Cronache
L’infermiera 42 enne che faceva sesso con l’amico 14enne della figlia e fumava spinelli con minori, arrestata
Droga e sesso con un amico quattordicenne della figlia e serate a fumare spinelli insieme con altri minori. E’ la vicenda ha coinvolto un’infermiera di 42 anni e un ragazzino, in un paese della provincia di Torino.
Dopo le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Ivrea, la donna è stata arrestata con l’accusa di atti sessuali con un minore e cessione di stupefacente. “Ti amo alla follia”. È questo uno dei tanti messaggi che riassume la relazione tra i due.
La scintilla e’ scattata nel dicembre 2017, quando l’adolescente e’ andato a trovare una sua compagna di scuola in ospedale e ha conosciuto la madre. E’ nata una storia che, nonostante i 28 anni di differenza e la giovanissima eta’ del ragazzo, e’ durata piu’ di un anno, sino al gennaio scorso, quando i genitori del quattordicenne, sospettando che nella vita del figlio ci fosse qualcosa di strano e pericoloso, si sono rivolti ai carabinieri. All’inizio, invece, avevano pensato che il loro figlio avesse una simpatia per la sua compagna di classe, figlia della 42enne: andava spesso a trovarla a casa, usciva con lei, la sorella e la mamma, si fermava per cena, si attardava a vedere un film. Poi, pero’, hanno intuito che c’era dell’altro e hanno scoperto che il ragazzino aveva una relazione non con la coetanea, ma con la madre.
Tra quella donna e loro figlio hanno notato una complicità strana, attenzioni particolari, gesti troppo intimi e cosi’ hanno iniziato a controllare il telefono cellulare del ragazzo e le chat sui social. Gli sms non lasciavano spazi a dubbi: cuoricini, dichiarazioni d’amore, ma anche avances e racconti di alcuni pomeriggi trascorsi a casa della donna a fumare marijuana con lei, le figlie ed altri amici.
Il ragazzo, sentito dagli investigatori, ha negato ogni rapporto sessuale e sentimentale. Ha raccontato di aver trovato un punto di riferimento in quella donna, una persona con cui potersi sfogare quando litigava con i genitori. Ma dalle intercettazioni telefoniche e dall’analisi del contenuto del cellulare, la storia sembra un’altra. Anche dopo la perquisizione dei carabinieri del comando provinciale di Torino, disposta dalla Procura di Ivrea, la donna ha continuato a sentire l’adolescente, a contattarlo in chat, tramite la playstation, a organizzare incontri a casa sua.
Assistita dall’avvocato Simone Vallese, nei prossimi giorni verrà sentita dal magistrato a cui dovrà spiegare la natura della sua relazione con quel ragazzo troppo giovane.
E non solo. Dovra’ rispondere alle domande sulla marijuana, su quegli spinelli che giravano nel suo appartamento e che lei, piu’ volte, avrebbe nascosto in casa sua e fornito ai ragazzi.
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