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Genny Di Virgilio, l’artigiano che ha innovato l’arte presepiale “ma la Natività è la mia stella polare”

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Genny Di Virgilio eredita un’attività che nella sua famiglia va avanti da ben quattro generazioni, l’arte presepiale napoletana. A San Gregorio Armeno ha portato la novità e poi molti gli sono andati dietro: le statuine di vip, calciatori, politici, attori e cantanti. La sua bottega rappresenta per turisti e curiosi una tappa obbligata. 

Di Virgilio, artigiani da quattro generazioni. Ci racconta la storia della sua famiglia?

Nasciamo come maestri presepiali e in particolare siamo sempre stati specializzati nel presepe napoletano settecentesco, quello classico. I miei bisnonni, la prima generazione a cui siamo risaliti, iniziarono occupandosi dei santi nelle campane. Mio nonno si specializzò nella realizzazione delle statuine, i pastori. Papà fa lo “scoglio”, la struttura scenografica che ospita il presepe, in genere di sughero. Io invece mi dedico alla creazione delle figure, modello le teste di terracotta. E’ un lavoro che facciamo tutto l’anno, con passione e dedizione.

Qual è la tecnica utilizzata per la realizzazione delle statuine? Quanto tempo impiega per ogni pezzo?

La tecnica che utilizziamo è quella della tradizione: la testa, in terracotta, è modellata a mano; mani e piedi sono in legno, gli occhi di cristallo, corpo in fil di ferro ricoperto di canapa, la stoffa dei vestiti è seta ricamata di San Leucio. Ogni mese riusciamo a fare uscire dai venticinque ai trenta pezzi finiti, così da poter coprire la domanda del Natale.

Ha inserito all’interno della secolare tradizione familiare statuette di personaggi famosi.  Le capita mai di avere discussioni con artigiani “puristi”? 

Io sono stato uno dei primi a portare l’attualità a San Gregorio Armeno. E’ stato un boom, ho dato vita ad un business e molti mi sono venuti dietro. Ora chi viene in questa strada, prima di acquistare il presepe o qualche pastore, si informa sulle ultime novità, sulla statuina dell’anno. L’angolo riservato a vip e personaggi famosi si arricchisce ogni anno di soggetti nuovi. Quest’anno va molto Nadia Toffa, la giornalista delle Iene scomparsa di recente. C’è chi mi critica per questa scelta, affermando che il presepe è quello dei pastori e della Natività. Io non associo le statuine dei personaggi famosi al presepe tradizionale; è solo un modo per attirare gente qui a San Gregorio Armeno.

Abbiamo appreso che sta lavorando alla realizzazione di un museo qui a San Gregorio Armeno.

Sì, in realtà non sarà un museo, bensì uno showroom. Abbiamo comprato un appartamento del Seicento qui, a pochi passi dalla bottega. Quello che posso anticiparvi è che ci sarà una grande esposizione con tutte le nostre opere più belle. Quest’anno non riusciamo a farlo partire, se ne parlerà l’anno prossimo.

San Gregorio Armeno, il fascino dell’arte del presepe antico corrotto da souvenir e cineserie per turisti mordi e fuggi

Com’è cambiata San Gregorio Armeno nel corso degli anni?

Per me è cambiata in positivo, anche grazie all’innovazione che ho portato. A San Gregorio la gente ci viene tutto l’anno e non solo a Natale. Anche prima del boom turistico era sempre affollata, ma ora è diverso, ci sono visitatori che arrivano da ogni parte del mondo. Io sono riuscito a portare il presepe napoletano in giro per il mondo: Giappone, Texas, Caraibi;  questo per me è un motivo di orgoglio.

Ha omaggiato con la statuina tanti personaggi famosi. Qual è l’incontro che ricorda con più piacere?

Da me a dire il vero sono passati un po’ tutti, è una tappa abbastanza obbligata. Sicuramente ricordo con affetto Papa Francesco, un papa che sa stare vicino alla gente. E poi Silvio Berlusconi, mio cliente affezionato. A Berlusconi sono molto legato, è una persona speciale, con me è sempre stato un gran signore. Quest’anno mi ha già chiamato Giuliano Sangiorgi dei Negramaro per la statuina. Ce l’ho qui in bella mostra, pronta per lui quando verrà a trovarmi.

La Natività più grande del mondo è esposta nel Duomo di Napoli, l’hanno realizzata gli artigiani Cantone & Costabile

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Accompagna il marito diabetico in ospedale, lei muore di infarto e lui di ictus quando sa che la sua donna è morta

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Funerali oggi a Montale (Pistoia) per Marcello Innocenti, 87 anni, e Giovanna Perugi, 86 anni, marito e moglie che il 4 dicembre sono morti all’ospedale di Pistoia, a distanza di 10 minuti l’uno dall’altra. Nella vicenda, molto particolare, la donna, ha avuto un infarto mentre in ambulanza stava accompagnando il coniuge, diabetico, per un ricovero programmato per un intervento di angioplastica. Durante il tragitto Giovanna Perugi ha chiesto di fermare il mezzo per scendere e prendere aria per un malessere. Avrebbe accusato anche nausea. In realta’ erano sintomi di un infarto e i volontari, accorgendosi della gravita’ delle sue condizioni, hanno attivato subito il soccorso tentando la rianimazione e chiedendo intanto l’intervento di un altro mezzo del 118, col medico a bordo. Il personale ha provato a rianimare e stabilizzare la donna, in strada, appena un chilometro dopo la loro abitazione, riuscendoci per il tempo necessario a raggiungere il pronto soccorso, dove la donna, pero’ e’ spirata. Nel frattempo Marcello Innocenti, che aveva visto la moglie sentirsi male, veniva tranquillizzato dai volontari che lo hanno consigliato di proseguire il tragitto in ospedale, dove e’ arrivato ed e’ stato sistemato in una camera di degenza. Nonostante le rassicurazioni del personale sulla sorte della moglie, che ancora era in vita benche’ in gravi condizioni, Marcello Innocenti, forse per l’ansia di non vedere piu’ la moglie, ha avuto un ictus ed e’ deceduto in ospedale. Circa dieci minuti dopo muore al pronto soccorso la moglie Giovanna Perugi per la quale le manovre rianimatorie non danno piu’ esito. I due erano sposati da ben 57 anni. Oggi pomeriggio, nella chiesa di Montale numerose persone si sono strette al figlio e ai parenti nelle esequie.

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Tassista bestia spacca il setto nasale ad un turista a Fiumicino solo perchè gli chiede di azionare il tassametro

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Un pugno in faccia. Tanto violento da spaccargli il setto nasale. Solo perché aveva chiesto al tassista a Fiumicino di applicare del tassametro. Il passeggero sbarcato all’aeroporto “Leonardo da Vinci” proveniente da Madrid-Barajas, tutto si sarebbe aspettato al suo arrivo in Italia eccetto che dover passare per il Cto di Roma a sistemare una frattura seria al setto nasale che gli costerà almeno 30 giorni di prognosi. Il tassista è stato identificato subito dalla Polizia di Stato. È stato portato negli uffici dello scalo e denunciato per lesioni con l’aggravante dei futili motivi. Tutto si è consumato nel giro di pochissimi minuti. Il passeggero, rivoltosi a un tassista in regolare servizio, solo per aver chiesto l’applicazione del tassametro per una corsa dallo scalo aereo alla capitale, è stato aggredito: la violenta scena, ripresa dalle telecamere posizionate nell’area esterna Arrivi del terminal 3, è avvenuta nella totale indifferenza sia degli altri tassisti e degli addetti volontari del “Taxi Service” che si occupano di assistere i passeggeri che richiedono il servizio di trasporto, sia delle altre persone in transito. Nel video appare l’uomo che si rivolge al tassista, che appare fin da subito visibilmente irritato, al punto da rifiutare il carico dei bagagli: mentre e’ in corso la discussione fra i due, un assistente del servizio Taxi con indosso un fratino giallo fa salire a bordo della stessa vettura un altro cliente, mentre il tassista si rimette alla guida.

Il primo viaggiatore, infastidito, bussa piu’ volte sul vetro posteriore della vettura per chiedere spiegazioni e il tassista infuriato, scende e a passo spedito, gli va incontro e lo colpisce con un pugno in pieno volto. L’uomo cade all’indietro mentre il tassista riparte alla guida dell’auto con l’altro cliente a bordo. Non vogliano nemmeno immaginare che tipo di viaggio ha fatto l’altro cliente che ha visto questo energumeno tornare nel taxi e portare un cliente a destinazione dopo aver preso a pugni un altro cliente. Ora, l’equazione tassista-truffatore-picchiatore è semplice. Così come sarà semplice sputare addosso all’intera categoria dei tassisti romani e della città di Roma. Ecco, direi che è forse il caso di provare a isolare l’episodio, parlare dell’energumeno che speriamo venga stangato dalla giustizia e dal comune (che presumibilmente gli toglierà la licenza, si spera) ed evitare generalizzazioni che servono solo a banalizzare una questione seria. L’accoglienza in Porti ed Aeroporti italiani dei turisti e degli stessi italiani. Per fortuna non tutti i tassisti sono come l’energumeno violento che è stato denunciato. Diciamo che la percentuale di inciviltà nella categoria dei tassisti è nella norma di tutte le altre categorie. O almeno lo speriamo.

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Concorso per netturbini a Barletta, 9 dei 13 vincitori sono laureati

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Sono nove i laureati che si sono aggiudicati un posto da operatore ecologico a tempo indeterminato a Barletta, con la società municipalizzata ‘Barsa’. Nella graduatoria in cui si leggono i nomi dei 13 vincitori, tra cui quattro diplomati, spicca al primo posto un laureato in ingegneria con 110 e lode, come raccontano alcuni quotidiani.

“Il lavoro – ha spiegato il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito – è una priorità, anzi un’emergenza, e questo spinge ragazzi dal curriculum brillante, con lauree e specializzazioni, a candidarsi e vincere concorsi pubblici per fare tutt’altro rispetto a quello per cui hanno studiato e su cui, probabilmente, avevano puntato. E così un laureato in ingegneria può diventare un operatore ecologico”. “La lettura di questo fatto non può che essere sociologica – aggiunge il primo cittadino – e a questi ragazzi voglio dire che il lavoro e’ sempre dignitoso, ma auguro loro che questa sia una esperienza che gli possa tornare utile nella loro vita in attesa di una piena realizzazione”.

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