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Pari a Firenze, il Napoli è ‘quasi’ fuori anche dalla Conference League

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Fiorentina e Napoli si dividono la posta in palio al termine di una gara che è stato un lungo inseguimento reciproco ricco di gol, emozioni e colpi di scena. Alla fine il 2-2 al Franchi consente a Biraghi e compagni di confermarsi all’ottavo posto ma non ancora poter festeggiare il ritorno certo nelle prossime coppe europee perché servirà almeno un punto nell’ultimo turno contro il Cagliari, e lenisce parzialmente l’emorragia di punti per gli ormai ex campioni d’Italia. Gli ospiti iniziano la gara come meglio non si potrebbe passando già all’8′ con Rrahmani, capitano di serata stante l’assenza per problemi di gastroenterite di Di Lorenzo, che anticipa Martinez Quarta su calcio d’angolo di Politano. Gli uomini di Calzona giocano in maniera eccellente la prima mezz’ora tanto che vanno più volte vicini al raddoppio in particolare con Kvaratskhelia. Proprio su una palla riconquistata da Dodo sull’esterno sinistro offensivo georgiano, su cui il Napoli si lamenta per una mancata sanzione del fallo da parte del direttore di gara, prende avvio l’azione che porta alla punizione poi segnata da Biraghi al 39′ per l’1-1.

I gigliati ribaltano il risultato tre minuti più tardi con Nzola bravo a superare Politano e di destro a sorprendere Meret. Lo svantaggio del Napoli è una punizione eccessiva per i partenopei che però rischiano di subire per due volte la terza rete entrambe le volte con Nico Gonzalez, con nella seconda circostanza un ottimo intervento di Meret. Il 2-2 lo segna Kvaratskhelia anche lui con una bellissima punizione (57′), con Politano che centra un palo 5′ più tardi. Nella parte centrale la sfida diventa equilbrata e l’ultimo vero sussulto giunge all’80’ quando Marchetti assegna calcio di rigore per un presunto fallo di Lobotka su Belotti, quest’ultimo subentrato a Nzola, ma la revisione al Var sollecitata da Valeri fa poi cambiare idea al direttore di gara. Il punteggio non cambia più e si chiude dunque con un pareggio l’ultima partita casalinga di Vincenzo Italiano, con lo stadio Franchi che la prossima estate vedrà anche l’inizio di lavori che porteranno poi alla costruzione di una nuova curva Fiesole.

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Euro 2024: Spalletti non cerca scuse ‘loro più brillanti’

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Una Spagna imprendibile per gli azzurri di Luciano Spalletti che non cerca scuse riavvolgendo il nastro di una partita in cui l’Italia “non è stata brillante come loro e non ha avuto la gamba” per poter ripartire e contrastare la squadra di de la Fuente qualificatasi già agli ottavi di finale degli Europei di calcio in Germania. “Loro erano molto più freschi e lucidi di noi – ammette il commissario tecnico della Nazionale – spesso abbiamo ritardato nelle letture e la differenza si è vista. La chiave è sempre la stessa, noi eravamo sotto il loro livello, sull’intensità e anche nel pressing”.

Ora gli azzurri dovranno giocarsi le loro carte il prossimo 24 giugno con la Croazia a Lipsia dove basterà conquistare un punto per passare agli ottavi arrivando al secondo posto nel gruppo B: “Non siamo delusi, perchè si è evidenziato fin da subito che loro erano più brillanti di noi. L’analisi è semplice, loro erano più veloci di noi nelle scelte che facevano, noi non eravamo brillanti come loro. Quando le gambe non vanno diventa tutto più complicato, non siamo mai riarrivati a centrocampo. Abbiamo fatto scelte non precise, mentre la reazione non è stata appropriata. La Croazia? Ora con la Croazia bisogna recuperare e ragionare in maniera concreta sulle situazioni in campo. Erano troppo più rapidi di noi, così arrivi sempre dopo. Con la Croazia dipende come ci arriviamo noi, la differenza la facciamo noi, se riusciamo a giocare la palla con lucidità possiamo fare bene. Il fatto della brillantezza della gamba pesa, non il livello psicologico. Loro sono stati più brillanti di noi, questa è la questione”.

Per gli azzurri parla anche il capitano Donnarumma protagonista nell’aver limitato il passivo dell’Italia: “abbiamo sbagliato troppe palle – spiega l’estremo del Psg – ora non dobbiamo fasciarci la testa ma ricaricare le batterie per la Croazia. Abbiamo sbagliato troppi passaggi facili, giocando con poca qualità, quando sbagli così tanti passaggi facili loro poi ti puniscono. Usiamo questa cattiveria data da questa sconfitta per giocare meglio contro la Croazia, il destino è tutto ancora nelle nostre mani e dobbiamo andarci a prenderci la qualificazione”. Bryan Cristante dice che “loro sicuramente hanno meritato, ci hanno messi sotto, ma si sa che lo fanno, che contro di loro diventa difficile ripartire, e che bisogna soffrire. Noi avremmo dovuto fare meglio qualche passaggio, e di più sotto tutti i punti di vista. Noi non siamo stati bravi a cogliere le occasioni. Avremmo dovuto cercare soluzioni diverse, ma non siamo stati abbastanza bravi. Comunque c’è ancora una partita, ma siamo forti anche noi e, pur se questa sconfitta è stata brutta, non ripartiamo da zero. Ora è tutto nelle nostre mani”.

Per la Spagna è grande la soddisfazione di Alvaro Morata: “non c’è nessuno rammarico per i gol sprecati, l’importante era vincere, è l’unica cosa che conta. Donnarumma è uno dei migliori portieri del mondo. Ha fatto delle grandi parate come quella su Fabian Ruiz. Io sto bene, sto lavolrando bene, c’è un’ottima atmosfera c’è un bel gruppo ed una bella atmosfera. Abbiamo tante possibilità in più – conlude l’ex Juve – con i ragazzi nuovi che sono arrivati, sembra che abbiamo trent’anni. Yamal è incredibile”.

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Spagna troppo forte per l’Italia, la Roja vince ed è già a ottavi

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Un’immensa Spagna, che vola sulle ali di Nico Williams e Yamal, spazza via un’Italia brutta e rinunciataria. Dopo un primo tempo totalmente dominato dalla Roja che non segna solo per sfortuna e per la bravura di Donnarumma, nella ripresa la Nazionale di De la Fuente passa meritatamente in vantaggio su autogol di Calafiori e sfiora il raddoppio a ripetizione prendendosi completamente anche il centrocampo con un Fabian Ruiz da applausi e i soliti Pedri e Rodri imprendibili. Per gli azzurri da dimenticare le prove di Scamacca e Chiesa, impalpabili, e Jorginho e Di Lorenzo al rallentatore.

Finisce così con un 1-0 di misura che sta stretto alle Furie Rosse e non dà l’idea della sottomissione degli azzurri, ma porta già agli ottavi da prima del gruppo B la selezione iberica. Spalletti e i suoi dovranno giocarsi ora il pass per il prossimo turno degli Europei di Germania con la Croazia a Lipsia il 24 giugno. Spalletti conferma gli stessi undici che hanno battuto l’Albania: Chiesa, Frattesi e Pellegrini alle spalle di Scamacca. De La Fuente fa solo un cambio rispetto all’esordio, scegliendo Laporte in difesa (problemi muscolari per Nacho). In avanti c’è il tridente Yamal-Morata-Williams. Davanti a re Felipe in tribuna ad assistere alla Roja all’Arena AufSchalke di Gelsenkirchen, è furioso l’avvio della Spagna che sfiora dopo soli due minuti l’1-0: sfonda subito sulla sinistra Nico Williams, cross dentro l’area piccola che trova Pedri, colpo di testa sotto la traversa sul quale è bravissimo Donnarumma ad alzare in corner.

Gli azzurri provano a farsi vedere in contropiede con Scamacca ma è la formazione di de la Fuente a farsi ancora pericolosissima di testa con Williams. Il copione del match vede la continua spinta ad alta intensità delle Furie Rosse con un’Italia sotto pressione che tenta di alleggerire con qualche contropiede vecchia maniera. Quello della Roja è una specie di assedio con Donnarumma che salva la sua porta prima su Morata da due passi e poi su una fucilata di Fabian Ruiz alzata sopra la traversa con un colpo di reni d’autore. Le ripartenze degli azzurri non fanno paura, mentre sulle fasce la Spagna è padrona assoluta con Williams e Yamal imprendibili. Passano i minuti e le Furie Rosse non cedono un centimetro riuscendo a bucare la difesa azzurra anche nelle zone centrali, ma il gol spagnolo non arriva un po’ per sfortuna e un po’ per qualche leziosità di troppo.

Nel finale di primo tempo ci prova Chiesa ma il risultato non cambia e la Nazionale di uno Spalletti nervosissimo che grida “ma stai zitto” rivolgendosi a de la Fuente, può rientrare negli spogliatoi tirando un sospiro di sollievo per non essere andata sotto. Nella ripresa il ct azzurro prova a correre ai ripari con due due novità: escono Frattesi e Jorginho, entrano Cambiaso e Cristante che viene subito ammonito per un fallo duro su Rodri. Primi minuti e il copione non cambia con la Spagna in continua pressione sugli gli azzurri che a stento con Scamacca e Chiesa mettono la testa nella metà campo avversaria. Il gol della Roja è sempre più nell’aria e puntualmente arriva su autogolil meritato vantaggio degli spagnoli: cross dalla sinistra di Nico Williams, Donnarumma devia su Calafiori che la manda involontariamente nella propria porta.

Una volta in vantaggio la Spagna non rallenta, anzi. E’ ancora Donnarumma a salvare su un gran tiro di Morata. Spalletti cambia ancora inserendo Retegui al posto di uno Scamacca mai in partita e Zaccagni per un Chiesa totalmente anonimo. Con i nuovi innesti gli azzurri appaiono più vivi e arriva una buona occasione per l’1-1 con Retegui su cross di Cristante. Altra occasionissima iberica con Williams che prende la traversa da lontano. Cambi anche per de la Fuente che toglie Pedri e Yamal per far posto a Baena e Ferran Torres. La partita resta aperta con gli azzurri che ci provano nel finale, ma ormai è troppo tardi e la festa è tutta per la Roja che va a Colonia a giocarsi gli ottavi per un Europeo che ha la conferma di avere una sicura protagonista.

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La carica di Fabian Ruiz prima del match con l’Italia

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La Spagna non vuole fare pre-tattica: la squadra ha qualità e vuole arrivare fino in fondo, possibilmente per sollevare il trofeo a Berlino. “Siamo in un ottimo momento di forma, lotteremo per questo quarto successo continentale. Alla fine del torneo speriamo di esserci per alzare il trofeo”: è questo il messaggio lanciato da Fabian Ruiz nella classica conferenza stampa pre partita in vista del match di domani contro l’Italia, un segnale abbastanza chiaro di quella che è la volontà della nazionale iberica in questo Europeo. “Non so se siamo tra le favorite, noi non ci vediamo come favoriti ma abbiamo tanta fiducia nei nostri mezzi – ha voluto ribadire -. Abbiamo il potenziale per andare fino in fondo, in campo faremo di tutto per far sì che questo sogno possa diventare realtà. Non sarà facile, ci sono tante squadre forti ma faremo di tutto per provare ad arrivare in fondo”. Riferimento a centrocampo con 24 presenze e 3 gol con la maglia delle Furie Rosse, l’ex Napoli rimase in panchina nella semifinale di tre anni fa contro gli azzurri: “Luis Enrique e de la Fuente si somigliano, vogliono avere il possesso palla e fare un pressing aggressivo. Negli ultimi mesi con Luis Enrique non sono riuscito a essere convocato in nazionale, ma con lui al PSG sono molto contento. Qui de la Fuente ha sempre riposto grande fiducia in me, gli sono molto grato”.

E chiaramente il passato al Napoli fa si che quella di domani sera sia una sfida ad alto tasso emotivo: “Giocare contro l’Italia e contro una squadra italiana per è me speciale, adoro quel paese. È una gara particolare per me, giocherò contro ex compagni di squadra e anche contro un allenatore con cui ho lavorato. Sono molto legato all’Italia, spero di poter avere domani sera buoni ricordi dopo aver vinto la sfida”. Le emozioni però vanno lasciate da parte, così come gli eventuali calcoli da fare per andare avanti nell’Europeo: “Non guardiamo molto le altre, noi cerchiamo di vincere ogni partita. Ogni volta che scendiamo in campo vogliamo vincere, è importante dare il massimo in campo e portare a casa i tre punti per conquistare il passaggio del turno”.

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