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Djokovic a Madrid, ‘Continuo a giocare per la gente’

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“Ci vuole un po’ di tempo perché la gente accetti il fatto che Roger Federer e Rafa Nadal non giocano più, e nemmeno Andy Murray. E un giorno toccherà anche a me. Ma sto ancora cercando di restare lì e rappresentare la vecchia generazione”. Novak Djokovic è pronto a rilanciare la sua sfida personale al tempo e ai record al Mutua Madrid Open, il secondo dei tre Masters 1000 stagionali sulla terra battuta. Il serbo, campione più titolato in questa categoria di tornei e negli Slam, torna all’inseguimento del centesimo titolo ATP. Djokovic, che arriva a Madrid dopo l’eliminazione a sorpresa al primo turno a Montecarlo, per mano di Alejandro Tabilo, esordirà contro Matteo Arnaldi.

“Lo sport è più importante di qualsiasi individuo. Siamo tutti qui al servizio del tennis” ha detto Djokovic. “Se guardiamo i numeri, negli ultimi anni i grandi tornei, non solo gli Slam, hanno registrato un pubblico da record. È un buon segno, perché l’affluenza non dovrebbe dipendere solo dalle grandi stelle o dalle leggende del gioco che si sono ritirate. Lo sport dovrebbe sopravvivere a tutti, e lo farà – ha detto -. È anche uno dei motivi per cui continuo a giocare: sento che questo aiuta il tennis a prosperare ancora. Quando sei un top player, tutto quello che fai può servire a contribuire alla popolarità del tennis, a portare più persone, più bambini e appassionati verso questo sport”. Djokovic non gioca a Madrid dal 2022. Allora perse in semifinale contro Carlos Alcaraz, il murciano però non sarà in campo alla Caja Magica per un infortunio.

“Quello che ha ottenuto alla sua età non è normale – ha commentato Djokovic -. Sono sicuro che lo vedremo ancora spesso vincere i trofei più prestigiosi nei prossimi 10, 15 anni, finché giocherà”. In attesa di assistere al match tra il serbo e Arnaldi, l’Italia del tennis sorride con Jasmine Paolini che ha battuto 6-1 6-2, in appena un’ora di partita, la britannica Katie Boulter, infilando la vittoria numero 16 in stagione e raggiungendo il terzo turno del torneo madrileno.

“Lei è un’ottima giocatrice, mi aspettavo che la partita potesse essere più dura – il commento a caldo dell’azzurra – comunque è stato bello giocare con questa atmosfera, davanti a questo pubblico. Mi aspetto buone cose da questo torneo ma devo ancora adattarmi all’altura di Madrid, ai rimbalzi alti della pallina che non sono facili da gestire. Diciamo che ho bisogno ancora di qualche giorno per arrivare a gestire tutto al meglio. Sto provando anche ad imparare a parlare un po’ in spagnolo ma mi riesce meglio in italiano – ha aggiunto ridendo -. Non è facile ma ci proviamo: cerco di appendere il più possibile. Muchas gracias”. Al terzo turno Paolini dovrà vedersela con la greca Maria Sakkari, n.82 WTA, che ha eliminato 7-6(5) 6-3 la polacca Magda Linette. Saluta il Masters 1000 di Madrid invece Federico Cinà. Il diciottenne palermitano è stato battuto in tre set dallo statunitense Sebastian Korda col punteggio di 6-3 3-6 6-1.

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Ginnastica ritmica, ritiro in Russia per Raffaeli e le azzurre: una scelta che può creare imbarazzo e polemiche

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Sofia Raffaeli (nella foto), Anna Piergentili e Veronica Zappaterreni svolgeranno due settimane di allenamento a Novogorsk, in Russia.
Lo ha annunciato la Società Ginnastica Fabriano, spiegando che il ritiro nel centro tecnico russo è stato fortemente voluto dalla tecnica Amina Zaripova e condiviso con la Federazione Ginnastica d’Italia.

L’obiettivo tecnico e artistico

Secondo la società marchigiana, l’iniziativa punta a far confrontare le atlete con metodologie di lavoro diverse e con figure professionali di alto profilo del centro russo.
Durante la permanenza, le ginnaste lavoreranno anche con il coreografo Kirill Barkan, con cui è già in corso una collaborazione a distanza.

Il lavoro artistico si inserisce in continuità con il percorso avviato a Fabriano con la coreografa Irina Zenovka, che ha costruito i programmi di gara delle atlete. Il ritiro si svolge con il supporto istituzionale della Federazione italiana, della Federazione Russa di Ginnastica e delle Fiamme Oro.

Una scelta che rischia di far discutere

Al di là degli aspetti tecnici, la decisione rischia di creare imbarazzo e polemiche. Il ritiro in Russia arriva infatti dopo oltre quattro anni di guerra in Ucraina, con centinaia di migliaia di morti, e in un contesto in cui l’Italia ha espresso un appoggio politico e istituzionale costante a Kiev.

Non solo. Negli ultimi anni non sono mancate minacce e attacchi verbali russi contro l’Italia, inclusi insulti e dichiarazioni ostili rivolte al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, più volte citato in modo offensivo da esponenti e media legati al Cremlino.

Sport, diplomazia e contesto internazionale

La scelta di allenarsi in Russia, pur giustificata sul piano sportivo e condivisa dalle istituzioni federali, si inserisce quindi in un quadro geopolitico estremamente delicato, dove ogni rapporto ufficiale con Mosca è oggetto di attenzione pubblica.

Il rischio è che un’iniziativa nata per ragioni tecniche e formative finisca per essere letta anche come un segnale politico o simbolico, aprendo un fronte di discussione che va ben oltre la ginnastica ritmica e tocca il rapporto tra sport, diplomazia e responsabilità istituzionale in tempo di guerra.

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Alcaraz ai quarti degli Australian Open: Paul battuto in tre set, servizio decisivo

Carlos Alcaraz supera Tommy Paul in tre set e vola ai quarti degli Australian Open senza perdere un set. Ora punta alla prima semifinale a Melbourne.

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Carlos Alcaraz si qualifica per i quarti di finale degli Australian Open. Il numero uno del mondo ha battuto l’americano Tommy Paul (n.20) con il punteggio di 7-6 (8/6), 6-4, 7-5, confermando un cammino finora netto, senza concedere set.

Il servizio come arma principale

Lo spagnolo ha indicato nel servizio uno degli elementi chiave del successo. Alcaraz ha spiegato di monitorare costantemente la percentuale di prime, evidenziando i progressi ottenuti grazie al lavoro svolto negli ultimi mesi.

Il nuovo movimento al servizio ha attirato paragoni con quello di Novak Djokovic, con Alcaraz che ha raccontato in modo ironico di aver ricevuto un messaggio dal campione serbo.

Obiettivo semifinale a Melbourne

Nei quarti di finale Alcaraz affronterà il vincente tra Alexander Bublik e Alex de Minaur. A Melbourne non ha mai raggiunto la semifinale.

A 22 anni, il tennista spagnolo è in corsa per il primo titolo agli Australian Open e per il settimo Slam in carriera, dopo le vittorie già ottenute al Roland Garros, a Wimbledon e agli US Open.

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Juventus-Napoli, emergenza totale per Conte: serve un’impresa a Torino

Napoli in emergenza totale alla vigilia della sfida contro la Juventus: Conte con pochissimi uomini a disposizione e una panchina ridotta all’osso. A Torino serve un’impresa.

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JuventusNapoli non è mai una partita normale. Ma raramente lo è stata così poco come oggi. Il presente cancella il passato, spazza via rivalità storiche, narrazioni di Nord contro Sud, vendette sportive e sfide tra campioni. Stavolta il contesto è diverso, estremo, quasi paradossale.

Il Napoli di Antonio Conte arriva a Torino in condizioni di emergenza assoluta, con una panchina ridotta a quattro uomini di movimento. Un numero che diventa possibile solo grazie all’arrivo last minute di Giovane, aggregato al gruppo nel ritiro torinese dopo visite mediche e firma del contratto a Milano.

Una rosa ridotta all’osso

Tra i pochi disponibili c’è anche Romelu Lukaku, fermo all’ultima gara giocata il 14 agosto. I conti sono presto fatti: la squadra che in estate ha investito circa 200 milioni sul mercato si presenta a una delle partite più delicate della stagione senza armi pari.

Le assenze sono diventate undici. Si è fermato anche Mazzocchi, per dare la misura della situazione. L’infermeria è piena, Anguissa non c’è e servirà un’ulteriore consulenza alla schiena. Un’assenza pesante che aggrava ulteriormente un quadro già allarmante.

Il rebus portieri e il dubbio Milinković-Savić

Conte ha convocato quattro portieri, dettaglio che fotografa la vigilia surreale. Anche Milinković-Savić è in forte dubbio dopo un dolore accusato in allenamento. È partito con la squadra, ma solo il provino mattutino chiarirà se potrà giocare.

In ogni caso, si chiederà ad Alex Meret di stringere i denti. Rientrato da poco dall’infortunio, non gioca titolare dal 28 settembre, quattro mesi fa. In alternativa c’è Contini. Una situazione che sintetizza una stagione in cui il Napoli ha già visto di tutto.

Scudetto o resa quasi definitiva

La partita è senza appello. Per restare agganciati alle briciole lasciate dall’Inter bisogna vincere. Qualsiasi altro risultato rischia di scavare un solco profondo dalla vetta. Non è ancora un’abdicazione allo scudetto, ma poco ci manca.

Dopo la notte complicata di Copenaghen, l’abisso sembra continuare ad aprirsi sotto i piedi degli azzurri. La celebre legge di Murphy pare cucita addosso al Napoli: se qualcosa può andare storto, lo farà.

La vigilia di Conte, tra rigore e fedeltà alle sue regole

Per Antonio Conte, questa non è una vigilia come le altre. Il ritorno in casa Juventus intreccia emozioni personali e tensioni professionali, ma non c’è spazio per sentimentalismi o timori dei fischi. Conte resta Conte, anche in condizioni di “codice rosso”.

Non ha fatto sconti nemmeno ad Ambrosino e Marianucci, esclusi dal gruppo dopo la scelta di non allenarsi seguendo la linea del loro procuratore. Due uomini in più sarebbero stati preziosi, ma la linea resta ferma: disciplina prima di tutto.

Scelte tattiche e clima allo Stadium

Si va verso una difesa a tre. La sensazione è che non ci sarà Beukema e che Conte riproporrà l’assetto visto nel primo tempo in Danimarca, dove la squadra aveva comunque tenuto bene il campo.

Il settore ospiti sarà come sempre pieno di tifosi azzurri residenti al Nord, vista la trasferta vietata ai campani. L’umore non è dei migliori, ma proprio per questo Conte proverà a fare leva sugli affetti e sull’orgoglio del gruppo.

Serve davvero qualcosa di epico

Con la Luciano Spalletti alla guida di una Juventus che può portarsi a meno uno dal Napoli e riaprire i discorsi Champions, la posta è altissima. Il cammino azzurro rischia di complicarsi ulteriormente.

In queste condizioni estreme, serve un’impresa. Non uno slogan, ma una necessità. Stavolta davvero qualcosa di epico.

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