In Evidenza
Napoli e il Maradona sold out, la Lazio ha perso e la partita scudetto si potrebbe chiudere
Un boato, poi il suono delle trombe, i botti: l’Inter che batte la Lazio e i napoletani sono pronti ai 90 minuti che potrebbero separarli dallo scudetto. Una partita, Napoli-Salernitana: se il Napoli vince è campione d’Italia. E la festa, già iniziata, può proseguire. Ecco come si presenta lo stadio Maradona prima della partita mentre i tifosi continuano ad arrivare.
Economia
Monopattini elettrici, dal 16 luglio assicurazione obbligatoria: multe fino a 400 euro
Dal 16 luglio 2026 scatta l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici. La polizza dovrà essere collegata al contrassegno del mezzo. Per chi circola senza copertura sono previste sanzioni da 100 a 400 euro.
Dal 16 luglio 2026 scatta l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici che circolano in Italia. La novità, introdotta dalla riforma del Codice della strada approvata alla fine del 2024, potrebbe interessare circa un milione di proprietari privati.
La copertura di responsabilità civile servirà a risarcire i danni provocati a terzi durante la circolazione, come le lesioni arrecate a pedoni o ciclisti e i danni causati ad altri veicoli.
La decorrenza dell’obbligo è stata fissata al 16 luglio dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre l’obbligo del contrassegno identificativo era già entrato in vigore il 17 maggio.
Non basta la polizza del capofamiglia
Assoutenti avverte che non sarà sufficiente una generica polizza di responsabilità civile del capofamiglia. La copertura assicurativa dovrà infatti riportare il codice del contrassegno identificativo assegnato allo specifico monopattino.
La polizza, quindi, dovrà essere direttamente collegata al mezzo e non soltanto alla persona che lo utilizza.
Nessun indennizzo diretto nei primi due anni
Almeno nella prima fase non sarà applicato il sistema dell’indennizzo diretto, attraverso il quale il danneggiato viene normalmente risarcito dalla propria compagnia assicurativa.
Per gli incidenti provocati dai monopattini si seguirà la procedura ordinaria, con la richiesta di risarcimento rivolta alla compagnia che assicura il mezzo responsabile.
La circolare del Mimit del 24 aprile prevede un periodo di monitoraggio di due anni. L’Ivass dovrà comunicare ogni sei mesi al Ministero i dati sui sinistri, in modo da consentire la definizione di uno specifico sistema nazionale di compensazione.
Quanto costerà assicurare un monopattino
Secondo le stime di Assoutenti, una polizza base dovrebbe costare mediamente tra 35 e 55 euro all’anno. Il prezzo potrebbe però salire fino a circa 150 euro con l’aggiunta di garanzie accessorie.
Considerando la platea potenziale dei proprietari, la nuova assicurazione potrebbe generare una spesa complessiva vicina ai 50 milioni di euro all’anno.
L’associazione dei consumatori chiede al Governo di vigilare affinché il nuovo obbligo non produca speculazioni o forti differenze territoriali nei prezzi delle polizze.
Multe da 100 a 400 euro
Chi circolerà senza assicurazione rischierà una sanzione amministrativa compresa tra 100 e 400 euro. Restano inoltre gli obblighi già previsti per il casco e il divieto di trasportare un’altra persona sul monopattino.
«Il vero problema è che nel settore dei monopattini regna ancora il Far West», afferma il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, secondo il quale i nuovi obblighi rischiano di essere inefficaci in assenza di controlli adeguati da parte delle forze dell’ordine.
Autovelox, forti differenze tra le città
Sul fronte dei controlli stradali emergono intanto forti differenze negli incassi prodotti dagli autovelox. Secondo un’elaborazione del Codacons sui dati relativi al periodo 2021-2025, le principali città italiane avrebbero incassato complessivamente oltre 300 milioni di euro.
Firenze guida la classifica con circa 86,1 milioni di euro, seguita da Milano con 52,1 milioni. Napoli si colloca invece in fondo alla graduatoria, con poco più di 59mila euro incassati nell’intero quinquennio.
Dati che mostrano quanto l’applicazione delle norme sulla sicurezza stradale continui a variare profondamente da una città all’altra.
Esteri
Iran, media vicini al regime invocano la vendetta contro Israele dopo le parole di Mojtaba Khamenei
Dopo l’impegno di Mojtaba Khamenei a vendicare la morte del padre Ali, diversi media iraniani vicini alla linea più dura del regime hanno pubblicato appelli e minacce contro Israele e gli Stati Uniti. Le ricostruzioni sono rilanciate dall’emittente israeliana Channel 12.
Cresce la tensione tra Iran, Israele e Stati Uniti dopo le parole della nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, che ha promesso di vendicare la morte del padre e predecessore Ali Khamenei.
Secondo un servizio dell’emittente israeliana Channel 12, diversi mezzi di informazione iraniani vicini alla componente più radicale del potere hanno pubblicato nelle ultime ore titoli e commenti favorevoli a nuovi attacchi contro Israele e le basi statunitensi nella regione.
Gli appelli del quotidiano Kayhan
Il quotidiano Kayhan, considerato vicino all’ala più dura dell’establishment iraniano, avrebbe sostenuto che un attacco contro Israele rappresenterebbe «un colpo devastante per gli Stati Uniti».
Il direttore del giornale avrebbe inoltre sollecitato la prosecuzione delle operazioni contro le basi americane nella regione e un’azione diretta contro Israele. Kayhan aveva già pubblicato nei giorni scorsi espliciti appelli alla vendetta contro il presidente statunitense Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Le minacce sulle prime pagine
Toni ancora più duri sono stati attribuiti al quotidiano Asr-e Iranian, che avrebbe titolato: «La vendetta, certamente contro gli assassini».
Sulla prima pagina sarebbe stata riprodotta anche la fotografia di un cartello esposto durante i funerali di Ali Khamenei, contenente una minaccia in inglese contro Trump e le immagini del presidente americano, di Netanyahu, del ministro israeliano della Difesa Israel Katz e di alcuni leader dei Paesi del Golfo.
Anche il quotidiano Jam-e Jam avrebbe partecipato alla campagna mediatica, pubblicando il messaggio «Vendetta a breve» in ebraico, persiano e inglese.
La promessa di Mojtaba Khamenei
Il nuovo leader iraniano aveva dichiarato che la vendetta per la morte del padre rappresenta una richiesta nazionale e una missione che dovrà essere portata a compimento. Le sue parole sono state diffuse dalla televisione di Stato e dai canali ufficiali iraniani.
Ali Khamenei è stato ucciso il 28 febbraio 2026 durante un attacco condotto da Stati Uniti e Israele. Il figlio Mojtaba, rimasto ferito nella stessa operazione, gli è succeduto alla guida della Repubblica islamica nel marzo successivo.
Propaganda e rischio di escalation
I messaggi pubblicati dalla stampa iraniana vicina al potere si inseriscono in una campagna di propaganda e mobilitazione interna. Non equivalgono necessariamente all’annuncio di un’imminente operazione militare, ma contribuiscono ad alimentare un clima di forte tensione.
La ricostruzione dei contenuti delle prime pagine proviene in gran parte da fonti israeliane e da testate iraniane schierate. In assenza di verifiche indipendenti complete, dichiarazioni e minacce devono essere attribuite con cautela alle rispettive fonti.
In Evidenza
Rivoluzione Italia, Maldini direttore tecnico della Figc e Leonardo advisor
Giovanni Malagò affida a Paolo Maldini il ruolo di direttore tecnico della Figc e la presidenza del Club Italia. Al suo fianco ci sarà Leonardo come advisor. Ora parte la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale.
La rivoluzione di Giovanni Malagò alla guida della Figc comincia con due nomi che hanno segnato la storia del calcio internazionale e del Milan. Paolo Maldini (foto Imagoeconomica) sarà il nuovo direttore tecnico della Federazione e assumerà anche la presidenza del Club Italia. Al suo fianco lavorerà Leonardo, scelto nel ruolo di advisor.
L’annuncio è arrivato dopo giorni di colloqui e trattative. Maldini era da tempo la prima scelta del nuovo presidente federale, mentre l’ingresso del dirigente brasiliano rappresenta la vera sorpresa dell’operazione.
«Con soddisfazione il presidente della Figc, Giovanni Malagò, annuncia che Paolo Maldini ha accettato l’incarico di direttore tecnico della Federazione», si legge nella comunicazione ufficiale. Maldini svolgerà il proprio compito insieme a Leonardo e guiderà anche il Club Italia, la struttura che coordina le rappresentative nazionali.
Maldini torna a vestire l’azzurro
Per Maldini si tratta di un ritorno nella famiglia della Nazionale. L’ex difensore ha indossato la maglia azzurra in 126 occasioni, 74 delle quali da capitano, partecipando a quattro Mondiali e tre Campionati europei.
Dopo avere concluso la carriera da calciatore, ha ricoperto incarichi dirigenziali nel Milan, contribuendo alla costruzione della squadra che ha conquistato lo scudetto nella stagione 2021-2022.
Malagò gli affida ora un ruolo centrale nella ricostruzione del calcio italiano, chiamato a ripartire dopo la terza mancata qualificazione consecutiva alla fase finale di un Mondiale.
La sorpresa Leonardo
Accanto a Maldini ci sarà Leonardo Nascimento de Araújo, suo ex compagno di squadra nel Milan.
Il brasiliano ha maturato una lunga esperienza internazionale sia in panchina sia dietro una scrivania. Dopo avere allenato Milan e Inter, è stato dirigente del Paris Saint-Germain, dove ha gestito alcune delle operazioni di mercato più importanti del calcio europeo.
La scelta ricompone dunque una coppia legata alla storia rossonera, ma con competenze ed esperienze differenti: Maldini avrà la responsabilità tecnica e istituzionale, mentre Leonardo metterà a disposizione della Federazione la propria rete di relazioni e la conoscenza del calcio internazionale.
Il primo dossier è il nuovo commissario tecnico
Definito il nuovo vertice tecnico, il passaggio successivo sarà la scelta dell’allenatore della Nazionale. Malagò ha sempre spiegato che la decisione sarebbe stata condivisa con il direttore tecnico, evitando di nominare il commissario tecnico prima di avere completato la nuova struttura federale.
Tra i nomi indicati nelle ultime settimane figurano Antonio Conte e Roberto Mancini, ma non risulta ancora assunta una decisione definitiva. Lo stesso Malagò aveva parlato di più ipotesi sul tavolo, sottolineando che la scelta sarebbe dipesa anche dalla sintonia con il nuovo direttore tecnico.
L’ipotesi Pep Guardiola, rilanciata da alcune ricostruzioni giornalistiche, resta al momento una suggestione e non risulta sostenuta da trattative ufficialmente confermate.
La Nazionale verso la Nations League
La Figc dovrà muoversi rapidamente. Dopo l’esclusione dai Mondiali 2026, il prossimo appuntamento competitivo dell’Italia sarà la Nations League.
Qualora non fosse possibile nominare immediatamente il nuovo commissario tecnico, non è esclusa una soluzione temporanea per i primi impegni stagionali. Anche su questo punto, però, la Federazione non ha ancora comunicato scelte ufficiali.
Con Maldini e Leonardo, Malagò mette comunque i primi due tasselli della nuova Italia. Due figure di grande prestigio chiamate non soltanto a scegliere il nuovo allenatore, ma a ricostruire credibilità, organizzazione e identità tecnica dell’intero movimento azzurro.


