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M5S verso manifestazione anti-vitalizi, “sarà piazza dei cittadini”

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Una piazza con i cittadini, i militanti protagonisti. Una protesta che avra’ soprattutto un obiettivo: il ripristino dei vitalizi. Il capo politico Vito Crimi e i vertici del M5S cercano di stemperare le polemiche interne alla manifestazione del 15 febbraio circoscrivendone la portata tematica e tornando a sottolineare che non sara’ certo il governo ad essere messo in discussione. Del resto, in piazza – come assicura Paola taverna sulle pagine de Il Fatto Quotidiano – ci saranno anche i ministri. Una manifestazione dal sapore “identitario” insomma, si sottolinea nel Movimento. Eppure le polemiche continuano a non mancare nel solco della frattura interna tra “filo-Pd” e “filo-populisti”. Non e’ escluso che qualche ministro – o sottosegretario – diserti la piazza mentre resta da vedere quanto saranno omogenei gli interventi dal palco delle varie anime del Movimento. Chi parlera’ per primo? Luigi Di Maio, che rientrera’ nell’agone politico proprio in occasione della manifestazione di San Silvestro – sara’ sul palco o tra il pubblico? L’idea dei vertici, in ogni caso, e’ quella di una piazza “calda”, partecipata ma pacifica. Con toni decisi ma civili. E con certo ottimismo che, si spiega, serpeggia gia’ sul numero dei partecipanti. Eppure i nodi non mancano. Come quello della scaletta, elemento cruciale degli equilibri interni in un momento di estremo caos nel Movimento. O come le eventuali ripercussioni sul governo. Di certo, si sottolinea nell’entourage di Crimi, il lavoro del M5S nell’esecutivo prosegue sull’onda di un accordo sulla prescrizione. La volonta’, si rimarca, e’ quella di andare avanti, di accelerare sui temi e di non farsi distrarre da beghe politiche. Non sara’ facile. Il nodo delle alleanze alle Regionali potrebbe essere un fattore di ulteriore destabilizzazione interna. E, sullo sfondo, resta il tema della revoca ad Autostrade. Tema sul quale, non a caso, oggi la Lega torna a “sedurre” il Movimento. “Se il Governo non decide noi siamo pronti”,e’ l’amo gettato dal ligure Edoardo Rixi.

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Cronache

Blitz anticamorra tra Bagnoli e Napoli, il clan D’Ausilio taglieggiava tutti e controllava i parcheggiatori abusivi

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I carabinieri del Comando Provinciale di Napoli stanno eseguendo numeri arresti nei quartieri di Cavalleggeri, Bagnoli, Coroglio ed Agnano, zona flegrea, a nord ovest di Napoli.
L’inchiesta illumina le attività illecite delle cosche di camorra, le estorsioni da parte del clan dominnte nell’area, la cosca D’Ausilio, in danno di attività imprenditoriali e commerciali.
Le indagini hanno permesso, inoltre, di acquisire importanti elementi probatori in relazione ad una gestione “mafiosa” dei parcheggi abusivi in prossimità dei locali notturni nell’area flegrea. I parcheggiatori dovevano versare al clan una tangente di almeno 200 euro a settimana. Segnale questo che dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, che il fenomeno criminale dei parcheggiatori abusivi è in massima parte funzionale all’arricchimento della camorra e al controllo militare del territorio.

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Cultura

Procida Capitale della cultura, la gioia del sindaco di Ischia Ferrandino: opportunità per tutte le isole del Golfo 

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Dopo mesi di paralisi e depressione economica, le isole napoletane intravedono una luce in fondo al tunnel. È la nomina di Procida a Capitale italiana della cultura 2022, annunciata stamattina dal ministro per i beni culturali Dario Franceschini, un’occasione che può rappresentare un volano per l’economia di quegli splendidi territori a forte vocazione turistica. È anche per questo motivo che Enzo Ferrandino, sindaco del Comune di Ischia, accoglie con soddisfazione la notizia. “Gioiamo per questa importante affermazione conseguita dalla comunità procidana e siamo sicuri che potrà avere riverberi positivi anche per l’economia dell’isola di Ischia”. Ischia, con la sua enorme capacità ricettiva, si prepara così ad accogliere gli ingenti flussi turistici che saranno richiamati dalla nomina di Procida a capitale Italiana della cultura. 

Il sindaco di Ischia. Enzo Ferrandino

Sindaco Ferrandino, come commenta la nomina di Procida a Capitale italiana della cultura 2022?

Credo sia la vittoria di una comunità che ha saputo conservare la sua autenticità facendone un motivo di vanto, un vessillo da ostentare con orgoglio. È questo il messaggio che Procida lancia con questo successo: l’importanza di saper valorizzare le piccole comunità.

Ischia. Castello Aragonese

Quella di Procida è una vittoria anche per le altre isole napoletane, la sente come sua?

Assolutamente sì. Gioiamo di questa grande affermazione conseguita dalla comunità procidana. Con un post su Facebook mi sono complimentato col sindaco Dino Ambrosino, che ha creduto fortemente in questa iniziativa. Credo riuscirà a valorizzare la tradizione del territorio di Procida in modo efficace. Sono sicuro, inoltre, che questa successo potrà avere riverberi positivi anche per la nostra isola e in generale per tutta la Regione Campania. 

Imboccaturea del Porto di Ischia

Quale apporto sarà in grado di fornire Ischia a Procida Capitale della cultura?

Ischia è uno scrigno che custodisce tesori dal punto di vista storico e paesaggistico. Dal punto di vista turistico può offrire moltissimo, dal termalismo all’enogastronomia; completerà l’offerta procidana. Credo inoltre che, disponendo di tante strutture ricettive, Ischia potrà contribuire a garantire l’ospitalità degli ingenti flussi turistici. Da questo punto di vista noi sapremo farci trovare pronti. 

Quanto saranno importanti il dialogo e la collaborazione fra le due isole?

Credo saranno fondamentali. Con Dino abbiamo un rapporto di amicizia e stima personale, oltre che di apprezzamento del lavoro svolto dalle rispettive amministrazioni. In tante iniziative c’è coincidenza di vedute e di finalità, e sono sicuro che questo rapporto già saldo fra le nostre isole si fortificherà ulteriormente e sarà foriero di successi per tutti. 

Che momento è per Ischia dal punto di vista economico e sanitario?

Come tutte le località turistiche, oggi Ischia vive un momento severo, perché le misure di contenimento dell’emergenza sanitaria mal si conciliano con le attività ordinarie dell’ospitalità. Il mio auspicio è che l’attività di vaccinazione proceda in maniera spedita, così da poter salvare la stagione 2021. L’emergenza sanitaria ad oggi è sotto controllo, l’isola fa registrare una percentuale di contagiati molto bassa, un positivo ogni 680 abitanti. Il nostro ospedale non ha al momento ricoverati Covid. Dobbiamo monitorare la situazione e vedere come evolve.

Crede che il 2022 potrà rappresentare l’anno della ripartenza per i territori a vocazione turistica?

Io spero in realtà che già il 2021 possa essere l’anno della ripresa, ma sicuramente il 2022 sarà contraddistinto da importanti flussi turistici per le nostre isole. Procida 2022 veicola un messaggio importante: la cultura può essere un’occasione per le comunità per crescere dal punto di vista economico. La cultura è sempre stata la colonna portante della nostra società e Procida sarà la  prova che con la cultura si può anche mangiare, a dispetto di quanto pensano in molti. 

Procida Capitale italiana della cultura per il 2022, il sindaco Ambrosino: premio ai piccoli comuni e occasione per le isole e i Campi Flegrei

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Ambiente

Claudio Pelizzeni, da bancario a travel blogger: vi racconto il giro del mondo che mi ha cambiato la vita

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Claudio Pelizzeni aveva trentadue anni e una carriera avviata in banca come vicedirettore di filiale, un buon posto fisso che lo rendeva però insoddisfatto, inquieto. Ad un certo punto comprende che quella vita non gli appartiene e che è arrivato il momento di imprimere una svolta. Una sterzata netta. Rassegna le dimissioni per inseguire il suo sogno più grande: fare il giro del mondo senza aerei. Il suo è un viaggio lento, per riappropriarsi delle distanze ed entrare in contatto con i popoli del mondo. Dura mille giorni, fra il 2014 e il 2017, snodandosi attraverso quarantaquattro Paesi e cinque continenti. Le storie, gli incontri e le emozioni di quell’avventura sono confluiti nel romanzo autoprodotto “L’orizzonte ogni giorno un po’ più in là”. Oggi Pelizzeni è travel blogger e tour operator. E nonostante la pandemia, non perde l’ottimismo: “appena sarà possibile torneremo a viaggiare per il mondo”. 

Pelizzeni, partiamo dal momento in cui ha deciso di stravolgere la sua vita.

Lavoravo ancora in banca, a Milano. Un giorno, dal treno che mi avrebbe riportato a casa a Piacenza vidi un tramonto e fu come un’epifania: mi chiesi se fossi felice e la risposta fu negativa. Osservata dall’esterno, quella vita poteva sembrare soddisfacente ma per me era vuota, non mi apparteneva. Pensai allora che avrei dovuto provare ad essere veramente felice almeno una volta nella vita. Viaggiare era la mia passione più grande e decisi così di provare a fare del viaggio la mia vita. Allora mi licenziai e dopo alcuni mesi di preparazione partii per il mio giro del mondo senza aerei; da lì è cominciato tutto. 

Quanto è durato il suo viaggio? Quale itinerario ha seguito?

Ci ho messo mille giorni, quasi tre anni. Ho visitato quarantaquattro Paesi e cinque continenti. Sono partito da Piacenza e mi sono diretto verso est, verso il sorgere del sole. Ho fatto la Transiberiana e poi giù in Cina. Mi sono fermato per alcuni mesi nel subcontinente indiano fra Nepal – dove ho fatto volontariato in un orfanotrofio – e India. Poi verso il sud-est asiatico; da qui mi sono imbarcato su un cargo mercantile diretto in Australia, il primo grande obiettivo del mio viaggio. Sempre a bordo di un cargo sono arrivato in Nord America; sono sceso in America Latina e poi ancora un cargo fino all’Africa occidentale. Da lì infine, il mio ritorno in Europa. 

Come impiegava il tempo durante i lunghi spostamenti a bordo dei cargo mercantili?

Quella del cargo è un’esperienza noiosa e lunghissima. Per attraversare il Pacifico ho impiegato ventisei giorni, è stata dura. Dopo aver visto tutte le serie tv e i film che avevo sull’hard disk ho iniziato ad annoiarmi terribilmente. Durante quei giorni tutti uguali ho trovato però la concentrazione per iniziare a scrivere il libro del mio viaggio, “L’orizzonte ogni giorno un po’ più in là”. Sono tornato in Italia che non avevo più un euro, quel libro autoprodotto mi ha dato lo slancio per ripartire. 

Durante la sua avventura, incominciava però già a raccontare il viaggio attraverso un blog, Trip Therapy. 

Nel blog ci ho investito tanto, concependolo come un lavoro sin dal principio, quando non ci guadagnavo niente. Su Trip Therapy raccontavo il viaggio mentre lo vivevo. Avevo anche una pagina dedicata al budget quotidiano. Ho finanziato il mio viaggio con la liquidazione, poco meno di quindicimila euro, una media di quindici euro al giorno per mille giorni. Poi ho incominciato a collaborare con il programma di Licia Colò, “Il mondo insieme”, inviando i miei video dal mondo. Così ho iniziato ad avere maggiori disponibilità economiche. In Sud America ho anche lavorato tanto negli ostelli in cambio di ospitalità. C’è anche un altro motivo per cui decisi di raccontare il mio viaggio. Io soffro di diabete e ho scoperto che tante persone con questa patologia si precludono moltissime esperienze. Con la mia avventura spero di aver dimostrato che con le giuste accortezze chi soffre di diabete può fare qualsiasi cosa.

Quali sono stati i momenti più significativi del suo giro del mondo?

Il primo fu la complessa frontiera fra India e Birmania. La passai alla fine del 2014, il 28 dicembre e la mia era la firma n.12 su quel registro: non l’aveva attraversata nessuno. Fui fortunato: in quel periodo la regione indiana del Manipur si stava aprendo al turismo e realizzando un video per la camera del turismo della regione riuscii ad ottenere il permesso. Dopo poco però, dovetti interrompere il viaggio. Mio padre stette male e rientrai in Italia giusto in tempo per salutarlo. Dopo il funerale, ripartii esattamente da dove mi ero fermato, a Bangkok. Raggiungere l’Australia rappresentò un altro snodo fondamentale, era quello in origine il primo grande obiettivo che mi ero prefissato. Arrivarci significava già tanto, ma decisi di continuare e di completare il giro del mondo. Anche l’India e la Patagonia sono stati dei periodi formativi. Ma ogni Paese è unico e proprio non riesco a fare classifiche.

Qual è l’insegnamento più importante che ha tratto dal viaggio?

L’insegnamento più grande è l’importanza di avere consapevolezza di sé e di riuscire a dialogare con se stessi, che non è sempre facile. Spesso viviamo secondo i condizionamenti sociali, andiamo avanti col pilota automatico e a volte non ci accorgiamo che stiamo vivendo una vita che non ci appartiene. Io credo che se hai coscienza di chi sei e di ciò che vuoi fare della tua vita, puoi vivere felice mentre provi a realizzare il tuo sogno.

Come ha trasformato la sua passione in un lavoro, una volta rientrato in Italia?

Il libro andò molto bene e fu un trampolino di lancio. Il blog continuò ad essere seguito e iniziarono ad invitarmi in radio e in televisione per raccontare la mia storia. Dopo due apparizioni sul palco di TED iniziai anche a fare speech motivazionali per le aziende. Al primo libro sono seguite altre due pubblicazioni, ora sto scrivendo il quarto. E poi, dopo tanti viaggi in solitaria, ho sentito l’esigenza di condividere questa passione con altre persone, così ho iniziato ad organizzare dei viaggi di gruppo. E quello alla fine è diventato il mio lavoro: insieme ad altri cinque travel blogger abbiamo messo in piedi un tour operator. Il nostro progetto però è partito in salita: abbiamo lanciato online “Si Vola” ad ottobre del 2019, poco prima del Covid-19.

Che momento è per il settore viaggi?

Il momento è difficilissimo e i ristori non sono arrivati. Noi siamo stati anche sfortunati; ci sono aiuti per le partite Iva ma devono essere aperte almeno da quattro anni. Per gli aiuti al settore turistico invece fanno fede i bilanci del 2019, ma noi abbiamo aperto proprio in quell’anno. Il quadro è drammatico, continuiamo a programmare viaggi che poi siamo costretti ad annullare. Nonostante tutto guardiamo al futuro con positività. C’è tanta gente che vorrebbe partire con noi. Siamo convinti che, appena sarà possibile, la gente ricomincerà a viaggiare per il mondo. 

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