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Sport

Champions, la sfida Napoli – Barcellona: le squadre arrivano fra gli applausi

Marina Delfi

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Ha attraversato tutta la città per raggiungere lo stadio San Paolo fra gli applausi dei tifosi del Napoli: si saranno meravigliati Messi e compagni ma Maradona prima e Lavezzi poi lo avevano detto alla ‘pulce’ che quello napoletano è un pubblico straordinario. Palato fine, amore per il calcio oltre che, sviscerato, per il Napoli. Vedere Messi ritenuto oggi il miglior calciatore al mondo, il ‘figlio’ calcistico di Maradona fa applaudire anche chi tifa azzurro. E a proposito i napoletani sono entrati nel loro tempio del calcio con il piglio di chi sa che stasera deve fare la partita della vita,

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Salute

Calcio, Napoli: allenamenti in casa, dieta mediterranea e vitamine in attesa del ritorno in campo

Valeria Grasso

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Tabella di marcia casalinga a pieno ritmo per i giocatori del Napoli con attenzione per la nutrizione e “challenge” quotidiane di allenamento.
I giocatori azzurri sono tutti a casa – a Napoli e dintorni – con le loro famiglie. Al di là dei momenti di svago da dedicare a fidanzate, mogli e figli, i calciatori in quanto professionisti continuano ad allenarsi – tra le mura domestiche – grazie a piani precisi e personalizzati.

Lo staff medico azzurro – diretto dal dottor Raffaele Canonico con i colleghi Enrico D’Andrea e Gennaro De Luca – supervisiona quanto definito dai nutrizionisti ad hoc per atleti professionisti in un periodo di emergenza come questo. I giocatori hanno avuto dei piani alimentari, nutrizionali di supplementazione individuali che prevedono un leggero calo delle calorie. A casa gli azzurri fanno un allenamento importante di 90-120 minuti, con supplemento di vitamina C, integrazione con vitamina D, resveratrolo, betaglucano e tutto ciò che sia utile a rinforzare il sistema immunitario e le difese antiossidanti, partendo sempre dai principi della dieta mediterranea.

Ospina

Per gli allenamenti sotto il controllo costante dello staff tecnico, un’ottima organizzazione, anche divertente e dunque stimolante, implica non solo il monitoraggio costante del peso degli atleti ma anche la realizzazione di programmi quotidiani di allenamento attraverso dei video con delle ‘sfide’ talvolta basate sul tempo, cioè fare nel minor tempo possibile una determinata serie di esercizi, e talvolta sulla quantità, cioè fare delle serie fino ad esaurimento.

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Sport

Al ristorante di Milik in Polonia si cucina per i medici, Koulibaly fa la spesa per 500 famiglie, gli altri “azzurri” fanno donazioni

Valeria Grasso

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Solo fino a qualche settimana fa nel suo “food&ball” nella città di Katowice, nel sud della Polonia, i tavoli erano occupati da chi ama la bella vita: un ristorante moderno, piacevole, quello di Arek Milik,con una buona cucina fusion fra  Italia e Polonia. In questi tempi di covid-19 il locale ha chiuso i battenti al pubblico per le note disposizioni ma l’idea solidale messa in campo è stata quella di tenere aperta la cucina per confezionare pasti per il personale medico degli ospedali del territorio.

Tutto ciò avviene attraverso l’account Instagram del locale che tramite il passaparola mette al corrente tutti i sostenitori e piano piano ha allargato il numero degli ospedali beneficiari aumentando ogni giorno il volume dei pasti sfornati.
In queste ultime ore si sono anche succedute per Milik varie ipotesi di mercato (il valore del n.99 si aggira sui 45 milioni di euro): Atletico Madrid, Siviglia, Tottenham, Schalke 04 e anche Milan, per una quotazione anche se pare che il Napoli (notizie fresche di giornata) ritenendolo un giocatore importante abbia espresso la volontà di rinnovargli il contratto.

Arkadius Milik non è il solo grande esempio di solidarietà fra i giocatori del Napoli: con lui c’è fra gli altri anche Kalidou Koulibaly. La serie A è ferma dal 9 marzo scorso ma molti calciatori sono attivi e stanno dando il meglio di sé nella lotta contro il coronavirus. Perché è nel momento di difficoltà e di bisogno che chi può, è giusto che si dia da fare. Kalidou ha messo all’asta la sua maglietta usata contro il Liverpool in Champions League lo scorso 17 settembre al San Paolo.

Il ricavato contribuirà a sostenere per le feste pasquali 500 famiglie indigenti di Napoli e provincia nella spesa alimentare. A ruota Allan, Mertens e Ghoulam stanno dando vita ad analoghe iniziative di solidarietà basate su loro donazioni e raccolta fondi. E quasi tutti, a partire da Lorenzo Insigne hanno dato e chiesto di dare una mano all’ospedale Cotugno, struttura in primo piano a Napoli nella lotta al coronavirus.
Ma a  campionato fermo è anche tempo di calciomercato: nonostante i ‘boatos’ su questo o quello in procinto di lasciare Napoli e il Napoli, è interessante sentire che cosa ha da dire Cristiano Giuntoli, il direttore sportivo della squadra di Aurelio De Laurentiis: “I grandi campioni non verranno scontati e saranno contesi tra i grandi club” .

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Sport

Stop allenamenti, ma ‘piano per ripartire da maggio’

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Il freno a mano è tirato al massimo, ma il mondo dello sport pensa già alla ripartenza, in bilico tra auspici e realismo, nel bel mezzo della pandemia. Il nuovo provvedimento governativo che vieta qualsiasi tipo di allenamento in qualunque impianto sportivo e’ di fatto il picco della stretta per i professionisti di ogni disciplina, ultimo gradino dopo le porte chiuse, lo stop alle gare, il divieto agli allenamenti di gruppo. Il successo sul fronte sanitario e’ inversamente proporzionale agli effetti economici del blocco del Paese e anche lo sport paga il pesantissimo costo sulla propria pelle. Per questo cerca tutti i modi per uscirne al piu’ presto, trovando sponda nell’attivita’ del ministro Vincenzo Spadafora, che ha promesso “un piano straordinario per lo sport, per far ripartire le attivita’ da maggio”. “Ma per poter ripartire allora – ha sottolineato il ministro – bisogna che a quella data tutte le realta’ sportive possano arrivare con le risorse necessarie”. Un impegno sul doppio binario, quindi, economico ed organizzativo, che va portato avanti con la regia del Coni e l’impegno almeno di tutte le principali federazioni. Pandemia permettendo, il tempo stringe se si vuole davvero riprende il mese prossimo, come peraltro spera di fare soprattutto il calcio. Ed e’ proprio con la Figc che Spadafora ha avviato in serata una serie di incontri in videoconferenza con i presidenti delle cinque maggiori federazioni (“per numeri economici, di tesserati e societa’ affiliate”). Il n.1 del calcio, Gabriele Gravina, cerca di fare il possibile per completare i campionati, soprattutto quello di serie A, chiedendo una sponda al governo. La Lega della massima serie, che si ritrova domani in assemblea, ha da affrontare intanto il nodo del taglio degli stipendi con una soluzione possibilmente condivisa e in accordo con l’Assocalciatori, poi se la vedra’ anche con la grana calendari. Non tutte le societa’, pero’, sarebbero d’accordo a terminare la stagione a tutti i costi. Intanto, in Belgio si e’ praticamente deciso, anche se manca l’imprimatur definitivo, che il campionato si chiuda ora, col Bruges campione. Un esempio, anche se il peso specifico della Pro League e’ ben diverso da quello della serie A. Sul calcio e sul giro di denaro che muove anche in favore delle altre discipline e’ volta quindi la principale attenzione, ma la volonta’ sembra quella di non voler lasciare indietro nessuno per evitare di aggiungere macerie a macerie. Spadafora conta di avere da questi incontri – oggi sentiva anche la Fipav, domani il basket, il tennis, e poi ciclismo, nuoto e atletica – materiale utile per decidere come agire anche tenendo conto del dossier che il Coni sta predisponendo. Il piano e’ predisporre al piu’ presto non solo “un programma di aiuti economici per le societa’ e i lavoratori”, ma soprattutto “il piano straordinario di rilancio” da attuare non appena sara’ possibile riprendere la normale attivita’. Quello che resta come enorme. insormontabile interrogativo.

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