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Juventus smarrita, al lavoro per riprendere la marcia

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Il pari contro l’Empoli poteva essere “derubricato” a incidente di percorso e la sconfitta contro l’Inter a San Siro era preventivabile, ma il tonfo interno contro l’Udinese ha fatto precipitare la Juventus nella crisi di gioco e di risultati. Anche perché i tre passi falsi sono arrivati uno in fila all’altro, con i bianconeri che adesso si ritrovano sul groppone due sconfitte consecutive. I tifosi hanno fischiato dopo il clamoroso 0-1 friulano allo Stadium e ora cambiano le prospettive di classifica: non si punta più in alto, anche perché l’Inter è scappata via a +7 e con una gara ancora da recuperare, ma è meglio guardarsi alle spalle, con il Milan che è ad una sola lunghezza dai ragazzi di Allegri.

Così il tecnico ha subito fissato la ripresa nella mattinata dopo lo scivolone con l’Udinese, dividendo in due il gruppo e facendo fare scarico a chi ha giocato allo Stadium e dirigendo una seduta ad alti ritmi con tutti gli altri. “Non dobbiamo demoralizzarci, dispiace non essere riusciti a stare dietro a un’Inter che sta facendo un cammino straordinario, ma l’importante è tornare a fare punti chiave per la Champions già a Verona” è il messaggio dell’allenatore per ricompattare l’ambiente. Anche lui, però, nonostante abbia toccato le 405 panchine in bianconero raggiungendo Lippi al secondo posto della classifica all time, non è stato risparmiato dalle critiche: non ha convinto la scelta di puntare su Alex Sandro come sostituto di Danilo ed è tornata sotto accusa la scarsa verve offensiva della Juve, capace di realizzare una sola rete negli ultimi 270 minuti di campionato.

A tal proposito, in vista della trasferta al Bentegodi, verrà in soccorso Vlahovic, ormai prossimo al rientro in gruppo: già durante l’allenamento post-Udinese ha svolto qualche esercitazione insieme ai compagni, nella seduta del mercoledì è previsto il suo ritorno definitivo e a piena disposizione. La Juve si aggrappa al serbo per provare ad uscire dalla crisi, anche perché Milik si è divorato almeno due occasioni contro i friulani e Chiesa non segna praticamente da un mese. In più non si può certo chiedere a un ragazzino del 2005 come Yildiz di caricarsi i bianconeri sulle spalle. La cattiva notizia in vista di sabato pomeriggio riguarda Bremer, con il brasiliano che dovrà scontare un turno di squalifica dopo l’ammonizione rimediata nel posticipo contro allo Stadium. Se non altro però capitan Danilo tornerà a disposizione e proverà a rialzare il muro difensivo della Juve, sempre “bucato” nelle ultime tre partite da Empoli, Inter e Udinese.

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Napoli penoso sconfitto anche a Empoli

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Nell’anticipo della 33esima giornata di Serie A, l’Empoli batte 1-0 il Napoli, conquistando tre punti preziosissimi in ottica salvezza. Al Castellani l’uomo decisivo è Alberto Cerri, capace di castigare un Napoli svogliato e privo di idee. I ragazzi di Calzona sbattono sul muro difensivo dell’Empoli, salutando di fatto un posto nell’Europa che conta per la prossima stagione. L’avvio di partita dei partenopei è subito traumatico e Cerri, dopo appena quattro minuti, porta in vantaggio l’Empoli, prendendo di testa il tempo alla difesa azzurra. Proprio l’ex attaccante del Como è costretto, però, al cambio al 20′, in seguito ad un problema muscolare. La reazione del Napoli è praticamente nulla ed è anzi l’Empoli a sfiorare in più occasioni il secondo gol: al 35′ Cambiaghi, tutto solo in area, si divora il raddoppio, colpendo l’incrocio dei pali. Dopo un primo tempo deludente, il Napoli rientra negli spogliatoi sommerso per l’ennesima volta dai fischi dei propri tifosi. Nella ripresa gli ospiti provano a reagire, pur faticando nell’alzare i propri ritmi di gioco; dall’altra parte i toscani si difendono con ordine, affidandosi poi all’arma del contropiede.

Nell’anticipo della 33esima giornata di Serie A, l’Empoli batte 1-0 il Napoli, conquistando tre punti preziosissimi in ottica salvezza. Al Castellani l’uomo decisivo è Alberto Cerri, capace di castigare un Napoli svogliato e privo di idee. I ragazzi di Calzona sbattono sul muro difensivo dell’Empoli, salutando di fatto un posto nell’Europa che conta per la prossima stagione. L’avvio di partita dei partenopei è subito traumatico e Cerri, dopo appena quattro minuti, porta in vantaggio l’Empoli, prendendo di testa il tempo alla difesa azzurra. Proprio l’ex attaccante del Como è costretto, però, al cambio al 20′, in seguito ad un problema muscolare. La reazione del Napoli è praticamente nulla ed è anzi l’Empoli a sfiorare in più occasioni il secondo gol: al 35′ Cambiaghi, tutto solo in area, si divora il raddoppio, colpendo l’incrocio dei pali. Dopo un primo tempo deludente, il Napoli rientra negli spogliatoi sommerso per l’ennesima volta dai fischi dei propri tifosi. Nella ripresa gli ospiti provano a reagire, pur faticando nell’alzare i propri ritmi di gioco; dall’altra parte i toscani si difendono con ordine, affidandosi poi all’arma del contropiede.

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Lega A ha deciso, Udinese-Roma prosegue il 25 aprile

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Il primo slot possibile, nel rispetto delle norme statutarie, era giovedì 25 aprile e su quella data è caduta la scelto dalla Lega serie A per il recupero dei minuti di gioco che mancano per concludere Udinese-Roma, il match della 32/a giornata di campionato sospesa domenica scorsa al 26′ della ripresa per il grave malore capitato al difensore giallorosso Evan N’Dicka. In un calendario ultra compresso, con la Roma che ha conquistato la qualificazione alle semifinali di Europa League e con l’Udinese in lotta per la salvezza, la scelta non era facile, tra le legittime esigenze delle due squadre e il necessario rispetto dell’integrità delle competizioni.

La Roma aveva chiesto di giocare il recupero con la squadra friulana a maggio, o in concomitanza con il recupero di Atalanta-Fiorentina – la partita non giocata a causa della scomparsa improvvisa del dg viola, Joe Barone – che si dovrebbe disputare a fine campionato, visto che entrambe le squadre sono ancora in corsa, oltre che ovviamente in campionato, in coppa Italia e nelle coppe europee. Quest’ultima soluzione non è stata ritenuta praticabile dalla Lega serie A, proprio nel rispetto della norma statutaria, che prevede che la prosecuzione delle gare interrotte, come nel caso di Udinese-Roma, sia effettuata entro 15 giorni dall’avvenuta interruzione.

La Roma aveva chiesto anche di giocare sabato 27 aprile con il Napoli. in vista dell’impegno la settimana successiva (il 2 maggio) per l’andata della semifinale di Europa League col Bayer Leverkusen. Il consiglio di Lega, convocato dal presidente, Lorenzo Casini, oltre a fissare data del recupero, “in orario tale da agevolare l’organizzazione della trasferta per la società ospite”, ha stabilito che la data della partita Napoli-Roma sarà fissata “tenendo conto anche delle esigenze manifestate dalla Roma”. La partita del Maradona si giocherà probabilmente il sabato o la domenica, per questo il quadro di anticipi e posticipi della 34esima giornata arriverà domani.

La Roma risponde alla Serie A che ha deciso di recuperare il 25 aprile la sfida con l’Udinese. “L’AS Roma, con i suoi risultati europei e quattro semifinali consecutive ha contribuito al ranking Uefa e dunque al quinto slot per le squadre italiane nella prossima Champions League come pochi altri club – comincia la nota giallorossa – Nonostante questo, il Presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini ha oggi avallato un’ingiusta decisione che costringerà la Roma ad affrontare il Bayer Leverkusen, in condizioni di svantaggio. Questo rappresenta un chiaro passo indietro per tutto il sistema calcio in Italia”.

Poi la Roma conclude così nella sua nota: “La squadra, i giocatori e lo staff dell’AS Roma riaffermano il proprio impegno a opporsi a questa ingiustificata avversità e a raggiungere, con il supporto dei propri incredibili tifosi, i massimi obiettivi in stagione”.

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Cagliari beffato, Vlaohvic e un autogol salvano la Juve

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La Juventus rischia a Cagliari, ma alla fine pareggia dopo essere stato sotto di due gol: squadra di Allegri salvata da una punizione di Vlahovic e soprattutto da un autogol di Dossena. Alla fine pari amaro soprattutto per il Cagliari: aveva chiuso il primo tempo in vantaggio due a zero con i rigori di Gaetano e Mina. E i rossoblu avevano accarezzato l’idea di poter quasi chiudere il discorso salvezza in anticipo con una bella e prestigiosa vittoria con una big. Un punto che comunque muove la classifica del Cagliari. E che invece è un brodino per la Juventus: non perde partita e faccia, ma forse i tifosi a Cagliari si aspettavano un altro atteggiamento. Nel primo tempo Allegri è cascato un po’ nella trappola di Ranieri. Il Cagliari ha lasciato che fosse la Juve a fare il primo passo ripartendo con gli scatenati Luvumbo e Shomurodov.

E sono arrivati i gol rossoblu. Nella ripresa orgoglio bianconero che alla fine ha buttato dentro tutti suoi attaccanti. E alla fine ha raddrizzato la partita con un autogol. Allegri ha puntato su Alcaraz dal primo minuto accanto a Locatelli e Rabiot. Sulle fasce Weah e Cambiaso, Chiesa vicino a Vlahovic davanti. La risposta di Ranieri è stata quasi a specchio con Nandez e Augello sulle corsie esterne. In mediana Makoumbou e Sulemana con Luvumbo e Gaetano disponibili a dare una mano partendo da lontano. E anche pronti ad aiutare Shomurodov. Cagliari concentrato e aggressivo: insidioso più che pericoloso con Shomurodov e Luvumbo. Juventus abbastanza imprecisa con palloni persi a favore delle ripartenze rossoblu sempre con la scatenata coppia uzbeko-angolana. Bianconeri comunque pronti a far male: il primo tiro in porta con Weah al 20′.

Alla fine l’intraprendenza del Cagliari trova il premio con un rigore per un tocco di mano di Bremer su colpo di testa di Dossena. Dal dischetto Gaetano non sbaglia. Luvumbo sbaglia il raddoppio su assist di Shomurodov. Ma poco dopo azzecca tempo e giocata sempre su imbucata illuminata ancora di Shomurodov. Salta anche Szczesny, ma il portiere bianconero travolge l’angolano, ancora rigore. Questa volta dal dischetto si presenta Mina, specialista dai tempi dell’Everton: stesso angolo di prima, ancora gol. Primo vero sussulto soltanto nel finale Juve: fuga di Chiesa a sinistra e palla facile per Vlahovic in mezzo. Gol, ma era fuorigioco. Anche il Var conferma mostrando però che si è trattato proprio di una questione di centimetri. Allegri nella ripresa ha provato ad “allargare” il campo con Yidliz al posto di Alcaraz, infastidito anche da una ferita al viso.

Ma è stato Prati il primo a tirare in porta. Partita in mano alla Juventus con il Cagliari che si abbassa però troppo e non riparte con la precisione e la velocità del primo tempo non è un caso che la Juventus riapra la partita. Da una punizione molto contestata al limite dell’area parte la rinascita bianconera: punizione di Vlahovic e palla sull’angolo non coperto da barriera e portiere. Cagliari città fortunata per Vlahovic: in Sardegna ai tempi della Fiorentina aveva trovato i primi gol in serie A. Poco da perdere per Allegri che è diventato super offensivo con Milik accanto a Vlahovic. Alla fine è diventata quasi una partita a una porta sola anche se la Juventus non è stata molto lucida. Proprio da un cross di uno dei nuovi entrati, Yildiz, è arrivato il gol del due a due. Dossena, nel disperato tentativo di anticipare Vlahovic, ha colpito malissimo beffando Scuffet. Nel finale Allegri ha chiesto ai suoi di vincerla la partita. Ma sono arrivate solo mischie su mischie. Due a due. Juventus sempre tranquillo in zona Champions. Cagliari un passo avanti: dal trittico Atalanta-Inter-Juve ne è uscita con cinque punti che profumano di salvezza.

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