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Animali letali: le zanzare uccidono ogni anno 725mila persone, i serpenti 50mila, i cani “solo” 25 mila

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Ogni anno muoiono più di 700mila persone per malattie portate dalle zanzare. Si parlerà anche di questo oggi nella giornata del 20 agosto, il «World Mosquito Day», la Giornata mondiale della zanzara. “L’Oms stima che le malattie trasmesse da questa tipologia di vettori rappresentano il 17% di tutte le malattie infettive causando oltre 700 mila morti l’anno. La sola malaria ne causa da sola 400 mila». Lo sottolinea l’Istituto superiore di sanità (Iss) nell’aggiornamento online del suo «Primo piano». Delle malattie che hanno la zanzara come vettore si occupano il Reparto malattie trasmesse da vettori e il Laboratorio nazionale di riferimento per gli arbovirus del dipartimento Malattie Infettive.

“La giornata – ricorda l’Iss – è stata istituita soprattutto dalle istituzioni e Ong contro la malaria, e si ricorda che nel 1897 un ufficiale medico dell’esercito britannico in India, Sir Ronald Ross, individuò il coinvolgimento delle zanzare nel ciclo di trasmissione della malaria; tale scoperta gli valse il premio Nobel per la medicina nel 1902. Tuttavia, fu ad opera di uno scienziato italiano, Giovanni Battista Grassi e dei suoi collaboratori, che si dimostrò che le zanzare responsabili della malaria umana appartenevano al genere anopheles. Solo in seguito si scoprì che anche zanzare appartenenti ai generi aedes e culex erano in grado di trasmettere altre malattie all’uomo, come ad esempio Dengue, febbre gialla, West Nile, Chikungunya, Zika e filariosi”. La zanzara si conferma quindi come uno degli animali che uccide di più, molto di più rispetto a serpenti (50mila) e cani (25mila). Oltre alla malaria veicolano decine di altre malattie, dalla dengue al Virus del Nilo.

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Pechino asfalta le strade con pneumatici riciclati

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Nella parte meridionale di Pechino sono in corso lavori per la pavimentazione di una strada lunga 2,5 chilometri con asfalto gommato realizzato con pneumatici usati nell’Area di sviluppo economico-tecnologica di Pechino, che vanta l’applicazione piu’ estesa del materiale riciclato in Asia. “Le strade in asfalto gommato sono piu’ durevoli delle tradizionali strade in asfalto che devono essere riparate dopo essere state in servizio da tre a cinque anni”, ha spiegato Wei Jianhuan, direttore dell’ufficio infrastrutture dell’Area di sviluppo economico-tecnologica di Pechino. Nel 2013 l’area ha introdotto l’asfalto riciclato per pavimentare una strada lunga 600 metri, tuttora in servizio. “Negli ultimi sei anni piu’ di 70 strade principali nell’area, o piu’ di 2 milioni di metri quadrati di superficie, sono stati pavimentati con asfalto gommato realizzato grazie a 2,73 milioni di pneumatici usati di auto, e sostituendo 123.000 tonnellate di carbone standard, oltre ad evitare 307.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica rispetto all’utilizzo di asfalto ordinario”, ha detto Wei. Grazie alla sperimentazione nell’area, il materiale e’ stato scelto per pavimentare la pista dell’Aeroporto Internazionale di Pechino Daxing che aprira’ questo mese, e dell’autostrada Yanchong che collega il distretto periferico di Yanqing a Pechino e il distretto di Chongli a Zhangjiakou, nella vicina provincia dello Hebei

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Fukushima, è il trizio che contamina l’acqua

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E’ il trizio l’elemento che rende radioattiva l’acqua utilizzata per raffreddare i reattori danneggiati della centrale di Fukushima, e che viene poi stoccata in grandi serbatoi costruiti accanto all’impianto. Come spiega il sito Asia Times, l’acqua di raffreddamento dopo l’uso viene depurata di 62 radionuclidi. L’unico che non viene eliminato nel processo e’ il trizio. Si tratta di un isotopo dell’idrogeno a bassa radioattivita’, per questa ragione difficile da rilevare. La sua radiazione non riesce a penetrare la pelle umana, ma puo’ essere dannoso se ingerito o inalato. Viene tuttavia considerato poco pericoloso per l’uomo, perche’ viene espulso rapidamente attraverso le urine e il sudore. Dimezza la sua carica radioattiva in 12 anni. A Fukushima, dopo il disastro dell’11 marzo del 2011, il gestore dell’impianto Tepco ha costruito 960 serbatoi d’acciaio per stoccare l’acqua usata per raffreddare i tre reattori (200 metri cubi al giorno). Al momento i serbatoi contengono 1,1 milioni di tonnellate d’acqua contaminata. Secondo Tepco, la loro capacita’ massima e’ di 1,37 milioni di tonnellate, che sara’ raggiunta fra 3 anni, nel 2022. Per il presidente dell’Autorità giapponese per il nucleare, Toyoshi Fuketa, scaricare l’acqua contaminata in mare e’ l’opzione piu’ ragionevole e sicura. Una volta presa la decisione pero’, servirebbe un anno per preparare tutto l’impianto per lo sversamento. L’altra opzione sarebbe quella di costruire nuovi serbatoi. Per l’Autorita’ per il nucleare, nuovi depositi nel sito potrebbero saturarlo, e togliere spazio per lo stoccaggio dei materiali altamente radioattivi dopo lo smantellamento della centrale. Altra possibilita’ sarebbe quella di usare per i nuovi depositi i terreni privati circostanti, privi ormai di valore dopo il disastro. Ma le leggi giapponesi sugli espropri sono molto deboli, e l’operazione potrebbe essere difficile. La decisione finale spetta ora al governo di Tokyo.

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Dieci sub non vedenti ripuliscono il mare dalla plastica: sott’acqua con Emiliano e Luxuria

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È stato  un gruppo di sub non vedenti a ripulire dalla plastica i fondali delle isole Tremiti per la giornata  ‘Non far finta di non vedere’. Con loro, nelle acque dell’area marina protetta, si sono immersi il governatore della Puglia, Michele Emiliano, e Vladimir Luxuria. I sub, provenienti da tutta Italia e formati dall’associazione Albatros, erano accompagnati dalle guide formate dall’ente Parco Nazionale del Gargano.

Durante la pulizia dei fondali sia stata trovata una maglia con immagine, dedica e autografo di Lucio Dalla. Sulla maglia recuperata nei fondali delle sue amate Isole Tremiti c’è scritto: ‘Ma i sogni non finiscono mai’.

“Tanti anni fa – ha detto Emiliano – quando accompagnai lo stesso gruppo di sub non vedenti a fare immersioni sotto un lago ghiacciato in Piemonte, promisi che prima o poi mi avrebbero aiutato a conoscere il mare con il loro sguardo. E quando ho saputo di questa iniziativa alle Isole Tremiti, uno dei tesori ambientali più importanti della Puglia e d’Italia, ho capito che era giunto il momento di mantenere la promessa. Non potevo far più finta di non vedere”. Con loro si è immersa Vladimir Luxuria
“Quando alla tutela ambientale si affianca l’inclusione sociale – ha evidenziato il presidente del Parco Nazionale del Gargano, Pasquale Pazienza – la provocazione diventa ancora più forte nei confronti di chi, pur senza barriere, non riesce a guardare nella direzione giusta”. L’evento rientra tra gli appuntamenti celebrativi del Trentennale dell’Area Marina Protetta.

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