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È guerra aperta tra Trump e New York che gli fa causa

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Tra Donald Trump e la sua New York e’ guerra aperta. Le autorita’ dello stato sono pronte infatti a fare causa all’amministrazione federale che ha vietato a migliaia di newyorchesi la possibilita’ di iscriversi al programma Global Entry, quello che prevede una sorta di corsia preferenziale a chi entra negli Usa evitando lunghe file per i controlli negli aeroporti e ai confini. Un dispetto del tycoon, che non ha gradito l’appoggio del governatore Andrew Cuomo alla legge statale che d’ora in poi permette di avere la patente di guida anche agli immigrati senza documenti. Non solo: la legge newyorchese impedisce l’accesso ai registri delle licenze di guida agli agenti federali, soprattutto a quelli anti-immigrazione dell’Ice, a meno che non ci sia un ordine della magistratura. Una cosa che alla Casa Bianca viene vista come inaccettabile. L’ennesimo scontro, dunque, sulla questione immigrati. Un braccio di ferro che va avanti da quando New York, insieme ad altre metropoli Usa come Los Angeles o San Francisco, si e’ rifiutata di collaborare con gli agenti federali incaricati di eseguire le fasi piu’ controverse della stretta di Trump sull’immigrazione illegale. Di qui la minaccia e il tentativo del presidente di tagliare i fondi federali destinati alle cosiddette ‘citta’ santuario’, quelle che hanno delle politiche volte a proteggere gli immigrati clandestini che lavorano e in attesa di regolarizzare le propria posizione. In particolare, il giro di vite sulle iscrizioni al programma Global Entry deciso dall’amministrazione Trump riguarda almeno 50 mila newyorchesi in attesa di risposta e altri 175 mila la cui partecipazione al programma scade quest’anno. La procuratrice generale dello stato di New York, Letitia James, che portera’ avanti la causa, accusa il governo federale di “atti arbitrari e capricciosi”. “Combattero’ l’ennesima crociata del presidente Trump contro quella che una volta era la sua casa”, quella New York verso cui – aggiunge – “ora vuole compiere atti di pura e semplice rappresaglia in nome delle sue politiche xenofobe”.

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New York, coronavirus: se continua così saranno scavate fosse comuni nei parchi cittadini

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Nello Stato di New York  potrebbero decidere di far ricorso a fosse comuni scavate nei parchi pubblici. La misura, come riferisce il New York Times, è fra quelle contemplate per far fronte all’emergenza delle sepolture per le vittime del coronavirus. Nello Stato il numero delle persone contagiate ha superato 130 mila, 10 mila casi solo nelle ultime 24 ore, ha detto il governatore Andrew Cuomo, dati che ne fanno il più colpito degli Stati Uniti. Se gli obitori cittadini non dovessero più riuscire  far fronte alle sepolture allora potrebbe scattare un piano di emergenza che prevede la sepoltura nei parchi.

 

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Coronavirus, Boris Johnson si aggrava: è in terapia intensiva perchè ha bisogno di ossigeno

Sal Sparace

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Ora c’è anche un comunicato stampa ufficiale di Downing Street che certifica la difficile situazione che attraversa il primo ministro Boris Johnson. “Da domenica sera, – scritto nel comunicato –  il Primo Ministro è stato curato dai medici dell’ospedale St Thomas di Londra, dopo essere stato ammesso con persistenti sintomi di coronavirus. “Nel corso di questo pomeriggio, le condizioni del primo ministro sono peggiorate e, su consiglio del suo team medico, è stato trasferito all’unità di terapia intensiva dell’ospedale.  Il Primo Ministro ha chiesto al Segretario agli Esteri Dominic Raab, che è il Primo Segretario di Stato, di sostituirlo temporaneamente.  Il Primo Ministro – è scritto sempre nel comunicato stampa – sta ricevendo un’eccellente cura e ringrazia tutto lo staff del National Health Service (Servizio Sanitario Nazionale)  per il loro duro lavoro e dedizione”.  Johnson è stato dunque trasferito in terapia intensiva (unità di terapia intensiva) del St Thomas affinché possa avere le migliori cure in caso di necessità. Che la situazione sia difficile lo testimonia anche il tweet del capo dell’opposizione, il neo leader dei Labour Keir Starmer.  “Notizia terribile. Tutti i pensieri del Paese sono con il primo ministro e la sua famiglia in questo momento così incredibilmente difficile” ha scritto in un tweet  Starmer dopo il trasferimento di Johnson in terapia intensiva al St Thomas hospital di Londra.

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Incubo coronavirus in Spagna, cala il numero dei morti ma sono 13.055 e 135.032 contagiati

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Il numero di morti per coronavirus sono calati in Spagna per il quarto giorno consecutivo: 637 i decessi registrati. Il ministero della salute ha dichiarato che il numero, il piu’ basso in 13 giorni, ha portato il totale dei morti a 13.055, secondo solo all’Italia. Anche il numero di nuove infezioni ha rallentato, aumentando del 3,3 per cento a 135.032, in calo rispetto al 4,8 per cento del giorno prima.

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