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L’Inter fa la partita ma a vincere é il Real Madrid

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L’Inter a testa bassa e piena di rimpianti esce sconfitta da San Siro. Vince il Real Madrid, con un gol all’ultimo minuto, di Rodrygo su assist di Camavinga. Ennesima intuizione di Carlo Ancelotti, perche’ la rete porta la firma di due giocatori entrati nella ripresa. Qualche dubbio invece per le decisioni di Inzaghi che inserisce Vidal, mai in partita, toglie Perisic per Di Marco e richiama Lautaro per Correa. E’ un ko immeritato quello dell’Inter capace di dominare i blancos per tutto il primo tempo e per gran parte del secondo. Ma la pecca piu’ grande che condanna i nerazzurri sono gli errori nell’ultimo tocco. Contro il Real bisogna sfruttare ogni spiraglio, ogni momento di debolezza o appannaggio, serve essere glaciali. Guai a tenere la partita aperta, i rischi sono troppo grossi. E cosi’ e’ stato. Molti meriti vanno a Courtois, decisivo nel negare il gol a Dzeko e Lautaro, l’Inter pero’ poteva e doveva essere piu’ spietata. C’e’ rammarico ma deve esserci anche la consapevolezza che questa squadra puo’ davvero imporsi con qualunque avversario. E stasera lo ha dimostrato, nonostante il risultato. L’Inter scende in campo con personalita’, idee chiare, consapevolezza. Sa di poter fare bene, tiene il baricentro alto, concentrata in difesa e propositiva in attacco: 45 minuti che sfiorano la perfezione, manca solo il gol, la partita resta sullo 0-0 mentre i nerazzurri avrebbero meritato ampiamente il vantaggio. La difesa soffre pochissimo e il recupero di Bastoni, in campo titolare, da’ sicurezza al reparto. Brozovic e Barella fermano tutte le inziative di Valverde e Modric, Ancelotti prova anche a cambiare fronte ai due ma la situazione resta immutata. E’ l’Inter a fare la partita. E se Handanovic non viene quasi mai chiamato in causa, Courtois deve imporsi piu’ volte sui tentativi di Dzeko e Lautaro.

Al 9′ il bosniaco, servito di prima intenzione da Lautaro, conclude da posizione ravvicinata ma il portiere del Real devia con i piedi. Dieci minuti piu’ tardi, cross perfetto di Perisic e Lautaro dal centro dell’area di testa la cosegna a Courtois. Il Real sembra in apprensione, disorientato dal gioco fluido dell’Inter. Ci pensa ancora l’estremo difensore blancos a negare il gol ai padroni di casa respingendo una conclusione di Dzeko dall’interno dell’area. Troppo centrale il tentativo del bosniaco e troppi gol sbagliati contro una squadra di campioni. L’Inter non colpisce nel momento di difficolta’, non approfitta dell’appannaggio del Real collezionando occasioni non concretizzate. Clamorosa la chance sprecata ad inizio ripresa: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Dzeko stacca di testa, Courtois si supera e respinge poi Skriniar non trova il tap-in. Inzaghi prova a sbloccare la partita inserendo forze fresche. Toglie Perisic e Darmian, per Di Marco e Dumfries, poi Lautaro e Calhanoglu per Correa e Vidal. Sostituzioni che non convincono perche’ con l’ingresso del cileno, il centrocampo perde smalto. Anche Di Marco questa volta non sembra la decisione giusta. Lautaro poteva essere piu’ concreto ma tolto lui, l’attacco ha inciso meno. Il Real prende cosi’ maggiore iniziativa.

I pericoli piu’ grossi per l’Inter arrivano da Vinicius e i suoi dribbling rapidi ma De Vrij e Skriniar fanno buona guardia. A dieci minuti dalla fine Ancelotti richiama Modric, stanco e poco incisivo, per Camavinga e il numero 10 blancos viene salutato dall’applauso di tutto il pubblico di San Siro. Scelta decisiva, perche’ dai suoi piedi, all’esordio in Champions League parte il passaggio per Rodrygo che insacca. Impossibile provare a recuperare, mancano solo due minuti e l’Inter ci riprovera’ al ritorno al Bernabeu.

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Insigne, Osimhen e Politano show: il Napoli cala il tris e spazza via il Lega Varsavia

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Vince 3- 0 il Napoli con il Legia Varsavia e sale in classifica a 4 punti (alla pari del Leicester) dietro proprio alla squadra polacca che comanda a 6 punti. Una classifica non veritiera considerando il valore degli avversari di oggi, bravi forse a chiudere in difesa con ogni mezzo, ma comunque estremamente modesti. Sta stretto il 3-0 al Napoli, nei 90’ è stato un tiro al bersaglio ma l’importante era vincere e risalire la classifica. Anche oggi, impossibile negarlo, ha fatto la differenza l’ingresso di Osimhen al 57’.


Gli scherzi del calcio: Napoli capolista in campionato a punteggio pieno dopo 8 partite, fanalino di coda nel girone di Europa League a 1 punto. Pareggio con il Leicester City all’esordio dopo una partita dominata e a seguire sconfitta interna sfortunata con lo Spartak Mosca. Stasera serve vincere e per farlo Spalletti mette in campo una formazione ‘alternativa’ (il coach non ama parlare di turn over) e punta su Meret tra i pali, difesa con Manolas in coppia con Koulibaly, Di Lorenzo terzino destro e Juan Jesus a sinistra (Mario Rui squalificato per l’espulsione della gara scorsa); centrocampo con Demme, e Anguissa; attacco con il trio Lozano, Elmas e Insigne, alle spalle di Ciro Mertens. Assente Zielinski che però dovrebbe rientrare domenica all’Olimpico con la Roma.


Un paio di minuti di marca Legia Varsavia ma poi cresce subito il Napoli e tiene il pallino del gioco.
Al 5′ su calcio d’angolo Insigne serve Mertens che da fuori area tira al volo, conclusione rimpallata.
Al 9’ è il belga a lanciare Lozano bravo a colpire di testa ma la palla è preda di Miszta. Al 13′ ammonito Juan Jesus reo di aver interrotto in modo irregolare un’azione del Legia. Dries Mertens va vicino al gol al 12’ (con Miszta, bravo a deviare sopra la traversa) e poi di nuovo al 21’ con un diagonale di polo al lato.
Bene Demme ed Anguissa a centrocampo intercettano palloni e avviano le ripartenze. Occorre però maggiore concretezza e lucidità sotto rete, magari sfruttare meglio i calci d’angolo (già 8 al 29’) che possono essere una opportunità.
Il Napoli insiste, felici le triangolazioni tra Insigne, Lozano e Mertens solo che il risultato non si sblocca. Inoperoso Meret fino al 39’ quando il Legia conquista il primo calcio d’angolo. Nessun pericolo. Al 42’ la gara fa registrare il 68% di possesso palla da parte degli azzurri e 11 calci d’angolo. Al 44′ viene ammonito Manolas per un fallo su Muci. Il primo tempo termina 0-0.


Nella ripresa la musica non cambia, il Napoli con la stessa formazione prova a scardinare la difesa e la porta avversaria. Generoso Dries ci prova al 52’ su punizione; poi Demme con un tiro forte e di esterno per poco non riesce nel colpaccio. Neanche un pizzico di fortuna aiuta la squadra di Spalletti al 56’ colpo sicuro di Insigne, Miszta intercetta con il piede.
Al 57′ Osimhen e Fabian Ruiz entrano al posto di Lozano ed Anguissa. Continua l’assedio alla porta polacca… Mertens, Insigne, Elmas, Di Lorenzo e ora anche Osimhen. Porta stregata. Al 71’ due cambi per il Napoli: Petagna e Politano al posto di Manolas (su un intervento pare si sia stirato) e Mertens. Spalletti punta sul doppio attaccante: Osimhen e Petagna.


Al 75′ il Legia quasi fa lo scherzo con un palo esterno preso da Emreli.

E’ il preludio dei gol del Napoli: al 76′ su cross di Politano Insigne di controbalzo tira a volo e finalmente batte Mistza per l’1-0. Un minuto dopo Osimhen va in gol con un pallonetto ma viene rilevata la sua posizione di offside.
Ma il raddoppio del nigeriano è rimandato solo all’80’: Insigne serve l’attaccante che sa posizione defilata implacabile batte Miszta per il 2-0.
All’ 81′ il capitano lascia il posto Rrahmani; Napoli così dopo il doppio vantaggio ritrova più equilibrio. Non è finita. Al 95′ il Napoli segna il terzo gol con Politano con un tiro spettacolare dal limite dell’area. Finisce 3-0 per gli azzurri.

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Moto, a Misano il Rossi-day per ultima italiana di Vale

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Gara numero 430 nel motomondiale, terz’ultima di una carriera lunga 26 anni, costellati da nove titoli. La presenza di Valentino Rossi ha monopolizzato la conferenza stampa del gran premio d’Italia, seconda tappa sul circuito di Misano intitolato a Marco Simoncelli del quale in questi giorni ricorre il decimo anniversario dalla morte. Sulla pista romagnola per l’ultima volta Rossi salutera’ i tifosi italiani da pilota della MotoGP. Il conto alla rovescia prosegue ed “e’ un po’ triste – ha ammesso lui – Ma e’ stato bellissimo, ci siamo divertiti”. Fabio Quartararo, in sella alla Yamaha, domenica potrebbe diventare il primo francese a laurearsi campione del mondo della massima cilindrata e solo Francesco ‘Pecco’ Bagnaia e la Ducati, staccati di 52 punti, possono mettersi di traverso. “Mi sento molto bene. Il titolo? Non mi sto concentrando su questo – ha assicurato Quartararo – In questo momento voglio pianificare tutto come se fossimo ancora all’inizio della stagione”. “Tutto quello che posso fare e’ vincere – gli ha risposto Bagnaia – E’ l’unico modo per cercare di tenere aperta la lotta”, almeno fino in Portogallo. Rossi vorrebbe ringraziare degnamente i fan e per questo spera “in una gara asciutta”, anche se il meteo di domani e sabato promette pioggia. “Mi hanno regalato il loro sostegno ovunque sono andato nel mondo, non solo gli italiani. Assieme ci siamo sempre divertiti. Vedremo cosa succede domenica, ma poi ci saranno ancora due gare”. L’ultima a Valencia e li’ “sara’ diverso, piu’ emozionante”. “Il mio obiettivo in questo fine settimana e’ restare concentrato al massimo, senza pensare che sia la mia ultima gara in Italia. Essere competitivo e dare il massimo, restando nella top ten”. “Non so come vorrei che la gente mi ricordasse – ha detto Rossi rispondendo ad una domanda – Quando sei uno sportivo la tua vita e’ sempre divisa: da una parte il pilota, che le persone possono seguire, amare. Dall’altra l’uomo, che conoscono solo le persone piu’ vicine. Vorrei che mi ricordassero come un bravo pilota”. Dopo 26 stagioni nel ghota del motociclismo Valentino ha imparato che “dallo sport si impara molto. Anche per la vita di tutti i giorni. Io mi sono sempre divertito. Ho collezionato belle esperienze. Impari a lavorare in un team, questa e’ una bellissima cosa che ti fa crescere, impari a trarre il meglio dagli altri”. In conferenza stampa c’era anche uno dei grandi avversari di Rossi, Marc Marquez: “Ho continuato a migliorare, ma troppo lentamente – ha detto lo spagnolo – Giro in modo accettabile, ma ancora non sono al meglio della performance. Ho trovato buon feeling nei test. A Misano 1 ho chiuso quarto, questo weekend cerchero’ di fare piccoli passi avanti, entrare nella top 5 potrebbe essere un buon risultato”. “Quando lotti per il titolo hai una motivazione extra, quando non lotti questo viene a mancare, ma sto cercando una motivazione e un obiettivo diverso per approcciarmi al meglio al weekend – ha aggiunto il campione della Honda – Lavoro come se fosse io ‘mio’ campionato, per restare concentrato, trovare energia e fare progressi”.

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Ciclismo: super Italia ai mondiali,Ganna & company ancora oro

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L’Italia ha una marcia in piu’ anche ai mondiali di ciclismo su pista, ed il Velodromo di Roubaix si tinge ancora d’azzurro. Dopo l’oro di ieri sera nello scratch con Martina Fidanza, oggi sono stati Filippo Ganna e compagni nell’inseguimento a squadre a conquistare il titolo iridato, cosi’ come Letizia Paternoster che conquista il mondiale nella gara ad eliminazione. La squadra femminile si deve accontentare dell’argento nella finale dell’inseguimento donne vinta dalla Germania. Jonathan Milan, Liam Bertazzo, Simone Consonni e Filippo Ganna riportano l’Italia sul tetto del mondo e completano un anno straordinario: campioni del mondo dopo aver conquistato il titolo olimpico. L’Italia ha pedalato in 3.47.192 respingendo l’assalto di una Francia – Thomas, Tabellion, Denis e Boudat – bravissima nel tener testa agli azzurri fino a 400 metri. L’Italia non vinceva il mondiale dal 1997 quando a Perth vinsero Mario Benetton, Adler Capelli, Cristiano Citton, Andrea Collinelli. Domani sara’ il gran giorno di Filippo Ganna nell’inseguimento individuale gara nella quale anche Jonathan Milan, reduce dal titolo continentale, ha le carte in regola per puntare alla finalissima. In lacrime Letizia Paternoster conquista la sua prima maglia iridata tra le elite nella gara a eliminazione femminile. Una gara perfetta quella della Paternoster, senza sbavature e condotta con intelligenza tattica. Nella volata per l’oro l’azzurra supera nettamente la belga Lotte Kopecky, mentre il bronzo e’ appannaggio della statunitense Jennifer Valente. Bella medaglia d’argento per il quartetto italiano nella finale dell’inseguimento a squadre donne. Le azzurre Martina Alzini, Elisa Balsamo, Chiara Consonni e Martina Fidanza chiudono in 4’13″690 contro i 4’08”.752 della Germania composto dalle campionesse olimpiche Franziska Brausser, Lisa Brennauer, Laura Suessemilch e Mieke Kroger. Festa francese nella finale dello Scratch maschile grazie alla vittoria di Donovan Grondin che supera il belga Tuur Dens e l’inglese Rhys Britton. Soltanto nono Elia Viviani che ha sofferto il ritmo esasperato negli ultimi cinque giri rimanendo intrappolato nelle posizioni di rincalzo una volta lanciato lo sprint decisivo.

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