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Tute blu in piazza, ‘il Governo fa come Schettino’

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I metalmeccanici hanno scioperato per otto ore e sono scesi in piazza a Milano, Firenze e Napoli per chiedere a governo e imprese di mettere al centro lavoro, industria, diritti e salari. Politiche assenti per i sindacati visto che, sintetizza il segretario della Fim-Cisl Marco Bentivogli, “il Governo in questa permanente campagna elettorale fa un po’ come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave”. I confederali hanno dato una prova unitaria nel percorso partito a Roma il 9 febbraio e che si chiudera’ il 22 giugno a Reggio Calabria. A Milano hanno sfilato con Bentivogli il segretario Cgil Maurizio Landini e il predecessore Susanna Camusso. A Firenze c’erano i segretari Cisl Annamaria Furlan e Uilm Rocco Palombella. A Napoli quelli di Uil, Carmelo Barbagallo, e Fiom, Francesca Re David. “Il Governo deve sapere che se non cambia non ci fermiamo” ha detto Landini guardando la piazza che ha piu’ volte chiesto lo sciopero generale. “Se il Governo continua a non ascoltarci e’ chiaro che non escludiamo nulla” ha aggiunto. Se “le richieste nostre resteranno inascoltate” ha annunciato Palombella “chiediamo a Cgil Cisl e Uil di prepararsi a un nuovo sciopero generale”, mentre Barbagallo ha puntualizzato che “gli scioperi non li minaccio: se necessario, li faccio”. Il perimetro dell’azione del sindacato l’ha rivendicato Bentivogli. “Non ci spetta fare opposizione politica, ma quando si attacca il lavoro non e’ un optional mobilitarsi: e’ il nostro dovere” e “a chi dice ‘prima gli italiani’ noi diciamo ‘prima il lavoro”. Cosi’ tra Milano, Firenze e Napoli e’ stato un lungo elenco delle mancanze imputate al Governo. Dalle tante crisi aziendali – in testa Whirlpool all’ArcelorMittal – che per Fim mettono a rischio dagli 80.000 ai 280.000 posti, col Mise diventato, per Bentivogli, “un luogo fantasma, dove si convocano per inerzia le parti ma non si trova mai nessuna soluzione”. Di conseguenza, soprattutto al Sud c’e’ una “desertificazione” industriale per Francesca Re David. La critica all’esecutivo e’ a 360 gradi. Furlan, da Firenze, ha dato l’affondo alla Flat Tax (“una riforma che prema i ricchi”) mentre Bentivogli ha strigliato chi minimizza gli effetti dello spread: “e’ una tassa occulta che toglie i soldi a chi ne ha bisogno per darli agli speculatori”. Imputando al Governo di non dire “neanche una parola sulla carneficina che c’e’ ogni giorno nei luoghi di lavoro” mentre riduce “i premi Inail per le imprese” e con lo Sblocca Cantieri “da’ il via libera al subappalto dando spazio non solo a illegalita’ e insicurezza ma anche mafia, alla camorra e ‘ndragheta”.

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Matera 2019: il boom turistico è arrivato un anno prima

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Un successo che ha mosso i primi passi cinque anni fa, che si e’ poi gia’ concretizzato in pieno con 12 mesi di anticipo ma che, con alcuni piccoli accorgimenti, potra’ sicuramente riguardare anche il futuro. Nel 2014 Matera fu designata Capitale europea della Cultura 2019, oggi un’indagine della Cna turismo e commercio ha certificato che, per la Citta’ dei Sassi, il boom turistico e’ stato gia’ registrato nel 2018, con un eccellente +20% di arrivi rispetto al 2017. In un convegno che si e’ tenuto nel complesso “Le Monacelle”, in pieno centro storico, con vista sui Sassi, la Cna ha quindi analizzato i dati del 2018, ma soprattutto ha indicato la “ricetta” per i prossimi anni: c’e’ bisogno di un turismo di continuita’ e destagionalizzato. Di certo, un determinante contributo potra’ arrivare anche dall’agente segreto piu’ famoso del mondo: dalla meta’ di agosto e per circa un mese la produzione sara’ a Matera per le riprese del 25/o episodio della saga di James Bond, in uscita mondiale nell’aprile 2020. Tornando al 2018, invece, l’indagine Cna ha permesso di scoprire che “gli arrivi complessivi negli esercizi ricettivi di Matera sono ammontati a oltre 614mila”, con l’incremento di quasi il 20% rispetto al 2017. Le presenze registrate sono state 1,86 milioni, con un aumento del 5,8%.

Il punto, pero’, forse piu’ importante e’ un altro. E’ stato infatti giudicato “davvero rimarchevole il contributo dei turisti stranieri alla crescita: +22,47% i loro arrivi, +15,47% le presenze”. Nel 2018, rispetto al 2017, gli arrivi di turisti italiani hanno comunque “fatto segnare un aumento di quasi il 19%, mentre le presenze sono aumentate del 4,64%”. Tra i flussi dall’estero “significativo” il dato dei visitatori dagli Stati Uniti: oltre 14mila (+42%) con quasi 29mila presenze, “che hanno permesso agli Usa di scalzare la Francia dal primo posto. In crescita del 45% gli arrivi dal Belgio e del 35% quelli dall’Australia”. Ad attirare italiani e stranieri, secondo la Cna, “oltre alle bellezze di questa meraviglia fino a poco tempo fa quasi sconosciuta, la possibilita’ di fare turismo esperienziale, un fenomeno in crescita e in via di riconoscimento legislativo nella delega al governo in materia di turismo, gia’ approvata alla Camera”.

E per il futuro che si puo’ fare? Destagionalizzare deve diventare la parola d’ordine. Anche perche’ Matera e’ ormai considerata una citta’ d’arte, proprio come Firenze, Roma o Venezia. Tre citta’ citate non a caso, perche’ Matera ha senza alcun dubbio le potenzialita’ turistiche per diventare “il grande catalizzatore” di tutto il Mezzogiorno, come hanno sottolineato il presidente e il coordinatore nazionale di Cna turismo e commercio, Luca Tonini e Cristiano Tomei. Per farlo, pero’, ci sara’ bisogno di fare progressi sul tema dell’accessibilita’: ovvero “potenziare – attraverso l’utilizzo di soluzioni tecnologiche sostenibili – la fruibilita’ delle destinazioni che caratterizzano il territorio”.

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Poste guarda al futuro con un maxi hub per l’e-commerce

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L’e-commerce chiama, Poste Italiane risponde e inaugura un nuovo hub di smistamento pacchi, il piu’ grande d’Italia, nell’Interporto bolognese di Bentivoglio. Qui, su una superficie pari a dieci campi di calcio, ogni giorno 600 persone insieme a sistemi automatizzati di ultima generazione smisteranno 250mila pacchi in tutta Italia. A spingere simbolicamente il pulsante d’avvio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha preso il centro come esempio per ricordare che l’innovazione non e’ mai nemica del lavoro, anzi e’ un modo per evolversi e guardare al futuro. All’evento anche il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio che ha definito il centro “fiore all’occhiello” del Paese. E’ a un orizzonte nuovo, quello imposto dall’e-commerce e dall’evoluzione dei modelli di consumo e acquisto di almeno due miliardi di persone nel mondo che comprano online, cui il gruppo Poste Italiane guarda col nuovo maxi hub per la logistica. Centro nevralgico della dorsale italiana, il piu’ grande, insieme agli altri poli di Roma, Piacenza e Milano. Il capo dello Stato ha ammirato le possibilita’ delle nuove tecnologie e ha ricordato la figura chiave del postino nella storia italiana. Citando un film di Kevin Costner, ‘L’uomo del giorno dopo’, e attribuendo al portalettere il ruolo di portatore di speranza e fiducia per la ripresa del mondo. Una figura che dalla sella della bicicletta e’ stata costretta a mutare e che ora da missive e cartoline e’ diventato corriere a 360 gradi. “Questa condizione di seguire novita’ in una stagione in cui il lavoro cambia, caratterizza Poste italiane”, ha sottolineato Mattarella. L’impianto inaugurato all’Interporto bolognese e’ stato realizzato in 17 mesi grazie a un investimento complessivo di 50 milioni di euro. Per il gruppo Poste, ha sottolineato Di Maio, l’hub “dimostra di voler stare al passo coi tempi e di fare scelte ambiziose”.

Non ultima quella di schiacciare l’acceleratore anche sul piano della sostenibilita’ e dell’efficienza energetica. I 5.500 metri quadri di pannelli fotovoltaici installati sulla copertura genereranno una quantita’ di elettricita’ superiore al fabbisogno energetico diurno del centro, riducendo di 225 tonnellate le emissioni annue di CO2 nell’atmosfera. “Il nuovo centro – ha detto l’ad di Poste Italiane, Matteo Del Fante – consentira’ di realizzare il percorso di sviluppo e innovazione delineato dal piano industriale ‘Deliver 2022′, fornendo un contributo decisivo per la diffusione dell’e-commerce e della digitalizzazione nel Paese”. Si tratta di un’infrastruttura “strategica – ha aggiunto – che consente di proseguire nel solco della grande trasformazione del nostro core business di corrispondenza e pacchi e di valorizzare al meglio il potenziale di crescita dell’e-commerce”. “Un’opportunita’ strategica per Poste – l’ha definita la presidente del gruppo Maria Bianca Farina – ma anche un dovere industriale e un impegno verso i propri dipendenti e verso il Paese”. “Per Bologna e l’Emilia-Romagna – ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini – e’ un investimento molto importante, oltre alla conferma della centralita’ di questo territorio sul piano logistico e geografico”.

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Alitalia, Fs sceglie Atlantia e Di Maio parla di “grande risultato”

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E’ Atlantia il partner scelto da Ferrovie dello Stato per affiancare Delta e Tesoro nell’operazione per la nuova Alitalia. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti, che ha scartato invece le altre tre offerte sul tavolo presentate dal gruppo Toto, Claudio Lotito e dal patron di Avianca German Efremovich. Una scelta che certo non e’ quella auspicata fin dall’inizio dal M5s, da sempre freddo sulla societa’ dei Benetton, finita nel mirino dopo il crollo del Ponte Morandi. Il vicepremier Luigi Di Maio annuncia comunque la scelta come una vittoria e, non senza lanciare una stoccata al collega leghista Matteo Salvini (“un grande risultato mentre qualcuno oggi si prendeva il caffè al tavolo”), non molla la presa e assicura che comunque sulla revoca della concessione di Autostrade non si indietreggia. Atlantia, da mesi considerata come la strada piu’ percorribile, ma fattasi avanti ufficialmente solo pochi giorni fa (giovedi’ il mandato del cda all’a.d. ad approfondire e poi ieri con la presentazione dell’offerta) e’ stata scelta nel corso di una riunione fiume di oltre 4 ore del consiglio di amministrazione di Fs, che ha passato in rassegna le offerte arrivate ieri all’advisor Mediobanca da quattro soggetti. Solo Atlantia e’ stata pero’ ritenuta adatta ad andare avanti nella prossima fase, che servira’ a “condividere un piano industriale” e a definire gli “altri elementi dell’eventuale offerta”, spiega Fs, assicurando che il lavoro con i partner iniziera’ “quanto prima”. Scartati dunque gli altri tre pretendenti.

 

Quello che ci aveva sperato di più, il gruppo Toto, che avrebbe avuto il consenso di Di Maio, fa trapelare una certa delusione: “Prendiamo atto della decisione, restando convinti del valore delle nostre linee guida di Piano presentate, basate sulla crescita e sullo sviluppo di Alitalia nel medio e lungo termine”. Ostenta soddisfazione il ministro Di Maio, che affida il suo commento a Facebook. Abbiamo “posto le basi per il rilancio di Alitalia!”, annuncia a gran voce ma dicendo di non voler cantare vittoria. Atlantia, pero’, non sara’ una scelta facile da far digerire all’elettorato grillino dopo gli attacchi portati avanti in questi mesi. E infatti il ministro, sembra giocare un po’ in difesa: spiega che il cda di Fs “e’ autonomo” nella scelta di Atlantia e assicura che non c’e’ “nessun pregiudizio”. Anche perche’ lo Stato, ribadisce, avra’ la maggioranza assoluta e anche il controllo della newco. Cosi’, di dossier in dossier, torna all’attacco sulla revoca della concessione di Autostrade, garantendo che non saranno fatti passi indietro. Critiche le opposizioni (Zingaretti parla di confusione e opportunismo, Fassina chiede a Di Maio di riferire), mentre i sindacati attendono al piu’ presto una convocazione dal Mise. Sul tavolo sono aperti temi delicati, dalla messa a punto del piano industriale, alle quote azionarie alla governance. La newco dovrebbe partire con una dotazione di circa un miliardo: quello che al momento e’ certo e’ che il Mef partecipera’ con il 15%, Delta con un altro 15%, Fs potrebbe arrivare al 35% e una pari quota e’ attesa da Atlantia, con un esborso di circa 350 milioni.

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