, restando nella top ten”. “Non so come vorrei che la gente mi ricordasse – ha detto Rossi rispondendo ad una domanda – Quando sei uno sportivo la tua vita e’ sempre divisa: da una parte il pilota, che le persone possono seguire, amare. Dall’altra l’uomo, che conoscono solo le persone piu’ vicine. Vorrei che mi ricordassero come un bravo pilota”. Dopo 26 stagioni nel ghota del motociclismo Valentino ha imparato che “dallo sport si impara molto. Anche per la vita di tutti i giorni. Io mi sono sempre divertito. Ho collezionato belle esperienze. Impari a lavorare in un team, questa e’ una bellissima cosa che ti fa crescere, impari a trarre il meglio dagli altri”. In conferenza stampa c’era anche uno dei grandi avversari di Rossi, Marc Marquez: “Ho continuato a migliorare, ma troppo lentamente – ha detto lo spagnolo – Giro in modo accettabile, ma ancora non sono al meglio della performance. Ho trovato buon feeling nei test. A Misano 1 ho chiuso quarto, questo weekend cerchero’ di fare piccoli passi avanti, entrare nella top 5 potrebbe essere un buon risultato”. “Quando lotti per il titolo hai una motivazione extra, quando non lotti questo viene a mancare, ma sto cercando una motivazione e un obiettivo diverso per approcciarmi al meglio al weekend – ha aggiunto il campione della Honda – Lavoro come se fosse io ‘mio’ campionato, per restare concentrato, trovare energia e fare progressi”.

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Ciclismo: super Italia ai mondiali,Ganna & company ancora oro

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L’Italia ha una marcia in piu’ anche ai mondiali di ciclismo su pista, ed il Velodromo di Roubaix si tinge ancora d’azzurro. Dopo l’oro di ieri sera nello scratch con Martina Fidanza, oggi sono stati Filippo Ganna e compagni nell’inseguimento a squadre a conquistare il titolo iridato, cosi’ come Letizia Paternoster che conquista il mondiale nella gara ad eliminazione. La squadra femminile si deve accontentare dell’argento nella finale dell’inseguimento donne vinta dalla Germania. Jonathan Milan, Liam Bertazzo, Simone Consonni e Filippo Ganna riportano l’Italia sul tetto del mondo e completano un anno straordinario: campioni del mondo dopo aver conquistato il titolo olimpico. L’Italia ha pedalato in 3.47.192 respingendo l’assalto di una Francia – Thomas, Tabellion, Denis e Boudat – bravissima nel tener testa agli azzurri fino a 400 metri. L’Italia non vinceva il mondiale dal 1997 quando a Perth vinsero Mario Benetton, Adler Capelli, Cristiano Citton, Andrea Collinelli. Domani sara’ il gran giorno di Filippo Ganna nell’inseguimento individuale gara nella quale anche Jonathan Milan, reduce dal titolo continentale, ha le carte in regola per puntare alla finalissima. In lacrime Letizia Paternoster conquista la sua prima maglia iridata tra le elite nella gara a eliminazione femminile. Una gara perfetta quella della Paternoster, senza sbavature e condotta con intelligenza tattica. Nella volata per l’oro l’azzurra supera nettamente la belga Lotte Kopecky, mentre il bronzo e’ appannaggio della statunitense Jennifer Valente. Bella medaglia d’argento per il quartetto italiano nella finale dell’inseguimento a squadre donne. Le azzurre Martina Alzini, Elisa Balsamo, Chiara Consonni e Martina Fidanza chiudono in 4’13″690 contro i 4’08”.752 della Germania composto dalle campionesse olimpiche Franziska Brausser, Lisa Brennauer, Laura Suessemilch e Mieke Kroger. Festa francese nella finale dello Scratch maschile grazie alla vittoria di Donovan Grondin che supera il belga Tuur Dens e l’inglese Rhys Britton. Soltanto nono Elia Viviani che ha sofferto il ritmo esasperato negli ultimi cinque giri rimanendo intrappolato nelle posizioni di rincalzo una volta lanciato lo sprint decisivo.

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