L’Inter meno bella del solito, imbrigliata dalla Real Sociedad messa bene in campo, non riesce a trovare il gol ed esce da San Siro con un pari all’ultima giornata che è una grande occasione persa. Solo vincere avrebbe garantito il primo posto nel girone, invece la vetta va proprio alla Real Sociedad che ha gli stessi punti (12) dei nerazzurri, ma una migliore differenza reti. I baschi sono una formazione compatta, ostica, difficile da superare. Solo tre squadre sono riuscite nelle ultime due Champions a concludere la fase a gironi con due soli gol subiti: City, Bayern e appunto Real Sociedad.
Ora l’Inter qualificata come seconda, dovrà sperare in un buon sorteggio (come giù stato quello dei gironi) per sperare di evitare le favorite agli ottavi. Forse la scelta di Simone Inzaghi di lasciare spazio alle seconde linee non è stata lungimirante. Parte Sanchez titolare, con Thuram mentre Lautaro si accomoda almeno inizialmente in panchina. Chance per Frattesi, Cuadrado ma la partita non ha grande ritmo, non ci sono strappi o grandi sussulti da entrambe le parti. La Real Sociedad non si fa intimorire dall’atmosfera di San Siro e anzi gioca a viso aperto, tanto che chiude la partita con il 62 per cento di possesso palla. L’unica grande chance al 38′ unica grande occasione del primo tempo: cavalcata di Thuram, Sanchez tenta un cross che viene intercettato e il pallone esce nonostante un altro tentativo di Traoré.
Al di là di quella chance, però, l’Inter non costruisce altre chiare occasioni da gol. Manca forse un po’ di coraggio e intraprendenza. Così ancora sul risultato di 0-0, Inzaghi richiama Sanchez e Thuran per Lautaro e Arnautovic, oltre a Mkhitaryan per Barella. Entrano alcuni titolari per smuovere gli equilibri. Ma pochi istanti dopo il triplice cambio, c’è un episodio dubbio a favore dei baschi. Al 23′ Cuadrado ‘abbraccia’ Oyarzaba in area di rigore, un intervento al limite che potrebbe avere gli estremi del calcio di rigore. Ma l’arbitro lascia correre. A sorpresa il direttore di gara però indica deciso il dischetto per una caduta in area di Take ma il fallo di Calhanoglu è inesistente. La var richiama Scharer che si corregge immediatamente e ammonisce Take Kubo per simulazione. Una direzione di gara non del tutto convincente per lo svizzero. Intanto però i minuti passano e la partita non si sblocca.
L’Inter fatica a dare il colpo letale a cui spesso ci abituato in questa stagione. Manca un po’ di lucidità e di intraprendenza, forse un po’ stanca, forse ingabbiata dal pressing avversario. Neppure l’ingresso di Lautaro e Barella cambia gli equilibri della partita e i nerazzurri perdono una chance fondamentale, quella di primeggiare in un girone non impossibile. L’ultima occasione passa dai piedi del capitano nerazzurro al 5 minuto di recupero ma la conclusione di Lautaro è fuori misura. C’è amarezza per la prima della classe in Serie A che non riesce a brillare nell’ultima giornata della fase a gironi. Ci sarà da faticare ma l’Inter non è squadra che si spaventa, anzi si esalta contro le grandi e San Siro sa come vivere le grandi notti Champions, aspettando gli ottavi.