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Partenza reale per l’ESC, parata di star per la pace

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Un tappeto turchese nel Gran parterre juvarriano, il giardino settecentesco della Reggia di Venaria, ha accolto le quaranta delegazioni dell’Eurovision Song Contest, dando ufficialmente il via alla kermesse con una sfilata reale di duecento metri. Dalla Citroniera alla Galleria di Diana sulle orme della storia, per portare al mondo il messaggio nobile e universale della musica: quello della pace invocata tanto dagli artisti sul Turquoise Carpet quanto dagli organizzatori e dalle istituzioni presenti. A condurre la cerimonia nella residenza sabauda alle porte di Torino, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanita’, Gabriele Corsi, Mario Acampa e Carolina Di Domenico. Acclamati dal pubblico, che sventola le bandiere dei diversi Paesi, gli artisti sfilano nelle loro originali mise: da Emma Muscat in versione dea greca, ai ‘pirati’ della Georgia, dai ‘lupi gialli’ norvegesi al total red della spagnola Chanel. Tra i piu’ applauditi Mahmood e Blanco, accolti da una vera e propria ovazione sulle note di Brividi, e Achille Lauro, in gara per San Marino. Tra i favoriti per la vittoria la Kalush Orchestra, in rappresentanza dell’Ucraina. “E’ molto importante per la cultura dell’Ucraina farsi vedere, mostrare quanto e’ identificabile, quanto e’ unica”, dicono i membri della band, che ammettono di percepire nei loro confronti “una grande attesa: questo aumenta la responsabilita’ su di noi, stiamo facendo il massimo per rappresentare il nostro Paese al meglio”. Di pace parlano anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. “Dal Piemonte, attraverso il palcoscenico internazionale dell’Eurovision, desideriamo non solo raccontare al mondo la bellezza della nostra terra, ma anche lanciare un messaggio di fratellanza e di pace. L’Italia ha accolto piu’ di 100 mila persone in fuga dall’Ucraina e 10 mila sono in Piemonte. Il nostro abbraccio d’affetto e’ rivolto a tutti coloro che in questo momento lottano per la loro liberta’”, sottolinea Cirio, mentre Lo Russo si dice “onorati di ospitare a Torino questo importantissimo evento mondiale, anche per il messaggio di pace e fratellanza europea che lancia soprattutto in un momento cosi’ complicato dalla guerra in Europa” . Da martedi’ sera si inizia a fare sul serio, con la prima semifinale al PalaOlimpico. “Sono prontissimo”, dice Achille Lauro, che nella sua esibizione montera’ un toro meccanico. “Cantare live e’ una delle cose che piu’ mi piace”, osserva Blanco, che con Mahmood sfila per ultimo. “Anche se ho gia’ fatto l’Eurovision, mi sembra un po’ la prima volta – conclude il due volte il vincitore di Sanremo – Siamo super felici di farlo nel nostro Paese: qui ci fermano, ci caricano, sentiamo una grande adrenalina”.

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Eurovisión Song Contest, vince l’Ucraina con i Kalush

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Hanno vinto per se stessi, ma soprattutto per il loro Paese. I Kalush, con il brano Stefania, sono riusciti in un doppio intento: trionfare all’Eurovision Song Contest (spinti dal televoto che li ha portati dal quarto posto delle giurie fino in vetta) e tenere alta l’attenzione sul loro Paese. Davanti ai 200 milioni di spettatori, quelli che porta in dote la finale dell’Eurovision Song Contest, la band ucraina – data per favorita alla vigilia – ha fatto sentire la voce di una nazione martoriata.

“Questa vittoria e’ per tutti gli ucraini. Slava Ukraini!”, ha urlato il cantante Oleh Psjuk subito dopo l’annuncio della vittoria. “Per favore aiutate l’Ucraina e Mariupol, aiutate Azovstal, ora”, aveva detto alla fine dell’esibizione – accolta dall’ovazione del pubblico -, rischiando anche la squalifica dato che il regolamento della manifestazione non accetta messaggi politici sul palco. Poco prima dell’inizio della lunga serata anche il presidente Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio su Telegram, aveva invitato l’Europa a votare per l’Ucraina. “Molto presto nella finale dell’Eurovision, il continente e il mondo intero ascolteranno le parole della nostra terra. Credo che, alla fine, questa parola sara’ “Vittoria”! Sosteniamo i nostri connazionali, sosteniamo l’Ucraina!”, e’ stato l’invito del presidente. E alla fine l’Eurovision pur professandosi una manifestazione non politica – come e’ stato piu’ volte sottolineato in questi giorni anche dai tre padroni di casa Laura Pausini, Mika, Alessandro Cattelan – si fa portatrice di valori positivi. La pace, in qualche modo, e’ diventato il leit motiv della settimana, declinato in vari modi. Da Mika e Pausini che giovedi’ hanno duettato su Fragile e People Have the Power ai Rockin’ 1000 che stasera hanno aperto la finale da piazza San Carlo con Give Peace a Chance di John Lennon.


Per gli annali, al secondo posto la Gran Bretagna, terza la Spagna alla fine di una serata che ha divertito, emozionato, fatto ballare. Che all’atteso momento delle votazioni (gestite da Mika e Alessandro Cattelan, con Laura Pausini che li ha raggiunti successivamente a causa di un calo di pressione) ha diviso e unito, anche con l’ormai tradizionale sgambetto di San Marino all’Italia con soli 3 punti concessi a Mahmood e Blanco, che non vanno oltre il sesto posto (sono solo settimi per le giurie). La serata e’ stata animata anche dalla scossa data al Pala Olimpico dai Maneskin, che vinsero l’Eurovision Song Contest l’anno scorso a Rotterdam riportando cosi’ la manifestazione in Italia. La band romana ha presentato per la prima volta dal vivo il nuovo singolo Supermodel e un accenno di If I can dream, brano della colonna sonora del biopic Elvis, sulla vita dell’icona musicale che sara’ presentato fuori concorso a Cannes. Damiano – visibilmente zoppicante per una storta presa due giorni fa a Londra durante le riprese del videoclip di Supermodel – ha poi scherzato invitando gli artisti in gara a divertirsi e a “non avvicinarsi al tavolo”, facendo riferimento alla polemica che lo travolse proprio la sera della finale di un anno fa quando fu accusato di aver sniffato cocaina. L’ESC ha voluto anche un’altra vincitrice italiana sul palco (con tanto di standing ovation): Gigliola Cinquetti con Non ho l’eta’ che trionfo’ nel 1964 in quello che all’epoca si chiamava Eurofestival. Quasi 60 anni dopo continua a essere un’eterna ragazza senza eta’. Ricordato anche Domenico Modugno, con la voce di Laura Pausini che ha intonato a cappella Nel Blu dipinto di Blu, che l’artista porto’ alla manifestazione europea nel 1958. Mika ha fatto ballare il palazzetto con un medley dei suoi successi e bandiere con il cuore sventolanti, Laura Pausini ha ripercorso la sua carriera in cinque brani. L’Eurovision saluta e da’ appuntamento tra un anno: la speranza e’ che si possa tenere in Ucraina.

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Eurovision 2022, fra poco la finale: i nuovi look della Pausini hanno fatto centro

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Questa sera c’è la finale dell’Eurovision Song Contest 2022,: ci aspettiamo dei look ancora più sbalorditivi di quelli delle semifinali. Nella seconda ancora una volta i ‘padroni’ di casa sono stati all’altezza come professionalità, anche se non tutti quanto ad abbigliamento:.

Alessandro Cattelan ha indossato un completo nero, con giacca bordata di strass luminosissimi e scarpe scintillanti, firmato Armani. Niente di particolare, voto 4

Mika: è un grande artista e non è mai scontato e banale, i suoi look sono sempre perfetti e adatti ad ogni occasione. Sul palco dell’Eurovision 2022 ha esibito tre completi total di colori diversi che hanno dato un tocco di allegria, voto 9

Laura Pausini dopo il disastro del look della prima serata ha fatto centro con tre look completamente diversi tra loro: elegantissima, quasi divina. Ecco quello che comunicavano gli abiti firmati Alberta Ferretti. Voto 9

Fra i cantanti era molto attesa la performance di Emma Muscat, vecchia conoscenza del pubblico italiano e degli appassionati di talent show, che con la sua  I Am What I Am, si è esibita  per Malta, il suo paese, ma non è stata molto fortunata.
Ha indossato un abito minidress tutto specchi che rifrange la luce dei riflettori in mille bagliori: Emma sul palco ricordava molto Beyoncé. Voto 8

Stessa sorte per l’attesissimo Achille Lauro, super atteso, sempre firmato Gucci come nelle ultime performance ma l’esibizione con Boss Doms lo ha portato fuori dall’Eurovision, escluso. Per il suo look, voto 6.

 

 

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Eurovision Song Contest, Achille Lauro subito fuori dalla finale

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“Siete caldi?”. Come Madonna nel leggendario concerto del 1987 a Torino, Laura Pausini ha salutato il pubblico del Pala Olimpico dando il via alla seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest che ha decretato gli altri 10 finalisti che sabato sera si daranno battaglia per la vittoria finale. Belgio, Repubblica Ceca, Azerbaijan, Polonia, Finlandia, Estonia, Australia, Svezia, Romania, Serbia vanno a raggiungere Svizzera, Armenia, Islanda, Lituania, Portogallo, Norvegia, Grecia, Ucraina, Moldavia, Olanda che avevano gia’ conquistato la finale martedi’. Hanno accesso diretto alla serata di sabato anche i Big Five Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania e Italia, con il duo Mahmood e Blanco. Per un totale di 25 Paesi. Grande delusione per San Marino che schierava Achille Lauro. Il cantante ha dato la scossa al palazzetto che e’ impazzito con la sua Stripper, ma non e’ bastato per convincere giurie e televoto. Esagerato, eccessivo, travolgente il cantante, si e’ presentato, tra vampate di fuoco, in tuta di pizzo nero trasparente e cappello da cowboy. Prima di salire sul toro meccanico, Lauro – ripetendo un gesto gia’ visto a Sanremo – si e’ avvicinato al suo chitarrista Boss Doms per un bacio sulla bocca, mandando in fibrillazione il pubblico (e quello in sala stampa). Anche Emma Muscat per Malta, conosciuta in Italia per la sua partecipazione ad Amici, e’ rimasta fuori.

Ad Alessandro Cattelan l’onore di aprire la semifinale con un autoironico ritratto degli italiani – con la nomea di popolo al quale manca il rigore – alle prese con la preparazione di un grande evento come l’Eurovision. Poi la gara, come ormai il pubblico ha imparato, e’ corsa via veloce con i 18 Paesi in gara che si sono esibiti in un’ora e mezzo. Dal rock potente di Jezebel dei Rasmus per la Finlandia, allo scenografico Sheldon Riley per l’Australia con una sorta di abito da sposa e retina pesante a coprirgli il volto, agli scatenati romeni Wrs. L’Eurovision non ha dimenticato neppure stasera la crisi in Ucraina: Laura Pausini e Mika, invocando la pace, hanno intonato Fragile di Sting e People have the power di Patti Smith. C’e’ spazio anche per un omaggio al Festival di Sanremo, padre putativo dell’Eurovision: “E’ la storia italiana, che va ricordata”. E allora come il Royal Wedding in Gran Bretagna o il Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, Sanremo – da Domenico Modugno ai Maneskin – e’ la tradizione italiana. Ospite della serata Il Volo, in versione semi-virtuale con Gianluca Ginoble da remoto perche’ risultato positivo al Covid. Il trio ha trascinato il Pala Olimpico con una versione rock di Grande amore, con cui vinse Sanremo nel 2015 e poi partecipo’ all’Eurovision. Alle 23.15 i saluti di rito, ma l’eliminazione di Achille Lauro lascia l’amaro in bocca.

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