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Napoli formato trasferta, vittoria a Brescia in attesa di misurarsi col Barça

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A Brescia il Napoli deve vincere per restare agganciato al vagone delle squadre che puntano all’Europa. Gattuso schiera una squadra molto agile. In attacco tornano Insigne, Elmas e Martens. Con l’infermeria piena certe scelte sono obbligate. Napoli molto aggressivo sin dapprincipio.

Sono gli azzurri a fare la partita. E però nonostante la spinta offensiva al 26esimo arriva il vantaggio del Brescia da calcio d’angolo, su cross molto bello di Tonali, svetta di testa in area Chancellor che mette dentro. La peggio torçida bresciana comincia con i soliti insulti ai napoletani. Purtroppo in tv si sentono perfettamente. Il primo tempo si conclude così, col Brescia in vantaggio. Immeritatamente.

Il secondo tempo, invece, riprende col Napoli subito in attacco. passsano tre minuti e per un colpo di mani in area, Orsato, aiutato dal Var (lui non aveva visto un fallo clamoroso) assegna un rigore al Napoli che Insigne trasforma. È il gol del pareggio. Passano pochi  minuti e il Napoli al 54 esimo va ancora in gol con un capolavoro di balistica di Fabian Ruiz che dal vertice destro dell’area del Brescia piazza la palla all’incrocio tra palo e traversa. Il Brescia prende un doppio colpo e sembra stordito.

Al 63 minuto Mertens va in gol ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Decisione corretta. Dagli spalti cori contro Napoli e i napoletani. Solite volgarità e solito razzismo. Purtroppo non è una esigua minoranza ma una nutrita rappresentanza di asini. I loro cori si sentono nitidamente anche in tv oltre che nello stadio. Gli oltre mille tifosi del Napoli auguravano al Brescia la serie b. Il Napoli domina, il Brescia prova a organizzare qualche attacco ma non riesce ad impensierire Ospina. Superata anche questa prova ora il Napoli si concentrerà sul match col Barcellona.

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Asta in Spagna per Fabian Ruiz ma il Napoli prova a rinnovare il contratto

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Fabian Ruiz, dopo il primo anno di consolidamento nel campionato italiano e nonostante i risultati altalenanti del Napoli in questa stagione, rischia di innescare una vera e propria asta in Spagna l’estate prossima. Barcellona e Real Madrid, che all’epoca in cui De Laurentiis verso’ al Betis Siviglia la clausola di 35 milioni erano distratti, adesso farebbero carte false per aggiudicarsi il cartellino dello spagnolo, protagonista del titolo europeo Under 21 della ‘Roquita’. Il Napoli, pero’, non dovrebbe lasciarlo partire, a meno di clamorose offerte da parte dei club fra i piu’ titolati nel mondo. Il club partenopeo sta studiando l’ipotesi di rinnovo da sottoporre al centrocampista 23enne, che poi dovra’ decidere il proprio futuro.

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Accordo tra la Juventus e i suoi calciatori per tagliare i compensi: risparmi per 90 milioni

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La Juventus, a causa dell’emergenza sanitaria che sta impedendo lo svolgimento dell’attivita’ sportiva, ha raggiunto un’intesa con i calciatori e l’allenatore della prima squadra per ridurre i loro compensi nella restante parte della corrente stagione sportiva, per un importo pari alle mensilita’ di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. Gli effetti economici e finanziari derivanti dall’intesa raggiunta sono positivi per circa 90 milioni sull’esercizio 2019/20. Nelle prossime settimane saranno perfezionati gli accordi individuali con i tesserati, come richiesto dalle normative vigenti, spiega la Juve in una nota. Qualora le competizioni sportive della stagione in corso riprendessero, la societa’ e i tesserati negozieranno in buona fede eventuali integrazioni dei compensi sulla base della ripresa e dell’effettiva conclusione delle stesse. La Juventus ringrazia infine i calciatori e l’allenatore per il senso di responsabilita’ dimostrato in un frangente difficile.

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L’industria del Calcio ferma prova a far dialogare società e calciatori, il rebus è il congelamento degli stipendi

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Stipendi dei calciatori, che cosa fare? La Lega Serie A ha prospettato all’Assocalciatori di presentare lunedi’ un piano collettivo per la sospensione dei pagamenti, una misura transitoria in attesa di capire se e quando si potra’ ricominciare a giocare. Il ‘sindacato’ dei calciatori, che non è contrario a un taglio a scaglioni, e’ perplesso dal congelamento: non ne vede la necessita’ visto che le prime verifiche sui pagamenti sono previste a maggio. Non e’ escluso che alla fine si proceda squadra per squadra alla definizione di accordi con atleti e tecnici, magari simili ma non necessariamente uguali per tutti. Fra i club di Serie A ci sono situazioni diverse, ad esempio alcuni hanno giocato a marzo e altri no, ma soprattutto alcuni hanno reali problemi di cash flow, di flussi di cassa. “Noi abbiamo il dovere di dialogare con tutti – e’ l’input dell’ad del Bologna, Claudio Fenucci, intervistato da Sabato Sport, su Rai Radio 1 -: con i calciatori che si renderanno conto delle implicazioni economiche di una sospensione o di un fermo definitivo dei campionati; con i broadcaster che sono i nostri principali ‘clienti’, e come noi possono supportare il calcio in una fase complicata e difficile, visto che hanno probabilmente strutture e risorse finanziarie e azionisti forti per poterlo fare. Poi bisogna dialogare con le istituzioni sportive, Figc, Lega e Uefa, per le implicazioni su questa stagione e anche le possibili ripercussioni sulla prossima stagione. Non bisogna lasciare tutte le parti indietro ma coinvolgere tutti in un discorso collettivo”. Sui vari tavoli si discute dei possibili calendari per ripartire, di una finestra di mercato allungata a quattro mesi, ma anche della gestione dei tifosi negli stadi dopo un’epidemia che sta stravolgendo molte abitudini. E, come dice Fenucci, c’e’ poi un interlocutore finale, il governo, “per alcuni provvedimenti, non di natura economica ma regolamentare”. In questa situazione straordinaria, soprattutto in caso di decisioni drastiche ci sia attende una sorta di ‘paracadute normativo’, per evitare valanghe di ricorsi. Sul tavolo delle trattative il calcio di Serie A prova a far pesare anche il suo apporto al Pil e all’erario, non solo per ottenere sgravi, ma anche per riforme come quella della Legge Melandri sui dritti tv o agevolazioni per realizzare gli stadi. L’allarme arriva anche dalla base della piramide del calcio. “Si rischia la chiusura di 3mila societa’, il 30% di quelle iscritte ai nostri campionati” ha avvertito il presidente della Lnd, Cosimo Sibilia, sottolineando che il movimento dei dilettati e’ “protagonista anche in campo culturale e sociale”.

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