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Cronache

Sessismo in Accademia di Modena: clima di sottomissione

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A dicembre 2021 arrivarono le prime denunce delle undici presunte vittime del tenente colonnello dell’Esercito Giampaolo Cati, ex capo del Centro ippico militare dell’Accademia di Modena accusato di stalking e violenza privata, minacce e ingiurie ai danni dei suoi sottoposti. Si raccontava di una situazione di “quasi sottomissione”, di un “clima costante di angoscia e tensione”, di “umiliazioni, “atteggiamenti sessisti”, di scatti d’ira immotivati e improvvisi con calci agli oggetti. Un mese dopo, alla fine di gennaio, ad un’emittente locale fu recapitata una lettera anonima e alcuni file allegati, finiti agli atti dell’inchiesta chiusa dalla Procura di Modena, che si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per l’ufficiale. Si tratta di registrazioni di alcune intimidazioni, dalla missiva attribuite allo stesso Cati. Tutto venne consegnato ai carabinieri. Nel testo della lettera si faceva riferimento alle condotte dell’ufficiale, ai “maltrattamenti” al personale e si chiedeva “aiuto, prima che sia troppo tardi per chi non sopporta più”. Nelle registrazioni si sente una voce maschile che pronuncia alcuni cognomi di militari in servizio al centro. Poi dice anche: “Trovate una soluzione a questo… divento una bestia! Voi avete conosciuto niente”.

E ancora: “Non avete conosciuto niente di quello che io posso essere. Voi non dormite la notte, mi dovete far telefonare dal generale comandante per cercare un attimino di respirare, perché io non faccio respirare nessuno”. Oppure, in un altro audio: “Io ho buttato giù la porta della selleria… capito… Io arrivo prendo a calci la porta della selleria finché non vi casca addosso (…)”. Sono documenti inseriti nel fascicolo che sembrano rafforzare il quadro accusatorio dove sono ricostruite le vessazioni da parte di Cati. E che in qualche modo confermano i racconti messi a verbale dai sottoposti: per esempio, si legge in una denuncia, il tenente colonnello avrebbe ripreso un soldato che aveva dimenticato di mettere la coperta a un cavallo, obbligandolo a togliersi la felpa in modo che anche lui si sentisse “come il cavallo”. Ci sono poi le allusioni sessuali alle donne, confermate da più soldati e frasi che avrebbe detto a chi tentava una mediazione: “Tu non devi stare dalla loro parte, sono come i cavalli, vanno domati, devono lavorare sempre sotto stress per averne il controllo”.

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Cronache

Lavoratore 21enne morto a Scafati in un incidente

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Lavorava in nero il 21enne Alessandro Panariello, che ieri è morto in un incidente avvenuto a Scafati, in provincia di Salerno, mentre lavorava in un palazzo in pieno centro. A denunciarlo sono gli avvocati Gennaro Caracciolo e Agostino Russo dello Studio Forensis, che assistono la famiglia del giovane lavoratore. Secondo le prime ricostruzioni Panariello è rimasto ucciso da una lastra d’acciaio caduta dalla carrucola che stava sollevando. “L’unica cosa della dinamica che abbiamo saputo – spiegano i legali – è che Panariello era giù e un altro lavoratore era su quando gli è caduta addosso la lastra, e che era ancora vivo mentre lo portavano in ospedale”.

“Siamo morti insieme al nostro Alessandro – fanno sapere tramite gli avvocati la madre Flora, il compagno di quest’ultima (il papà di Alessandro è morto da anni) e la fidanzata del 21enne, Annachiara – ma faremo di tutto affinché giustizia venga fatta; sporgeremo querela contro il datore di lavoro, anche perché il povero Alessandro non era regolare, nonostante avesse sempre chiesto di avere un contratto di lavoro. Ora la nostra vita è cambiata per sempre. Saremo destinati ad andare avanti con la morte nel cuore perché niente e nessuno potrà restuirci il nostro Alessandro”. Il 21enne aiutava economicamente, nonostante la sua giovane età, l’intera famiglia.

“Queste morti – dice l’avvocato Caracciolo – accadono perché non c’è la giusta cultura sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, non c’è la giusta cultura nelle aziende e non si provvede all’adozione dei giusti modelli di gestione e controllo delle procedure aziendali e quindi del modo di lavorare. Dunque non si fa nulla per prevenire tali situazioni; si tratta di un problema soprattutto culturale che nel sud Italia è ancora più pesante”.

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Cronache

Turista Usa denunciata a Capri per furto con destrezza

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Dopo aver acquistato un articolo, ha misurato un bracciale in ottone del valore di 500 euro e, approfittando della distrazione della commessa, lo ha fatto scivolare all’interno della sua borsa, per poi allontanarsi. E’ successo nei giorni scorsi in una boutique di Capri. La donna – una turista statunitense – è stata però identificata perchè, avendo effettuato il pagamento col sistema “tax free”, ha consegnato il suo documento all’esercente commerciale. Questo ha consentito agli agenti del locale commissariato di identificarla e, poco dopo, di rintracciarla in una struttura ricettiva dell’isola, dove è stata trovata in possesso del bracciale rubato. La turista è stata denunciata all’autorità giudiziaria per furto con destrezza.

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Cronache

Nappi, il Comune si preoccupi del degrado della Galleria Umberto

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“È assurdo e paradossale che davanti al degrado totale che attanaglia la Galleria Umberto I, ci si preoccupi prima di tutto di smantellare il salottino allestito per l’inaugurazione dello store Mondadori. Le irregolarità vanno sempre combattute e sanzionate, ma allo stesso modo mi chiedo: il Comune perché non interviene anche per riportare il decoro in uno dei luoghi simbolo della città? Perché continua a non vedere la sporcizia che interessa ogni angolo della struttura storica, l’accampamento di clochard, le facciate dei palazzi dai colori diversi, i vetri rotti e tutto ciò che mortifica e arreca danno all’immagine di Napoli  e dei napoletani?”. Lo afferma Severino Nappi, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Campania.

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