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Salute

Mangiate mele e bevete tè, con i flavonoidi meno rischi di tumori e malattie cardiache

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Consumare prodotti ricchi di flavonoidi (come mele o te’) protegge contro i tumori e le malattie cardiache, specie per i fumatori e per chi ha il vizio dell’alcol. E’ quanto emerge da uno studio dell’Universita’ Edith Cowan condotto analizzando le diete, per 23 anni, di oltre 53 mila danesi. I partecipanti che consumavano ogni giorno circa 500 milligrammi di flavonoidi totali hanno avuto un rischio piu’ basso di cancro o morte per malattie cardiache. Lo studio ha rilevato un minor rischio di morte anche in coloro che hanno mangiato cibi ricchi di flavonoidi. L’effetto protettivo sembra essere piu’ forte per quelli ad alto rischio di malattie croniche dovute al fumo di sigaretta e per quelli che hanno bevuto piu’ di due bevande alcoliche standard al giorno. “E’ importante consumare una varieta’ di diversi composti flavonoidi presenti in diversi alimenti e bevande a base vegetale – spiega Nicola Bondonno, ricercatore che ha condotto lo studio – questo e’ facilmente raggiungibile attraverso la dieta: una tazza di te’, una mela, un’arancia, 100 grammi di mirtilli e 100 grammi di broccoli fornirebbero un vasta gamma di composti flavonoidi e oltre 500 milligrammi di flavonoidi totali”. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications.

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Scoperta una nuova emoglobina, bimba potrà essere curata

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La scoperta di una nuova variante dell’emoglobina permettera’ la cura di in una bambina affetta da anemia cronica fin dalla nascita. Il gruppo di ricerca del Centro di ematologia e oncologia pediatrica dell’Ateneo Vanvitelli, diretto da Silverio Perrotta, ha individuato e caratterizzato una nuova variante, finora mai descritta, che ha preso il nome dall’Universita’ Vanvitelli nella quale e’ stata scoperta. “Diagnosticare una nuova variante dell’emoglobina puo’ essere molto complesso – spiega Silverio Perrotta, direttore del centro di ematologia e oncologia pediatrica dell’Universita’ Vanvitelli – soprattutto se la proteina e’ instabile e si degrada in tempi molto brevi. Per questo la bambina e’ rimasta senza diagnosi certa per anni, prima di arrivare al nostro centro. Grazie alla scoperta, infatti, per la piccola paziente ora saranno possibili terapie mirate, di sicuro piu’ efficaci e volte a combattere un nemico almeno conosciuto”. L’emoglobina, proteina implicata nel trasporto di ossigeno ai tessuti, e’ necessaria per la nostra sopravvivenza. Alterazioni della sintesi di questa proteina possono determinare alcune anemie congenite gravi proprio come nel caso della bambina. Il lavoro, pubblicato su Clin Biochem, ha visto protagonisti Maddalena Casale, ricercatrice presso il Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica e primo nome del lavoro che appena pubblicato, e Saverio Scianguetta, biologo presso il laboratorio di biologia molecolare della Vanvitelli, che si sono occupati direttamente di questo studio e che hanno proseguito nelle ricerche nonostante le difficolta’ esecutive.

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Salute

Sigarette elettroniche bandite in Usa, l’Italia per ora non alcun piano per limitare l’uso

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Sulle sigarette elettroniche “non esiste alcun Piano Iss in cui è prevista ‘una stretta in arrivo sulle e-cig'”. Lo precisa in una nota l’Istituto Superiore di Sanità in seguito a notizie di stampa. “L’Istituto, in quanto organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale – si legge nella nota dell’Iss – supporta la definizione di piani e azioni riguardanti la Salute Pubblica a sostegno di Regioni e ministero della Salute. Qualsiasi strategia o sviluppo di un Piano nazionale non puo’ che vedere l’Iss operare a supporto di essi”. L’Istituto Superiore di Sanita’ sottolinea inoltre, in merito alle parole di un’esperta comparse sulla stampa, che “le dichiarazioni della dottoressa Roberta Pacifici sui rischi della sigaretta elettronica non si riferiscono ad alcun piano nazionale o regionale ma riguardano la posizione più volte espressa dall’Istituto sull’opportunità di attuare allo stato attuale delle conoscenze un principio di cautela riguardo l’utilizzo di questi dispositivi”.

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Salute

Diabete, l’obesità aumenta di 6 volte il rischio di ammalarsi

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Il fattore di rischio piu’ pericoloso per il diabete di tipo 2 e’ l’obesita’. L’indicazione arriva da un nuovo studio presentato dai ricercatori della Università di Copenaghen al 55/o Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) che si apre oggi a Barcellona. Lo studio, condotto su un campione di 9.556 soggetti, ha infatti dimostrato che proprio l’obesita’ e’ il fattore di rischio primario, aumentando di 6 volte la probabilita’ di ammalarsi di diabete 2, mentre genetica e cattivi stili di vita aumentano il rischio diabete ma “in misura molto minore”. Circa la meta’ del campione ha sviluppato il diabete 2 nell’arco di 14 anni di osservazione: in particolare, i ricercatori hanno dimostrato che cattivi stili di vita e obesita’ sono associati ad un maggior rischio di ammalarsi, indipendentemente dai fattori genetici. La sola predisposizione genetica aumenta invece il rischio di diabete 2 di due volte ed i soli cattivi stili di vita sono associati ad un aumento del 20% del pericolo di ammalarsi. Da qui il monito degli esperti ad adottare una dieta adeguata sin dalla giovane eta’.

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