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Lavoro

Lavoro: in 4 mesi saldo positivo 260mila posti

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Nonostante l’incertezza derivante dalla guerra in Ucraina, la variazione dell’occupazione dipendente si e’ mantenuta positiva, sebbene su livelli lievemente inferiori rispetto alla seconda meta’ del 2021. Lo sottolinea la nota congiunta del ministero del Lavoro Anpal e Banca d’Italia, sottolineando che dall’inizio dell’anno sono stati creati, al netto delle cessazioni, 260.000 posti di lavoro. Dal punto di minimo toccato nel 2020 sono state aggiunte oltre un milione di posizioni lavorative. Le attivazioni hanno riguardato soprattutto contratti a tempo indeterminato e si registra una ripresa del lavoro nel turismo.

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Economia

Sud: Svimez, lavoratori sono più precari e più a lungo

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Nel Mezzogiorno la ripresa occupazionale degli ultimi anni è stata di bassa qualità, alimentata soprattutto dall’aumento della precarietà. E’ quanto emerge dal Rapporto Svimez 2022 presentato oggi alla Camera dei Deputati secondo cui al Sud i lavoratori sono più precari e più a lungo rispetto al resto del paese mentre il tasso di occupazione femminile mostra un netto il divario tra regioni meridionali e settentrionali. In Italia, nel 2021 la quota di lavoratori dipendenti impegnati in lavori a termine da almeno 5 anni (che include quelli con contratto a tempo determinato e i collaboratori) si è attestata al 17,5% del totale dei lavoratori a termine. Il fenomeno della precarietà “persistente” non è tuttavia omogeneo su base territoriale: nelle regioni del Mezzogiorno si raggiunge il valore massimo di quasi un lavoratore su 4 (23,8%, ma in calo di un punto percentuale rispetto al 2020), quasi 11 punti in più della quota che si registra al Nord (13%) e superiore di oltre 7 punti a quella del Centro. Tutto questo si traduce in una maggiore difficoltà delle persone a fuoriuscire dalla condizione di precarietà: nel 2020, ultimo anno disponibile, la quota di occupati precari (a termine e collaboratori) che a distanza di un anno trovavano un’occupazione stabile era al Sud particolarmente bassa, pari al 15,8%, contro il 22,4% a livello nazionale e il 26,9% al Nord. Cresce inoltre in Italia il fenomeno del lavoro povero: nel 2021 gli occupati dipendenti extragricoli privati con bassa retribuzione (inferiore a 10.700 euro) sono 3,2 milioni, di cui 2,1 milioni al Centro-Nord (il 18% degli occupati) e 1,1 milioni al Sud, ben il 34,3% degli occupati. Per quanto riguarda il lavoro femminile, se si confronta la situazione nelle diverse aree del paese è netto il divario tra i tassi d’occupazione delle donne del Mezzogiorno e del Centro-Nord, che in termini di numero di occupati si quantifica in 1,6 milioni (nel senso che se il tasso di occupazione femminile fosse uguale a quello del Centro-Nord, nel Mezzogiorno l’occupazione femminile aumenterebbe di 1,6 milioni). In Italia sono circa 4 milioni, di cui circa 1,8 milioni nel Mezzogiorno, le donne più o meno vicine al mercato del lavoro ma che non vengono impiegate e al Sud solo la metà delle donne potenzialmente disponibili a lavorare trovano occupazione.

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In Evidenza

Ad agosto frena il lavoro, in calo la disoccupazione

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Ad agosto brusca frenata del mercato del lavoro: cala l’occupazione, aumenta l’inattivita’ ma scende anche la disoccupazione. Secondo le ultime rilevazioni diffuse dall’Istat si registra una perdita di 74 mila occupati rispetto a luglio anche se si assiste ad un aumento di 40 6mila unita’ rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Cosi’ il tasso di occupazione si fissa al 60%, in calo di 0,2 punti su luglio e in aumento di 1,5 punti su agosto 2021. L’unica fascia di eta’ nella quale non si riducono gli occupati su base mensile e’ quella dei giovani compresi tra i 15 e i 24 anni, che registra un tasso di disoccupazione al 21,2% ai minimi da quattordici anni, esattamente dal luglio del 2008. La percentuale dei disoccupati in questa fascia di eta’ e’ in calo di 6,3 punti rispetto ad agosto 2021 e di oltre 10 rispetto ad agosto 2020 nel pieno dello stop per la pandemia. I dati sembrano confermare la tensione sul mercato per quanto riguarda la fascia piu’ giovane e l’allarme delle imprese sulla difficolta’ nel reperimento della manodopera necessaria. In questa fascia di eta’ lavora infatti solo il 20,3% della popolazione (molti sono impegnati nel settore della scuola e dell’universita’) con oltre un milione di occupati, ma si registra un aumento tendenziale di 2,3 punti. Un rialzo anno su anno del tasso di occupazione di 2,6 punti si registra nella fascia di eta’ compresa tra i 25 e i 34 anni (al 65,6%) a fronte di un aumento medio per tutte le fasce di eta’ di 1,5 punti. Se si guarda al complesso della popolazione 15-64 il tasso di disoccupazione ad agosto e’ sceso al 7,8%, ai minimi da giugno 2009 se si esclude il periodo del lockdown (marzo-aprile 2020): ma il dato risente dell’aumento del tasso di inattivita’ dato che l’occupazione diminuisce. I disoccupati (ovvero coloro che cercano attivamente lavoro) ad agosto sono scesi a quota 1 milione e 944 mila, 31 mila in meno su luglio 022 e 319 mila in meno su agosto 2021. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono cresciuti di 91 mila unita’ sul mese precedente e sono diminuiti di 344 mila unita’ su agosto 2021 fissandosi a quota 12 milioni 953 mila. Nel mese si registra un balzo di lavoratori indipendenti e un calo dei dipendenti a tempo indeterminato. Per gli autonomi la crescita mensile di 42 mila riporta il totale sopra 5 milioni (5 milioni 37 mila). Sull’anno si registrano 144 mila indipendenti in piu’ ma questa categoria professionale aveva subito negli ultimi anni una contrazione significativa (erano quasi sei milioni prima della crisi economica del 2008 e circa 5,2 milioni prima della pandemia). I dipendenti “stabili” diminuiscono ad agosto di 95 mila unita’ su luglio ma aumentano di 66mila unita’ su agosto 2021. Sull’anno si registra una crescita soprattutto del lavoro a termine con 195 mila unita’ in piu’ e 3 milioni 110mila persone ad agosto (-22mila su luglio). Nel complesso gli occupati ad agosto erano 23 milioni 79 mila. La ripresa economica e del lavoro nei primi otto mesi del 2022 ha portato tuttavia con se’ anche una crescita degli infortuni sul lavoro (legata anche al maggior numero di infezioni contratte nei luoghi di impiego) mentre si sono ridotti i casi mortali anche grazie alla riduzione della lealita’ correlata al Covid. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail tra gennaio e agosto sono state 484.561 con un aumento del 38,7% rispetto allo stesso periodo del 2021 mentre le denunce di casi mortali sono state 677 con un calo del 12,3% sullo stesso periodo dello scorso anno. Secondo questa rilevazione (dati ancora provvisori) sono in aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 39.367 (+7,9%).

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Economia

Oltre 300 mila posti in 8 mesi, ma calo in estate

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Nei primi otto mesi del 2022 nel settore privato in Italia si sono registrati al netto dei fattori stagionali circa 300 mila posti di lavoro in piu’. Ma l’accelerazione si e’ concentrata nei primi sei mesi dell’anno, mentre a luglio e agosto si e’ avuto un rallentamento della crescita. La fotografia e’ quella scattata nella nota “Il mercato del lavoro: dati e analisi” redatta congiuntamente dal Ministero del Lavoro, dalla Banca d’Italia e dall’Anpal. Nel primo semestre del 2022 – si legge – le attivazioni nette di contratti di lavoro sono state 269 mila (3,501 milioni di attivazioni lorde meno 3,232 milioni di cessazioni), mentre a luglio e agosto i nuovi posti di lavoro sono stati rispettivamente 10 mila e 23 mila. Nell’intero 2021 le attivazioni nette erano state 605 mila. Nei mesi estivi considerati sono stati – scrive Bankitalia – “meno della meta’ di quelli registrati nel bimestre maggio-giugno”. Nei mesi estivi “la domanda di lavoro si e’ indebolita nei comparti industriali a maggiore intensita’ energetica e si e’ quasi arrestata nelle costruzioni”. Le attivazioni nette nell’edilizia sono state 52 mila nei primi sei mesi del 2022 e poi appena 2 mila a luglio e 4 mila ad agosto. “Dopo la forte espansione dei mesi primaverili – prosegue la nota – anche commercio e turismo hanno mostrato segnali di rallentamento”. Nel commercio dopo il saldo positivo di 24 mila posti di lavoro nei primi sei mesi si sono persi mille posti a luglio e si e’ registrato un aumento di 3 mila unita’ ad agosto. Guardando alla tipologia di contratto a luglio e agosto sono diminuiti i posti di lavoro a termine (-18 mila a luglio, -5 mila ad agosto), mentre e’ proseguito l’aumento di quelli a tempo indeterminato (+34 mila e +33 mila rispettivamente nei due mesi), sostenuti anche dal numero di trasformazioni di posizioni temporanee in permanenti. Nei primi sei mesi il saldo per il tempo indeterminato e’ stato positivo per 211 mila contratti. La crescita complessiva si e’ concentrata esclusivamente nel Centro Nord mentre si e’ interrotta nel Mezzogiorno, esaurita la spinta del comparto edile e del turismo. Nel complesso il Sud e le Isole hanno registrato un saldo positivo di 91 mila posti tra gennaio e giugno e poi un calo di 2 mila a luglio e un aumento di mille ad agosto. Nei primi sette mesi del 2022 le uscite dalla disoccupazione sono lievemente aumentate tra le donne mentre sono diminuite tra gli uomini, presumibilmente anche a causa della flessione della domanda di lavoro nelle costruzioni, settore tipicamente a prevalenza maschile.

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