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Mogol: Lucio mi parla ancora. L’arcobaleno? Un messaggio dall’aldilà

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«Ho sei mesi. Sono in braccio alla mamma. Lei mi dà dei colpetti sulla spalla per farmi addormentare, e io mi sento sicuro». Giulio Rapetti, in arte Mogol (le foto sono di Imagoeconomica), ripercorre una vita lunghissima, tra musica, pericoli scampati, successi e spiritualità. Ricorda la guerra, le bombe, la fuga nei rifugi di Carugo, in Brianza, e un piccolo cannone di legno appeso in cantina che chiamava “la mia contraerea”.

Una vita piena di avventure e miracoli

Racconta di squali in Nuova Zelanda, di immersioni solitarie a Porto Rotondo, di tempeste in mare e salvataggi in extremis. «Prego spesso. Dio mi ha salvato tante volte». Non ha mai smesso di rischiare. E nemmeno di credere.

Gli inizi alla Ricordi e l’incontro con Lucio Battisti

Cominciò traducendo canzoni, tra cui Space Oddity di Bowie, che divenne Ragazzo solo, ragazza sola. Poi l’incontro con Battisti. Nascono 29 settembre, Emozioni, Il mio canto libero. «Lucio suonava, io scrivevo: era una simbiosi». Lavoravano in ufficio o nella casa di campagna: lui sul divano, Mogol sul tappeto.

La rottura professionale e la voce di Lucio dall’aldilà

Nel 1980 la separazione: «Chiedevo equità nei guadagni». Ma non fu un addio umano. Mogol racconta di una medium che parlò di una canzone dall’aldilà. Non ci credette. Finché vide un arcobaleno sul cofano dell’auto: «Scrissi il verso che mancava. L’arcobaleno nacque così».

Mina, Morandi, Gaber, Mango: i grandi incontri

Convince Mina a cantare Il cielo in una stanza, risolleva Morandi con Canzoni stonate, scopre Gaber in un club. Mango gli “parla” dopo la morte: mentre ascoltava con suo figlio tutte le canzoni scritte per lui, apparve nel cielo un arcobaleno incastonato tra le rocce. Poco dopo, seppe della sua scomparsa.

Battisti era lontano dalla politica

«Non l’ho mai sentito parlare di politica». L’equivoco nacque da un’immagine della canzone La collina dei ciliegi, interpretata male. «Lucio era un individualista. Non credo andasse a votare».

Le sue canzoni più famose sono autobiografiche

Il mio canto libero è legato alla separazione dalla prima moglie. Anche per te nasce pensando a una ragazza madre. 29 settembre è la data di nascita della sua ex moglie, scoperta solo dopo. «Molte frasi sono nate dalla vita, da lapsus o dalla realtà».

MAURIZIO GASPARRI E GIULIO RAPETTI MOGOL

Ancora oggi scrive, prega e fa palestra

Fa pesi ogni mattina, segue una dieta rigorosa, dorme otto ore. Ha scritto La Rinascita, un libro sulla salute: «Non è solo genetica, è disciplina». Il suo sogno? «Scrivere con Papa Francesco una preghiera universale per tutti gli uomini».

La politica, l’amicizia con Gasparri e l’apprezzamento per Meloni

Dice di aver votato Forza Italia, ma guarda alle persone, non ai partiti. Stima Franceschini, ammira Meloni: «Lavora dalla mattina alla sera». E difende Giorgia (la cantante): «Una grande artista. Mi piacerebbe lavorare con lei».

Il paradiso? È pieno d’amore

«Non credo all’inferno, Dio è troppo buono. Penso a un ritorno d’amore, come il vento che muove gli alberi». Così immagina l’aldilà, e l’ha raccontato in Dormi amore, una canzone dedicata alla moglie Daniela. La sua voce è la stessa di sempre: pacata, profonda, piena di poesia.

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Mika torna con Hyperlove: «Vivo per capitoli, l’eccellenza è la mia libertà»

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Mika torna con Hyperlove, nuovo album in inglese, e sceglie di raccontarsi in un dialogo ampio e personale. A intervistarlo sulla copertina di 7 – Corriere della Sera, in edicola e in edizione digitale, è lo scrittore premio Strega Paolo Giordano, con cui il cantante riflette sul tempo, sull’arte e sulle fasi della vita.

«Vivo in capitoli: dieci anni, poi dieci, poi dieci», racconta Mika. «Pensavo fosse una condizione negativa. Da una parte lo è. Ma dall’altra è come spostare sempre l’atelier: sono io la mia casa madre». Un modo di stare nel mondo che implica anche il bisogno di prendere distanza: «A volte mi stanco della gente. Ma stancarsi serve, altrimenti resti in superficie e non ti fai le domande giuste, né su di te né su ciò che ti circonda».

Al centro del suo percorso artistico resta un principio non negoziabile: l’eccellenza. «È la chiave della libertà: non avere nessuno che ti dica cosa non puoi fare, cosa è fuori budget. Se vendi centomila o diecimila biglietti ma mantieni l’eccellenza, allora funziona. È l’unico filo che tiene insieme i progetti». Un approccio istintivo, poco incline ai condizionamenti esterni, compresi quelli familiari.

Nel dialogo con Giordano, Mika allarga lo sguardo sulla contemporaneità: «Stiamo vivendo un momento lunaparkesque. Umanamente, artisticamente e moralmente. Oggi è difficile capire chi è il clown e chi è il genio». Un’immagine che torna anche nella visione dello spettacolo dal vivo. Per lo Spinning Out Tour, il cantante si ispirerà ai balletti russi e promette «uno show che ti fa ballare e ti intrattiene, ma che ha anche un lato industriale, dark. Un luna park al tuo servizio».

Il numero di 7 amplia il racconto con altri sguardi sull’attualità e sulla cultura. Prosegue la serie dedicata a Milano, interrogata sul suo ruolo di città delle opportunità: questa settimana la firma è quella della scrittrice Camilla Baresani, bresciana di origine e milanese d’adozione, che rivendica il potenziale di attrazione della città. «In 45 anni non sono mai stata disturbata, molestata o derubata. Sono stata fortunata, 45 anni di fortuna».

Spazio anche alla politica internazionale, con Giuseppe Sarcina che traccia il profilo di Pete Hegseth, Marco Rubio e Stephen Miller, figure chiave dell’orbita di Donald Trump. Nelle pagine di lifestyle, infine, una guida alle tendenze della moda maschile emerse da Pitti Uomo.

Tra musica, identità e spettacolo, Mika torna a rivendicare una coerenza rara: cambiare pelle, senza mai perdere il centro.

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Police, contenzioso sulle royalties: Sting versa quasi 700mila euro agli ex compagni

Sting ha versato quasi 700mila euro ad Andy Summers e Stewart Copeland dopo aver riconosciuto un pagamento insufficiente delle royalties. Il contenzioso è pendente a Londra.

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Sting ha versato agli ex compagni dei The Police quasi 700mila euro, riconoscendo un pagamento insufficiente delle royalties. La circostanza emerge da documenti depositati presso l’Alta Corte di Londra.

In un atto presentato dai legali del musicista, si legge che Andy Summers e Stewart Copeland hanno ricevuto oltre 800mila dollari complessivi, a seguito dell’azione giudiziaria avviata lo scorso anno.

Le richieste e i brani coinvolti

Il chitarrista e il batterista avevano citato in giudizio Sting e la sua società editoriale nel settembre 2025, sostenendo di vantare crediti tra 1,8 e 9,4 milioni di euro per royalties legate a successi come Roxanne ed Every Breath You Take.

Sting contesta che Summers e Copeland abbiano diritto a una quota dei proventi da streaming e download, sostenendo che non figurino come autori della maggior parte dei brani.

L’accordo verbale e la percentuale sugli arrangiamenti

Secondo la tesi dei due musicisti, nel 1977 la band avrebbe stretto un accordo verbale per la condivisione dei ricavi, poi formalizzato in contratti scritti. L’intesa riconosceva che, pur essendo Sting il principale compositore, gli altri membri fornivano contributi decisivi agli arrangiamenti — come la celebre linea di chitarra di Summers in Every Breath You Take.

In base a quell’intesa, chiunque incassasse proventi editoriali da un brano avrebbe versato agli altri due una percentuale (di norma il 15%) come compenso per gli arrangiamenti. Secondo l’azione legale, tali versamenti non sarebbero avvenuti.

Procedimento in corso

Il pagamento riconosciuto non chiude il contenzioso, che resta sub iudice. Come previsto, vale il principio della presunzione di innocenza e sarà il tribunale a stabilire se e in quale misura sussista un diritto ulteriore alle royalties rivendicate.

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Madonna reinterpreta “La bambola”: cover in italiano per una campagna Dolce & Gabbana

Madonna pubblica una cover in italiano di “La bambola”, storico successo di Patty Pravo, come colonna sonora di una nuova campagna Dolce & Gabbana.

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Madonna ha pubblicato una cover di “La bambola”, storico successo del 1968 di Patty Pravo. L’uscita non è arrivata del tutto a sorpresa, dopo le anticipazioni circolate in rete nelle scorse settimane. Il brano, interpretato in italiano, accompagna la nuova campagna pubblicitaria di un profumo Dolce & Gabbana.

Al momento la popstar non ha commentato né promosso il pezzo sui propri canali social. Un breve teaser della campagna, con un estratto della canzone, è invece apparso sull’account Instagram del marchio.

Il valore storico del brano

“La bambola” è una canzone simbolo della musica italiana degli anni Sessanta. Scritta da Ruggero Cini, Franco Migliacci e Bruno Zambrini, rappresentò il primo grande successo di Patty Pravo, raggiungendo il primo posto della classifica italiana.

Il brano comparve nell’album d’esordio dell’artista e le valse la Gondola d’oro alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia. Prima di arrivare a Nicoletta Strambelli, il pezzo era stato proposto senza successo a Caterina Caselli, Little Tony e ai The Rokes.

Un’operazione tra musica e moda

La scelta di Madonna di reinterpretare un classico del pop italiano si inserisce in un’operazione che intreccia musica, memoria e branding, riportando al centro un brano iconico attraverso una voce globale. Resta da capire se la cover avrà una vita autonoma oltre la campagna pubblicitaria o se resterà legata esclusivamente al progetto firmato Dolce & Gabbana.

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